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Archive for the ‘PoesiaNews’ Category

GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA 2018

21 marzo 2018 – GIORNATA MONDIALE DELLA POESIA

Risultati immagini per world poetry day 2018 unesco

Ogni anno si celebra la Giornata Mondiale della Poesia nel primo giorno di primavera. Istituita dall’UNESCO in quanto si riconosce all’espressione poetica un ruolo privilegiato della promozione del dialogo interculturale, della comunicazione e della pace.

La giornata mondiale della poesia sul sito delle Nazioni Unite

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A proposito di poesia, ecco qualche dato sulla lettura di poesia in Italia fornito da IBS.it

Gli italiani amano la poesia. Leggono autori sia italiani che stranieri, sia classici che contemporanei. Soprattutto in Lombardia e in Lazio, seguiti a ruota da Piemonte, Toscana ed Emilia Romagna. Il 54% di loro sono donne, il 46% uomini.

A svelarlo è la classifica di IBS.IT stilata in occasione della Giornata Mondiale della Poesia, istituita dall’Unesco nel 1999 con il fine di “riconoscere il ruolo privilegiato ricoperto dalla poesia, come mezzo di promozione del dialogo e della comprensione interculturali, della diversità linguistica e culturale, della comunicazione e della pace” e che ricorre ogni anno il 21 marzo, primo giorno di primavera e anniversario della nascita di Alda Merini.

Alda Merini

Dall’analisi dei titoli più venduti nell’ultimo anno (1° marzo 2017/1° marzo 2018) dalla libreria italiana online IBS.IT, classificati nel genere “poesia”, emergono dati inaspettati, qualche chicca e talvolta vere a proprie sorprese. Leggi tutto…

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POESIA CONTEMPORANEA. Tredicesimo quaderno italiano (approfondimento su Antonio Lanza)

POESIA CONTEMPORANEA. Tredicesimo quaderno italiano (Marcos y Marcos – a cura di Franco Buffoni). Approfondimento su Suite Etnapolis: contributo del giovane poeta siciliano Antonio Lanza.

Su iniziativa di Franco Buffoni, prosegue ormai dal 1991, con cadenza biennale, la pubblicazione di una serie di quaderni di poesia italiana contemporanea per i tipi della casa editrice Marcos y Marcos. Ogni quaderno raccoglie, tra migliaia di dattiloscritti esaminati, sette nuove voci che con sensibilità, spessore ed equilibrio, rappresentino l’Italia in versi di quel particolare biennio.
Il comitato di lettura che esamina i dattiloscritti e determina la scelta dei sette giovani poeti è stato formato, fino al 2014, da Franco Buffoni, Umberto Fiori e Fabio Pusterla: dal 2015, a Umberto Fiori subentra Massimo Gezzi.

Di recente è stato pubblicato il Tredicesimo quaderno italiano, che ospita sette giovani autori di poesia italiana contemporanea – Agostino Cornali, Claudia Crocco, Antonio Lanza, Franca Mancinelli, Daniele Orso, Stefano Pini, Jacopo Ramonda – ciascuno presente con una raccolta autonoma preceduta da esauriente introduzione critica. Si tratta di sette piccoli libri di poesia racchiusi in un unico volume a illustrare le nuove scuole o tendenze della giovane poesia italiana. Il volume – a cura di Franco Buffoni – contiene le prefazioni di Antonella Anedda, Milo De Angelis, Umberto Fiori, Massimo Gezzi, Fabio Pusterla, Flavio Santi, Niccolò Scaffai.

Abbiamo chiesto al giovane poeta siciliano Antonio Lanza (nato a Paternò, CT, nel 1981) di raccontarci qualcosa sulla sua Suite Etnapolis presente nel citato Tredicesimo quaderno italiano di poesia contemporanea. Segue la prefazione di Fabio Pusterla.

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di Antonio Lanza

Ho scritto Suite Etnapolis in due anni, dal 2013 al 2015. In quel periodo, poco dopo il mio matrimonio, maturavo l’impressione che la mia scrittura fosse uscita da quel limbo che è il puro esercizio, per approdare a una più consapevole necessità espressiva. Leggi tutto…

Margherita Rimi vince il Premio Piersanti Mattarella 2017 per la poesia

Con la silloge Nomi di cosa-Nomi di persona (Marsilio), la poetessa Margherita Rimi vince il Premio Piersanti Mattarella 2017 per la poesia

