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Archive for the ‘PoesiaNews’ Category

SOCIETÀ ITALIANA SPIRITI di Antonio Di Mauro

“Società Italiana Spiriti” di Antonio Di Mauro (Stampa2009)

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Una poesia fortemente ispirata da umana pietas

di Franco Pappalardo La Rosa

La poesia di Antonio Di Mauro in questo nuovo libro, Società Italiana Spiriti, edito da Stampa2009 nella prestigiosa e raffinata collezione di poesia “La Collana” curata da Maurizio Cucchi, sembra attingere la propria fonte d’ispirazione non nel reale in sé, bensì in una sorta di tempo incrinato tra continue sequenze di immagini, di figure, di parvenze labili di creature, e fitta nominazione di oggetti, di accadimenti, di stagioni, d’incontri, di luoghi e di paesaggi decantati dalla memoria, all’interno di uno scenario che è impalpabile distanza dal mondo coinvolto nel vortice della Storia, sensibile e tangibile, in cui ciascun ente nominato viene assunto a principio di verità. Come se gli enti stessi, insieme con il carico delle venture che li pertengono, simili ad ossessivi frantumi di un’illusione ormai deflagrata, e tuttavia pervicacemente ricomposta e recuperata per forza di pensiero e di parola, fossero sospesi dentro lo specchio magico di una dimensione autre: la dimensione aspaziale e atemporale, esclusivamente interiore, appunto, del sogno. In cui, strappandolo al nulla eterno, tutto può accadere, e persino riannodarsi, al di là del tempo e della Storia, il filo del colloquio con le “care ombre” di un passato prossimo o remoto per sempre troncato dalla feroce mannaia della morte («ma voi dove siete / anime ancora dolenti dove siete / ombre vaganti che avverto presenti?…»). Leggi tutto…

UN RICORDO DI ELENA SALIBRA

imageIl mio ricordo di Elena Salibra

L’incrollabile fiducia nella parola che, composta di “sillabe e aria ancora in armonia”, appare strumento insostituibile per rappresentare l’interazione dell’io con il mondo, nella consapevolezza che la scrittura poetica è il risultato di una ricerca paziente e faticosa.

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di Emma Di Rao

Con il tempo, si sa, i ricordi sono destinati ad assumere contorni che si fanno via via sempre più sfumati ed evanescenti; in alcuni casi, invece, si fissano inspiegabilmente nella nostra mente divenendo quasi indelebili. Ed è proprio così che mi appare il mio ultimo incontro con Elena Salibra (nella foto accanto e in basso – n.d.r.) o, meglio, il primo, dopo circa quarant’anni: una conversazione telefonica alquanto breve, quasi volessimo entrambe, per un tacito accordo, sorvolare sulla nostra conoscenza giovanile, troppo remota per imbastirvi un dialogo che non risultasse faticoso a causa dello spazio temporale che avrebbe dovuto coprire. Fu perciò quasi con sollievo che ascoltai la sua cortese richiesta, promettendo senza esitare la mia collaborazione. Ancora oggi, ripensando a quel fugace contatto con Elena, tento di leggervi un’incrinatura, un inciampo della voce, un qualsiasi segno che tradisse l’angoscia per la drammatica contingenza che da tempo era intervenuta e che di lì a poco sarebbe giunta ad un esito infausto. Ma ogni volta il tono si confermava sereno, fermo, come di chi si è abituato da tempo ad esercitare un controllo su se stesso e su una realtà che, già allora, doveva apparire precaria e prossima a dissolversi. Leggi tutto…

LA POESIA DI NINO DE VITA

Il canto di Cutusìo

Il poeta marsalese, Nino De Vita, “cantore di Cutusìo”, compie settant’anni. Lo festeggiamo con questo articolo di Giuseppe Giglio

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di Giuseppe Giglio

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(Nino De Vita davanti allo Stagnone. Foto inedita di Angelo Pitrone)

Si respira una certa musica, leggendo le poesie di Nino De Vita. Una musica, un canto, che con naturalezza sguscia dalle parole antiche con le quali questo grande e luminoso narratore in versi  sgrana una storia dopo l’altra, in quella particolarissima lingua che è il dialetto di Cutusìo – una delle centonove contrade di Marsala, davanti allo Stagnone, e alla mitica Mozia -, dove  De Vita è nato, proprio oggi, otto giugno, settant’anni fa, e dove da sempre vive. Leggi tutto…

50 ANNI DALLA MORTE DI GIUSEPPE UNGARETTI

Il 1° giugno di cinquant’anni fa moriva Giuseppe Ungaretti.

Gli dedichiamo questa pagina per omaggiarlo

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Giuseppe Ungaretti (Alessandria d’Egitto, 8 febbraio 1888 – Milano, 1º giugno 1970) è stato un poeta, scrittore, traduttore e accademico italiano.

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Approfondimenti su: Ansa, RaiNews

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Dichiarazione del Presidente Mattarella nel 50° anniversario della morte di Giuseppe Ungaretti Leggi tutto…

FESTIVAL EUROPEO DELLA POESIA AMBIENTALE 2020

Festival europeo della poesia ambientale, il 22 maggio on-line

Festival europeo della poesia ambientale

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venerdì 22 maggio, dalle 18 alle 20 (ora italiana), avrà luogo in streaming il “Festival europeo della poesia ambientale” nei siti di Insula europea e Sapereambiente e nelle rispettive pagine Facebook delle due riviste (www.facebook.com/insula.europea e www.facebook.com/saperenetwork ).

Il Festival vedrà la partecipazione di diciotto poeti: nove italiani (Antonella Anedda, Mario Baudino, Stefano Carrai, Donato Loscalzo, Valerio Magrelli, Giancarlo Pontiggia, Eleonora Rimolo, Francesca Tuscano e Marco Vitale), e nove di vari paesi europei (Laure Gauthier [Francia], Viacheslav Kupriyanov [Russia], José Manuel Lucia Megias [Spagna], Eliza Macadan [Romania], Jarek Mikolajewski [Polonia], Antonio Manuel Pires Cabral [Portogallo], Marion Poschmann [Germania], Gerda Stevenson [Regno Unito], Haris Viavlanos [Grecia]). Leggi tutto…

QUALE CONFINE di Gabriella Grasso

“Quale confine” di Gabriella Grasso (Kolibris): incontro con il poeta

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Gabriella Grasso è nata a Catania nel 1971 ed è vissuta a Linguaglossa, a Catania, a Bassano Del Grappa e ad Acireale, dove attualmente risiede e dove insegna lettere nella scuola secondaria di I grado. È studiosa di linguistica, in particolar modo della Lingua Italiana dei Segni (LIS), di cui è interprete e su cui ha pubblicato alcuni contributi (Zanichelli, Edizioni del Cerro). È appassionata di musica, di letteratura e, soprattutto, di poesia; collabora con magazine e riviste letterarie (tra cui la prestigiosa “Lunarionuovo”).

Nel dicembre 2019 Ha pubblicato la silloge “Quale confine” per le Edizioni Kolibris (Ferrara).

La Kolibris edizioni è una preziosa realtà editoriale in Italia, fondata dalla poetessa e traduttrice Chiara De Luca a Ferrara, specializzata in poesia, con ben 22 collane di poesia proveniente da tutto il mondo (da tutta Europa fino alla Nuova Zelanda!), accuratamente scelta e tradotta, talvolta mantenendo il testo originale a fronte. Nella collana di poesia italiana ha pubblicato le opere di Francesco Benozzo, candidato al Nobel per la letteratura.

Abbiamo incontrato Gabriella Grasso per chiederle di parlarci di “Quale confine”… Leggi tutto…

Le nuove opere di OCEAN VUONG e GIOVANNA CRISTINA VIVINETTO

Brevemente risplendiamo sulla terra - Ocean Vuong - copertinaDove non siamo stati - Giovanna Cristina Vivinetto - copertina“Brevemente risplendiamo sulla terra” di Ocean Vuong (La nave di Teseo – traduz. di Claudia Durastanti)

“Dove non siamo stati” di Giovanna Cristina Vivinetto (BUR Biblioteca Univ. Rizzoli)

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L’ode alle nonne nella poesia di Ocean Vuong e di Giovanna Cristina Vivinetto

di Daniela Sessa

Lan e Lilluzza sono due formidabili figure femminili. Attraversano, spaccano, sconquassano, ordinano le vite e le parole dei loro nipoti: due poeti, Ocean Vuong e Giovanna Cristina Vivinetto. Due poeti con il dono di fare della poesia liturgia della materia. Vuong con “Brevemente risplendiamo sulla terra” (nella nitida e preziosa traduzione di Claudia Durastanti) e Vivinetto con “Dove non siamo stati” scrivono un romanzo familiare in cui la parola, incerta tra rigo e verso, si inarca e si inabissa alla ricerca di un limite in cui sconfinare. Quel limite è la memoria, che ognuno di loro, servendosi di una materia lessicale diversa (ariosa Vivinetto, densa Vuong) incarna nella storia delle loro formidabili nonne. Come la fossa di Aristotele che per accidente svela un tesoro, accade che i due libri per un insospettabile accidente raccontino la morte di due nonne e che le loro parole pietose e dolorose facciano dell’accidente sostanza narrata di questi tristi interminabili giorni. “Brevemente splendiamo sulla terra” e “Dove non siamo stati” incastonano Lan e Lilluzza al centro del racconto di una rinascita: Vivinetto continua la storia della scorzatura della sua identità per avere “la possibilità di accadere ancora”, Vuong si costituisce come preda per “risplendere su questa terra”. In ogni caso occorre sprofondare dentro un ventre. Vuong e Vivinetto scelgono quello delle nonne materne. Leggi tutto…

EMOZIONI SENZA COMPIACIMENTO di Gabriella Maggio

“Emozioni senza compiacimento”: la silloge di Gabriella Maggio (Il Convivio)

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Gabriella Maggio è nata e vive a Palermo. Per Spazio Cultura Libreria Macaione cura il Circolo dei Lettori. Organizza eventi culturali come “La poesia è parola, rassegna dei poeti palermitani “per l’Associazione VOLO. Collabora con riviste e blog e fa parte di numerose accademie culturali. Nel 2015 ha curato presso Palazzo Ziino – Palermo per lo scultore Giuseppe Cuccio la mostra e il catalogo di “E nell’idolo suo si tramutava”. È studiosa dei miti antichi in particolare: il Labirinto, le Sirene, Medusa. Nel 2019 ha pubblicato presso l’editore Il Convivio una raccolta di poesie “Emozioni senza turbamento” con la prefazione di Dante Maffia.

Come ha scritto Dante Maffia “Quasi in ognuna delle composizioni c’è nascosto un sogno irrisolto, come quelli che fuggono rapidi all’alba quando il sole comincia ad affacciarsi. Eppure non c’è una sola nota di rimpianto, non si avverte il senso della perdita e ciò sta ad indicare che Gabriella Maggio è diventata il semaforo delle sue emozioni, di ciò che la scuote ogni giorno dinanzi a spettacoli inusitati, a momenti del passato, a progetti per il futuro“.

Abbiamo incontrato Gabriella Maggio proprio con riferimento a “Emozioni senza compiacimento” e le abbiamo chiesto di parlarcene… Leggi tutto…

GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA 2020

21 marzo 2020 – GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA

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Ogni anno si celebra la Giornata Mondiale della Poesia nel primo giorno di primavera. Istituita dall’UNESCO in quanto si riconosce all’espressione poetica un ruolo privilegiato della promozione del dialogo interculturale, della comunicazione e della pace.

La giornata mondiale della poesia sul sito delle Nazioni Unite

 

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Messaggio per la Giornata Mondiale della Poesia 2020 di Audrey Azoulay: Direttore Generale dell’UNESCO

Proprio come ha scritto il romanziere Franz Kafka, “Un libro deve essere l’ascia per il mare ghiacciato che alberga in noi”, così il professore di Stanford John Felstiner chiede nel titolo del suo libro: La Poesia può salvare il Mondo?
“Perché richiamare ai piaceri della poesia, quando è giunto il momento di una risposta a 360 gradi? La risposta inizia con gli individui, sono le singole persone da cui vengono e per cui vengono declamate le poesie. Poco alla volta, la volontà di agire può sorgere dentro di noi. Poiché siamo ciò a cui mira la bellezza e la forza delle poesie, abbiamo la possibilità di riconoscere e alleggerire la nostra impronta in un mondo in cui tutta la natura è vitale.”
Creata con parole, colorata con immagini, scolpita con la giusta metrica, la poesia ha un potere che non ha eguali. Il potere di scuoterci dalla vita di tutti i giorni e il potere di ricordarci la bellezza che ci circonda e la resilienza dello spirito umano.
Quest’anno, mentre segniamo la fine del Decennio delle Nazioni Unite sulla biodiversità e l’inizio dell’Anno internazionale della salute delle piante delle Nazioni Unite, l’UNESCO sta onorando i poeti passati e presenti che difendono la biodiversità e la conservazione della natura. Leggi tutto…

CADUTA DENTRO UN NO di Barbara Garlaschelli

“Caduta dentro un no. Ballate” di Barbara Garlaschelli (Morellini – a cura di Elena Mearini)

Pubblichiamo l’introduzione firmata da Elena Mearini e un paio di liriche tratte dal volume “Caduta dentro un no. Ballate” di Barbara Garlaschelli, edito da Morellini. Cronaca, arte, sentimento: la raccolta di 120 ballate di Barbara Garlaschelli, tra le autrici più interessanti del panorama letterario italiano. Con oltre 20 tracce audio di reading musicati. Su questo il link è possibile ascoltare le tracce audio da Spotify

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Con uno stile asciutto ma allo stesso tempo lirico Garlaschelli – scrittrice di romanzi, pamphlet, libri per ragazzi – narra la sua visione del mondo esteriore e interiore, lasciandosi condurre a volte dai temi della cronaca più attuale, come la violenza di genere o la problematica dell’immigrazione, a volte dalle vicende di vita privata e familiare, altre ancora dall’indagine del proprio corpo che diviene luogo di conflitto e di amore, lotta e riconciliazione. Legate da una forte tensione emotiva oltreché narrativa, alcune delle ballate saranno lette da attori e da lei stessa, e accompagnate da musiche originali. Al volume sono collegate una selezione di 22 tracce audio di reading musicati scaricabili da Spotify tramite un qr code presente nel libro. Leggi tutto…

