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IL MALE OSCURO di Giuseppe Berto: incontro con Emanuele Trevi

Aggiornamento del 16/2/2017: si comunica che la presentazione della riedizione de “Il male oscuro” di Giuseppe Berto, curata da Emanuele Trevi, qui di seguito segnalata, è stata RINVIATA A DATA DA DESTINARSI a causa di problemi di salute del curatore

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IL MALE OSCURO di Giuseppe Berto: incontro con Emanuele Trevi – venerdì 17 febbraio, alle ore 16.30, presso la sede della Fondazione (via Sant’Agata, 2, Catania)

Giuseppe Berto, Il male oscuro, postfazione di Carlo Emilio Gadda, con un testo di Emanuele Trevi, Neri Pozza, 2016.

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di Dora Marchese

Tra le attività culturali promosse dalla Fondazione Verga di Catania in collaborazione con il Festival della Lettura Naxoslegge, venerdì 17 febbraio, alle ore 16.30, presso la sede della Fondazione (via Sant’Agata, 2), Dora Marchese, docente e studiosa, dialogherà con Emanuele Trevi, giornalista e scrittore, su Il male oscuro di Giuseppe Berto. All’incontro prenderanno parte Gabriella Alfieri, Presidente del Consiglio Scientifico della Fondazione Verga, e Fulvia Toscano, Direttore artistico di Naxoslegge.
Pubblicato nel 1964, Il male oscuro di Giuseppe Berto (1914-1978) fu un autentico caso letterario che permise al suo autore, sino a quel momento di scarso successo, la vittoria in una sola settimana dei due ambiti Premi Viareggio e Campiello. Da quest’opera verrà tratto un film, diretto nel 1990 da Mario Monicelli, che ne riprende il titolo e che sposta in avanti di vent’anni la storia del protagonista. Vero grande classico della letteratura italiana, il romanzo, oggi immeritatamente caduto nell’ombra, è adesso ripubblicato dalla casa editrice Neri Pozza, con la postfazione di Carlo Emilio Gadda e con uno scritto di Emanuele Trevi. Leggi tutto…

IERI, EILEN di Fabio Izzo

Pubblichiamo un estratto del romanzo IERI, EILEN di Fabio Izzo (Il Foglio letterario)

Non sapevano davvero di essere stati maledetti, o di rientrare in una maledizione più antica di loro. Vivevano inconsapevoli, a metà strada tra la felicità e la disperazione, in quell’equilibrio precario che a volte viene chiamato amore.
Così torniamo ora alla loro storia dove troviamo altri ambienti, altre situazioni di cui io posso solo essere gelosa. Momenti di felicità mai vissuti e mai visti. Solo empaticamente percepiti.
Una strada lunga, nulla di più semplice o simbolico.
Un autobus puntuale l’ora, cinquantacinque minuti di isolamento dal resto del mondo.
Camminano uniti dal freddo.
La neve li rende unici in questo panorama immacolato.
Sono come due macchie di colore che si espandono lentamente a passo d’uomo, in una marea che cade dall’alto in basso invadendo quello che, fino alla stagione precedente, era tutto verde.
Alberi, arbusti, cespugli, punti di riferimento resi egemoni dalla volontà verticale.
Lui guarda lei.
Eilen.
Non l’ha mia vista così bella. Leggi tutto…

A PROPOSITO DELLA CONGIUNTIV-ITE

congiuntivoReplica all’intervento di Vicenzo Vitale: “A proposito del congiuntivo

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di Salvatore Claudio Sgroi
(docente di Linguistica generale, Università degli studi di Catania, Dipartimento di Scienze Umanistiche)

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(1) Un intervento, quello del 1° febbraio in Letteratitudinenews (A proposito del congiuntivo), dell’avv. Vincenzo Vitale, ex-magistrato, traboccante di “pat(h)os” logicistico, e a un tempo, per dirla con Giorgio Pasquali, un caso di “congiuntiv-ite” (cronica).

(2.a) Fin dalle prime righe si legge infatti: «Se poi si tratti di affermazioni avanzate ed argomentate da uno studioso intelligente e sottile […] allora […] la riflessione diviene anche provocatoria».
All’orecchio di un parlante comune il congiuntivo il «tratti» stride per la sua artificialità anziché no, al posto del comune “tratta”. Scolasticamente un congiuntivo “errato”, ovvero un “iper-correttismo”.