Il Premo Piersanti Mattarella 2017, per la poesia,  è stato assegnato a Margherita Rimi per la raccolta di versi Nomi di cosa-Nomi di persona,  edito da Marsilio nel 2015. È un riconoscimento  importante per l’autrice, medico e neuropsichiatra infantile impegnata da anni in prima linea per la cura e la tutela dell’infanzia e dell’adolescenza e, in particolare, contro i maltrattamenti e gli abusi sui minori, e a favore dei bambini portatori di handicap. È un premio importante,  di alto valore civile, che si ispira all’opera etica, morale e politica di Piersanti Mattarella, Presidente della Regione Siciliana assassinato dalla mafia nel 1980, e che avversò strenuamente, con la sua opera istituzionale, ogni forma di criminalità mafiosa. Il Piersanti Mattarella, ideato da Orazio Santagati, presidente del premio, si propone  la   promozione dei valori umani e civili e la lotta contro ogni forma di violenza mafiosa e di sopraffazione, a sostegno dei valori della vita e della civiltà della vita. Nel corso della premiazione, tenutasi a Roma presso la sala della Protomoteca in Campidoglio, si è svolto anche un convegno sul tema «Il recupero dovere», con interventi dei vincitori delle varie sezioni e dei finalisti. Leggi tutto…

HAI MAI CORSO TRA LE NUVOLE? di Lorenzo Cioce

HAI MAI CORSO TRA LE NUVOLE? raccolta di poesie di Lorenzo Cioce (Minerva)

Di seguito: una presentazione della raccolta e due poesie scelte

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È disponibile sulle principali piattaforme editoriali on line e ordinabile in libreria, la raccolta del poeta romano Lorenzo Cioce  “Hai mai corso tra le nuvole?”, Edizioni Minerva (ottobre 2016) che arriva quattro anni dopo la prima raccolta, Lo sprecainchiostro (TerreSommerse) divenuto caso letterario con oltre settecento copie vendute. Ventisei anni, laureato in Storia alla Sapienza di Roma, Lorenzo Cioce è lettore appassionato, si definisce giardiniere della serenità, minatore di emozioni e poeta a tempo indeterminato. Da più di un anno collabora alla stesura di opere teatrali, come librettista, con il compositore romano Simone Martino: Lo sguardo oltre il fango e San Michele- L’Angelo dell’Apocalisse.

Le cinquanta poesie di Hai mai corso tra le nuvole? raccontano uno scrittore, osservatore critico della realtà e innamorato delle contraddizioni. Leggi tutto…

AMBIENTI SATURI di Fabio Donalisio

AMBIENTI SATURI di Fabio Donalisio (Amos edizioni – collana A27 poesia)

[L’autore ne parla con Letteratitudine]

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In ambienti saturi assistiamo all’arretramento dell’io, mostrato nel suo ritirarsi negli spazi più angusti di casa: vestibolo, cucinino, ripostiglio. In un contesto in cui ogni gesto e ogni pensiero non fanno che rifrangersi velleitariamente sui muri avvelenando la parola, ridurre al minimo il campo d’azione diventa vitale. Più che un dolore, quello che Donalisio mette in scena, attraverso strofe acide e versi frammentati, è un allucinato fastidio per l’inesorabile emorragia di senso. E, di fatto, la sfida non è trovare un ordine e un significato alle cose, ma cercare riparo, qui dove tutto rifiuta un ordine e un significato.

“Sostanzialmente, trattasi di vuoto”, racconta Fabio Donalisio a Letteratitudine. “Che, come la fisica – con un certo perverso piacere nel convincere le “masse”, o meglio le élite di massa, di cose che vanno pervicacemente contro le percezioni abituali – si prodiga di divulgare a mani basse, non esiste. L’ambiente, quale che sia, è saturo di vuoto. Si tratti di interno, intimo (di chi, nullius interest). O di esterno, deserto quanto più esponenzialmente affollato. In mezzo, la possibilità – o meglio il dovere, biologico, casuale – della vita. Sotto forma di guerra, di fuga, di norma. Nella norma si svolge l’esistenza, che così normata forgia la propria percezione di orientamento, concatenazione, tempo. Altra linea cui la fisica ha rubato il verso. Ovvio corollario il fatto che la parola sia destituita di senso. Inoppugnabile. Eppure qui si abbarbica la stupida – nel senso di palesemente in-utile – nonché vanesia, in ultima analisi, tenacia della disperazione: etimologica (stubborn as those garbage bags that time cannot not decay, cito a memoria). Dire non tanto perché si deve (anzi, in effetti mai si dovrebbe), ma perché piuttosto ancora – nonostante tutto – si può. Lontano dagli entusiasmi: svilenti, con l’onestà – per il poco possibile – di dire le cose come (non) sono. Magari con le parole degli altri, di solito meglio delle proprie. Il soggetto, poi, è del tutto insignificante. Ciò di cui si deve primariamente tacere”.

