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Archive for the ‘Uncategorized’ Category

TABUCCHI DOPO TABUCCHI

tabucchi-dopo-tabucchiTABUCCHI DOPO TABUCCHI di Gioia Pace (Morrone editore)

[Il 25 marzo ricorrerà il quinquennale della morte di Antonio Tabucchi (Pisa, 23 settembre 1943 – Lisbona, 25 marzo 2012)]

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di Raffaele Mangano

Il saggio di Gioia Pace in realtà è un viaggio, un lungo, piacevole, intenso viaggio attraverso l’opera di un grande della letteratura come è stato Antonio Tabucchi. Si parte dalle riflessioni del raffinato artista sul pensiero debole che domina il mondo e sulla letteratura come arma capace di influenzare, nello stesso tempo, sia il passato che il futturo. “Una freccia con due punte e due direzioni” è una definizione di letteratura di una bellezza estetica ineguagliabile e di un’efficacia impareggiabile.
Il compagno di questo viaggio ipotetico non poteva che essere il tempo, la sua circolarità, il suo essere dinamico, il suo mescolare di continuo la memoria con il presente, ciò che è stato con ciò che sarà. E il “passeggero” Tabucchi chiama testimoni del suo errare, personaggi come Borges, Calvino, Drummond, usando Gioia Pace come interprete delle sue riflessioni.
Ma nello scompartimento di questo treno di parole, si accomodano anche Sant’ Agostino e Freud. Una lunga pausa del viaggio è dedicata alla Saudade, e come poteva essere diversamente? E allora, per discutere con passione della Saudade, si accomodano attorno al tavolo Pessoa, Reis, Saramago, Soares. Leggi tutto…

Uno scrittore allo specchio: AGATHA CHRISTIE

Immagine correlataUno scrittore allo specchio: AGATHA CHRISTIE

di Simona Lo Iacono

Quando mi guardo allo specchio non sono mai sola, ho sempre due figure ai lati, un uomo e una donna.
L’uno ha baffetti neri, abiti impeccabili, la cravatta annodata sotto un mento pendulo e perfettamente sbarbato. L’altra ostenta un’aria svampita, i capelli grigi con onde demodè sul davanti, mani artritiche che si ostinano a sferruzzare un maglione colorato.
Se sorrido, sorridono. Se sollevo le sopracciglia, fanno altrettanto. Se parlo, mi infestano le orecchie con le loro chiacchiere, assennate, petulanti, morbose.
Lei mastica un inglese ordinario e poco ricercato, che copre con un tono pigolante. Lui ostenta un accento belga sfarzoso, e non nasconde un certo compiacimento.
Mi sono detta che devo sopportare, d’altra parte è risaputo che ciascuno di noi ha almeno un’anima… averne due, però, è troppo.
Colpa mia, d’altronde. Qualsiasi bravo scrittore si limita a inventare un solo personaggio, ad affezionarglisi e a cucirgli addosso almeno la metà dei propri difetti. Io ne ho creati due, e adesso è inevitabile che mi ossessionino con la loro presenza, sovrapponendosi di continuo alla mia vita e pretendendo di dettare legge.
Per di più si tratta di un uomo e di una donna che si tollerano poco e fanno a gara per mettersi in mostra l’uno a scapito dell’altra.
Lui rimprovera a lei una certa tendenza al pettegolezzo, che mal si addice a una indagine minuziosa ed efficace. Lei sorride delle sue fisime e gli insinua il dubbio di non essere un buon detective.
Quando si accapigliano così alle mie spalle, creando un cicaleccio insopportabile, devo ricorrere a un atto estremo: mi allontano dallo specchio all’improvviso e li lascio lì a fare i conti con la loro vanità, tipica dei personaggi letterari che hanno avuto un eccesso di fortuna.
Ma dura poco. Appena si accorgono della mia scomparsa, ecco che mi sono alle spalle, il fiato raso sul collo, l’invadenza dei loro litigi a seguirmi dappertutto.

