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Archive for the ‘teatro’ Category

MARIA E LE BEATITUDINI di Simona Lo Iacono

La prima dello spettacolo teatrale “MARIA E LE BEATITUDINI” di Simona Lo Iacono.

Lo spettacolo, in forma di musical, è stato interpretato a cura della compagnia teatrale “I commedianti di Dio” e trasmesso in diretta Facebook da Frascati.

Intorno alle ore 21,00 del 28 dicembre 2017 è andata in scena la prima dello spettacolo teatrale “Maria e le beatitudini” di Simona Lo Iacono, ribattezzato – in forma di musical – con il nome “Mi chiameranno beata“. Questo primo appuntamento, a cui farà seguito un tour nazionale, ha avuto luogo a Frascati nell’ambito del XXXII Convegno Giovani USC ed è stato trasmesso in diretta Facebook.

Il video del secondo atto dello spettacolo è disponibile qui…

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Lo spettacolo è nato da una intuizione“, ha raccontato Simona Lo Iacono a Letteratitudine. “E cioè la profonda affinità tra le varie beatitudini di cui al celebre discorso di Gesù e la personalità di Miriam di Nazareth. Leggi tutto…

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MATRIMONI ED ALTRI EFFETTI COLLATERALI (regia di Manuel Giliberti, con Mita Medici)

Giunge al Teatro Brancati di Catania la commedia brillante “Matrimoni  ed altri effetti collaterali” per la regia di Manuel Giliberti, con Mita Medici (nato da un adattamento di “Salviamo le balene” di Ivan Campillo). Lo spettacolo ha debuttato a Roma nel novembre 2016 e prosegue con una tournée che approda adesso in Sicilia. Il debutto catanese sarà giovedì 16 novembre alle 21, al Teatro Brancati di Catania, via Sabotino, 4 (e rimarrà in scena per tre settimane).  Manuel Giliberti ne parla a Letteratitudine

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“Dopo aver visto “salviamo le balene” (questo il titolo originale spagnolo) a Barcellona ho subito pensato che avrei voluto mettere in scena lo spettacolo in Italia”, racconta Manuel Giliberti a Letteratitudine. “I ruoli dei protagonisti, la mamma sessantottina, la figlia un po’ rinunciataria e vittima, il marito abulico e distante hanno immediatamente preso l’aspetto dei miei attori con cui lavoro da tempo con entusiasmo e continuità. Con Ivan Campillo, l’autore del testo originale abbiamo avuto un confronto che ci ha portato alla revisone e adattamento del gusto spagnolo allo spirito italiano. Mita Medici è da subito diventata una splendida Giovanna (detta Jane) personaggio in cui è, ovviamente, confluito anche il ricordo della sua storia. A lei si sono affiancati Carlo Ferreri con il suo inimitabile humour nel ruolo del marito e Annalisa Insardà che veste i panni di Claudia, moglie insoddisfatta e alla ricerca di qualcosa di nuovo.
Nel ruolo del ragazzo, un debuttante: il giovane Emanuele Carlino che ha affrontato con grinta il suo debutto nel teatro ufficiale.
Cosa mi ha colpito di questo testo? Certamente l’uso della scrittura da commedia, quasi un vaudeville in cui entrate e uscite la fanno da padrone, i nonsense si accavallano ma nello stesso tempo emergono temi e disagi propri della condizione umana contemporanea. Dunque le storie dei nostri quattro divengono insieme pubbliche e private, personali e universali. Un modo molto spagnolo, almodovariano è stato definito, di affermare cose profonde e serie con il sorriso sulle labbra.”

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Matrimoni  ed altri effetti collaterali

Adattamento di Manuel Giliberti da “Salviamo le balene “ di Ivan Campillo

 

Sinossi Leggi tutto…

MARUZZA MUSUMECI: dal libro di Camilleri allo spettacolo teatrale di Montandon e Ardini

Il 18 Novembre, con replica domenica 19 alle 17.30, debutterà al Piccolo Teatro della Città: “Maruzza Musumeci” adattamento di Pietro Montandon da un racconto di Andrea Camilleri, per la regia di Daniela Ardini, con Pietro Montandon.