Di seguito, un assaggio della silloge. Leggi tutto…

Uno scrittore allo specchio: TRILUSSA

File:Trilussa 15.jpgUno scrittore allo specchio: TRILUSSA

di Simona Lo Iacono

Ma lo sapevate, signori miei, che lo specchio nun è cosa che sceglie la persona, che riflette e nun jela perdona, e che se je dai una sberla poi te l’ arrimanda?
E’ come ‘na soffiata de lavanda, che te libera il petto e la ragione, e che se guardi bene e senza grilli ‘n testa, t’istruisce e te da’ pure ‘na lezione.
Certo, c’è da capì che non è ‘na festa se te credi bello e poi te vedi brutto, se te senti onesto e quello te dice: truffatore, se fai ‘l pietoso e poi sei ‘l peggio malfattore.
Ma lo specchio è così, è un po’ poeta, je piace de dì pane al pane e vino al vino, je piace de fasse piccolo e bambino, e je piace de sputà…
ma no saliva, bensì la pura verità.
E sempre m’è piaciuto questo specchio che non tace e nun conosce ipocrisia, e me lo so’ messo nella tasca mia, e tutto ho detto, tranne la bugia.
Così, je l’ho cantate alli potenti, je l’ho detto che se uno s’accorge d’esse prigioniero, canta e urla come no’ sparviero, chè tanto, che c’ha da perde, forse i denti?
Un povero non perde mai, ha perso tutto, e tanto vale allora, sora mia, se proprio il mondo è farabutto, riempisse le tasche de poesia.
Per questo, in certe sere arrovesciate che, a Roma, la terra pare cielo e il cielo terra, me so’ messo in trincea come in guerra, ho mescolato quattro rime un po’ indecenti, e li ho fatti piagne, li potenti, e li ho fatti ride, li perdenti.
D’altra parte a questo serve la poesia. A dì sempre la verità vera, quella che se tace per diplomazia…
Ma cos’è poi ‘sta decenza che c’ impedisce – in fonno – d’esse uguali, e c’impone di parlare pe’ segnali, e ci fa lupi, arrubboni e soli?
Per me è stata sempre libbertà, ma libbertà con due “b” e con le ali, è stato trasformà li straccioni nei reali, e pochi spicci in un mucchio de tesori.
A modo mio, e con rispetto, ho fatto er rivoluzionario, ho dato onore a chi l’aveva perso, ho dato nome a chi non c’ha destino, ho messo gioia al core d’un bambino, e al prepotente c’ho cantato un nuovo sillabario. Leggi tutto…

VENTO TRAVERSO di Anna Pavone

VENTO TRAVERSO di Anna Pavone (edizioni Le Farfalle)

[La prima presentazione del libro si svolgerà sabato 8 aprile, alle 19, al teatro Machiavelli di Catania]

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di Simona Lo Iacono

In apparenza non sono che frammenti. Parole singhiozzate tra una pausa e l’altra, che  lasciano chi legge con la sensazione di una vertiginosa bellezza frammista a un dolore sottile, nel cuore.
Poi, salgono su, raggiungono una armonia segreta, iniziano a vestirsi di un unico tono, che le rende supplici, perfette, come un solo discorso.
Le parole che la pazzia farfuglia sembrano schegge solitarie, ma è come se fossero pronunciate da una sola bocca, perché in esse la verità sulla condizione umana balza fuori, infierisce come le sette piaghe, o come quei pesi  che l’egiziano devoto metteva sulla bilancia del Dio dei morti.
Sono infatti parole che solo in punto di morte un uomo normale saprebbe dire. E che il folle, o quello che definiamo tale, nella sua lucidità senza maschere e senza preconcetti, pronuncia tutte le mattine.
Come quando dice: “Io non ho peso specifico. Sono disabitato”. O come quando, stancamente, sospira: “Se solo il mondo si fermasse un attimo, potrei raggiungerlo”.
Frasi in cui si agita tutto il mistero dell’universo.
Anna Pavone ha raccolto queste frasi. Una per una, come si colgono i fiori di un prato, le ha unite in un discorso fatto di pause e affondi. Non ha dato importanza al fatto che fossero le parole dei pazzi, al contrario, e proprio per questo, le ha tessute su un lenzuolo vasto, prodigioso, inanellandole ed esponendole al sole.
E così, a vederlo, il lenzuolo di Anna – steso su un filo dritto, tenuto da pinze e lasciato asciugare – si gonfia di vento. Un vento turbinoso e arricciante, che a ogni sboffo fa riemergere qualche parola, le strappa la sua vera voce, gemendo e ululando di stupore.
Certo, il vento che può smuovere un simile lenzuolo,  non sarà mai un vento disciplinato. Piuttosto, un vento traverso, che entra di sbieco, valicando le consuete regole di gravità. Un vento un po’ scomposto, insomma, come scomposte sembrano essere le vite che contiene. E che invece rivela, proprio nelle crepe di quelle vite, proprio nella loro imperfezione, una assordante libertà.
E “Vento traverso”si chiama infatti l’ultimo libro di Anna Pavone, edizioni “Le farfalle”, un testo che raccoglie le frasi pronunziate dai “matti”, da coloro che in apparenza non sono adatti a vivere la realtà. E che, invece, a giudicare dalle loro parole, della realtà hanno compreso a tal punto, da non poter fare altro che allontanarsi da chi, come noi, non l’ha mai veramente capita.
Intervallato dai disegni infilzanti, meravigliosi, di Bruno Caruso, “Vento traverso” dipinge un mondo al contrario, dove la vera saggezza è in bocca agli ultimi, ai dimenticati, agli emarginati.

Anna, ti chiedo quindi, raccontami come nasce questo libro. Leggi tutto…