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IL MALE OSCURO di Giuseppe Berto: incontro con Emanuele Trevi

Aggiornamento del 16/2/2017: si comunica che la presentazione della riedizione de “Il male oscuro” di Giuseppe Berto, curata da Emanuele Trevi, qui di seguito segnalata, è stata RINVIATA A DATA DA DESTINARSI a causa di problemi di salute del curatore

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IL MALE OSCURO di Giuseppe Berto: incontro con Emanuele Trevi – venerdì 17 febbraio, alle ore 16.30, presso la sede della Fondazione (via Sant’Agata, 2, Catania)

Giuseppe Berto, Il male oscuro, postfazione di Carlo Emilio Gadda, con un testo di Emanuele Trevi, Neri Pozza, 2016.

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di Dora Marchese

Tra le attività culturali promosse dalla Fondazione Verga di Catania in collaborazione con il Festival della Lettura Naxoslegge, venerdì 17 febbraio, alle ore 16.30, presso la sede della Fondazione (via Sant’Agata, 2), Dora Marchese, docente e studiosa, dialogherà con Emanuele Trevi, giornalista e scrittore, su Il male oscuro di Giuseppe Berto. All’incontro prenderanno parte Gabriella Alfieri, Presidente del Consiglio Scientifico della Fondazione Verga, e Fulvia Toscano, Direttore artistico di Naxoslegge.
Pubblicato nel 1964, Il male oscuro di Giuseppe Berto (1914-1978) fu un autentico caso letterario che permise al suo autore, sino a quel momento di scarso successo, la vittoria in una sola settimana dei due ambiti Premi Viareggio e Campiello. Da quest’opera verrà tratto un film, diretto nel 1990 da Mario Monicelli, che ne riprende il titolo e che sposta in avanti di vent’anni la storia del protagonista. Vero grande classico della letteratura italiana, il romanzo, oggi immeritatamente caduto nell’ombra, è adesso ripubblicato dalla casa editrice Neri Pozza, con la postfazione di Carlo Emilio Gadda e con uno scritto di Emanuele Trevi. Leggi tutto…

IERI, EILEN di Fabio Izzo

Pubblichiamo un estratto del romanzo IERI, EILEN di Fabio Izzo (Il Foglio letterario)

Non sapevano davvero di essere stati maledetti, o di rientrare in una maledizione più antica di loro. Vivevano inconsapevoli, a metà strada tra la felicità e la disperazione, in quell’equilibrio precario che a volte viene chiamato amore.
Così torniamo ora alla loro storia dove troviamo altri ambienti, altre situazioni di cui io posso solo essere gelosa. Momenti di felicità mai vissuti e mai visti. Solo empaticamente percepiti.
Una strada lunga, nulla di più semplice o simbolico.
Un autobus puntuale l’ora, cinquantacinque minuti di isolamento dal resto del mondo.
Camminano uniti dal freddo.
La neve li rende unici in questo panorama immacolato.
Sono come due macchie di colore che si espandono lentamente a passo d’uomo, in una marea che cade dall’alto in basso invadendo quello che, fino alla stagione precedente, era tutto verde.
Alberi, arbusti, cespugli, punti di riferimento resi egemoni dalla volontà verticale.
Lui guarda lei.
Eilen.
Non l’ha mia vista così bella. Leggi tutto…

A PROPOSITO DELLA CONGIUNTIV-ITE

congiuntivoReplica all’intervento di Vicenzo Vitale: “A proposito del congiuntivo

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di Salvatore Claudio Sgroi
(docente di Linguistica generale, Università degli studi di Catania, Dipartimento di Scienze Umanistiche)

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(1) Un intervento, quello del 1° febbraio in Letteratitudinenews (A proposito del congiuntivo), dell’avv. Vincenzo Vitale, ex-magistrato, traboccante di “pat(h)os” logicistico, e a un tempo, per dirla con Giorgio Pasquali, un caso di “congiuntiv-ite” (cronica).