(2.b) Proseguendo nella lettura ci si imbatte ancora in un periodo come: «Quanto sopra sostenuto trova una indiretta conferma se si sostituisca […] il congiuntivo all’indicativo […]». Anche qui il congiuntivo «sostituisca» al posto dell’indicativo “sostituisce” sembra innaturale, un altro “errore” o “ipercorrettismo”, laicamente spiegabile per l’analogia del “se” con “nel caso in cui si sostituisca” o con “qualora si sostituisca”. Leggi tutto…

Giorno della memoria 2017 a Catania

Giorno della memoria 2017 a Catania
giorno-memoria-2017-ctNiente di più incisivo ed emozionante per onorare il giorno della memoria della voce dei nostri Ragazzi” E’ la dichiarazione introduttiva alla conferenza stampa per la presentazione della cerimonia del “Giorno della memoria” del Presidente dell’ERSU professore Alessandro Cappellani. L’Ente per il diritto allo Studio, infatti, anche quest’anno, premierà gli studenti più bravi nell’Aula magna dell’Università venerdì 27  alle ore 17. Numerose le adesioni “eccellenti” alla iniziativa sono giunte dal Sindaco di Catania Enzo Bianco  dal Governo regionale rappresentato dall’Assessore Marziano e tante personalità accademiche, civili e militari.  Gli studenti hanno raccolto la “sfida” dell’ERSU e della professoressa Sarah Zappulla Muscarà che, insieme all’ufficio stampa coordinato da Giampiero Panvini, ha curato questa quarta edizione. Tema drammaticamente attuale “Mentre il terrorismo colpisce al cuore l’Europa risvegliando cupi sentimenti xenofobi che ruolo assume la memoria della Shoàh?” che ha attirato l’attenzione degli studenti catanesi che si sono cimentati, numerosi,  in elaborati scritti e cortometraggi. Leggi tutto…

ANIMA IN AFFITTO

Libro Anima in affitto. E se la vera punizione fosse sposare l'amante? Valeria RandoneANIMA IN AFFITTO di Valeria Randone

di Alessandro Russo

“Anima in affitto. E  se la vera punizione fosse sposare l’amante ?”

Intersecandosi con precisione trigonometrica, Tiziana, Elena e Paolo danno forma ai due cateti e all’ipotenusa d’un triangolo rettangolo amoroso. Sono loro i protagonisti di Anima in affitto. E se la vera punizione fosse sposare l’amante ? di Valeria Randone (Ediz. Leima, €14), un libro che trasuda sospiri, nodi alla gola e un pizzico di magia. Per prima fa capolino Tiziana, la parte lesa, la donna con la fede al dito; tra omelette e panni da stirare, deve occuparsi dei figli e della casa. Un po’ di anni prima, di fronte a Dio, Paolo le ha giurato amore eterno epperò adesso lei ha l’animo percosso da innumerevoli patimenti. All’istante ecco Elena, la poco di buono, la rovinafamiglie; non è una zoccola ma una donna che non può ultimare il proprio sogno. Mora, sorridente ma goffa: di sicuro non è una femme fatale. Ha gli occhi liquorosi dell’innamorata: è laureata ed è brava nel suo lavoro. Infine c’è Paolo, l’uomo conteso: ha le ciglia folte e le labbra rosso fuoco. Il suo sguardo è truce ma può facilmente diventare dolcissimo: pare un leone fiero e possente. Leggi tutto…

MAILÉN. UNA VERITÀ NASCOSTA

Mailén una verità nascostaMAILÉN. UNA VERITÀ NASCOSTA di Lorenzo Marotta (Vertigo, 2016)

recensione di Rosario Musmeci

“PER CHI SUONA LA CAMPANA”

Sollevo il calamo che pesa manco fosse piombo, e comincio a vergare una parola dopo l’altra, e diventa leggero come una piuma, e le parole vengono, una dopo l’altra, a “significare quel che ditta dentro”, come al Poeta. Perché, capite, il libro l’ho letto quasi con la frenesia di un incontro a lungo atteso, soffermandomi talora e tornando indietro a ripercorrere un passaggio, a ritrovare in una parola o in un giro di frase il significato di un momento… Poi l’ho, come si dice, metabolizzato. E poi ho sentito germogliare in me i pensieri. Leggi tutto…

DALLE CENERI E DAL SANGUE

Pubblichiamo alcuni estratti del romanzo storico DALLE CENERI E DAL SANGUE di Federico Ciaccio (Alter Ego edizioni)

 

ESTRATTO 1: “[…]All’improvviso l’uomo avvolto nella gabbana nera lo placcò da dietro tenendogli ferme le braccia dietro la schiena. Franceschetto era immobilizzato. Una presa micidiale non gli consentiva alcun movimento. Avvampò di rabbia sentendosi in trappola.
«Volevi sapere che cosa sarebbe durato poco?» gli chiese Stefano, ormai a un palmo di distanza dal viso.
«Sì» rispose lui fiero.
«Ti accontento subito».
Finita la frase, il Giovane estrasse da sotto il mantello un piccolo pugnale. Veloce come un lampo passò la fredda lama sulla gola inerme di Franceschetto che si aprì all’istante schizzando sangue. Solo allora, l’uomo misterioso avvolto nella gabbana lasciò andare la presa. Franceschetto cadde moribondo. Steso a terra e con un pizzico di vita ancora in corpo, fissò il suo assassino. Stefano, impassibile e col volto imbrattato di sangue si chinò. Gli si fece vicino all’orecchio e sussurrò: Leggi tutto…