In viaggio con Tomasi

In viaggio con Tomasi, il progetto ideato da   Fulvia Toscano  e Maria Antonietta Ferraloro per Naxoslegge. Per la nuova tappa si ritorna a Ficarra. Gli eventi si svolgeranno il 22/23 luglio

In stretta collaborazione con l’Amministrazione di Ficarra e  in particolare d’intesa con il suo  Assessore alla cultura, Mauro Cappotto, il 22 e il 23 luglio, infatti,  nel borgo, dove amava dimorare Lucio Piccolo e che dove trovò rifugio e ospitalità  Tomasi di Lampedusa in un’estate di guerra del 1943, è programmata una due giorni  ricca di eventi.  Studiosi, scrittori, giornalisti, artisti,  editori, esperti di economia della cultura e  del marketing del territorio, saranno coinvolti  in un percorso di riflessione e approfondimento che ruota intorno al tema dei luoghi letterari come strumento di promozione del territorio. La data prescelta non è casuale, poiché il 23 luglio ricorre la data del sessantennale della morte del grande scrittore. Leggi tutto…

FESTIVALETTERATURA 2017

 Festivaletteratura

 

FESTIVALETTERATURA

A MANTOVA DAL 6 AL 10 SETTEMBRE

 VENTUNESIMA EDIZIONE

Festivaletteratura

Di seguito, tutte le informazioni sul Festival…

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GIANFRANCO MANFREDI racconta SPLENDORE A SGHANGHAI

GIANFRANCO MANFREDI racconta il suo romanzo SPLENDORE A SGHANGHAI (Skira)

di Gianfranco Manfredi

La storia del mio romanzo, in breve.
Anno 1925. Giannetto, detto Doremì, è un pianista di nemmeno vent’anni. Vive a Senigallia (Ancona) e suona al cinema Eden improvvisando colonne sonore sui film muti. Doremì è rimasto orfano di entrambi i genitori e il cinema riempie la sua solitudine e dà sfogo ai suoi sogni di evasione dalla provincia. Il conte Paolini, magnate e protettore degli artisti, amico di Giacomo Puccini, frequenta regolarmente Senigallia nei periodi di vacanza. Incuriosito dallo stile pianistico di Doremì, lo ingaggia per accompagnare al pianoforte una soprano sua protegée che deve tenere un concerto presso il consolato italiano di Shanghai. Doremì si ritrova così catapultato dalla sua piccola città e una metropoli internazionale dove, in quegli anni turbinosi, furoreggiano i locali da ballo e tutti i generi musicali si mescolano grazie alla composita umanità che popola le concessioni straniere. Quel mondo cosmopolita, unitamente alla complessa, inafferrabile realtà sociale e culturale della Cina, il suo dislocamento improvviso e assoluto, lasciano Doremì totalmente smarrito. La musica diventa per lui l’unico appiglio cui afferrarsi per dare un senso alla sua nuova vita. Le figure femminili che incontra, le fugaci relazioni amorose che intreccia, con la soprano stessa, con una cantante di colore e trombettista jazz americana, con una poetessa e pittrice cinese, sono avventure che continua a vivere idealizzandole quasi facessero parte di un sogno dal quale non riesce a svegliarsi. Finché conosce Olga una giovane cantante russa e con lei approfondisce un diverso tipo di relazione: sulle prime puramente sessuale, poi di intensissima collaborazione artistica perché si mette a comporre canzoni per lei. Gradatamente , e non senza inciampi e incomprensioni, i due cominciano a conoscersi come persone, contraddittorie, dai trascorsi oscuri, alla ricerca di una non facile accettazione reciproca. Si afferrano a quest’amore come a un’ancora di salvezza, perché nemmeno più lo spettacolo ormai può distrarli dalla tragica realtà sociale della Cina che precipita nella guerra civile e nell’imminente guerra contro il Giappone. Può lo spettacolo continuare mentre intorno ai dorati recinti dell’International Settlement scorre il sangue e mentre anche all’interno di questo recinto protetto affluiscono masse di profughi e si coltivano intrighi di spie internazionali, si scontrano opposte fazioni in lotta, si scatena la criminalità d’ogni genere, anche quella degli affari, e dilaga la miseria? Può ancora la musica rappresentare una difesa dalla violenza del mondo e l’amore un argine alla disumanizzazione di ogni rapporto sociale?