COSTELLAZIONI di Giorgio Ghiotti

image“Costellazioni” di Giorgio Ghiotti (Edizioni Empirìa)

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di Carlo di Francescantonio

Giorgio Ghiotti, autore giovane ma già esperto e profondo, come penultimo lavoro (mentre scrivo, sempre le Edizioni Empirìa, hanno dato alle stampe Il lucernario) propone un interessante esperimento portato in libreria dall’editore Empirìa. Costellazioni, classificato come saggio, è in realtà libro atipico, uno “Zibaldone breve” o panoramica su una certa vita nuova della poesia, dove per nuova il significato si concentra verso quella generazione di poeti arrivata appena dopo i vari Magrelli, Cavalli, e, ancora oggi, ingiustamente trascurata. Ghiotti muove la sua personale ricerca e proposta attraverso considerazioni, suggerimenti, omaggi senza mai tradire l’autorevolezza dello studioso, capace e padrone della materia, al punto di diventare feroce schierandosi contro ad un certo disfattismo apocalittico che ha visto in Cesare Viviani, poeta, (il riferimento preciso va al libercolo La poesia è finita. Diamoci pace. A meno che…  “che apertamente e non privo di un certo rancore taccia i giovani poeti tout court, quasi trattandoli come categoria indistinta o mostro a tre teste, di ignoranza, narcisismo, auto referenzialità”) suo malgrado portavoce. Leggi tutto…

L’OCCASIONE E L’OBLIO di Giovanni Parrini

“L’occasione e l’oblio” di Giovanni Parrini (Stampa 2009, 2019 – a cura di Maurizio Cucchi)

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Giovanni Parrini è nato nel 1967 a Firenze, dove vive e lavora. Ha pubblicato le seguenti raccolte di poesia: Nel viaggio (Lietocolle, 2006, prefazione di Neuro Bonifazi); Tra segni e sogni (Manni, 2006, prefazione di Maurizio Cucchi); Nell’oltre delle cose (Interlinea 2011, prefazione di Giovanna Ioli, Premio Mario Luzi); Valichi (Moretti & Vitali, 2015, prefazione di Giancarlo Pontiggia, Premio Giuria-Viareggio), L’occasione e l’oblio (Stampa2009, Varese, 2019). Sue poesie sono presenti sull’Almanacco dello Specchio (a cura di Maurizio Cucchi, Mondadori,  2011), Poesia (Le misure del cielo, n° 284, a cura di Maria Grazia Calandrone, Crocetti Editore, 2013), Nuovi Argomenti (Tra poco, nell’aurora, n° 73, 2016), Gradiva (Antico cascinale, n° 55, 2019).

La sua opera più recente si intitola “L’occasione e l’oblio” (Stampa 2009), a cura di Maurizio Cucchi. Abbiamo invitato l’autore, chiedendogli di parlarcene… Leggi tutto…

POESIE DI DIO, a cura di Enzo Bianchi

POESIE DI DIO, a cura di Enzo Bianchi (Einaudi)

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di Helena Molinari

Copertina del libro Poesie di Dio di VV.C’è una certa letteratura dai pugni colmi di terra e gli occhi pieni di cielo presente in tutti i secoli eppure imperitura, sparsa come semi talvolta invisibili e apparentemente innocua nelle antologie di scuola.
Una letteratura di qualsiasi genere indistintamente; fatta di quegli autori minori che sorvoli e quelli ben più noti che tendi a definire, senza spesso dar loro possibilità altra di interpretazione…
Qui scorrendo le pagine se ne ritrovano alcuni e si apprezza tanto questo coraggioso accomunamento di intenti, indifferente alla lora poca o tanta precedente divulgazione.
In questo bel volume e itinerario spirituale, si è scelta la Poesia; quel modo di essere e di scrivere che a mio dire senza compromesso sa più di altro arrivare al cuore. Leggi tutto…

LA VESTAGLIA DEL PADRE di Alessandro Moscè (recensione)

imageLA VESTAGLIA DEL PADRE di Alessandro Moscè (Aragno)

di Gianni Bonina

Alessandro Moscè è un poeta antinovecentista, della linea di Saba e Penna, passando per Montale e Pasolini. La sua è una poesia realista sorretta da uno sguardo topografico di cui dà prova anche la sua ultima silloge, La vestaglia del padre (Aragno, 12 euro). Sono i luoghi marchigiani e umbri ad alimentarla entro una cosmologia che comprende con i tópoi anche i lógoi, gli episodi della vita, i ricordi, quel mito dell’infanzia e dell’adolescenza che ha scaldato la letteratura del secondo Novecento e che Moscè fa proprio come un credo laico. Sennonché, tra drómenon e legómenon, il fatto e la sua rappresentazione, Moscè si muove anche nel campo che realista non è, dove la memoria agisce come strumento del cuore per fare della ragione un’elegia dei sentimenti. Leggi tutto…

HIROSAKI di Alessio Vailati (poesie)

HIROSAKI di Alessio Vailati (LietoColle)

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“Hirosaki. Ricominciare dal fantasma” 

di Carlo di Francescantonio

Il nostro presente è un CRASH (viene immediato pensare al meraviglioso film di Cronenberg e all’ancor più meraviglioso libro di Ballard, da cui il film è tratto) senza nessuna ricerca oppure uno STREAM OF CONSCIOUSNESS (flusso di coscienza) in totale assenza di pensiero o – appunto – coscienza. Una deriva esistenziale e culturale, bel oltre il luogo comune del punto di non ritorno. E perfino Kafka, oggi, resterebbe se non inorridito almeno perplesso. Proprio lui, che in un pensiero famoso ha sostenuto: da un certo punto in avanti non c’è più modo di tornare indietro. È quello il punto al quale si vede arrivare. Oggi, il punto migliore dal quale iniziare sarebbe: dichiararsi analfabeti, tornare sui banchi della prima elementare. Ricominciare da una base o da un fantasma, che per fantasma si intende qui un rispetto verso qualcosa dal quale proveniamo. Parliamo, ancora una volta di poesia, ed ecco il fantasma, come tramite assoluto tra mondi, che è la migliore delle metafore per HIROSAKI. Leggi tutto…

AKAMON di Furio Detti: incontro con l’autore

“Akamon” è la silloge di Furio Detti pubblicata da Le Mezzelane. Abbiamo incontrato l’autore. In coda al post, tre poesie

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Furio Detti è nato a Livorno nel 1972. Vive e lavora in provincia di Bologna. Critico e traduttore ha pubblicato poesie sulla rivista “Soglie”, “Kamen”, “Il Giornale della Mezzanotte” (inserto di Armunia Festival Costa degli Etruschi) e ha pubblicato in antologia con l’editore ZonaFranca. Si occupa di didattica e teatro con gli studenti delle scuole secondarie inferiori (Laboratorio “Teatreuropeo” – Compagnia All’Impresa della Locusta, Peccioli – PISA).
Di recente ha pubblicato la poesia Una Poesia alla Carver, su “Gradiva. International Journal of Italian Poetry”, n.52 Autumn 2017, Olschki editore.
Le sue fonti e la sua palestra – a giudizio dello stesso autore sono – sono Yeats , Pound, i poeti Siciliani, Dante e Cavalcanti, D’Annunzio, Bukowski, Shakespeare e altri immortali. Scrive anche poesie in lingua inglese.
A proposito di poesia è da poco in libreria la silloge intitolata “Akamon”, edita da Le Mezzelane, presentata nell’ambito degli eventi di Lucca Comics & Games 2019 (Furio Detti è anche un esperto di comics e collabora con la rubrica “graphic novel e fumetti” di Letteratitudine.

Amakon è una silloge che affronta varie tematiche: “La chimica e I genocidi del Novecento, l’epica omerica e gli Internet café di Shibuya, Michelangelo e i gatti passando per Ezra Pound, i NoTav e il Kendo, compatti come lattine di un distributore automatico di versi: diario di viaggio, pacati armistizi con l’imprevisto e l’imprevedibile: la Porta rossa”.

Abbiamo chiesto a Furio Detti di parlarcene… Leggi tutto…

SASSO, CARTA E FORBICI di Antonio Bux

SASSO, CARTA E FORBICI di Antonio Bux (Avagliano editore – collana Poesia)

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Sasso, carta e forbici. L’anticorpo della resilienza.  

di Carlo di Francescantonio

Antonio Bux, nato a Foggia nel 1982, è un Poeta con all’attivo una ricca serie di pubblicazioni, concentrate in poco meno di un decennio, sia in italiano che in spagnolo. Per chi desiderasse meglio apprezzare l’ultimo lavoro Sasso, carta e forbici sono piacevolmente “obbligato” a consigliare una serie di scritti che di qualche anno lo precedono: le opere in italiano Trilogia dello zero (Marco Saya Edizioni) finalista Premio Lorenzo Montano, Kevlar edito nella prestigiosa collana “Ungarettiana”, diretta da Paolo Valesio e Alessandro Polcri (Società Editrice Fiorentina) Premio Piero Alinari,  e ancora Naturario impreziosito da una nota di Alfonso Guida (Di Felice Edizioni) finalista Premio Viareggio e Sativi (Marco Saya Edizioni, Milano) selezione Premio Città di Como. E alcune in lingua spagnola: 23 (fragmentos de alguien) (Ruinas Circulares Ediciones), El hombre comido (Añosluz Editora) e Saga familiar de un lobo estepario (Editorial Juglar). Infine anche la preziosa e unica incursione nel ‘dialetto’, davvero degna di nota,  con la silloge in vernacolo foggiano Lattèssanghe (Edizioni Le Mezzelane) selezione Premio Città di Ischitella – Pietro Giannone. Attivo anche sul fronte delle antologie, è presente in opere collettive come InVerse: italian poets in translation a cura della John Cabot University. Leggi tutto…

METÀ E METÀ. ENSEMBLE di Fabio Pinna

METÀ E METÀ. ENSEMBLE: incontro con Fabio Pinna

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Fabio Pinna è nato nel 1983 a Cagliari. Bookblogger e promotore editoriale. Nel 2012 ha fondato www.leggereacolori.com

Ha pubblicato: per la poesia, Un sogno diventa realtà, Montedit, 2004; L’amore non citofona, Letteratura Alternativa, 2016 – per la narrativa,Murales, Montedit, 2005; Senza sottile dispiacere, La Riflessione, 2006; Il lieto fine è dispari, Createspace Publishing, 2015.
Di recente Fabio Pinna, per i tipi di Giovane Holden edizioni, ha pubblicato la silloge “Metà e metà – Ensemble“.
Abbiamo incontrato l’autore chiedendogli di parlarcene…

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Metà e metà – Ensemble, prima di essere un libro di parole è un esperimento che ho fatto con me stesso, in emozioni”, ha detto Fabio Pinna a Letteratitudine. “Il tentativo era quello di assecondare, comprendere meglio i flussi che generano i cambiamenti nella vita sentimentale e di riproporre parte di questo tragitto intimo in versione poetica, con un’espressione rinnovata e lo stile personale intatto. In altre parole, questo libro non parte da un’idea o dai deali ma da una scoperta personale, da nuovi punti di osservazione, soggettivamente parlando e dall’esigenza di mettersi in gioco. Leggi tutto…

Premio Poesia Città di Fiumicino 2019

Segnaliamo la nuova edizione del PREMIO POESIA CITTÀ DI FIUMICINO curato dal’Associazione Culturale “CORTE MICINA”, con l’alto patrocinio del Comune di Fiumicino, del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Lazio e di Città Metropolitana di Roma Capitale. Il bando del premio è disponibile qui

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Il Premio è riservato a libri di poesia in lingua italiana di autori viventi editi nel biennio 1 giugno 2017 – 31 luglio 2019. La Giuria Tecnica del Premio è composta da Milo De Angelis, Fabrizio Fantoni, Luigia Sorrentino, Emanuele Trevi.

Il Premio si articola nelle seguenti sezioni (non sono previste quote di partecipazione): Leggi tutto…

VII Premio Letterario “Paolo Prestigiacomo” San Mauro Castelverde

Vincitori ex aequo Tiziano Broggiato e Giuseppe Grattacaso  –   Menzioni Speciali per Antonio Lanza e Maria Pia Quintavalla

La giuria del VII Premio Letterario “Paolo Prestigiacomo” San Mauro Castelverde composta da Gabriella Sica (presidente), Roberto Deideir e Maria Attanasio, dopo attenta disamina delle numerose opere pervenute da tutta Italia, ha decretato Vincitori ex aequo Tiziano Broggiato (con “Novilunio” Edizioni  LietoColle) e Giuseppe Grattacaso (con “Il mondo che farà” Edizioni Elliot); la stessa giuria ha poi assegnato due Menzioni Speciali: ad Antonio Lanza per il libro “Suite Etnapoli”, edito da Interlinea, e a Maria Pia Quintavalla per “Quinta Vez”, edizioni Stampa 2009.

Organizzato dal Comune di San Mauro Castelverde (PA) in collaborazione con il periodico culturale l’EstroVerso e con il Centro di Poesia Contemporanea dell’Università di Catania, il Premio sarà consegnato in Piazza Municipio, sabato 3 agosto, alle ore 18.30, ospite d’onore della cerimonia di premiazione la scrittrice Catena Fiorello. Leggi tutto…

L’AZZURRO VELO di Sebastiano Burgaretta

L’AZZURRO VELO di Sebastiano Burgaretta (Archilibri)

Si intitola “L’azzurro velo” la nuova silloge del poeta Sebastiano Burgaretta, pubblicata da Archilibri con prefazione di Giuseppe Greco, postfazione di Antonio Di Grado e disegni di Guido Borghi.

