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Archive for the ‘teatro’ Category

IL TEATRO SULL’ACQUA 2018

Risultati immagini per teatro sull'acqua logoIL TEATRO SULL’ACQUA 2018: ad Arona, dal 5 al 9 settembre. Il Programma del Festival è disponibile qui.

“Un festival internazionale di teatro e parola, che forma il pubblico a una grande arte legata al sapere parlare, al sapere analizzare la realtà, al sapere approfondire la memoria, al sapere discutere sui grandi temi del sociale.

Noi Il Teatro sull’Acqua diretto da DACIA MARAINI è l’unico esempio italiano di produzioni teatrali sull’acqua. Si confronta a livello internazionale con l’Opéra on the Lake del Bregenz Festival (Austria) e il Teatro delle Marionette d’Acqua di Hanoi (Vietnam).

Dacia Maraini

“Crediamo che un festival internazionale di teatro e parola, che diventi scuola per i bambini e per adulti consapevoli, sia un luogo di incontri, di conoscenza, di approfondimento, di creazione, un luogo in cui imparare ad entrare nel futuro col piede leggero e sicuro. Fra l’altro il gioco è legato alle regole. Non c’è gioco senza regole. E gioca meglio chi conosce a fondo le norme. Noi crediamo alle regole, non solo del piccolo gioco scenico, ma del grande gioco delle parti di pirandelliana memoria. Crediamo al lavoro collettivo, alla dialettica del pensiero, alla forza della memoria, alla progettazione generosa di un futuro migliore”

 

Gli eventi del Festival: dal 5 al 9 settembre 2018 Leggi tutto…

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EDIPO A COLONO e ERACLE a Siracusa

La follia e la supplica, l’esercizio del potere e della sua perdita: temi delle tragedie in scena quest’anno a Siracusa, Edipo a Colono e Eracle

[Nell’immagine: Jean-Antoine Giroust, Edipo a Colono, 1788]

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di Gianni Bonina

Le tragedie in scena quest’anno a Siracusa, Edipo a Colono e Eracle, sono state ricondotte sotto il segno dell’esercizio del potere e della sua perdita, un fil rouge che però si intravede appena al fianco di altri temi di collegamento ben più evidenti, due soprattutto: la follia e la supplica. Ma forse la pietra maggiore di paragone è data dall’antifrastico rapporto con la divinità, giacché nella tragedia sofoclea assistiamo a un “indiamento” (Edipo che si trasfigura e assurge in cielo: come un Cristo di quattrocento anni prima) e in quella euripidea a un “disindiamento”, la presa di distanza di Eracle e Teseo, eroi e semidei, dall’Olimpo e in particolare da Zeus e dalla moglie Era. In Sofocle l’identificazione con il dio è risospinta fino alla trascendenza umana, ben più oltre dell’assoggettamento eschileo, mentre in Euripide l’atto di accusa al cielo assume il carattere di un disconoscimento del soprannaturale che presagisce uno stato di ragione.
Cosicché della metafora del potere che si è voluto vedere nelle due tragedie (elemento che dopotutto connota pressoché ogni dramma classico, interpretando il teatro greco il doppio ruolo di rituale politico e religioso) abbiamo in Edipo a Colono la caduta di Edipo, che però già da molti anni ha perso il trono di Tebe e girovaga esule ed esiliato, e lo scontro tra Teseo e Creonte, due sovrani che però non vengono a diverbio nelle prerogative di sovrani in guerra tra loro ma di alfieri di princìpi etici che riguardano la xenia, il trattamento ospitale dei profughi, come fra poco vedremo, mentre in Eracle la tracotanza di re Lico («Rivolgo una domanda se mi è lecito: e lecito mi è perché sono vostro padrone») e la sua brutale uccisione sono parte di una dinamica statolatrica alla quale è estraneo l’apparato regale mentre prevale l’animo umano e individuale. Leggi tutto…

GLAM CITY: dal romanzo al teatro

GLAM CITY DI TRISCHITTA AL TEATRO DELLA TOSSE DI GENOVA (il 18 maggio) – incontro con l’autore

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Glam City racconta la rivoluzione mancata di Gerry Garozzo, artista diverso e trasgressivo che ha portato una ventata di novità e colore nella buia e carnale Catania degli anni Settanta.