(2.a) Fin dalle prime righe si legge infatti: «Se poi si tratti di affermazioni avanzate ed argomentate da uno studioso intelligente e sottile […] allora […] la riflessione diviene anche provocatoria».
All’orecchio di un parlante comune il congiuntivo il «tratti» stride per la sua artificialità anziché no, al posto del comune “tratta”. Scolasticamente un congiuntivo “errato”, ovvero un “iper-correttismo”.

(2.b) Proseguendo nella lettura ci si imbatte ancora in un periodo come: «Quanto sopra sostenuto trova una indiretta conferma se si sostituisca […] il congiuntivo all’indicativo […]». Anche qui il congiuntivo «sostituisca» al posto dell’indicativo “sostituisce” sembra innaturale, un altro “errore” o “ipercorrettismo”, laicamente spiegabile per l’analogia del “se” con “nel caso in cui si sostituisca” o con “qualora si sostituisca”. Leggi tutto…

Giorno della memoria 2017 a Catania

Giorno della memoria 2017 a Catania
giorno-memoria-2017-ctNiente di più incisivo ed emozionante per onorare il giorno della memoria della voce dei nostri Ragazzi” E’ la dichiarazione introduttiva alla conferenza stampa per la presentazione della cerimonia del “Giorno della memoria” del Presidente dell’ERSU professore Alessandro Cappellani. L’Ente per il diritto allo Studio, infatti, anche quest’anno, premierà gli studenti più bravi nell’Aula magna dell’Università venerdì 27  alle ore 17. Numerose le adesioni “eccellenti” alla iniziativa sono giunte dal Sindaco di Catania Enzo Bianco  dal Governo regionale rappresentato dall’Assessore Marziano e tante personalità accademiche, civili e militari.  Gli studenti hanno raccolto la “sfida” dell’ERSU e della professoressa Sarah Zappulla Muscarà che, insieme all’ufficio stampa coordinato da Giampiero Panvini, ha curato questa quarta edizione. Tema drammaticamente attuale “Mentre il terrorismo colpisce al cuore l’Europa risvegliando cupi sentimenti xenofobi che ruolo assume la memoria della Shoàh?” che ha attirato l’attenzione degli studenti catanesi che si sono cimentati, numerosi,  in elaborati scritti e cortometraggi. Leggi tutto…

ANIMA IN AFFITTO

Libro Anima in affitto. E se la vera punizione fosse sposare l'amante? Valeria RandoneANIMA IN AFFITTO di Valeria Randone

di Alessandro Russo

“Anima in affitto. E  se la vera punizione fosse sposare l’amante ?”

Intersecandosi con precisione trigonometrica, Tiziana, Elena e Paolo danno forma ai due cateti e all’ipotenusa d’un triangolo rettangolo amoroso. Sono loro i protagonisti di Anima in affitto. E se la vera punizione fosse sposare l’amante ? di Valeria Randone (Ediz. Leima, €14), un libro che trasuda sospiri, nodi alla gola e un pizzico di magia. Per prima fa capolino Tiziana, la parte lesa, la donna con la fede al dito; tra omelette e panni da stirare, deve occuparsi dei figli e della casa. Un po’ di anni prima, di fronte a Dio, Paolo le ha giurato amore eterno epperò adesso lei ha l’animo percosso da innumerevoli patimenti. All’istante ecco Elena, la poco di buono, la rovinafamiglie; non è una zoccola ma una donna che non può ultimare il proprio sogno. Mora, sorridente ma goffa: di sicuro non è una femme fatale. Ha gli occhi liquorosi dell’innamorata: è laureata ed è brava nel suo lavoro. Infine c’è Paolo, l’uomo conteso: ha le ciglia folte e le labbra rosso fuoco. Il suo sguardo è truce ma può facilmente diventare dolcissimo: pare un leone fiero e possente. Leggi tutto…