L’azzuro velo. Azzurro: il colore del cielo. Come il manto della Vergine Santa. Sono versi che cantano il cielo. Ma non un cielo lontano, bensì un cielo che avvolge la terra, un cielo che si è chinato sulla terra, un cielo che bacia la terra. Il mistero di un Dio che si fa uomo, che porta il cielo sulla terra. E da quel momento non v’è cielo senza terra, non v’è terra senza amore.
L’azzuro velo. E’ un velo che copre la terra. Delicatamente. Silenziosamente. “La verità ama nascondersi” (Eraclito). “Deus absconditus” (Is 45,15). Dio non è fragoroso. Si rivela velandosi. Non mette l’uomo con le spalle a muro. Lascia all’uomo la libertà della ricerca, il gusto della ricerca. Per far scoprire alla fine che è Dio alla ricerca dell’uomo. “Adamo, dove sei?” (cfr Gen 3,9). Per far scoprire all’uomo di essere cercato. Per donargli alla fine la gioia dell’incontro, per togliergli il velo dagli occhi: “Tu non mi cercheresti se non mi avessi già trovato” (B.Pascal). Leggi tutto…

UOMINI IN FIAMME di Mirko Servetti e Carlo di Francescantonio

Uomini in fiamme: le poesie scritte a quattro mani da Carlo di Francescantonio e Mirko Servetti

Ensemble edizioni ha pubblicato di recente una raccolta poetica scritta a quattro mani da Mirko Servetti e Carlo Di Francescantonio, già autori di svariate opere.

La silloge si intitola “Uomini in fiamme” e raccoglie – come scrive Antonio Bux nella prefazione – “testi, così diversi ma così paralleli, di Mirko Servetti e Carlo Di Francescantonio, due uomini che si fanno uno, e non uno contro uno − anche se ognuno da sé muove la propria lotta − ma un uno che si rigenera nell’altro (…)”.
 
Abbiamo chiesto ai due autori di raccontarci qualcosa su “Uomini in fiamme”…

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«Uomini in fiamme è un ideale proseguimento della raccolta precedente, Memorabilia. Poesie 2000-2015. Indagare l’animo umano, l’idea che impegna il mio percorso da poeta», ha detto  Carlo di Francescantonio a Letteratitudine. «L’opportunità di coinvolgere Mirko Servetti è nata spontaneamente, attraverso una serie di circostanze per nulla studiate a tavolino. Con Mirko abbiamo avuto lo stesso editore, Matisklo Edizioni, per una serie di anni. Lui aveva appena pubblicato una raccolta strepitosa, Terra bruciata di mezzo, mentre io con Roberto Keller Veirana e il contributo di Serena Zaiacometti, l’esperimento poetico Il verso dei lupi. Leggi tutto…

GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA 2019

21 marzo 2019 – GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA

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Ogni anno si celebra la Giornata Mondiale della Poesia nel primo giorno di primavera. Istituita dall’UNESCO in quanto si riconosce all’espressione poetica un ruolo privilegiato della promozione del dialogo interculturale, della comunicazione e della pace.

La giornata mondiale della poesia sul sito delle Nazioni Unite

 

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Messaggio per la Giornata Mondiale della Poesia 2019 di Audrey Azoulay: Direttore Generale dell’UNESCO

 

Sogni

Tenetevi stretti ai sogni
perchè se i sogni muoiono
la vita è un uccello con le ali spezzate
che non può volare.
Tenetevi stretti ai sogni
perchè quando i sogni se ne vanno
la vita è un campo arido
gelato dalla neve.

(Langston Hughes)

Questi versi del poeta Langston Hughes sono un invito a un sogno, a una fuga, a un’emancipazione. La poesia è senza dubbio la forma migliore per esprimere questo desiderio, poiché ci tocca nell’intimo e permette ogni forma di libertà.
Questo poema parla dello straordinario potere delle parole che aprono orizzonti infiniti, migliorano le nostre vite, cambiano la realtà, la abbelliscono, la mostrano in una nuova luce che non è mai stata vista prima. Leggi tutto…

E IL SONNO NON HA BUIO di Maria Rosaria Valentini: incontro con la poetessa

E IL SONNO NON HA BUIO di Maria Rosaria Valentini (Giulio Perrone Editore)

Maria Rosaria Valentini nata nel 1963 in Ciociaria, si è laureata in germanistica a Roma e da diversi anni vive in Svizzera, prima a Berna, poi a Lugano.

È stata segnalata al Premio Schiller per la raccolta di poesie Sassi Muschiati.

Ha pubblicato con Keller Editore Mimose a dicembre (2013) e con Sellerio Magnifica (2016) e Il tempo di Andrea (2018).

La nuova opera di Maria Rosaria Valentini è una raccolta di poesie pubblicata di recente da Giulio Perrone editore (prefazione di Nadia Terranova). Si intitola “E il sonno non ha buio“. In copertina leggiamo questi versi: “E tenerti la mano. / Fono a chinarmi. / Tanto da spezzarmi le ossa.”

Abbiamo incontrato l’autrice per chiederle di parlarci di questa sua silloge… Leggi tutto…

LA CASA DEI SOGNI SOSPESI

LA CASA DEI SOGNI SOSPESI di Giuseppe Venticinque (Kubera)

Giuseppe Venticinque, Catania 14 marzo 1957, figura con composizioni poetiche in numerose antologie letterarie ricevendo vari riconoscimenti.

In occasione dell’uscita della silloge “La casa dei sogni sospesi” (Kubera), ci racconta del suo rapporto con la poesia…

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Come nasce in me il rapporto con la poesia?
Devo tornare indietro con i ricordi, frequentavo la seconda e terza media, quando
ho conosciuto una ragazza e da lì tutto ebbe inizio, scrivevo il mio amore ovunque fosse possibile scrivere, su fogli di quaderno pezzetti di carta e persino sui banchi della scuola. Per non parlare di tutte quelle poesie racchiuse nei cassetti sparsi per la casa, ma un cassetto in particolare l’ho aperto qualche anno fa e da quel momento ho ripreso a scrivere. Leggi tutto…

ISOLA SONO DIVENTATA di Vivian Ley

ISOLA SONO DIVENTATA di Vivian Ley (Nulladie Edizioni)

QUANDO LA POESIA È DONNA

di Gabriella Rossitto

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Aldo Nove sostiene che la poesia è donna, che lo è da sempre, nonostante i nomi che la storia ci tramanda siano più maschili che femminili (e quante donne dalla voce potente sono rimaste nell’ombra, mi chiedo). L’uomo ha paura del potere che le donne hanno di dare la vita, ma anche del potere di creare la vita con le parole.
E se è creazione di universi quello che si fa con le parole, allora si può avere paura di una donna che scrive.
Forse perché in una poesia che è donna vi è un respiro mistico che attiene al divino, al sacro.  Come precisa l’Autrice stessa, la poesia è rito e culto ancestrale, ci mette in contatto con la parte pura e atavica di noi. Ci consente inoltre di vedere con chiarezza l’infinitamente piccolo e l’infinitamente grande, e se parla del quotidiano lo fa in maniera non convenzionale, da un punto di vista privilegiato e particolare.

In passato si paragonava l’ispirazione all’essere posseduti da un dio, “il primo verso è degli dei”, e il poeta soltanto era tramite per accedere a questa dimensione.
Perché il poeta è un essere speciale (si vedano i simbolisti, il concetto di poeta-veggente, il decadentismo), l’unico in grado di vedere ciò che nessuno vede, di sentire in maniera amplificata il rumore del mondo. Ci si mette in ascolto di sé, della natura, del cosmo; si colgono le voci già presenti nell’aria e ci vuole un cuore grande per assimilare in sé la magia e restituirla agli altri: Leggi tutto…

ADDIMORA di Marilina Giaquinta (poesie)

ADDIMORA di Marilina Giaquinta (Manni): incontro con la poetessa

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Marilina Giaquinta è nata e vive a Catania dove è dirigente della Polizia di Stato presso la Questura.
Scrive da sempre, ha pubblicato raccolte di poesie e di racconti, è nell’antologia Umana troppo umana, a cura di Fabrizio Cavallaro e Alessandro Fo (Nino Aragno 2016).

Di recente, per Manni ha pubblicato la raccolta di poesie intitolata “Addimora“.

Abbiamo incontrato l’autrice per chiederle di parlarci di questa sua silloge…

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«Come nasce una raccolta poetica? Non lo so», ha detto Marilina Giaquinta a Letteratitudine. «Credo che i motivi siano così diversi e così varii, che ogni raccolta ne abbia uno tutto suo, inconfondibile e unico, come le impronte digitali. Addimora è nata dalla necessità di raccogliere “la selva” di poesie scritte durante l’insonnia delle notti, e di tracciare, per quanto sia possibile per uno scrittore, una linea compiuta, che abbia inizio e si concluda e che, naturalmente, ne presuppone una serie di infinite altre. Leggi tutto…

PREMIO POESIA CITTÀ DI FIUMICINO 2018

Segnaliamo la quarta edizione del PREMIO POESIA CITTÀ DI FIUMICINO curato dal’Associazione Culturale “CORTE MICINA”, con l’alto patrocinio del Comune di Fiumicino, del Ministero dei Beni Culturali, della Regione Lazio e di Città Metropolitana di Roma Capitale. Il bando del premio è disponibile qui

Logo

Il Premio è riservato a libri di poesia in lingua italiana di autori viventi editi nel biennio 1 giugno 2016 – 31 luglio 2018. La Giuria Tecnica del Premio è composta da Milo De Angelis, Fabrizio Fantoni, Luigia Sorrentino, Emanuele Trevi.

Il Premio si articola nelle seguenti sezioni (non sono previste quote di partecipazione):
Premio Poesia Città di Fiumicino” – riservato a libri di Poesia in lingua italiana di autori viventi pubblicati in un periodo compreso nel biennio 1 giugno 2016 – 31 luglio 2018 (vedi art. 2 del bando);
Premio Opera Prima” – riservato alle “opere prime” di autori italiani viventi pubblicate nel biennio 1 giugno 2016 – 31 luglio 2018 (vedi art. 3 del bando);
Premio Poesia Inedita” – volto a valorizzare giovani – di età non superiore ai 35 anni – autori di una raccolta inedita di poesia in lingua italiana (vedi art. 4 del bando);
Premio alla Traduzione” – riservato ai traduttori in lingua italiana di opere di poesia di autori stranieri, viventi e non viventi (vedi art. 5 del bando);
Premio alla Carriera” – dedicato all’alto valore culturale della produzione poetica di un noto autore italiano (vedi art. 6 del bando).
Premio Fotografa una poesia” – concorso dedicato agli amanti della fotografia capaci di rappresentare con immagini fotografiche il valore poetico di una poesia scelta (vedi art. 7 del bando). Leggi tutto…

UNA BIBLIOTECA PER PIERLUIGI CAPPELLO

Pierluigi Cappello è stato uno dei maggiori poeti italiani. È scomparso il 1° ottobre 2017 e, su LetteratitudineBlog, gli abbiamo dedicato questo omaggio. È con grande piacere che contribuiamo a divulgare la notizia della intitolazione, al poeta Pierluigi Cappello, della biblioteca civica di Tarcento (Ud)

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Sabato 30 giugno, alle 20.30, la biblioteca civica di Tarcento, situata nel complesso del Centro Europeo Luciano Ceschia, in via Julia 13, verrà intitolata a Pierluigi Cappello.

Il sindaco, Mauro Steccati, scoprirà la targa con la scritta:

«COMUNE di TARCENTO / BIBLIOTECA CIVICA  / “Pierluigi Cappello” / poeta (1967-2017) / “Sono qui, con voi, perché sia voce / la mia dentro le vostre” / 30 giugno 2018». Leggi tutto…

GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA 2018

21 marzo 2018 – GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA

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Ogni anno si celebra la Giornata Mondiale della Poesia nel primo giorno di primavera. Istituita dall’UNESCO in quanto si riconosce all’espressione poetica un ruolo privilegiato della promozione del dialogo interculturale, della comunicazione e della pace.

La giornata mondiale della poesia sul sito delle Nazioni Unite

 

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A proposito di poesia, ecco qualche dato sulla lettura di poesia in Italia fornito da IBS.it

Gli italiani amano la poesia. Leggono autori sia italiani che stranieri, sia classici che contemporanei. Soprattutto in Lombardia e in Lazio, seguiti a ruota da Piemonte, Toscana ed Emilia Romagna. Il 54% di loro sono donne, il 46% uomini.

A svelarlo è la classifica di IBS.IT stilata in occasione della Giornata Mondiale della Poesia, istituita dall’Unesco nel 1999 con il fine di “riconoscere il ruolo privilegiato ricoperto dalla poesia, come mezzo di promozione del dialogo e della comprensione interculturali, della diversità linguistica e culturale, della comunicazione e della pace” e che ricorre ogni anno il 21 marzo, primo giorno di primavera e anniversario della nascita di Alda Merini.

Alda Merini

Dall’analisi dei titoli più venduti nell’ultimo anno (1° marzo 2017/1° marzo 2018) dalla libreria italiana online IBS.IT, classificati nel genere “poesia”, emergono dati inaspettati, qualche chicca e talvolta vere a proprie sorprese. Leggi tutto…

POESIA CONTEMPORANEA. Tredicesimo quaderno italiano (approfondimento su Antonio Lanza)

POESIA CONTEMPORANEA. Tredicesimo quaderno italiano (Marcos y Marcos – a cura di Franco Buffoni). Approfondimento su Suite Etnapolis: contributo del giovane poeta siciliano Antonio Lanza.

Su iniziativa di Franco Buffoni, prosegue ormai dal 1991, con cadenza biennale, la pubblicazione di una serie di quaderni di poesia italiana contemporanea per i tipi della casa editrice Marcos y Marcos. Ogni quaderno raccoglie, tra migliaia di dattiloscritti esaminati, sette nuove voci che con sensibilità, spessore ed equilibrio, rappresentino l’Italia in versi di quel particolare biennio.
Il comitato di lettura che esamina i dattiloscritti e determina la scelta dei sette giovani poeti è stato formato, fino al 2014, da Franco Buffoni, Umberto Fiori e Fabio Pusterla: dal 2015, a Umberto Fiori subentra Massimo Gezzi.