Perché ho scritto questo romanzo. Leggi tutto…

FOUND IN TRANSLATION

‘Found in translation’: La tua voce in un’altra lingua

Risultati immagini per Catherine Dunne

di Francesca G. Marone

Il processo creativo nasce e si sviluppa passando per diverse strade, seguendo percorsi che molti studiosi hanno cercato di individuare, suddividendo quello stesso processo in più fasi. Chi in quattro fasi, chi in sette, sempre evidenziando che alla base debba esserci “la nascita di un’intenzione”, seguita da una fase di preparazione e di incubazione, poi di illuminazione: lo stadio del sorgere improvviso di una luce, e infine la fase della verifica dove è necessario avere un feedback, un confronto su ciò che si è creato. Ma cosa accade se in questo processo creativo si inserisce il passaggio all’uso di una lingua che non è la nostra? Molti scrittori asiatici, africani, indiani si sono rivolti al francese e all’inglese per scrivere le loro storie, alcuni autori hanno utilizzato anche la nostra lingua, fra cui Jhumpa Lahiri che ha scritto in italiano il suo primo libro autobiografico, qualche anno fa, spiegando l’esigenza della scelta con la metafora dell’immagine del triangolo: nel difficile conflitto fra l’inglese e il bengalese fa capolino l’italiano e vince, diventando la lingua della creatività sciolta dai vincoli dell’abitudine. Molti autori provano a uscire da quella zona fatta di certezze e di routine creativa scompigliando le carte e sfidano la loro stessa capacità espressiva cimentandosi nella scrittura di un’opera in un’altra lingua.
L’iniziativa di cui ho chiesto a Federica Sgaggio di parlarci è un singolare corso di scrittura in inglese con le già conosciute autrici Catherine Dunne (foto in alto) e Lia Mills che si svolgerà a Dublino dal 31/7 al 4/8/2017.

Cara Federica vorresti raccontarci come nasce quest’idea del corso e con quali finalità? Leggi tutto…

LA CATTIVERIA DEL SILENZIO (un estratto)

Risultati immagini per la cattiveria del silenzioPubblichiamo un estratto del romanzo LA CATTIVERIA DEL SILENZIO di Raimondo Raimondi (edizioni Il Foglio)

(capitolo 11)

11

Per raggiungere la Valle del Bove il percorso più facile partiva da Piano del Vescovo e saliva verso la Serra del Salifizio per poi, oltrepassata la cima, imboccare una discesa costituita da un canalone parzialmente ricoperto di faggi. Dopo alcuni chilometri fummo costretti a lasciare la macchina al Piano del Vescovo, accanto ad alcune costruzioni in rovina sul lato destro della strada, e a piedi imboccammo il sentiero del Parco dell’Etna, piuttosto ombroso a causa dei numerosi alberi che lo contornavano. Dopo circa una mezz’ora di camminata incontrammo la Rocca degli Zappini, un antico cratere caratterizzato da una cascata di basalto che precipitava per una cinquantina di metri verso il basso. All’ombra di un maestoso faggio secolare si trovava una limpida sorgente d’acqua ridotta al lumicino, come sempre nella stagione estiva. Attorno al sentiero pulvini di astragalo e macchie di ginestre ci accompagnarono fino a una cima da cui potemmo osservare dall’alto la Valle del Bove, spettrale e segnata dalle numerose colate di lava oramai solidificata e da spettacolari dicchi vulcanici, formati a seguito del raffreddamento del magma che si era intrufolato nelle fessure delle rocce sedimentarie, una sorta di muraglioni che erano i residui degli antichi canali interni di alimentazione delle colate, poi portati all’esterno dall’erosione. Attraversammo quindi un canalone e arrivammo dentro un bosco di faggi, percorrendo tutta una discesa per arrivare fin dentro la valle, che aveva la forma di un ferro di cavallo, con un fondo tutto pianeggiante ricoperto dalla polvere di lava accumulatasi per le innumerevoli colate, storiche e preistoriche, che avevano quasi sempre interessato la parte orientale della montagna. Leggi tutto…