Adesso, a due anni dall’uscita, il romanzo approda in teatro, sarà Silvio Laviano a dare corpo e anima al protagonista, evocando tra i molti fantasmi anche il suo alter ego, Marc Bolan, padre del glam rock inglese.

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Glam City (Avagliano editore) è un romanzo di formazione che usa il pretesto della diversità per raccontare la nostra città in quegli anni”, racconta Domenico Trischitta a Letteratitudine. “Sono 120 pagine, ma ne condensano 500,  una discesa in apnea fatta da un recordman della profondità, una grande e vertiginosa caduta.
Ci ho messo quasi tre anni per pensarlo e tre mesi per scriverlo, quando la storia ha trovato il momento giusto per essere raccontata. Il protagonista  tenta di presentare le atmosfere londinesi ai catanesi: l’ambiguità, la libertà, il travestitismo. Ma i conterranei non lo capiscono. Del resto, io per primo, quando ho avuto tra le mani il primo disco di David Bowie, sono rimasto disorientato: capelli lunghi, trucco, non capivo chi fosse l’artista che avevo davanti. Gerry Garozzo vuole che Catania diventi una città glam rock, si impegna, ma non ci riesce”. Leggi tutto…

MARIA E LE BEATITUDINI di Simona Lo Iacono

La prima dello spettacolo teatrale “MARIA E LE BEATITUDINI” di Simona Lo Iacono.

Lo spettacolo, in forma di musical, è stato interpretato a cura della compagnia teatrale “I commedianti di Dio” e trasmesso in diretta Facebook da Frascati.

Intorno alle ore 21,00 del 28 dicembre 2017 è andata in scena la prima dello spettacolo teatrale “Maria e le beatitudini” di Simona Lo Iacono, ribattezzato – in forma di musical – con il nome “Mi chiameranno beata“. Questo primo appuntamento, a cui farà seguito un tour nazionale, ha avuto luogo a Frascati nell’ambito del XXXII Convegno Giovani USC ed è stato trasmesso in diretta Facebook.

Il video del secondo atto dello spettacolo è disponibile qui…

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Lo spettacolo è nato da una intuizione“, ha raccontato Simona Lo Iacono a Letteratitudine. “E cioè la profonda affinità tra le varie beatitudini di cui al celebre discorso di Gesù e la personalità di Miriam di Nazareth. Leggi tutto…

MATRIMONI ED ALTRI EFFETTI COLLATERALI (regia di Manuel Giliberti, con Mita Medici)

Giunge al Teatro Brancati di Catania la commedia brillante “Matrimoni  ed altri effetti collaterali” per la regia di Manuel Giliberti, con Mita Medici (nato da un adattamento di “Salviamo le balene” di Ivan Campillo). Lo spettacolo ha debuttato a Roma nel novembre 2016 e prosegue con una tournée che approda adesso in Sicilia. Il debutto catanese sarà giovedì 16 novembre alle 21, al Teatro Brancati di Catania, via Sabotino, 4 (e rimarrà in scena per tre settimane).  Manuel Giliberti ne parla a Letteratitudine

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“Dopo aver visto “salviamo le balene” (questo il titolo originale spagnolo) a Barcellona ho subito pensato che avrei voluto mettere in scena lo spettacolo in Italia”, racconta Manuel Giliberti a Letteratitudine. “I ruoli dei protagonisti, la mamma sessantottina, la figlia un po’ rinunciataria e vittima, il marito abulico e distante hanno immediatamente preso l’aspetto dei miei attori con cui lavoro da tempo con entusiasmo e continuità. Con Ivan Campillo, l’autore del testo originale abbiamo avuto un confronto che ci ha portato alla revisone e adattamento del gusto spagnolo allo spirito italiano. Mita Medici è da subito diventata una splendida Giovanna (detta Jane) personaggio in cui è, ovviamente, confluito anche il ricordo della sua storia. A lei si sono affiancati Carlo Ferreri con il suo inimitabile humour nel ruolo del marito e Annalisa Insardà che veste i panni di Claudia, moglie insoddisfatta e alla ricerca di qualcosa di nuovo.
Nel ruolo del ragazzo, un debuttante: il giovane Emanuele Carlino che ha affrontato con grinta il suo debutto nel teatro ufficiale.
Cosa mi ha colpito di questo testo? Certamente l’uso della scrittura da commedia, quasi un vaudeville in cui entrate e uscite la fanno da padrone, i nonsense si accavallano ma nello stesso tempo emergono temi e disagi propri della condizione umana contemporanea. Dunque le storie dei nostri quattro divengono insieme pubbliche e private, personali e universali. Un modo molto spagnolo, almodovariano è stato definito, di affermare cose profonde e serie con il sorriso sulle labbra.”