Di recente è stato pubblicato il Tredicesimo quaderno italiano, che ospita sette giovani autori di poesia italiana contemporanea – Agostino Cornali, Claudia Crocco, Antonio Lanza, Franca Mancinelli, Daniele Orso, Stefano Pini, Jacopo Ramonda – ciascuno presente con una raccolta autonoma preceduta da esauriente introduzione critica. Si tratta di sette piccoli libri di poesia racchiusi in un unico volume a illustrare le nuove scuole o tendenze della giovane poesia italiana. Il volume – a cura di Franco Buffoni – contiene le prefazioni di Antonella Anedda, Milo De Angelis, Umberto Fiori, Massimo Gezzi, Fabio Pusterla, Flavio Santi, Niccolò Scaffai.

Abbiamo chiesto al giovane poeta siciliano Antonio Lanza (nato a Paternò, CT, nel 1981) di raccontarci qualcosa sulla sua Suite Etnapolis presente nel citato Tredicesimo quaderno italiano di poesia contemporanea. Segue la prefazione di Fabio Pusterla.

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di Antonio Lanza

Ho scritto Suite Etnapolis in due anni, dal 2013 al 2015. In quel periodo, poco dopo il mio matrimonio, maturavo l’impressione che la mia scrittura fosse uscita da quel limbo che è il puro esercizio, per approdare a una più consapevole necessità espressiva. Leggi tutto…

Margherita Rimi vince il Premio Piersanti Mattarella 2017 per la poesia

Con la silloge Nomi di cosa-Nomi di persona (Marsilio), la poetessa Margherita Rimi vince il Premio Piersanti Mattarella 2017 per la poesia

Il Premo Piersanti Mattarella 2017, per la poesia,  è stato assegnato a Margherita Rimi per la raccolta di versi Nomi di cosa-Nomi di persona,  edito da Marsilio nel 2015. È un riconoscimento  importante per l’autrice, medico e neuropsichiatra infantile impegnata da anni in prima linea per la cura e la tutela dell’infanzia e dell’adolescenza e, in particolare, contro i maltrattamenti e gli abusi sui minori, e a favore dei bambini portatori di handicap. È un premio importante,  di alto valore civile, che si ispira all’opera etica, morale e politica di Piersanti Mattarella, Presidente della Regione Siciliana assassinato dalla mafia nel 1980, e che avversò strenuamente, con la sua opera istituzionale, ogni forma di criminalità mafiosa. Il Piersanti Mattarella, ideato da Orazio Santagati, presidente del premio, si propone  la   promozione dei valori umani e civili e la lotta contro ogni forma di violenza mafiosa e di sopraffazione, a sostegno dei valori della vita e della civiltà della vita. Nel corso della premiazione, tenutasi a Roma presso la sala della Protomoteca in Campidoglio, si è svolto anche un convegno sul tema «Il recupero dovere», con interventi dei vincitori delle varie sezioni e dei finalisti. Leggi tutto…

HAI MAI CORSO TRA LE NUVOLE? di Lorenzo Cioce

HAI MAI CORSO TRA LE NUVOLE? raccolta di poesie di Lorenzo Cioce (Minerva)

Di seguito: una presentazione della raccolta e due poesie scelte

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È disponibile sulle principali piattaforme editoriali on line e ordinabile in libreria, la raccolta del poeta romano Lorenzo Cioce  “Hai mai corso tra le nuvole?”, Edizioni Minerva (ottobre 2016) che arriva quattro anni dopo la prima raccolta, Lo sprecainchiostro (TerreSommerse) divenuto caso letterario con oltre settecento copie vendute. Ventisei anni, laureato in Storia alla Sapienza di Roma, Lorenzo Cioce è lettore appassionato, si definisce giardiniere della serenità, minatore di emozioni e poeta a tempo indeterminato. Da più di un anno collabora alla stesura di opere teatrali, come librettista, con il compositore romano Simone Martino: Lo sguardo oltre il fango e San Michele- L’Angelo dell’Apocalisse.

Le cinquanta poesie di Hai mai corso tra le nuvole? raccontano uno scrittore, osservatore critico della realtà e innamorato delle contraddizioni. Leggi tutto…

AMBIENTI SATURI di Fabio Donalisio

AMBIENTI SATURI di Fabio Donalisio (Amos edizioni – collana A27 poesia)

[L’autore ne parla con Letteratitudine]

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In ambienti saturi assistiamo all’arretramento dell’io, mostrato nel suo ritirarsi negli spazi più angusti di casa: vestibolo, cucinino, ripostiglio. In un contesto in cui ogni gesto e ogni pensiero non fanno che rifrangersi velleitariamente sui muri avvelenando la parola, ridurre al minimo il campo d’azione diventa vitale. Più che un dolore, quello che Donalisio mette in scena, attraverso strofe acide e versi frammentati, è un allucinato fastidio per l’inesorabile emorragia di senso. E, di fatto, la sfida non è trovare un ordine e un significato alle cose, ma cercare riparo, qui dove tutto rifiuta un ordine e un significato.

“Sostanzialmente, trattasi di vuoto”, racconta Fabio Donalisio a Letteratitudine. “Che, come la fisica – con un certo perverso piacere nel convincere le “masse”, o meglio le élite di massa, di cose che vanno pervicacemente contro le percezioni abituali – si prodiga di divulgare a mani basse, non esiste. L’ambiente, quale che sia, è saturo di vuoto. Si tratti di interno, intimo (di chi, nullius interest). O di esterno, deserto quanto più esponenzialmente affollato. In mezzo, la possibilità – o meglio il dovere, biologico, casuale – della vita. Sotto forma di guerra, di fuga, di norma. Nella norma si svolge l’esistenza, che così normata forgia la propria percezione di orientamento, concatenazione, tempo. Altra linea cui la fisica ha rubato il verso. Ovvio corollario il fatto che la parola sia destituita di senso. Inoppugnabile. Eppure qui si abbarbica la stupida – nel senso di palesemente in-utile – nonché vanesia, in ultima analisi, tenacia della disperazione: etimologica (stubborn as those garbage bags that time cannot not decay, cito a memoria). Dire non tanto perché si deve (anzi, in effetti mai si dovrebbe), ma perché piuttosto ancora – nonostante tutto – si può. Lontano dagli entusiasmi: svilenti, con l’onestà – per il poco possibile – di dire le cose come (non) sono. Magari con le parole degli altri, di solito meglio delle proprie. Il soggetto, poi, è del tutto insignificante. Ciò di cui si deve primariamente tacere”.

Di seguito, un assaggio della silloge. Leggi tutto…

Uno scrittore allo specchio: TRILUSSA

File:Trilussa 15.jpgUno scrittore allo specchio: TRILUSSA

di Simona Lo Iacono

Ma lo sapevate, signori miei, che lo specchio nun è cosa che sceglie la persona, che riflette e nun jela perdona, e che se je dai una sberla poi te l’ arrimanda?
E’ come ‘na soffiata de lavanda, che te libera il petto e la ragione, e che se guardi bene e senza grilli ‘n testa, t’istruisce e te da’ pure ‘na lezione.
Certo, c’è da capì che non è ‘na festa se te credi bello e poi te vedi brutto, se te senti onesto e quello te dice: truffatore, se fai ‘l pietoso e poi sei ‘l peggio malfattore.
Ma lo specchio è così, è un po’ poeta, je piace de dì pane al pane e vino al vino, je piace de fasse piccolo e bambino, e je piace de sputà…
ma no saliva, bensì la pura verità.
E sempre m’è piaciuto questo specchio che non tace e nun conosce ipocrisia, e me lo so’ messo nella tasca mia, e tutto ho detto, tranne la bugia.
Così, je l’ho cantate alli potenti, je l’ho detto che se uno s’accorge d’esse prigioniero, canta e urla come no’ sparviero, chè tanto, che c’ha da perde, forse i denti?
Un povero non perde mai, ha perso tutto, e tanto vale allora, sora mia, se proprio il mondo è farabutto, riempisse le tasche de poesia.
Per questo, in certe sere arrovesciate che, a Roma, la terra pare cielo e il cielo terra, me so’ messo in trincea come in guerra, ho mescolato quattro rime un po’ indecenti, e li ho fatti piagne, li potenti, e li ho fatti ride, li perdenti.
D’altra parte a questo serve la poesia. A dì sempre la verità vera, quella che se tace per diplomazia…
Ma cos’è poi ‘sta decenza che c’ impedisce – in fonno – d’esse uguali, e c’impone di parlare pe’ segnali, e ci fa lupi, arrubboni e soli?
Per me è stata sempre libbertà, ma libbertà con due “b” e con le ali, è stato trasformà li straccioni nei reali, e pochi spicci in un mucchio de tesori.
A modo mio, e con rispetto, ho fatto er rivoluzionario, ho dato onore a chi l’aveva perso, ho dato nome a chi non c’ha destino, ho messo gioia al core d’un bambino, e al prepotente c’ho cantato un nuovo sillabario. Leggi tutto…

VENTO TRAVERSO di Anna Pavone

VENTO TRAVERSO di Anna Pavone (edizioni Le Farfalle)

[La prima presentazione del libro si svolgerà sabato 8 aprile, alle 19, al teatro Machiavelli di Catania]

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di Simona Lo Iacono

In apparenza non sono che frammenti. Parole singhiozzate tra una pausa e l’altra, che  lasciano chi legge con la sensazione di una vertiginosa bellezza frammista a un dolore sottile, nel cuore.
Poi, salgono su, raggiungono una armonia segreta, iniziano a vestirsi di un unico tono, che le rende supplici, perfette, come un solo discorso.
Le parole che la pazzia farfuglia sembrano schegge solitarie, ma è come se fossero pronunciate da una sola bocca, perché in esse la verità sulla condizione umana balza fuori, infierisce come le sette piaghe, o come quei pesi  che l’egiziano devoto metteva sulla bilancia del Dio dei morti.
Sono infatti parole che solo in punto di morte un uomo normale saprebbe dire. E che il folle, o quello che definiamo tale, nella sua lucidità senza maschere e senza preconcetti, pronuncia tutte le mattine.
Come quando dice: “Io non ho peso specifico. Sono disabitato”. O come quando, stancamente, sospira: “Se solo il mondo si fermasse un attimo, potrei raggiungerlo”.
Frasi in cui si agita tutto il mistero dell’universo.
Anna Pavone ha raccolto queste frasi. Una per una, come si colgono i fiori di un prato, le ha unite in un discorso fatto di pause e affondi. Non ha dato importanza al fatto che fossero le parole dei pazzi, al contrario, e proprio per questo, le ha tessute su un lenzuolo vasto, prodigioso, inanellandole ed esponendole al sole.
E così, a vederlo, il lenzuolo di Anna – steso su un filo dritto, tenuto da pinze e lasciato asciugare – si gonfia di vento. Un vento turbinoso e arricciante, che a ogni sboffo fa riemergere qualche parola, le strappa la sua vera voce, gemendo e ululando di stupore.
Certo, il vento che può smuovere un simile lenzuolo,  non sarà mai un vento disciplinato. Piuttosto, un vento traverso, che entra di sbieco, valicando le consuete regole di gravità. Un vento un po’ scomposto, insomma, come scomposte sembrano essere le vite che contiene. E che invece rivela, proprio nelle crepe di quelle vite, proprio nella loro imperfezione, una assordante libertà.
E “Vento traverso”si chiama infatti l’ultimo libro di Anna Pavone, edizioni “Le farfalle”, un testo che raccoglie le frasi pronunziate dai “matti”, da coloro che in apparenza non sono adatti a vivere la realtà. E che, invece, a giudicare dalle loro parole, della realtà hanno compreso a tal punto, da non poter fare altro che allontanarsi da chi, come noi, non l’ha mai veramente capita.
Intervallato dai disegni infilzanti, meravigliosi, di Bruno Caruso, “Vento traverso” dipinge un mondo al contrario, dove la vera saggezza è in bocca agli ultimi, ai dimenticati, agli emarginati.

Anna, ti chiedo quindi, raccontami come nasce questo libro. Leggi tutto…

GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA 2017


21 marzo 2017 – In occasione della GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA, pubblichiamo il testo del messaggio del Direttore Generale dellUNESCO, Irina Bokova (tradotto in italiano e nella versione originale in lingua inglese). Qui trovate l’elenco dei poeti celebrati dall’Unesco nel 2017.

 

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Ogni anno si celebra la Giornata Mondiale della Poesia nel primo giorno di primavera. Istituita dall’UNESCO in quanto si riconosce all’espressione poetica un ruolo privilegiato della promozione del dialogo interculturale, della comunicazione e della pace.

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di Irina Bokova

Non abbiamo ali che possano sorvolare,
ma abbiamo piedi per salire e possiamo scalare,
a piccoli gradi, sempre di più,
le nuvolose vette del nostro tempo.

Nel tempo in cui le sfide che dobbiamo affrontare – dal cambiamento climatico alla disuguaglianza, dalla povertà all’estremismo violento – sembrano così impervie, le parole del poeta Henry Wadsworth Longfellow ci dànno speranza.

Incentrata sulle parole, colorata con immagini, levigata con il giusto metro, la poesia ha un potere unico. Il potere di scuoterci dalla vita di tutti i giorni e di ricordarci dell’esistenza della bellezza che ci circonda e della resistenza dello spirito umano.

La poesia è una finestra mozzafiato sulla diversità del genere umano. La lista rappresentativa UNESCO del patrimonio culturale immateriale dell’umanità comprende decine di forme di espressione orale e di poesia: dai duelli di poesia Tsiattista di Cipro alla poesia cantata del Ca Tru in Vietnam, alla tradizionale poesia cantata beduina Al-Taghrooda dell’Oman e degli Emirati Arabi Uniti. Vecchia come il linguaggio stesso, la poesia resta più vitale che mai, in un periodo di turbolenza, come fonte di speranza, come un modo per condividere ciò che significa vivere in questo mondo.

Il poeta Pablo Neruda ha scritto, “la poesia è un atto di pace.” La poesia è unica nella sua capacità di parlare attraverso il tempo, lo spazio e la cultura, per raggiungere direttamente il cuore delle persone in tutto il mondo. Si tratta di una fonte necessaria per alimentare dialogo e comprensione – per sfidare l’ingiustizia e favorire la libertà. Nel suo ruolo di nuovo Ambasciatore dell’UNESCO per la libertà artistica e la creatività, Deeyah Khan, ha detto che, tutta l’arte, tra cui la poesia, “ha la straordinaria capacità di esprimere resistenza e ribellione, protesta e speranza”.