ANIME E ACCIUGHE di Achille Mauri (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo “ANIME E ACCIUGHE. L’aldilà come non l’avreste mai immaginato” di Achille Mauri (Bollati Boringhieri)

Il romanzo sarà presentato dall’Associazione Amici della Casa del Libro Rosario Mascali, in collaborazione con l’omonima libreria, nell’ambito del secondo appuntamento della Rassegna Letteraria “Je suis au Jardin”, presso il Cortile dell’ex Convento di San Francesco d’Assisi, via Gargallo 67, Ortigia, Siracusa, venerdì 14 luglio alle ore 19. Ospiti eccellenti il dottor Achille Mauri presidente di Messaggerie Italiane, autore del libro “Anime e Acciughe. L’aldilà come non l’avreste mai immaginatoBollati Boringhieri 2017, di cui parlerà con Lucrezia Reichlin, economista, docente alla London Business of Economics, nonché advisor di diverse istituzioni politiche e di ricerca sull’economia mondiale. Leggeranno alcune pagine gli attori diplomati all’Inda Danilo Carciolo e Arianna Vinci e la socia Silvia Ferrigno.

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Un estratto del romanzoANIME E ACCIUGHE. L’aldilà come non l’avreste mai immaginatodi Achille Mauri (Bollati Boringhieri)

[Milano. Camera da letto di Achille, mattina presto]

achille Buongiorno.

maresciallo radetzky Buongiorno a lei.

achille Ma cosa ci fa in camera mia? Non ci conosciamo.

maresciallo radetzky Sono le cinque di domenica mattina, lei è mancato tre minuti fa.

achille Non ho contato i minuti ma lo so, anche se non mi sono ancora reso conto di come sia realmente avvenuto…

Non stavo proprio dormendo, sono passato dal dormiveglia a questo nuovo stato… Ma lei chi è? Il mio Caronte?

maresciallo radetzky No, sono il maresciallo Radetzky. Abito in questa casa da tantissimo tempo, sono qui per darle il benvenuto e fornirle alcune istruzioni per l’uso riguardanti il suo nuovo stato di Pura Anima.

achille Be’, grazie, ne sono onorato.

maresciallo radetzky Tanto per cominciare si alzi, si tolga da questa situazione. Tra poco sua moglie si sveglierà e si renderà conto del suo decesso, cominceranno a organizzare le esequie… Lo vuole un consiglio? Le eviti!

achille Va bene, le evito, ma come faccio a uscire dal mio corpo? Leggi tutto…

GIULIA CAMINITO VINCE IL PREMIO BERTO 2017

GIULIA CAMINITO, CON “LA GRANDE A”, VINCE IL PREMIO BERTO 2017

Leggi l’Autoracconto d’Autore di Giulia Caminito (dedicato a “La grande A”)

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Giulia Caminito, con La Grande A, Giunti è  la vincitrice della XXV edizione del Premio Letterario nazionale Giuseppe Berto. È stata proclamata e premiata sabato 8 luglio a Mogliano Veneto, città dove è nato lo scrittore cui il Premio è intitolato, dalla Giuria presieduta da Antonio D’Orrico, critico del Corriere della Sera. 

 

Giulia Caminito era nella cinquina dei finalisti assieme a Nicola De Cilia, con Uno scandalo bianco, Rubbettino, Andrea Inglese, con Parigi è un desiderio, Ponte alle Grazie, Francesca Manfredi, con Un buon posto dove stare, La nave di Teseo e Athos Zontini, con Orfanzia, Bompiani.

Ispirato a ricordi di famiglia, il romanzo “”La Grande A” di Giulia Caminito è storia di italiani costretti a emigrare e nel contempo confronto tra due donne fuori dal comune, che cercano la propria realizzazione lontano dagli schemi ristretti dell’educazione ricevuta tra gli inizi del Novecento e l’epoca fascista. Alla prima, Adi, madre dura e intraprendente, interessa la concretezza economica trafficando con camion e alcolici; Giadina, la figlia, aspira invece a una felicità sentimentale. L’Eldorado di meraviglie rappresentato dall’Africa apre ad entrambe una diversa porta dei sogni”. Questa la motivazione della Giuria, in occasione della scelta di inserire il romanzo di Giulia Caminito tra i finalisti. Leggi tutto…