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Archive for the ‘Recensioni e segnalazioni’ Category

LE NOSTRE ANIME DI NOTTE di Kent Haruf (recensione)

LE NOSTRE ANIME DI NOTTE di Kent Haruf (NN editore)

di Massimo Maugeri

Bisogna essere grati a NN Editore per aver fatto conoscere al pubblico italiano dei lettori uno scrittore del calibro di Kent Haruf, il cui libro (postumo) “Le nostre anime di notte” (NN editore, p. 176, euro 17, traduzione di Fabio Cremonesi) è riuscito a raggiungere la vetta della classifica dei libri di narrativa straniera pubblicati in Italia. D’altra parte Kent Haruf (1943-2014) è considerato dalla critica come uno degli scrittori americani di maggiore talento e spessore e ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti di grande prestigio. I protagonisti di questo nuovo romanzo, ambientato a Holt (immaginaria cittadina statunitense del Colorado, dove Haruf aveva ambientato i precedenti libri), sono due persone anziane che conducono esistenze solitarie a causa della morte dei rispettivi coniugi. Lei si chiama Addie Moore, il nome di lui è Louis Waters. Sono vicini di casa, il loro rapporto è sempre stato cordiale anche se non hanno mai avuto modo di approfondire in maniera particolare la loro conoscenza. Un giorno, spinta dai morsi della solitudine, Addie decide di andare a trovare Louis. Non è una visita finalizzata a consolidare i rapporti di buon vicinato. Addie ha qualcosa di ben specifico da chiedergli. Si tratta di una richiesta inattesa e sorprendente. Una sorta di proposta. Perché vivono entrambi soli. Perché se ne stanno per conto loro da troppo tempo. Perché la solitudine è un animale capace di corrodere il cuore e lo spirito.
“Da anni io mi sento sola”, dice Addie. “Penso che anche tu lo sia”. Da qui la proposta che può riassumersi nella seguente domanda: vuoi passare le notti da me? Addie precisa subito che non sta parlando di sesso (“credo di aver perso qualsiasi impulso sessuale un sacco di tempo fa”, dice). Sta parlando di “attraversare la notte insieme”. Di starsene al caldo nel letto, come buoni amici. A parlare. A raccontarsi. Leggi tutto…

L’EVIDENZA DELLE COSE NON VISTE di Antonio Monda (articolo e intervista)

L’EVIDENZA DELLE COSE NON VISTE di Antonio Monda (Mondadori)  

recensione e intervista a cura di Francesca G. Marone

Con un sorriso garbato e sincero Antonio Monda, alla presentazione del suo L’evidenza delle cose non viste alla Feltrinelli di Napoli, si rivolge al pubblico dicendo: è una storia d’amore, semplicemente una storia d’amore. Come se fosse semplice parlar d’amore e farlo senza cadere in stereotipi, luoghi comuni o storie melense. Come se fosse semplice calarsi nella mente e nel cuore di una donna innamorata, diventare il suo pensiero e il suo sentire le emozioni scorrere. Monda riesce a concretizzare perfettamente sotto forma di un flusso di pensiero questo percorso che confluisce in riflessioni universali. Un pensiero intimo che si concretizza nel mondo del lavoro, del quotidiano, dei personaggi che lo popolano seguendo regole precise, ed infine ma in maniera preponderante in quello degli aspetti visivamente più significativi dello spazio circostante. È una storia d’amore quella narrata ma non è soltanto la storia di Audrey e Warren (che dura da sette anni, due mesi e nove giorni, e che lei ha pudore a definire “amore”), questa è anche la storia d’amore per una città: New York. I suoi grattacieli, la sfida perenne delle costruzioni verso l’alto, i locali più alla moda dove si possono incontrare Frank Sinatra, Jacqueline Kennedy, le celebrities e l’élite dorata del bel mondo newyorkese che si muove disinvolta fra i tavoli mentre fra gli stessi tavoli la giovane donna olandese sembra avvertire un senso di inadeguatezza e al contempo di attrazione. Vuole amare quel mondo con tutta se stessa perché è il mondo di Warren: l’uomo di cui si è innamorata. Leggi tutto…