La poesia non è un lusso.
Alberga nel cuore di tutti noi, uomini e donne, che vivono insieme oggi, attingendo al patrimonio delle generazioni passate, custodi del mondo per i nostri figli e nipoti.

Celebrando la poesia oggi, celebriamo la nostra capacità di unirci, in uno spirito di solidarietà, per scalare “le nuvolose vette del nostro tempo“. È ciò di cui abbiamo bisogno per portare avanti l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, per attuare l’Accordo sul Clima di Parigi, per garantire che nessuna donna e nessun uomo venga lasciato alle nostre spalle.
(Irina Bokova)

 

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di Irina Bokova Leggi tutto…

OMAGGIO A DEREK WALCOTT

Ricordiamo DEREK WALCOTT (Castries, 23 gennaio 1930 – Cap Estate, 17 marzo 2017) poeta e scrittore santaluciano, insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1992, scomparso il 17 marzo scorso.

Precocemente interessato alla poesia e al teatro, Derek Walcott, già a quattordici anni pubblica i primi versi su un periodico locale. Studia alla University of the West Indies a Kingston, in Giamaica, per poi trasferirsi a Trinidad, dove svolge l’attività di critico e nel 1959 fonda il Trinidad theatre workshop, che dà continuità alla sua passione per la scena e lo porta a scrivere negli anni decine di drammi, fra i quali nel 1958 Ti-Jean and his brothers e nel 1967 Dream on Monkey Mountain (trad. it. 1993), fino al recente Moon-child (2011). Insegna dal 1981 al 2007 Boston University, dove stringe amicizia con J. Brodskij e S. Heaney. La produzione poetica giovanile, compresa nel volume In a green night. Poems 1948-1960 (1962), lo impone all’attenzione dei lettori ed è seguita da diverse nuove opere riunite poi in Collected poems 1948-1984 (1986), dai quali è tratta la prima selezione italiana, Mappa del nuovo mondo (1987). Nel poema in terzine Omeros (1990; trad. it. 2003) rilegge epicamente la storia e la natura delle sue isole caraibiche grazie a una lingua inglese ricca e luminosa.

Nel 1992 gli è conferito il premio Nobel per la letteratura.

Fra le opere poetiche più recenti spiccano: The Bounty (1997; trad. it. Prima luce, 2001), Tiepolo’s hound (2000; trad. it. 2005) che include anche i suoi acquerelli, e White egrets (2010), che si aggiudica il T. S. Eliot prize. Il volume Isole. Poesie scelte 1948-2004 (2009) consente un’ampia visuale sull’opera di un autore che, calandosi nella ‘periferia’ dei Caraibi, ha saputo diventare un maestro riconosciuto della poesia mondiale.

Tra le opere più recenti ricordiamo anche: La voce del crepuscolo (2013), Egrette bianche (2015).

(Fonte: enciclopedia Treccani)

In Italia, i libri di Derek Walcott sono pubblicati da Adelphi: i titoli del catalogo Adelphi sono disponibili qui

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Di seguito, il poeta legge alcuni suoi versi… Leggi tutto…

IL FIORE INVERSO di Lello Voce e Frank Nemola

Lello Voce e Frank Nemola, Il fiore inversoIL FIORE INVERSO di Lello Voce e Frank Nemola (Squilibri edizioni) – Intervista a Lello Voce

di Massimo Maugeri

Poesia e musica tornano nella nuova opera firmata dalla coppia poetico-musicale Lello Voce e Frank Nemola. Il volume con Cd, vincitore del Premio Nazionale Elio Pagliarani, si intitola “Il fiore inverso” ed è pubblicato da squi[Libri] edizioni. Sono tanti gli artisti coinvolti in questo progetto:  Paolo Fresu (alla tromba), Dario Comuzzi (alla chitarra elettrica), Simone Zanchini (alla fisarmonica), Eva Sola (al violoncello), il rap di Kento, Luca Sanzò (alla viola), Adele Pardi (al violoncello)… senza dimenticare i ritratti frutto della matita di Claudio Calia.

Ne discuto qui di seguito con Lello Voce…

Caro Lello, partiamo proprio dal titolo: “Il fiore inverso”. Come accennavo in premessa è un titolo molto evocativo. Cosa puoi dirci in merito alla sua scelta?
Risultati immagini per lello voceIl titolo è una citazione dai primi versi di una celeberrima Canso del trovatore Raimbaut D’Aurenga, caposcuola del œ: «ar resplan la flors enversa», qui risplende il fiore inverso, ed il fiore inverso è la poesia, l’unico fiore a sbocciare con le radici rivolte verso il cielo. Il titolo, dunque, da una parte allude ai padri indiscussi della poesia con musica (spoken music, come si dice adesso) e cioè i trovatori provenzali, da cui sono nate tutte le tradizioni poetiche romanze, dall’altro è un’allusione alla capacità che ha la poesia di ‘ribaltare’ la percezione corrente della realtà attraverso l’opacità del linguaggio e le enormi potenziali di senso che in esso sono custodite e che attendono solo che il poeta le scopra. Quindi vuole sottolineare come la poesia sia stata, sostanzialmente resti e sempre più tornerà ad essere un’arte orale, che con la letteratura propriamente detta ha poco a che vedere, e che questa scelta di comporre poesia ‘temperata’ con musica non ha nulla di avanguardistico, anzi è profondamente, direi ‘radicalmente’, connessa con la tradizione. Ma rispettare, ammirare una tradizione non vuol dire farsene epigoni, piuttosto tradirla, rinnovandola, trasportarla in un altrove dove la sua voce ricominci a risuonare potente, ma con accenti e parole nuove. Questa nuova capacità di farsi voce, e voce viva, le dà nuova energia nel ribaltare il linguaggio, nel costringerlo a cederci nuove porzioni di senso, nel tenerlo allenato al presente. Non si possono sognare sogni nuovi con parole vecchie. La poesia sta là apposta.

Parlaci del tuo rapporto artistico con Frank Nemola. Quando vi siete incontrati la prima volta? E cos’è, più di ogni altra cosa, che vi lega artisticamente? Leggi tutto…

ULISSE SONO IO di Gabriella Rossitto

Ulisse sono ioPubblichiamo la Prefazione della silloge ULISSE SONO IO di Gabriella Rossitto (Akkuaria).

A seguire, alcune poesie selezionate dalla silloge

“Il più difficile è vedere di che si tratta” scrive Valéry (Monsieur Teste) e ciò si adatta perfettamente alla  scrittura di G. che non è di immediata decodificazione, sostanziata  com’è da un non detto sottostante la linearità dell’enunciato.
Tema esterno della silloge è il nostos di Ulisse, ricostruito attraverso le esperienze sofferte delle donne incontrate dall’eroe: fin dai primi versi però si avverte la prevalenza della sfera affettiva, oscillante tra desiderio e rimpianto, su quella narrativa.
Per G. scrivere è cercare la propria metafora, che si attua attraverso un sistema di personaggi,  che altro non sono che il traslato di se stessa.
I protagonisti del testo, persa la loro classicità (da qui la richiesta di perdono a Omero!), sono transitati nel vissuto quotidiano dell’autrice, che li ha trasformati nel suo doppio, in un continuo rincorrersi, in cui ognuno vuole affermare la propria unicità, ma poi si ritrova a non avere più consistenza, se non nella dimensione altra in cui l’autrice lo ha voluto ingabbiare.
Calipso, Circe, Penelope e lo stesso Ulisse, sospesi come in un crinale di evanescenza psicologico-esistenziale, sono diventati epifania della condizione moderna che vive straniata  tra realtà e desiderio di superamento della miserevole banalità in cui l’uomo è incastrato.
In un contesto storico e umano deludente, la scrittura diventa allora il punto di fuga eroica, l’unica  sehnsucht capace di offrire salvezza e prospettive di vita: Leggi tutto…

OMAGGIO A VALENTINO ZEICHEN

OMAGGIO A VALENTINO ZEICHEN: (Fiume, 1938 – Roma, 5 luglio 2016)

Oggi è scomparso il poeta Valentino Zeichen. Lo ricordiamo segnalando l’articolo di Valerio Magrelli uscito su la Repubblica e pubblicando due video con interventi del poeta

Valentino Zeichen – Poeta e scrittore italiano (Fiume 1938 – Roma 2016). Intellettuale tra i più originali del panorama contemporaneo, ha esordito con la raccolta poetica Area di rigore (1974), cui hanno fatto seguito tra le altre Pagine di gloria (1983) e Gibilterra (1991), che lo hanno consacrato come uno dei poeti di spicco della nuova Scuola romana. Muovendosi tra avanguardia e tradizione, Zeichen è autore di versi (raccolti nel 2004 nel volume Poesie 1963-2003) in cui fermentano eterogenei campi di forze, e in cui il testo si fa voce dissonante contro i vezzi e le ambizioni della modernità; la stessa tempra polemica anima i testi in prosa, dal romanzo Tana per tutti (1983) ai volumi Neomarziale (2006), Aforismi d’autunno (2010), Il testamento di Anita Garibaldi (2011), fino al più recente La sumera (2015), opera narrativa in cui Zeichen tratteggia con sguardo disincantato un universo umano dall’interiorità precaria e dalle molteplici nevrosi.
Leggi tutto…

VIVIAN LAMARQUE racconta MADRE D’INVERNO

VIVIAN LAMARQUE racconta il suo libro di poesie MADRE D’INVERNO (Mondadori)

Madre d’inverno. Perché così tanti anni di intervallo dalle ultime  poesie?

Vivian Lamarque

risponde Vivian Lamarque

Dicono tutti che erano vent’anni (da “Una quieta polvere”, 1996) che non pubblicavo nuove poesie. O perlomeno “nuove vere poesie” .
Con silenziosa offesa del gatto Ignazio (“Poesie per un gatto”, 2007) che si era illuso di non essere considerato un’operina minore, specie nella terza sezione, “Il giardino dell’aldilà”  ,  (“Ripeto la domanda / ci sarà   o non ci sarà /  questo aldilà?” “non escludo la possibilità…. /  si diventa tutti erba fiori” / “Fiori? Un fiore io? Mai!” / “E perché? essere un fiore / è un onore non lo sai?).
E con ancor maggiore, più giustificata  delusione da parte de “L’Albero”,  il lungo poemetto che concludeva, con altri numerosi inediti, l’Oscar del 2002.  (“Morti ma come vi hanno messi? / Divisi per millennio? per secolo? / per causa di decesso? per precocità? / o siete tutti in disordine come stracci / là?o siete polvere quieta come di mobili? / siete grigi? o d’argento? / siete una polvere bella? sì?”. Molto prosciugato l’ho inserito anche in “Madre d’inverno”. Leggi tutto…

GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA 2016

GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA 2016


21 marzo 2016 – In occasione della GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA 2016, pubblichiamo il testo del messaggio del Direttore Generale dellUNESCO, Irina Bokova (tradotto in italiano e nella versione originale in lingua inglese). Qui trovate l’elenco dei poeti celebrati dall’Unesco nel 2016.

Ne approfittiamo altresì per ricordare Alda Merini in occasione dell’85° anniversario della nascita. Segnaliamo il post intitolato ALDA MERINI. L’amore in un Dio lontano (dal volume di Erica Donzella – Prova d’autore, 2013)

Di seguito, troverete anche un video messaggio di Irina Bokova

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Ogni anno si celebra la Giornata Mondiale della Poesia nel primo giorno di primavera.  Istituita dall’UNESCO in quanto si riconosce all’espressione poetica un ruolo privilegiato della promozione del dialogo interculturale, della comunicazione e della pace.

di Irina Bokova

Shakespeare, che è morto 400 anni fa, scrisse nel “Sogno di una notte di mezza estate” che: “l’occhio del poeta rotante nella sfera di una splendida concezione, vibra il suo sguardo dal cielo alla terra e dalla terra al cielo. E come l’immaginazione dà corpo e forma agli oggetti sconosciuti, la penna del poeta presta ad essi del pari veste nuova e assegna all’arioso nulla una dimora propria e un nome peculiare”.
Rendendo omaggio agli uomini e alle donne il cui unico strumento è la libertà di parola, di immaginazione e di azione, l’Unesco riconosce nella poesia il suo valore di simbolo della creatività dello spirito umano. Dando forma e parole a ciò che non ne ha – come la bellezza insondabile che ci circonda, l’immensa sofferenza e miseria del mondo – la poesia contribuisce all’espansione della nostra comune umanità, contribuendo ad aumentare la sua forza, la solidarietà e la consapevolezza di sé .
Le voci che portano la poesia aiutano a promuovere la diversità linguistica e la libertà di espressione. Partecipano allo sforzo globale volto all’educazione artistica e alla diffusione della cultura. La prima parola di una poesia a volte è sufficiente per ritrovare la fiducia di fronte alle avversità, per trovare il cammino della speranza di fronte alla barbarie. Nell’era dell’automazione e dell’immediatezza della vita moderna, la poesia offre spazi alla libertà e all’avventura inerenti la dignità umana. Dal coreano Arirang al messicano Pirekua, dai canti Hudhud del popolo Ifugao, all’
Alardah dell’Arabia Saudita, dal turkmeno Koroghlu e Kirghizistan Aitysh, ogni cultura ha la sua arte poetica che utilizza per trasmettere conoscenze, valori socio-culturali e memoria collettiva, che rafforzano il rispetto reciproco, la coesione sociale e la ricerca della pace.
Oggi, mi congratulo con i professionisti, gli attori, i narratori e tutte quelle voci anonime impegnate con e attraverso la poesia, che offrono
readings all’ombra o sotto i riflettori, nei giardini o nelle strade. Invito tutti gli Stati membri a sostenere questo sforzo poetico, che ha il potere di portarci insieme, indipendentemente dalle origini o credenze, da ciò che è al centro stesso dell’umanità.