L'immagine può contenere: una o più persone e sMSLa pièce narra d’amore e di vendetta, di magia e di favole. Un’antica leggenda rivisitata e infarcita di simboli e citazioni, tra mito e racconto popolare. Nacque tutto la sera del 1° Gennaio 2008, quando Pietro Montandon ne acquistò una copia in una antica libreria di Torino per regalarlo alla moglie, scrivendole la dedica “il primo libro dell’anno”. «Dopo qualche tempo-  racconta l’attore – lei me lo consigliò a sua volta perché le era piaciuto molto: lo lessi e mi innamorai all’istante. Da subito si fece strada in me l’idea di una trasposizione per il teatro, in forma di cunto, di favola, forte della nota finale scritta dall’autore, che in qualche modo legittima la mia ipotesi interpretativa. Un cantastorie (discendente diretto di Minicu il contadino) moderno, un narratore, che racconti al pubblico la storia di Maruzza Musumeci con assoluta semplicità, talora seduto su una sedia impagliata e che, con l’aiuto di espedienti o materiali di“attrezzeria”, crei la suggestione nel pubblico di eventi naturali quali il vento, lo sciabordio lontano del mare, le atmosfere notturne e così via. Nella messa in scena saranno ovviamente presenti alcune musiche per sottolineare e accompagnare momenti della narrazione, fuorché nel canto delle Sirene». Leggi tutto…

TRE MONOLOGHI di Adelaide Spallino (un estratto)

tre monologhi copertina 300 webPubblichiamo un estratto del testo teatrale TRE MONOLOGHI di Adelaide Spallino (Navarra editore)

Un testo teatrale coinvolgente in cui i tre protagonisti si mettono a nudo attraverso tre monologhi, svelando al pubblico le proprie storie personali. Un senzatetto beffardo che vive la vita con sospetto, uno scrittore dimenticato che ignora se stesso vivendo in maniera dimessa, una madre sola che ha abdicato a sé stessa per crescere il figlio avuto dal suo primo amore, sono i protagonisti che, grazie al loro casuale incontro, tentano di reagire a un destino che sembrava già scritto. Un invito a riflettere su temi intramontabili, quali la vita da molti vissuta con distacco, l’inconsistenza del successo, la solitudine e il valore contrastante della maternità.

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Sergej: la vita in fuorigioco

Sergej entra in scena tenendo in una mano un sacchetto di plastica da supermercato con dentro degli stracci che poggia per terra. Indossa un vecchio impermeabile. Avanza verso il centro della scena cosparsa di foglie secche. Alla sua destra, una panchina, alla sua sinistra, un lampione. In sottofondo la Danza ungherese di Brahms suonata lentamente con una fisarmonica a bottoni.

 

Sergej – Vi dispiace se non vi saluto? Detesto i convenevoli. Voi no?

Comunque ve li risparmio.

Sono arrivato qui in maniera del tutto casuale. Qui, non davanti a voi. Qui, dico, in questa vita.

Uno stronzo un giorno mette incinta una ragazza e lei decide di farmi da sola in casa e di tenermi con sé. Eppure ricordo che aveva un buon profumo quella bestia. Madre (Sergej si ferma e con sguardo intenso e beffardo guarda la platea). Fondamentalmente sono qui per irritarvi.

Non qui in questa vita; qui, dico, davanti a voi. Leggi tutto…

UN GIORNALISTA ALL’INFERNO

“UN GIORNALISTA ALL’INFERNO” di Santo Privitera: pièce teatrale

recensione di Alessandro Russo

Buongiorno.
La sera di sabato venti maggio duemiladiciassette e il pomeriggio del dì successivo, nella città dell’Etna e dell’Elefante un infuocato colloquio tra un simpatico giovanotto dalla folta zazzera e Satana in carne ed ossa ci fu. I fatti capitarono al numero trentadue di via Tetro greco di Catania, all’interno dell’oratorio dei Salesiani. Colà, sul palco, si scorgevano dapprima un reporter un pizzico scomodo e poi un “Capo”, anzi una “Capa” alquanto scorretta e corrotta e per la quale egli stesso prestava servizio. In seguito, propriamente nel mezzo d’una infuocata discussione, la Direttrice mandò al Diavolo il povero cronista e quello, giunto laggiù, a strappar un’intervista all’angelo delle tenebre riuscì.
Sto parlando di “Un giornalista all’inferno“, testo di Santo Privitera e regia di Alfio Guzzetta, sonorità musicali di Giuseppe Benito Caruso, assistenza alla regia di Letizia Di Mauro, direzione di scena di Orazio Indelicato. Leggi tutto…