LETTERATITUDINE 3 a Siracusa (tra i personaggi del libro)

LETTERATITUDINE 3: letture, scritture e metanarrazioni” a Siracusa

Il 7 aprile alle ore 18,00 presso la CASA DEL LIBRO, via Maestranza, Siracusa, si svolgerà la presentazione del volume “LETTERATITUDINE 3: letture, scritture e metanarrazioni” (LiberAria) curato da Massimo Maugeri in occasione del decennale di vita del blog.

Simona Lo Iacono e Daniela Sessa converseranno con Massimo Maugeri. Nel corso della presentazione, personaggi del libro… balzeranno fuori dal pubblico!

Di seguito, l’articolo di Simona Lo Iacono pubblicato sul quotidiano “La Sicilia” e un video promozionale dedicato al libro e all’evento.

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di Simona Lo Iacono

Dieci anni.
Arrotolando la memoria, costringendo il tempo ad andare indietro, sembra ieri.
E, invece, è trascorso un decennio da quando Massimo Maugeri, catanese, scrittore e giornalista, ha deciso di creare “Letteratitudine”, un blog letterario in cui trovarsi e discutere di letteratura, e che, più che un luogo virtuale, sembrava un salotto buono, la stanza calda e riparata di una casa accogliente, in cui si poteva sostare e prendere un caffè, conversando e scambiando opinioni.
Erano anni in cui riunirsi per parlare di libri su internet era inusuale.
Facebook non imperversava, le discussioni erano garbate e a toni pacati, noi frequentatori della “casa” di Letteratitudine amavamo definirci sognatori e stringevamo legami di solidarietà e affetto.
Il blog, frattanto cresceva.
Aumentavano gli iscritti, si espandeva il campo d’azione: l’Australia, gli istituti di cultura italiana all’estero, gli articoli tradotti in più lingue, interviste su Rai letteratura.
Il tempo rapidamente cambiava, lo stesso web si evolveva, e anche “Letteratitudine” – pur restando fedele alla ferrea regola del garbo e della condivisione – prendeva altri volti. Diventava, ad esempio, una emittente radiofonica, che raccoglieva le voci più significative della letteratura italiana. E veniva studiata dalle Università, fornendo spunti a tesi di laurea e ad approfondimenti sul mondo della letteratura in rete.
Pur restando un testimone del libro (e cioè di quella lente che sa interpretare la realtà oltre le apparenze, che dissesta il potere, e che sa generare vere rivoluzioni, le migliori, quelle interiori), Letteratitudine si trasformava in un immenso volume parlante che si scriveva da sé e che sembrava vivere del respiro delle parole.
Indimenticabili le discussioni intorno al futuro dell’ e-book, ad esempio, quando sembrava che il digitale stesse ingoiando le pagine filigranate, profumatissime, dei volumi di cartone. O quelle sui romanzi più belli dell’anno, che generavano appassionate discussioni notturne, o – ancora – quelle dedicate alle commistioni tra letteratura e musica. Leggi tutto…

ZERO K di Don DeLillo (recensione)

ZERO K di Don DeLillo (Einaudi – Traduzione di Federica Aceto)