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di Irina Bokova Leggi tutto…

UMBRIA POESIA 2016

NASCE UMBRIA POESIA

Il 18 febbraio, alle ore 11, la presentazione del progetto e il calendario degli incontri di Umbria Poesia con una conferenza stampa presso la libreria di Umbrò (Via S. Ercolano, 4 – Perugia)

Umbria Poesia nasce con l’idea di far luce sul valore della poesia come arte che sappia parlare ai contemporanei, per dar vita a uno spazio di dialogo, incontro, intrattenimento fra poeti, poesia e pubblico. Un’arte che dalla nicchia della diffusione tra specialisti possa farsi portavoce di una comunicazione più ampia, in modo da mettere a frutto la ricchezza del suo linguaggio, riscoprire il valore del letterario, realizzando un circuito di interazione viva che difenda il senso formativo e culturalmente fondante della letteratura. L’aspetto creativo, immaginifico, ma anche di pensiero che ha la letteratura sono spesso adombrati da sistemi mediatici che filtrano le opere in un setaccio di informazioni, per ridurle a una sorta di referto o catalogo. La complessità e la ricchezza, al contrario, si auspica possano risaltare in un incontro diretto, nella disponibilità di un faccia a faccia reale tra autore e lettore.
Con cadenza mensile, gli appuntamenti si svolgeranno nell’unione della poesia a un tema specifico, dall’attualità alla letteratura, presentando una scala di argomenti simbolici e fluidi. Tra i temi che abbiamo pensato di affrontare ci limitiamo a menzionare: poesia e frontiera, poesia e scienza, poesia e danza, poesia e social network. Ciò che ci proponiamo non è solo che gli autori leggano i loro testi, ma che possano anche dialogare con i loro modelli di riferimento nella cornice del tema della serata.
Ogni serata prevede la presenza di un autore già noto al vasto pubblico al quale saranno affiancate voci emergenti della più recente poesia italiana e straniera. Le letture dureranno circa un’ora, puntando sulla mescolanza generazionale, sull’interartistico e sull’interdisciplinare come elementi di forza. Ci auguriamo che a questo progetto possano aderire anche le scuole del territorio per dare l’opportunità ai giovani studenti di confrontarsi con la poesia contemporanea e con l’esperienza artistica degli ospiti.
L’iniziativa si realizza grazie alla generosità e al sostegno economico di Umbrò, al quale va la nostra più viva riconoscenza.

Maria Borio, Marco Paone, Carlo Pulsoni Leggi tutto…

LA PROVA DEL BIANCO di Anna Vasta (intervista all’autrice)

LA PROVA DEL BIANCO di Anna Vasta

di Massimo Maugeri

Sono tante le opere poetiche pubblicate da Anna Vasta: da La Curva del cielo a I Malnati; da Quaresimale a la Sposa del vento; da Di un fantasma e di mari a Cieli violati. L’uscita di questo nuovo libretto, intitolato “La prova del bianco” (pubblicato da Le Farfalle), ci dà l’occasione di discutere di poesia e di aforismi. Del resto, come scrive Paolo Manganaro nel risvolto di copertina, “la raccolta di questi pensieri e aforismi di Anna Vasta è il frutto, splendido, di una riflessione inesorabile sulla poesia e sulle tensioni dell’esistenza che solo la poesia può portare”.

-Cara Anna, come nasce questo tuo nuovo libro?
Spesso i libri nascono per caso, come gli amori, gl’incontri, i figli. Senza una necessità che li giustifichi. Ma una volta nati, la casualità diventa necessità, come di tutto ciò che accade.
I pensieri, le riflessioni, gli aforismi raccolti in questo libro, alcuni sono nati come appunti a margine alle mie poesie, altri, come spunti di narrazione, di osservazione del reale; tutti come frammenti di una medesima ricerca, quella poetica, che è ricerca di senso, itinerarium mentis in hominem.
Percorso di conoscenza, verso una meta. Meta che non costituisce un approdo fermo, sicuro, definitivo, ma una riva malferma, provvisoria, oltre la quale spingersi, in direzione di altri porti.
La poesia ha bisogno di pause, di stacchi, di ripensamenti. Soprattutto di nutrirsi di prosa, di ciò che le è estraneo, ma che le fornisce la linfa vitale a cui attingere. Questo libro nasce forse da un tale bisogno di prosa, di ragionamento, di ancoramento a una visione del mondo, dell’esistenza.

Il titolo colpisce. Cosa significa “La prova del bianco”?
Nel titolo di un libro, c’è il senso del libro.
È come una mappa che guida il lettore ad inoltrarsi nel testo; nel titolo c’è tutto il libro.
Io, lettore, non vorrei che mi fosse anticipato il senso del libro, nel senso del titolo. Anche perché, neppure l’autore saprebbe spiegarlo, senza in qualche modo intaccarne l’ambiguità di senso, la possibilità delle interpretazioni che il titolo racchiude.
Wisława Szymborska, citando Goethe, dice che il poeta sa cosa voleva scrivere, ma non sa cosa ha scritto.
Il senso di ciò che l’autore scrive, una volta affidato alla scrittura, non appartiene più allo scrittore, ma ai suoi lettori.

-A tuo avviso, che rapporto c’è – oggi – tra “poesia” e “riflessione” (sia dal punto di vista di chi la scrive, sia da quello di chi la legge)? Leggi tutto…

Nasce un nuovo Quadernetto di poesia contemporanea

https://i1.wp.com/www.strettoweb.com/wp-content/uploads/2015/11/Copertina-4x10-piatto.jpgNasce un nuovo Quadernetto di poesia contemporanea

Si tratta di una nuova collana di Algra Editore, intitolata Quadernetto di poesia contemporanea a cura di Grazia Calanna e Orazio Caruso

Il numero inaugurale (4×10 con i poeti Chiara Carastro, Antonio Lanza, Michele Leonardi e Pietro Russo) sarà presentato  mercoledì 11 Novembre, Facoltà di Lettere e Filosofia di Catania
Mercoledì 11 Novembre, alle ore 17:00, nell’aula n. 268 della Facoltà di Lettere e Filosofia di Catania (Dipartimento di Scienze Umanistiche – Piazza Dante), in collaborazione con il Comitato di Catania della Società Dante Alighieri, si terrà la presentazione del numero inaugurale della collana Quadernetto di poesia contemporanea a cura di Grazia Calanna e Orazio Caruso, Algra Editore, intitolato 4×10. Con l’editore Alfio Grasso, gli autori (Chiara Carastro, Antonio Lanza, Michele Leonardi e Pietro Russo) e i curatori, interverrà, in qualità di relatore, il prof. Giuseppe Savoca (ordinario di Letteratura italiana moderna e contemporanea, Università di Catania).

“Per ognuno degli autori proponiamo – dichiara la Calanna – una selezione di dieci poesie. La collana reca il simbolo della x da intendere, coerentemente con la nostra concezione di poesia, nella duplice accezione di moltiplicatore (di significati, significanti, pulsioni, contenuti) e di incognita (oltreché per il lettore per colui che la ‘raccoglie’)”.

“Le grandi concentrazioni editoriali si apprestano – aggiunge Caruso -, a congedarsi dalla poesia perché badano solo ai numeri e al mercato. L’unico linguaggio che comprendono è quello della matematica finanziaria, l’unico critico che ascoltano è quello che fa pendere i bilanci dalla parte del guadagno. Ma non bisogna disperare perché si aprono ampi spazi di manovra per avventure editoriali nascenti, a condizione che sappiano cercare e riconoscere, nell’informe scarabocchio della comunicazione globale, i nuovi poeti, spingendoli a emergere e dandogli il giusto rilievo”.
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OLIMPIA, di Luigia Sorrentino

olimpia_frLuigia Sorrentino, Olimpia, Recours au Poème Éditeurs
(testi in francese a cura di Angèle Paoli)
(prefazione di Milo De Angelis – Postfazione di Mario Benedetti)

Un’intervista a Luigia Sorrentino è disponibile su PostPopuli

di Giovanni Agnoloni

La riedizione bilingue italo-francese di Olimpia di Luigia Sorrentino (in basso nella foto di Fabrizio Fantoni) ben evidenzia la ricchezza di livelli di lettura e la repentinità degli affondi intuitivi che caratterizzano questa misteriosa raccolta poetica. Dico “misteriosa” perché in effetti è, in buona misura, enigmatica, nel senso che l’aggettivo, in particolare, assume quando riferito alla filosofia e, più in genere, al pensiero greco antico, e soprattutto alla sua componente dionisiaca, che trovava espressione nella poesia orfica, quella più capace di penetrare nei recessi segreti dell’animo umano.
Tutto il mistero – ovvero, appunto, l’enigma – ruota attorno al concetto di soglia, che è una componente intrinseca dell’esistenza umana e marchia inequivocabilmente la sua conclusione, certo, ma anche tutte le fasi di passaggio da una sua fase all’altra, ovvero i vari stati del percorso alchemico che è l’evoluzione dell’anima attraverso la vita.

Luigia Sorrentino riesce a toccare tutti questi aspetti con la mano lieve ma inquietante dei fantasmi. Sì, perché le sue visioni/intuizioni poetiche sono come apparizioni subitanee che affondano dentro con la capacità di penetrazione di sottilissime sonde spirituali. Lo evidenziano bene i versi de “L’antro”

“lei era un soffio chiuso
tutto era in sé pieno, attaccata
alle pareti, lei era ormai radice”,

o anche

“la sua giovinezza si spense
divenne una cicala
poi solo una voce, un soffio
divenne”,

dove si percepisce un elemento sottolineato anche nella Prefazione di Milo De Angelis, ovvero la presenza di una componente di alterità: l’accostarsi all’essere che vive, e perciò diviene, di un altro, appunto, che è quello stesso per come era fino a qualche attimo prima. Perché, nel frattempo, si è verificato un passaggio; è stata varcata una soglia. Eppure, “tutto era in sé pieno” significa che questa successione di momenti (non solo in senso cronologico) diversi, in realtà, forma un’unità nell’identità soggettiva. Leggi tutto…

POESIA FESTIVAL 2015

Poesia FestivalPOESIA FESTIVAL 2015

dal 24 al 27 settembre – Unione Terre di Castelli in provincia di Modena (Castelnuovo Rangone, Castelvetro di Modena, Marano sul Panaro, Savignano sul Panaro, Spilamberto, Vignola) e comuni di Castelfranco Emilia e Maranello (MO)

UNDICESIMA EDIZIONE CON MICHAEL KRÜGER, LUIS BACALOV, ALDO NOVE, MICHELE SERRA, TÊTES DE BOIS, FRANCO LOI E MILO DE ANGELIS

Giovedì 24 settembre Venerdì 25 settembre Sabato 26 settembre Domenica 27 settembre Assonanze Protagonisti del Festival

 

Dal 24 al 27 settembre la poesia è di nuovo protagonista in otto comuni
modenesi. Grandi autori racconteranno un modo diverso di utilizzare le parole
e di raffigurare la realtà. Insieme a loro salgono sul palco anche noti artisti
come Dente, Almamegretta, Paola Pitagora e tanti altri, per oltre 40 eventi in
quattro giorni, tutti gratuiti. Leggi tutto…

GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA 2015

21 marzo 2015 – In occasione della GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA 2015, pubblichiamo il messaggio del Direttore Generale dell’UNESCO, Irina Bokova (tradotto in italiano e in lingua inglese). Qui trovate la lista degli eventi promossi dalla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO

Ogni anno si celebra la Giornata Mondiale della Poesia nel primo giorno di primavera.  Istituita dall’UNESCO in quanto si riconosce all’espressione poetica un ruolo privilegiato della promozione del dialogo interculturale, della comunicazione e della pace.

di Irina Bokova

Il poeta John Burnside ha scritto:

Se ciò che ci ostiniamo a chiamare
destino sembra inspiegabile o crudele
è solo perché
ci manca l’immaginazione
per desiderare ciò che esso porta,
per illuminarlo
con più fantasia
che sgomento. ”

Questo è il potere della poesia. È il potere dell’immaginazione che illumina la realtà, per ispirare i nostri pensieri con più fantasia che sgomento.
La poesia è il canto umano universale, che esprime l’aspirazione di ogni uomo e donna di capire il senso del mondo e condividere questa consapevolezza con gli altri, attraverso la disposizione delle parole in ritmo e metrica. Non c’è nulla di più delicato di una poesia e, tuttavia, essa esprime tutta la potenza della mente umana, e quindi non c’è nulla di più resistente.
La poesia è vecchia quanto l’umanità stessa, e così tanto diversamente incarnata nella tradizione, orale e scritta, quanto sono diversi i volti umani, catturando la profondità delle emozioni, il pensiero e l’aspirazione che guida ogni donna e ogni uomo.
La poesia è intima espressione che apre le porte agli altri, arricchisce il dialogo che catalizza tutto il progresso umano, intrecciando insieme le culture e ricordando a tutti che abbiamo un destino comune. In tal modo, la poesia è espressione fondamentale della pace. Così nelle parole di Cherif Khaznadar, vincitore del UNESCO-Sharjah Premio per la cultura araba, “La conoscenza dell’altro è la porta al dialogo, e il dialogo può essere stabilito solo nella differenza e nel rispetto per la differenza.” La poesia è la massima espressione di differenza nel dialogo, nello spirito di unità.
Ogni poesia è unica, ma ognuna di essa riflette l’universale esperienza umana, l’aspirazione per la creatività che attraversa tutti i confini e le frontiere, del tempo e dello spazio, nella costante affermazione dell’umanità come unica famiglia.
Questo è lo spirito della Giornata Mondiale della Poesia, e questo guida tutta l’opera dell’UNESCO per rafforzare il concetto di umanità vista come comunità singola – per la salvaguardia del patrimonio documentario poetico con il “Programma Memoria del mondo” (Memory of the World Programme), come patrimonio immateriale dell’umanità. Questo è quanto previsto nella recente iscrizione di Al-zajal sulla lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Questa espressione della poesia tradizionale libanese abbraccia la tolleranza e il dialogo per risolvere i conflitti e rafforzare la coesione sociale.
In tempi di incertezza e turbolenza, forse mai come adesso abbiamo bisogno del potere della poesia di unire gli uomini e le donne, di ideare nuove forme di dialogo, per nutrire la creatività di cui tutte le società hanno oggi bisogno. Questo è il messaggio dell’UNESCO sulla Giornata Mondiale della Poesia. Leggi tutto…

Il Tao della parola e l’Arcano della poesia: intervista a VIOLA DI GRADO

Il Tao della parola e l’Arcano della poesia: intervista a VIOLA DI GRADO

di Massimo Maugeri

Seguo Viola Di Grado sin dalla pubblicazione del suo romanzo d’esordio “Settanta acrilico trenta lana” (edizioni e/o), libro-rivelazione del 2011, premiato con il Campiello Opera Prima e il Rapallo Carige Opera Prima (e tradotto in otto paesi). Su quel romanzo ebbi modo di organizzare un dibattito online, coinvolgendo l’autrice.
Del suo successivo romanzo “Cuore cavo” (anche questo edito dalla e/o), nel parlammo nel mio programma radiofonico di libri e letteratura: “Letteratitudine in Fm”.
Successivamente Viola si è impegnata in altri progetti e attività… ma nel suo immediato futuro si prospetta un’iniziativa davvero originale e intrigante, come si evince dallo stesso titolo: “Il Tao della parola e l’Arcano della poesia“. Si tratta di un particolarissimo laboratorio di scrittura, o meglio… di un insieme di “percorsi di scrittura e intuizione” incentrati in un “Laboratorio di divinazione applicata alle tecniche narrative“.
Si tratta di un progetto che Viola Di Grado porterà avanti insieme a Francesca Genti.

