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Archive for the ‘teatro’ Category

CODEX FESTIVAL 2019

CODEX FESTIVAL Noto, 13-15 settembre 2019

Da venerdì 13 a domenica 15 settembre va in scena a Noto la settima edizione di CODEX, festival
multidisciplinare con differenti focus sui nuovi linguaggi delle arti performative, presentato in
conferenza stampa di apertura venerdì alla ore 12 presso la Sala degli Specchi di Palazzo
Ducezio a cui, dopo i saluti istituzionali e del direttore artistico Salvatore Tringali, interverranno
i vari partner e sponsor coinvolti. Leggi tutto…

Categorie:teatro Tag:

VARIAZIONI ENIGMATICHE di Eric-Emmanuel Schmitt

Risultati immagini per Variations énigmatiques Éric-Emmanuel SchmittVARIAZIONI ENIGMATICHE: un’opera teatrale di Eric-Emmanuel Schmitt

di Eva Luna Mascolino

Trenta minuti circa. Sono quelli che servono per ascoltare le Variazioni enigmatiche per orchestra di Edward Elgar o le Variazioni enigmatiche per teatro di Eric-Emmanuel Schmitt, un dramma in due atti scritto nel 1996 e a più di vent’anni di distanza rappresentato ancora in tutto il mondo.

La vicenda si apre con un tòpos tanto comune quanto intrigante, ovvero quello dell’intervista a uno scrittore di successo che, come si intuisce, nasconde una qualche ferita personale fra gli strati di arroganza e di superficialità alternati alle battute volgari e scontrose indirizzate agli sconosciuti. Se ne accorge fin da subito Eric Larsen, il giornalista de La gazzetta di Novosibirsk che ha chiesto di incontrare personalmente il Premio Nobel per la letteratura Abel Znorko a Rosvannoy, «un’isola situata sul mare della Norvegia» dov’è notte per sei mesi l’anno.

I due faticano a entrare in sintonia, in particolare nel momento in cui Larsen insinua che l’ultimo romanzo di Znorko, L’amore inconfessato, sia la rielaborazione di un amore impossibile vissuto in prima persona dall’autore. Quest’ultimo nega con fervore, accusando il giornalista di riciclare domande prive di originalità ai soli fini di uno scoop sensazionalistico, che però poco rispecchia la sublimazione artistica dell’esistenza. Eppure, già durante il primo atto, è proprio lui ad ammettere a fatica che le iniziali H.M., cui è dedicato il volume, stanno per Helene Metternach, una giovane studentessa conosciuta in passato durante un congresso sulla letteratura nordica. Leggi tutto…

ANNO DI DISGRAZIA 1993 di Gianni Bonina (recensione)

Bonina, Anno di disgrazia 1993, Lombardi editore 2018

di Alfio Siracusano

C’è sempre qualcosa di marcio in ogni Danimarca, e la vita sociale, se traslata in politica, non può sottrarsi al destino di diventare autobiografia di una nazione, come del fascismo disse Piero Gobetti. Così fu dell’Italia, quasi sempre verrebbe da dire. Più, in particolare, per quest’ultima del Secondo dopoguerra, che culminò nella dissoluzione di tutte le sue impalcature. Bonina dice, in questo libro che colpisce come un pugno allo stomaco (Anno di disgrazia 1993, Lombardi editore, 2018), che questo culmine si ebbe, almeno visivamente, nel 1993, e che il fatto assunse proprio le valenze di una disgrazia, atteso quello che avvenne poi. E che avviene ancora oggi. Che molti temevano, pochi immaginavano, quasi nessuno ammetteva potesse verificarsi. Leggi tutto…

IL TEATRO SULL’ACQUA 2018

Risultati immagini per teatro sull'acqua logoIL TEATRO SULL’ACQUA 2018: ad Arona, dal 5 al 9 settembre. Il Programma del Festival è disponibile qui.

“Un festival internazionale di teatro e parola, che forma il pubblico a una grande arte legata al sapere parlare, al sapere analizzare la realtà, al sapere approfondire la memoria, al sapere discutere sui grandi temi del sociale.

Noi Il Teatro sull’Acqua diretto da DACIA MARAINI è l’unico esempio italiano di produzioni teatrali sull’acqua. Si confronta a livello internazionale con l’Opéra on the Lake del Bregenz Festival (Austria) e il Teatro delle Marionette d’Acqua di Hanoi (Vietnam).