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di Massimo Maugeri

L’eterna battaglia dell’uomo contro l’ineluttabilità della propria fine. Il tentativo indomito di oltrepassare i limiti. I nuovi scenari offerti dall’evoluzione della scienza e della tecnologia. Sono queste alcune delle tematiche fondamentali trattate in “Zero K” (Einaudi, pagg. 248, euro 19), il nuovo romanzo del maestro della letteratura americana Don DeLillo. Una parola chiave su tutte: criogenesi (o crioconservazione). Molti lettori ricorderanno il caso – di un paio di mesi fa – della ragazza britannica di 14 anni morta di cancro la quale, in virtù di una sentenza del giudice dell’Alta Corte di Londra giunta a seguito di una battaglia legale tra i genitori (la madre, contrastata dal padre, voleva assecondare il desiderio espresso dalla stessa ragazza), ha ottenuto l’autorizzazione legale a farsi ibernare in una struttura statunitense predisposta alla conservazione dei corpi a bassissima temperatura, anche per centinaia di anni, nella speranza che i progressi della scienza possano, un giorno, consentirne il risveglio (la procedura di ibernazione inizia appena il cuore smette di battere e prima che sia dichiarata la morte cerebrale). Quando questa notizia ha fatto il giro del mondo, il romanzo di DeLillo era uscito da settimane. La storia dello scrittore americano è narrata dal punto di vista di Jeffrey, figlio del magnate della finanza Ross Lockhart. La seconda moglie di Ross, Artis, è malata terminale. Ross, essendo uno dei finanziatori di Convergence (struttura kazaka che pratica la crioconservazione) decide, in accordo con l’interessata, di sottoporla al progetto di ibernazione del corpo. Di più: Ross esterna al figlio il desiderio di voler seguire l’amata moglie e di volersi sottoporre contestualmente al procedimento, sebbene le sue condizioni di salute siano ancora buone. C’è un’unità speciale, all’interno di Convergence: si chiama Zero K. «Si basa sulla volontà del soggetto di essere sottoposto a un certo tipo di transizione per passare al livello successivo», dice Ross a suo figlio. «In altre parole ti aiutano a morire», risponde Jeffrey sconvolto. Leggi tutto…

L’UOMO CHE VENIVA DA MESSINA di Silvana La Spina

L’UOMO CHE VENIVA DA MESSINA di Silvana La Spina (Giunti)

Un estratto del libro è disponibile qui

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Il potere “sanante” della letteratura

di Massimo Maugeri

La lettura del nuovo romanzo di Silvana La Spina, “L’uomo che veniva a Messina” (Giunti, 2015), mi ha spinto verso un’ulteriore riflessione sul potere “sanante” della letteratura; riflessione che per me, in un certo senso, è ricorrente.
Il riferimento al potere “sanante” della letteratura può essere inteso in diversi sensi. Quante volte ci siamo imbattuti nella lettura di un romanzo che, in quel preciso periodo della nostra vita, si è rivelato come una sorta di zattera di salvataggio, come lo strumento che ci ha consentito di svolgere un viaggio nel tempo e nello spazio, fuori e dentro di noi, e che ci ha offerto opportunità nuove di riflessione, di confronto, di acquisizione di consapevolezza, oltre che di mero intrattenimento? Chi ama davvero i libri e vive pienamente la dimensione della lettura non è nuovo a esperienze simili. Del resto (a proposito di “potere sanante”) i risultati di alcuni studi tendono a confermare il fatto che la lettura è – tra le altre cose – un ottimo antidoto contro la depressione… proprio perché, leggendo, uscendo dai cunicoli ombrosi degli Io malridotti, ci si ritrova proiettati al di fuori di sé, in nuovi mondi, a condividere esperienze altre, agevolando – di conseguenza – il processo di alleggerimento dei propri gravami interiori. Tutto ciò rientra nell’ottica del potere “sanante” della letteratura, inteso in senso soggettivo.
Oltre a quello evidenziato, mi viene in mente un altro aspetto del potere “sanante” della letteratura (in senso più oggettivo, stavolta): quello capace di colmare vuoti; di riempire, in certi casi, persino i buchi della storia attraverso la forza immaginifica delle parole e l’arte della narrazione.
Il nuovo romanzo di Silvana La Spina, “L’uomo che veniva da Messina” (Giunti), incentrato sulla figura e sulla vita del grande Antonello da Messina, è senz’altro dotato di questa peculiarità (e non solo perché offre, tra le altre cose, al lettore la possibilità di attraversare un secolo complesso come il 1400). Leggi tutto…