-Cara Viola, spiegaci in cosa consiste questo particolarissimo laboratorio di scrittura che stai proponendo insieme a Francesca Genti…
E’ un progetto sperimentale basato su una concezione di scrittura come divinazione: come intercettazione dei luoghi nascosti della mente attraverso due sistemi simbolici diversi ma altrettanto potenti, gli ideogrammi e i Tarocchi. Al contrario degli altri corsi di scrittura, focalizzati sull’artigianato della scrittura, sull’apprendimento delle tecniche narrative, qui il focus è l’intercettazione della propria voce autoriale nello spazio inesplorato della propria mente.
Gli ideogrammi e i Tarocchi agiscono come sonde spaziali, linguaggi simbolici adatti a magnetizzare immagini inconscie, archetipi, destinazioni della propria mente. Attraverso due mesi di lezioni settimanali, dedicate ognuna a un aspetto della narrazione sia in prosa che in poesia e anche con il ricorso all’estetica letteraria e filosofica della tradizione sinogiapponese, insegneremo a trovare la propria voce autoriale e disciplinarla. Il Tao, o l’Arcano, della scrittura, è un luogo cosmogonico di materia oscura che- come il futuro secondo la divinazione cinese- esiste già, deve solo essere intercettato.

-Il riferimento agli ideogrammi mi ricorda qualcosa… Leggi tutto…

FESTIVAL POESIA CIVILE DI VERCELLI 2014

FESTIVAL POESIA CIVILE DI VERCELLI: 12-15 NOVEMBRE 2014

Festival ammesso alla UNESCO’s World Poetry Directory. Dal 2005 l’unico festival italiano su un aspetto importante della poesia contemporanea. Con un premio alla carriera annuale che ha portato a Vercelli nelle passate edizioni Adonis, Luciano Erba, Evgenij Evtuschenko, Juan Gelman, Titos Patrikios, Lawrence Ferlinghetti, Maria Luisa Spaziani (con la pubblicazioni di loro testi inediti a cura di Interlinea), con reading di poeti italiani e omaggi ad autori di riferimento (da Emily Dickinson a David Maria Turoldo, da Giovanni Raboni ad Alda Merini).

Festival internazionale di Poesia Civile

Tony Harrison in Italia per il premio alla carriera di poesia civile

 

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PROGRAMMA del X Festival di Poesia Civile di Vercelli – 12-15 NOVEMBRE 2014
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VERSI VERSO VERSI a Zafferana

A Zafferana Etnea (Ct), giovedì 28 agosto 2014, alle 20.30, al Parco Comunale (palazzina Liberty) nell’ambito della kermesse “Etna in scena 2014″, si terrà la prima edizione di  “versi verso versi” declinazioni poetiche a cura di Grazia Calanna  e Luigi Carotenuto, ingresso libero.

La manifestazione, proposta da EstroLab, editrice del periodico culturale l’EstroVerso (www.lestroverso.it), vedrà alternarsi, ogni poeta, col proprio singolare fraseggio (Sebastiano Adernò, Saragei Antonini, Francesco Balsamo, Angela Bonanno, Giampaolo De Pietro, Vincenzo Galvagno, Raffaele Gueli, Antonio Lanza, Santina Lazzara, Michele Leonardi, Daita Martinez, Savina Dolores Massa, Sebastiano A. Patanè-Ferro, Margherita Rimi, Pietro Russo, Angelo Santangelo,  Davide Spampinato, Francesca Taibbi, Luigi Taibbi,  Gisella Torrisi, Anna Vasta) accompagnati, ora dal silenzio, ora da musica dal vivo.


foto

Protagonista, la Poesia, ovvero, citando Paul Celan, “una linea ad un tempo verissima e inesistente che indica una direzione attraverso molti territori”.
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LA POESIA DI LUCIO PICCOLO

File:Lucio Piccolo nel suo studio.jpgTra le ombre, ancora inesplorata la poesia di LUCIO PICCOLO

di Maria Allo

Per fortuna quella siciliana non è mai una letteratura provinciale, anche nel caso dei cosiddetti minori, dei sommersi, soprattutto perché hanno avuto a loro disposizione delle biblioteche mai provinciali: vere e proprie biblioteche europee.

Prendiamo ad esempio Lucio Piccolo, poeta clandestino  e ancora oggi snobbato dalla critica ufficiale. Scoprire l’universo poetico di un siciliano con forti radici europee è stata  per me una rivelazione onirica, ma risulta difficile dare un contributo efficacemente esauriente per la difficile reperibilità  sul mercato delle sue opere.

«Così prendi il cammino del monte: quando non / sia giornata che tiri tramontana ai naviganti, / ma dall’opposta banda dove i monti s’oscurano in gola / e sono venendo il tempo le pasque di granato e d’argento…». Da Plumelia, All’insegna del pesce d’oro, 1979

Il sole calava verso le Eolie, il mare era fermo.

«I giorni della luce fragile, i giorni / che restarono presi ad uno scrollo / fresco di rami… / oh non li ri­chiamare, non li muovere, / anche il soffio più timido è violenza / che li frastorna… ».

“La casa era quieta, il resto del mondo lontanissimo. Fu così che mi resi conto come per villa Piccolo passasse un meridiano come a Greenwich il  meridiano della solitudine “.

Vincenzo Consolo, Il barone magico

Sopra un poggio che domina la pianura di Capo d’Orlando, il Tìndari e Cefalù ai due poli dell’orizzonte, era la villa dei baroni Piccolo di Calanovella. Lucio, terzogenito, aveva la passione della letteratura, della poesia, della musica, della  filosofia . Legge  Husserl e Wittgenstein nei testi originali, grecista agguerrito, conoscitore di tutta la poesia europea vecchia e nuova, lettore per esempio, di Gerard Manley Hopkins e da giovane intrattenne anche una intensa corrispondenza con il poeta irlandese Yeats,di cui condivide le inclinazioni esoteriche.

Pur non appartenendo alla corrente simbolista,Yeats ebbe frequentò a Parigi Mallarmè e approfondì le sue conoscenze in merito, grazie all’amicizia con Arthur Symons. Infatti, il saggio di Renata Maria Dolce “Yeats sul cammino della verità “, in cui viene analizzata l’influenza delle culture orientali  e di Castiglione sull’opera di Yeats , lo conferma. Nato in un paese culturalmente diviso,Yeats aspirò sempre ad una tradizione unitaria e si avvicinò al teosofo visionario svedese Swdwnborg per il quale l’anima non nasce nel momento del concepimento nel grembo  materno ma è in perenne metamorfosi.

Gli anni ottanta videro un’ampia diffusione delle opere di Yeats sul mercato librario  con numerose traduzioni , ma soprattutto del  mito  nel  simbolismo drammatico yeatsiano che, ponendo  in relazione filosofia ,religione ed esperienza poetica ,imprime senso di  unità alla vita nazionale, recuperando quella forza immaginativa ed esoterica che il materialismo aveva soffocato.

 

[da: William Butler Yeats, Quaranta poesie, trad. di Giorgio Melchiori, Einaudi, Torino, 1965]

 

INNISFREE, L’ISOLA SUL LAGO Leggi tutto…

GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA 2014

In occasione della GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA 2014, pubblichiamo il messaggio del Direttore Generale dell’UNESCO, Irina Bokova. A seguire, il messaggio del Prof. Giovanni Puglisi Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO.

L’odierna puntata radiofonica di “Letteratitudine in Fm” del 21 marzo 2014 è dedicata alla poesia, con la partecipazione del saggista e critico letterario Filippo La Porta, autore di “Poesia come esperienza. Una formazione nei versi” (Fazi editore).

Ogni anno si celebra la Giornata Mondiale della Poesia nel primo giorno di primavera.  Istituita dall’UNESCO in quanto si riconosce all’espressione poetica un ruolo privilegiato della promozione del dialogo interculturale, della comunicazione e della pace.

di Irina Bokova

L’UNESCO celebra ogni anno coloro che vivono la poesia come una delle più alte espressioni della lingua e della cultura. La poesia è un canto di libertà, per affermare la propria identità creativa. La poesia è anche il canto dei nostri sentimenti più profondi: “anche involontariamente, è poesia ogni parola che esce dall’emozione», disse il poeta brasiliano e diplomatico João Cabral de Melo Neto. Con le parole e con il suo ritmo, la poesia dà forma ai nostri sogni di pace, giustizia e dignità. Dà la forza e la voglia di mobilitarsi per esse.
Tutti i popoli nella storia hanno sviluppato e praticato una forma di poesia, sia per trasmettere oralmente le loro conoscenze, i loro miti e la loro storia – i Veda, il Rāmāyana in India, la Bibbia ebraica, l’Iliade e l’Odissea in Grecia, e molti altri testi filosofici e religiosi – o per esprimere i loro sentimenti, parlare della vita quotidiana, sopportare prove o divertirsi. Oggi le forme contemporanee di poesia, dai graffiti allo Slam, consentono ai giovani di impegnarsi e di rinnovarne la pratica aprendo la porta a un nuovo spazio creativo. Le forme si evolvono, ma l’impulso poetico rimane intatto. Shakespeare ha descritto la poesia come “la musica che ogni uomo porta dentro di sé”. E secoli dopo, il jazzista Herbie Hancock, Ambasciatore dell’UNESCO, nominato professore di poesia per l’anno 2014 alla Harvard University, offrirà giustamente una lettura del suo testo “La sapienza di Miles Davis” ricordando le affinità tra poesia, letteratura e musica.
Come espressione profonda dello spirito umano, come arte universale, la poesia è uno strumento di dialogo e riconciliazione. Poiché dà l’accesso all’espressione autentica di una lingua, la diffusione della poesia aiuta al dialogo tra le culture e alla comprensione reciproca. Lo vediamo nel fervore della gente volto a celebrare il patrimonio culturale immateriale, le lingue indigene e la diversità culturale, dove la poesia svolge un ruolo importante. Questo è il motivo per cui l’UNESCO incoraggia a sostenere gli autori, i traduttori, gli artigiani della poesia di modo che si possa trarre dalle loro opere il gusto della bellezza e ispirazione per la pace.

21 Marzo 2014

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Il messaggio originale in lingua francese
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DAVIDE RONDONI A “LA POESIA SI FA IN QUATTRO” – Misterbianco (Ct), 16 ottobre 2013

 invito la poesia si fa in quattroMercoledì 16 ottobre alle 19 allo Stabilimento di Monaco di Misterbianco uno dei più apprezzati poeti italiani legge “Si tira avanti solo con lo schianto” (Whitefly press) per il secondo appuntamento della mini rassegna all’interno di ISOLAPOESIA 2013 a cura di Giuseppe Condorelli e Paolo Lisi.

Sui versi di Rondoni le note del trombone di Felice Puglisi. Installazione di Carmela Palumbo.

Il titolo della raccolta la dice lunga. Suona più come una dritta, quasi un motto. Suggerisce forse una formula comprovata da manuale di sopravvivenza? Per campare ci vuole roba forte. Roba capace di farti il botto dentro. Tutto sta nel sapere dove andarsela a procurare. Di città in città, di nazione in nazione. Partire solo con gli occhi della poesia in spalla. Avanzare dritti di testa e cercare l’urto. Con il mondo, con la gente. Ogni singolo, minimo incontro è una deflagrazione che sparge schegge grondanti di splendida e dura vita. E quando quelle schegge ti entrano nei tessuti, non c’è più spazio per sentirsi soli. Milano, Roma, Venezia, Caracas, Sao Paulo, New York: sono trasfigurazioni umane fatte di sangue e mattoni. Dentro un carcere, in un ambulatorio medico, in treno, in una sala bingo, al bancone di un bar, dal barbiere, in metropolitana, in un capanno in mezzo alle valli: i luoghi banali del vivere diventano cornice di apparizioni, epifanie. Profane quel tanto che basta per avere insito il germe del sacro. Detenuti, modelle, venditori ambulanti, professori, gommisti e netturbini. Presenze-annunciazioni con l’iPhone in mano e la “zigaretta” tra i denti.

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CIELI VIOLATI, di Anna Vasta

Pubblichiamo la prefazione della silloge “Cieli violati” di Anna Vasta (edizione Ensemble), firmata da Luigi La Rosa. Di seguito, alcune poesie messe a disposizione per Letteratitudine dall’autrice.

Cieli violati. Cieli ribollenti, incalzanti, con l’ardore di nuvole in fermento avanzanti verso il suolo, grigio correre di nembi in celesti sprazzi di cielo, poi affogati nella neve dell’oblio che tutto copre, e censura, e tutto quieta delle umane tragedie, inutili, invisibili, di fronte a tanto sfacelo. Sfarzo di natura che avvolge la vita, e ne governa, quietamente, irrevocabilmente, le sorti.