Dacia Maraini

“Crediamo che un festival internazionale di teatro e parola, che diventi scuola per i bambini e per adulti consapevoli, sia un luogo di incontri, di conoscenza, di approfondimento, di creazione, un luogo in cui imparare ad entrare nel futuro col piede leggero e sicuro. Fra l’altro il gioco è legato alle regole. Non c’è gioco senza regole. E gioca meglio chi conosce a fondo le norme. Noi crediamo alle regole, non solo del piccolo gioco scenico, ma del grande gioco delle parti di pirandelliana memoria. Crediamo al lavoro collettivo, alla dialettica del pensiero, alla forza della memoria, alla progettazione generosa di un futuro migliore”

 

Gli eventi del Festival: dal 5 al 9 settembre 2018 Leggi tutto…

EDIPO A COLONO e ERACLE a Siracusa

La follia e la supplica, l’esercizio del potere e della sua perdita: temi delle tragedie in scena quest’anno a Siracusa, Edipo a Colono e Eracle

[Nell’immagine: Jean-Antoine Giroust, Edipo a Colono, 1788]

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di Gianni Bonina

Le tragedie in scena quest’anno a Siracusa, Edipo a Colono e Eracle, sono state ricondotte sotto il segno dell’esercizio del potere e della sua perdita, un fil rouge che però si intravede appena al fianco di altri temi di collegamento ben più evidenti, due soprattutto: la follia e la supplica. Ma forse la pietra maggiore di paragone è data dall’antifrastico rapporto con la divinità, giacché nella tragedia sofoclea assistiamo a un “indiamento” (Edipo che si trasfigura e assurge in cielo: come un Cristo di quattrocento anni prima) e in quella euripidea a un “disindiamento”, la presa di distanza di Eracle e Teseo, eroi e semidei, dall’Olimpo e in particolare da Zeus e dalla moglie Era. In Sofocle l’identificazione con il dio è risospinta fino alla trascendenza umana, ben più oltre dell’assoggettamento eschileo, mentre in Euripide l’atto di accusa al cielo assume il carattere di un disconoscimento del soprannaturale che presagisce uno stato di ragione.
Cosicché della metafora del potere che si è voluto vedere nelle due tragedie (elemento che dopotutto connota pressoché ogni dramma classico, interpretando il teatro greco il doppio ruolo di rituale politico e religioso) abbiamo in Edipo a Colono la caduta di Edipo, che però già da molti anni ha perso il trono di Tebe e girovaga esule ed esiliato, e lo scontro tra Teseo e Creonte, due sovrani che però non vengono a diverbio nelle prerogative di sovrani in guerra tra loro ma di alfieri di princìpi etici che riguardano la xenia, il trattamento ospitale dei profughi, come fra poco vedremo, mentre in Eracle la tracotanza di re Lico («Rivolgo una domanda se mi è lecito: e lecito mi è perché sono vostro padrone») e la sua brutale uccisione sono parte di una dinamica statolatrica alla quale è estraneo l’apparato regale mentre prevale l’animo umano e individuale. Leggi tutto…

GLAM CITY: dal romanzo al teatro

GLAM CITY DI TRISCHITTA AL TEATRO DELLA TOSSE DI GENOVA (il 18 maggio) – incontro con l’autore

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Glam City racconta la rivoluzione mancata di Gerry Garozzo, artista diverso e trasgressivo che ha portato una ventata di novità e colore nella buia e carnale Catania degli anni Settanta.

Adesso, a due anni dall’uscita, il romanzo approda in teatro, sarà Silvio Laviano a dare corpo e anima al protagonista, evocando tra i molti fantasmi anche il suo alter ego, Marc Bolan, padre del glam rock inglese.

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Glam City (Avagliano editore) è un romanzo di formazione che usa il pretesto della diversità per raccontare la nostra città in quegli anni”, racconta Domenico Trischitta a Letteratitudine. “Sono 120 pagine, ma ne condensano 500,  una discesa in apnea fatta da un recordman della profondità, una grande e vertiginosa caduta.
Ci ho messo quasi tre anni per pensarlo e tre mesi per scriverlo, quando la storia ha trovato il momento giusto per essere raccontata. Il protagonista  tenta di presentare le atmosfere londinesi ai catanesi: l’ambiguità, la libertà, il travestitismo. Ma i conterranei non lo capiscono. Del resto, io per primo, quando ho avuto tra le mani il primo disco di David Bowie, sono rimasto disorientato: capelli lunghi, trucco, non capivo chi fosse l’artista che avevo davanti. Gerry Garozzo vuole che Catania diventi una città glam rock, si impegna, ma non ci riesce”. Leggi tutto…

MARIA E LE BEATITUDINI di Simona Lo Iacono

La prima dello spettacolo teatrale “MARIA E LE BEATITUDINI” di Simona Lo Iacono.

Lo spettacolo, in forma di musical, è stato interpretato a cura della compagnia teatrale “I commedianti di Dio” e trasmesso in diretta Facebook da Frascati.

Intorno alle ore 21,00 del 28 dicembre 2017 è andata in scena la prima dello spettacolo teatrale “Maria e le beatitudini” di Simona Lo Iacono, ribattezzato – in forma di musical – con il nome “Mi chiameranno beata“. Questo primo appuntamento, a cui farà seguito un tour nazionale, ha avuto luogo a Frascati nell’ambito del XXXII Convegno Giovani USC ed è stato trasmesso in diretta Facebook.

Il video del secondo atto dello spettacolo è disponibile qui…

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Lo spettacolo è nato da una intuizione“, ha raccontato Simona Lo Iacono a Letteratitudine. “E cioè la profonda affinità tra le varie beatitudini di cui al celebre discorso di Gesù e la personalità di Miriam di Nazareth. Leggi tutto…