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Matrimoni  ed altri effetti collaterali

Adattamento di Manuel Giliberti da “Salviamo le balene “ di Ivan Campillo

 

Sinossi Leggi tutto…

MARUZZA MUSUMECI: dal libro di Camilleri allo spettacolo teatrale di Montandon e Ardini

Il 18 Novembre, con replica domenica 19 alle 17.30, debutterà al Piccolo Teatro della Città: “Maruzza Musumeci” adattamento di Pietro Montandon da un racconto di Andrea Camilleri, per la regia di Daniela Ardini, con Pietro Montandon.

L'immagine può contenere: una o più persone e sMSLa pièce narra d’amore e di vendetta, di magia e di favole. Un’antica leggenda rivisitata e infarcita di simboli e citazioni, tra mito e racconto popolare. Nacque tutto la sera del 1° Gennaio 2008, quando Pietro Montandon ne acquistò una copia in una antica libreria di Torino per regalarlo alla moglie, scrivendole la dedica “il primo libro dell’anno”. «Dopo qualche tempo-  racconta l’attore – lei me lo consigliò a sua volta perché le era piaciuto molto: lo lessi e mi innamorai all’istante. Da subito si fece strada in me l’idea di una trasposizione per il teatro, in forma di cunto, di favola, forte della nota finale scritta dall’autore, che in qualche modo legittima la mia ipotesi interpretativa. Un cantastorie (discendente diretto di Minicu il contadino) moderno, un narratore, che racconti al pubblico la storia di Maruzza Musumeci con assoluta semplicità, talora seduto su una sedia impagliata e che, con l’aiuto di espedienti o materiali di“attrezzeria”, crei la suggestione nel pubblico di eventi naturali quali il vento, lo sciabordio lontano del mare, le atmosfere notturne e così via. Nella messa in scena saranno ovviamente presenti alcune musiche per sottolineare e accompagnare momenti della narrazione, fuorché nel canto delle Sirene». Leggi tutto…

TRE MONOLOGHI di Adelaide Spallino (un estratto)

tre monologhi copertina 300 webPubblichiamo un estratto del testo teatrale TRE MONOLOGHI di Adelaide Spallino (Navarra editore)

Un testo teatrale coinvolgente in cui i tre protagonisti si mettono a nudo attraverso tre monologhi, svelando al pubblico le proprie storie personali. Un senzatetto beffardo che vive la vita con sospetto, uno scrittore dimenticato che ignora se stesso vivendo in maniera dimessa, una madre sola che ha abdicato a sé stessa per crescere il figlio avuto dal suo primo amore, sono i protagonisti che, grazie al loro casuale incontro, tentano di reagire a un destino che sembrava già scritto. Un invito a riflettere su temi intramontabili, quali la vita da molti vissuta con distacco, l’inconsistenza del successo, la solitudine e il valore contrastante della maternità.

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Sergej: la vita in fuorigioco

Sergej entra in scena tenendo in una mano un sacchetto di plastica da supermercato con dentro degli stracci che poggia per terra. Indossa un vecchio impermeabile. Avanza verso il centro della scena cosparsa di foglie secche. Alla sua destra, una panchina, alla sua sinistra, un lampione. In sottofondo la Danza ungherese di Brahms suonata lentamente con una fisarmonica a bottoni.

 

Sergej – Vi dispiace se non vi saluto? Detesto i convenevoli. Voi no?

Comunque ve li risparmio.

Sono arrivato qui in maniera del tutto casuale. Qui, non davanti a voi. Qui, dico, in questa vita.

Uno stronzo un giorno mette incinta una ragazza e lei decide di farmi da sola in casa e di tenermi con sé. Eppure ricordo che aveva un buon profumo quella bestia. Madre (Sergej si ferma e con sguardo intenso e beffardo guarda la platea). Fondamentalmente sono qui per irritarvi.

Non qui in questa vita; qui, dico, davanti a voi. Leggi tutto…