BELLINI A PUTEAUX

IN SCENA AL PICCOLO TEATRO DELLA CITTA’ DI CATANIA “BELLINI A PUTEAUX” DI DOMENICO TRISCHITTA

I mesi finali del grande musicista

con Piermarco Venditti, Carlo Caprioli, Ornella Cerro

e la regia di Massimiliano Perrotta

Sabato 13 maggio alle ore 21.00 debutta al Piccolo Teatro della Città di Catania il dramma “Bellini a Puteaux” di Domenico Trischitta, con la regia di Massimiliano Perrotta. In scena Piermarco Venditti, Carlo Caprioli e Ornella Cerro. In autunno approderà a Roma Leggi tutto…

GLAM CITY: lo spettacolo teatrale (recensione)

GLAM CITY AL TEATRO ERWIN PISCATOR DI CATANIA (28-30 APRILE 2017)

Risultati immagini per Glam city piscator

Recensione dello spettacolo teatrale andato in scena al Teatro Piscator di Catania dal 28 al 30 aprile 2017, tratto dal romanzo di Domenico Trischitta, “Glam City”, tratto dal romanzo omonimo (Avagliano editore).

Glam City racconta la rivoluzione mancata di Gerry Garozzo, artista diverso e trasgressivo che ha portato una ventata di novità e colore nella buia e carnale Catania degli anni Settanta.
A due anni dall’uscita, il romanzo è approdato in teatro. È stato Silvio Laviano a dare corpo e anima al protagonista, evocando tra i molti fantasmi anche il suo alter ego, Marc Bolan, padre del glam rock inglese.
Lo spettacolo è stato diretto dal Regista Nicola Alberto Orofino.

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recensione di Alessandro Russo (foto di Gianluigi Primaverile)

È minimalista ma carnale la scenografia di Glam City di Domenico Trischitta, in teatro con la regia di Nicola Alberto Orofino. Un pannello di legno accerchiato dall’acqua con sopra un uomo in precario equilibrio; infine un mantello sagomato, un lampadario di cristallo e due stivaletti rossi a tacchi alti. Nondimeno, codesta messa in scena cavalca un’onda ribelle inzuppata di travestimenti e trasgressioni. Se Gerry Garozzo è lo splendido protagonista del romanzo edito da Avagliano, Silvio Laviano ne è la superba incarnazione drammaturgica. Glam City non è solo la narrazione della vita intensa di Gerry, ma un testo di valore che ripercorre la storia d’una città piena zeppa di pregiudizi. Il tavolato legnaceo schiacciato dall’Etna e carezzato dal mare è la Glam Catania d’una quarantina d’anni fa. Colà vivono Gianni Bella, Cristiano Malgioglio e Franco Battiato: un luogo risvegliato da fermenti musicali che ostenta costumi appariscenti. Tra incantesimi e sdolcinatezze germoglia uno spettacolo incandescente che si carica di pathos. In questo quadro visionario fa capolino il sogno stravagante d’un adolescente che crede di star a Carnaby Street; frattanto tra moine e ammiccamenti Glam City cattura e commuove. È inquieto e provocatorio Gerry mentre sogna la swinging London, ondeggia con fare ruffiano e rompe la “carta costituzionale” della Sicilia. Prova ad abbatter le convenzioni e, segregato da preconcetti, rimane vivo ma soffre. A sè tiene strette le sue aspirazioni: vezzeggiandosi canta e danza. «Sugnu puppu, malirittta natura, sugnu puppu, malirittta Catania» ripete ad alta voce «Tagghiati i capiddi, arrusu do culu» gli strilla contro una folla inferocita in via Etnea. Leggi tutto…