NEL DOLORE di Alessandro Zannoni (intervista)

NEL DOLORE di Alessandro Zannoni (A & B edizioni): intervista all’autore

di Massimo Maugeri

Dopo “Biondo 901“, “Imperfetto” e “Le cose di cui sono capace” (editi da Perdisa Pop), Alessandro Zannoni torna in libreria con un nuovo romanzo intitolato “Nel dolore” dove ritroviamo il personaggio Nick Corey…

– Caro Alessandro, come sai sono sempre molto incuriosito dalla “genesi dei libri”. Quindi come prima cosa vorrei chiederti (come spesso mi capita di fare) di raccontarci qualcosa su come nasce questo tuo nuovo romanzo…
Caro Massimo, la genesi è semplice e naturale: “Le cose di cui sono capace”, edito da Perdisa Editore nel 2011, era stata concepita come la prima di una serie di storie con protagonista Nick Corey, lo sceriffo italo-americano di BakeeredgePass, piccola cittadina texana. Come vedi, niente di eclatante, tutto molto naturale.

–  Ti chiederei di presentare Nick Corey ai nostri lettori. Che tipo d’uomo è?
È violento, bestemmia, beve e usa metodi estremi per debellare la delinquenza. Sì, sembra un bastardo insensibile, ma quando si conosce un poco, si capisce che ha dei principi morali forti e sani. Pochi, è vero, ma sono quelli che lo rendono umano: amore, amicizia e senso di giustizia. Ma credo che la sua principale caratteristica sia il coraggio. Il coraggio di inseguire la felicità e fare di tutto per ottenerla, anche usando mezzi da fuorilegge.
Nick è un uomo che non ha paura delle sue debolezze. Le accetta e le vive senza sensi di colpa. Non cerca di apparire diverso da quello che è, non si nasconde dietro giustificazioni di comodo, e questa è la sua forza: si mostra in tutta la sua umanità sbagliata, che vive fino in fondo.

– Come è cambiata la sua vita in “Nel dolore”, rispetto a quanto narrato nel precedente romanzo? Leggi tutto…

UN ANNO DALLA MORTE DI UMBERTO ECO

Ricordiamo Umberto Eco (Alessandria, 5 gennaio 1932 – Milano, 19 febbraio 2016) a un anno dalla sua scomparsa 

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Leggi l’intervista impossibile a Umberto Eco dedicata a “Pape Satàn Aleppe. Cronache di una società liquida”.

Partecipa all’omaggio di Letteratitudine dedicato a Umberto Eco

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di Massimo Maugeri

Il 19 febbraio 2016, ci lasciava Umberto Eco. Desidero ricordarlo nell’ambito di questo articolo mentre sono appena giunti in libreria l’edizione economica di Pape Satàn Aleppe. Cronache di una società liquida” (La nave di Teseo, euro 12, collana I Delfini best seller) e il volume Non sperate di liberarvi dei libri” (La nave di Teseo, euro 13): una conversazione sui libri tra Umberto Eco e Jean-Claude Carrière.
Intanto, nei mesi scorsi, sempre per i tipi de La nave di Teseo, sono stati ripubblicati i seguenti volumi di Eco: “Kant e l’ornitorinco“, “Dalla periferia dell’impero“, “La struttura assente“, “I limiti dell’interpretazione“, “Come viaggiare con un salmone“, “Il superuomo di massa. Retorica e ideologia nel romanzo popolare“, “Arte e bellezza nell’estetica medievale“, “A passo di gambero. Guerre calde e populismo mediatico“, “Trattato di semiotica generale“.

Dedico uno spazio particolare al volume “Non sperate di liberarvi dei libri” che è stato definito come “Un libro sui libri, una conversazione divertita e divertente, un’appassionata passeggiata lungo duemila anni di storia del libro, attraverso una discussione contemporaneamente erudita e ironica, colta e personale, filosofica e aneddotica“. Leggi tutto…