Anna Vasta e le epifanie della ferita

dalla prefazione di Luigi La Rosa

C’è una poesia raffinata, colta, sensuale, nutrita degli umori oscuri della terra, percorsa dagli spiriti alati dell’aria, poesia di spettrali visitazioni, di vibranti sussulti, di luminescenti epifanie, impregnata delle essenze ambigue del vivere e perennemente lambita dalla lingua insidiosa della morte.
E’ una poesia dolente ma non vinta, intimista ma mai sopraffatta, il cui canto si leva sicuro a fissare simbolicamente confini e coordinate cosmologiche, e la cui portata espressiva si cristallizza in suadente cifra di partitura, in perenne melodico fremito dell’essere, in sinfonica rappresentazione dell’universo.
I cieli sotto i quali questa lirica alta e insieme viscerale, eterea ma mai spogliata della matericità del corpo s’incarna sono gli stessi che fanno da cornice al canto, che misurano gli spazi dello sguardo, che delimitano le campiture accese della visione.
Anna Vasta, poeta di squisita grazia, li sfoglia tramutandoli in dense pagine d’album, registrandovi il corsivo fluido e icastico del suo sentire, scomponendo il corpo poetico della silloge nei sentimentali momenti di un accorato diario dell’anima.
Sono cieli violati, cieli-bambini, cieli toccati dalla ferita esistenziale, che riverberano ovunque il sangue caldo dei loro crepuscoli, come la luce onirica e bruciante delle loro aurore.
Raramente la scrittura ha saputo coniugare alla parola le eloquenti potenzialità cromatiche e plastiche dell’immaginazione, e mai come in queste pagine – a mio parere tra le più belle e le più mature nella genuina produzione del poeta – l’alfabeto significante ha ceduto la ricerca del senso al dominio pieno e musicale della forma.
L’apparente fissità dei quadri attraverso i quali l’epopea di questo mondo alla deriva viene scandita si anima, gradatamente, del dinamismo accidentato e provvido delle sue manifestazioni: la natura stessa si trasforma in un organismo vivo, usurato, drammatico, quella materia nuda che si offre agli assalti impietosi del reale, riflesso di una condizione d’innocenza atavica che pervade leopardianamente tutte le cose, penetrandone il segreto, esaltandone l’incanto. Leggi tutto…

QUI STO E TU? Interrogazioni sulla poesia di Roberto Rebora – di Amedeo Anelli

Libreria Popolare – Via A.Tadino,18 – Milano 

23 ottobre 2012 ore 18:30 – Presentazione del volume di Amedeo Anelli

Qui sto e tu? Interrogazioni sulla poesia di Roberto Rebora

Edizioni Zona Franca – Lucca – 2012

ne parlano con l’autore

Daniela Marcheschi –  autrice del volume Il sogno della letteratura, Gaffi

Franca Severini – editore del libro

«Roberto Rebora, nipote del famoso zio poeta, Clemente, è fra i maggiori, ma anche misconosciuti poeti europei del secondo Novecento. La sua poesia ne rappresenta uno dei punti di maggiore densità e tramatura, nell’apparente riduzione economica dei mezzi e nella scarnificazione etica del dettato. La parola di Rebora sembra inghiottita dal silenzio, sembra ritornare alle fonti della propria articolazione, all’humus intenzionale e nascosto che l’ha generata. Una tale condizione sembra essere il doppio del «non descrivo / vedo» della poesia Per il momento dell’omonima raccolta. È, questo vedere, un vedere di cui il linguaggio rappresenta la trama dell’arazzo, il tessuto del mondo, ma anche la voce anonima degli eventi. Da subito la poesia di Roberto Rebora s’installa nel silenzio attivo di questo sguardo, di questo stratificarsi di coscienza e di senso. In ciò privilegia il sedimento della vita come misura e forma della presenza.Il volume di Anelli, che colma finalmente una lacuna critica dei nostri studi odierni, vuole prima di tutto porre una serie di interrogazioni forti ed essere poi l’esplicitazione e la ricognizione davvero critica del poco che è stato scritto sulla poesia di Roberto Rebora. La voce poetica di Rebora torna così a risuonare in modo suggestivo, confermandosi fra le poche che resteranno a dar conto di serietà d’intenti e di risultati in una stagione a tutt’altro affaccendata».

Roberto Rebora nasce a Milano il 25 gennaio 1910. Il padre Mario Rebora, avvocato penalista e fratello di Clemente Rebora,  muore a Milano il 6 maggio 1925. Roberto, che ha quindici anni, lascia il Liceo Parini e trova impiego come magazziniere ai carboni dell’Officina del Gas della Bovisa, dove lavorerà quattro anni, studiando nel frattempo e riuscendo ad ottenere il diploma di ragioniere. Nel 1932 pubblica la prima poesia in «Circoli. Nel 1938 inizia a collaborare a «Corrente» con recensioni, poesie e scritti sul teatro. Nel dopoguerra si occupa di teatro, critica teatrale e letteraria per giornali e riviste. Traduce dal francese e dallo spagnolo. Insegnerà anche per anni a Milano alla Civica scuola d’arte drammatica del Piccolo Teatro.  Negli ultimi anni di vita, vive in stato d’indigenza nel costante aiuto degli amici. Tardivo arriverà a pochi mesi dalla morte l’ottenimento dell’assegno previsto dalla legge Bacchelli. Muore nel 1992 a seguito di una caduta nella sua abitazione. Oltre a otto raccolte di versi, pubblica in vita uno studio su Giovanni Battista Angioletti (Padova, Cedam, 1944), il volume Scenografia d’oggi in Italia (Milano Görlich, 1974). Postumi escono, a cura di Nicoletta Trotta, Della voce umana e poesie inedite (Novara, Interlinea, 1998) e, a cura di Sergio Bajini, Prose disperse (Milano, viennepierre, 2003).

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Poet(n)@ – Rassegna di poesia e musica

Anche questa estate un appuntamento imperdibile per gli amanti della poesia che si trovano nei pressi dell’Etna

Sabato 11 agosto 2012, alle h. 19.30, presso la Villa dei Principi Grifeo di Partanna, sita in via Garibaldi, Viagrande (Ct), avrà luogo l’edizione 2012 di Poet(n)@, la rassegna estiva di poesia e musica organizzata sul vulcano.
Anche in questa edizione le “Voci di una sera di mezza estate” che confluiranno in Poet(n)@ saranno coordinate dalla presentazione di Anna Pavone.
I poeti che si avvicenderanno sul palcoscenico sono : Davide Aricò – Angela Bonanno – Sebastiano Burgaretta – Cettina Caliò – Maria Gabriella Canfarelli – Orazio Caruso – Giuseppe Condorelli – Maria Di Franco – Antonio Di Mauro – Anita Tania Giuga – Alfio Grasso – Paolo Lisi – Carmelo Panebianco – Alfio Patti – Maria Rita Pennisi – Renato Pennisi – Alessandro Puglia – Angelo Scandurra Leggi tutto…

Categorie:Eventi, PoesiaNews

LA LUCE E IL GRIDO. Maria Di Lorenzo e la poesia di Elio Fiore

LA LUCE E IL GRIDO. Maria Di Lorenzo e la poesia di Elio Fiore

di Simona Lo Iacono

Era un cristiano del ghetto, e a chi gli chiedeva stupito il perché di questa commistione per i più inaccettabile tra il Dio degli ebrei e quello del Cristo, opponeva  la disarmata realtà di Miryam di Nazareth. In lei –  diceva – ebrea e al tempo stesso madre del Cristo, ogni disarmonia della storia sfumava come un balocco, o come un fastidioso giro di nebbia.

Abitava dunque, Elio Fiore, al Portico d’Ottavia, nel cuore del ghetto di Roma. Di esso, dei suoi anfratti segnati dai nomi delle corporazioni – via dei falegnami, via dei funari – ed eretto in onore di Giove e Giunone, amava il silenzio, una mancanza di rumore che si immetteva nella ricerca del senso dell’esistenza, e che restituiva all’orecchio il suono dei versi.

Era un silenzio che copriva come una lapide pietosa le oscenità del dolore, le barbariche incursioni nella vita dell’uomo, la violenza del tempo. Era infatti ancora un bambino quando, il 19 luglio del 1943, rimase sotto le macerie della propria casa bombardata e – messo in salvo – assistette impotente alla deportazione ebrea: file di convogli verso una destinazione sconosciuta, uomini come feretri che oscillavano già morti senza saperlo.

Da questo momento Elio Fiore diventa (nella foto) più che poeta, diventa testimone, nunzio che non tace. Diventa grido. Non a caso la sua raccolta “In purissimo azzurro” reca come epigrafe le tuonanti parole di Isaia: “Va’, sii la vedetta notturna, quello che vedi grida” (Is. 21,6).

Adesso la sua parabola di poeta e uomo è riportata sapientemente alla luce dalla delicatissima mano di Maria Di Lorenzo, che ne dipinge la natura appartata e tuttavia sorridente, la misticità tutta venata di speranza, l’ottimismo coltivato a dispetto del “sangue e del grido della storia”.

Elio Fiore è poeta dell’invisibile, ma di un invisibile non lontano, non distante, tutto partecipe – al contrario –  del dolore dell’uomo, incarnato nelle sue cadute e nel suo desiderio di espiazione. “Ecco, diceva, la fede e nient’altro è la vita. Tutto il resto è Storia”.

Chiedo quindi a Maria di Lorenzo di parlarci di lui.

–     “Cara Maria, il tuo saggio “La luce e il grido” (Fara Editore) ricostruisce meravigliosamente la vicenda di un poeta altrimenti dimenticato, e che – invece – godeva dell’ammirazione di artisti come Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti, Mario Luzi, Carlo Bo. Parlaci di lui, del suo percorso poetico”.

 Elio Fiore, morto nel 2002, era nato a Roma nel 1935 e aveva esordito in poesia nel 1964 con la raccolta “Dialoghi per non morire” tenuta a battesimo dal grande Giuseppe Ungaretti, quasi una “investitura” poetica. Visse per motivi di lavoro in varie città italiane finchè potè tornare a Roma, dove svolse la mansione di bibliotecario, e andò ad abitare al Ghetto, che tanta importanza poi rivestirà per la sua dimensione poetica e prima di tutto umana. Fiore viveva nel culto dei poeti del passato e di quelli a lui contemporanei, ma non imitava nessuno né assomigliava a nessuno. Il suo percorso quindi è estremamente originale, e si snoda per circa un quarantennio attraverso i temi della profezia, della memoria, della fede, della necessità di scrivere, di guardare e di raccontare. Una missione al tempo stesso poetica e personale.

 

–     “I temi della poesia di Elio Fiore sono la memoria intesa come dovere morale, la sua tensione verso l’eterno, la sua capacità quasi ascetica di vivere il presente attraverso la lezione del cielo. Ci vuoi raccontare di quando lo hai incontrato in casa sua per intervistarlo?”

Ho un ricordo molto vivo di quell’intervista, nonostante siano trascorsi da allora quasi vent’anni. Ricordo quel caldo pomeriggio di giugno, le strade assolate del Ghetto, i ragazzi che sciamavano al Portico d’Ottavia appena usciti da una scuola vicina, il silenzio denso e profondo che mi investì non appena varcai il portone di legno corroso, con i ballatoi deserti e un uscio che si apriva e vi compariva il poeta: una persona umile e raccolta, ma anche piena di arguzia e di grazia. L’intervista fu molto piacevole, a un certo punto si ruppe il registratore e io trascrissi tutto sul quaderno, le sue parole erano così vive e profonde che le avrei potute ripetere a memoria una per una tanto mi erano rimaste impresse. Quel giorno io compresi due cose: che si poteva amare la scrittura, la poesia, con una passione pura e incondizionata, come faceva lui, che di poesia viveva, si nutriva, come le piante si nutrono di luce, e che si poteva anche essere felici credendo in Dio. Non lo ritenevo una cosa possibile, personalmente ero rimasta a un’idea piuttosto ammuffita di religione, quella orecchiata da bambina al catechismo, una serie di precetti e di doveri senza nessuna gioia. Quel poeta che vedevo quel giorno per la prima volta parlava molto di Dio e aveva dentro una gioia incontenibile, pazzesca, assolutamente incomprensibile per me. Io dovevo capire a tutti i costi da dove venisse quella gioia, quel fervore. Per fortuna quell’incontro non fu un caso isolato, ebbi modo di frequentarlo e di godere fino alla sua morte della sua amicizia, che è stata molto significativa per me e che mi ha dato molto, sul piano e umano e letterario. Un giorno mi fece promettere che dopo la sua morte avrei scritto un libro su di lui, ed è quello che ho fatto: con questo libro sento di aver mantenuto una promessa.

 

–     “L’esperienza della guerra ha toccato Elio Fiore quasi come un insegnamento universale. Suoi sono questi magnifici versi: “Qui, nel segreto della mia dimora, scava la voce / della memoria, nel fragore del Tevere cresce la pietà, / viva dal 16 ottobre 1943. Quando il mio piede innocente / fu bagnato dal sangue dei giusti di Israele. / Quando gli empi urlavano, sfondavano le porte coi fucili…”. La guerra assurge dunque a simbolo  della condizione dell’uomo, della sua perenne lotta tra bene e male. E’ così, cara Maria?”

Dici bene, Simona. Da un lato c’è la guerra, la grande guerra, quella che Elio bambino ha vissuto sulla sua pelle con le sue atrocità e i suoi orrori, e poi c’è la guerra, l’altra, quella quotidiana, quella perenne lotta tra bene e male come dici tu, quella guerra che si scatena principalmente dentro noi stessi, che siamo spesso lacerati, divisi, desiderosi di andare verso la luce ma impantanati il più delle volte nelle tenebre più fitte. Questo conflitto, a pensarci bene, è eterno. “La storia partorisce dei mostri – diceva Fiore -, ma nella storia, a dispetto di tutto, si pone il provvidenziale cammino dell’Uomo verso la luce”.

 

–     “Infine, cara Maria, parlaci del ruolo che secondo Elio Fiore doveva avere il poeta. Un suo verso recita infatti: “La poesia è una chiamata per captare la voce della giustizia”. Chi è il poeta, secondo Elio Fiore?

Ti rispondo con le sue stesse parole: “È poeta – diceva Elio Fiore – colui che vede la vita con occhio diverso dagli altri ed è possessore di una verità che deve trasmettere ai suoi fratelli uomini. In questo consiste la missione del poeta, il suo messaggio: testimoniare il suo tempo, il tempo della bellezza, il tempo della poesia”.