LA MILANESIANA 2018: “La lingua dei furfanti” e “Il viaggio della signorina Vila”

Stasera, sabato 7 luglio , alle h. 20:15, presso il Cinema Mexico di Via Savona, 57 (Milano), nell’ambito degli eventi de La Milanesiana 2018 saranno proiettati i film di Elisabetta Sgarbi: “La lingua dei furfanti” e “Il viaggio della signorina Vila”. Interverranno Elisabetta Sgarbi e Alberto Pezzotta.

Di seguito: la locandina e uno speciale dedicato a “La lingua dei furfanti”

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Lo speciale dedicato a LA LINGUA DEI FURFANTI. Romanino in Valle Camonica Leggi tutto…

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CETTI CURFINO va a Torre Archirafi

Cetti Curfino (Cover)Viaggio a Torre Archirafi, Riposto (Giarre, CT) per CETTI CURFINO di Massimo Maugeri (La nave di Teseo).

Venerdì 6 luglio 2018, presso la splendida sede di Palazzo Vigo, Torre Archirafi, Riposto (Giarre, CT), h. 19, Massimo Maugeri presenta il romanzo “Cetti Curfino” (La nave di Teseo). Dialogherà con l’autore la poetessa, scrittrice e critica letteraria Anna Vasta.

In fondo al post: la locandina dell’evento.

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CETTI CURFINO di Massimo Maugeri (La nave di Teseo)

Un giornalista, una donna detenuta in carcere, una confessione che non può più aspettare.

Cetti Curfino è un romanzo potente sull’origine delle azioni umane e sul mistero di ogni delitto, costruito come un valzer tra due personaggi che cercano nella scrittura la propria verità.

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[Dalla rassegna stampa del romanzo]

 

su “Tuttolibri”- “La Stampa” (recensione di Amedeo La Mattina)
[Cetti, dotata di «una bellezza ferale», di quelle che toglie il fiato, sceglie la strada che la porta in una cella. Massimo Maugeri ci conduce dentro questa prigione, ci fa entrare nella testa di una donna che concentra l’umiliazione e la disperazione di milioni di donne alla ricerca della propria dignità.]

su “L’Espresso” (Freschi di stampa di Sabina Minardi)
[Un linguaggio che sa affrontare con credibilità registri diversi, incluso quello imperfetto e sincero della detenuta siciliana]

su “la Repubblica.it” (recensione e intervista di Silvana Mazzocchi)
[La realtà raccontata in forma di fiction, storie credibili che scavano nei problemi sociali del nostro tempo. (…) Una storia nella storia confezionata da Massimo Maugeri con abilità, talento e passione.]

su “Il Mattino” (recensione di Francesco Durante)
[Maugeri confeziona una storia semplice, insieme disperata e lieve, algida e sensuale, con un esito a sorpresa. La sua protagonista s’impone a cagione di una personalità veramente speciale, e fin dal primo momento merita la più cordiale solidarietà del lettore.]

su “la Repubblica – Palermo” (recensione di Gianni Bonina)
[È il suo urlo così contemporaneo che, chiudendo alla fine il libro di Maugeri, sentiamo riecheggiare. Un urlo di donna che sostituisce il viandante di Munch e si infrange contro le nostre coscienze sorde]

su “Vivere – La Sicilia” (articolo/intervista di Domenico Trischitta) Leggi tutto…

LA NEMICA di Brunella Schisa (recensione)

LA NEMICA di Brunella Schisa (Neri Pozza)

di Massimo Maugeri

Dopo “La scelta di Giulia” (Mondadori – qui è disponibile l’ottimo Autoracconto d’autore) Brunella Schisa torna in libreria con un romanzo storico ambientato nella Parigi del 1786: un periodo molto particolare, poiché precede di pochi anni la Rivoluzione dell’89 e la fine dell’Ancien Régime. Il romanzo si intitola “La nemica“, lo pubblica Neri Pozza e vede come protagonista una donna molto affascinante che nei suoi memoir si firmava – per l’appunto – con l’appellativo «la nemica mortale» (di Maria Antonietta). Stiamo parlando di Jeanne Valois, la contessa de la Motte.

Il romanzo apre con un prologo intitolato “Il marchio del disonore”. La data di riferimento è il 21 giugno 1786.
Il primo grido sembrò l’urlo sgraziato di un gabbiano. Marcel alzò lo sguardo e vide volteggiare uno stormo di uccelli dietro un’imbarcazione che procedeva lentamente verso il Pont Neuf. Sul molo, un esercito di scaricatori scendeva dalle barche ormeggiate con pesanti casse sulle spalle e le caricava sui carri in attesa. Accelerò il passo, lo zio lo aveva pregato di essere puntuale e non voleva indispettirlo. Il silenzio del mattino fu trafitto da una voce disumana, uno strillo roco, disperato, da ghiacciare le vene. Sarà qualche condannato sulla forca, pensò il giovane e, invece di attraversare il ponte, tornò indietro e si diresse verso il Palazzo di Giustizia, dove un flusso di gente convergeva, nonostante l’ora mattutina.”
Il Marcel in cui si imbatte il lettore, e che si ritrova a farsi largo tra la folla diretta al Palazzo di Giustizia, è un giovane giornalista alle prime armi, Marcel de la Tache. Giunto sul posto, però, rimane molto sorpreso: “Migliaia di persone circondavano un patibolo alto due metri, sopra si dibatteva una donna con le vesti stracciate. Tre sbirri e un tizio con un abito grigio con bottoni di ferro si affannavano a tenerla ferma“.
La donna in questione – la già citata Jeanne de la Motte, avventuriera con il sangue dei re Valois nelle vene  – tiene testa a quattro uomini, mentre il boia di Parigi, accanto a un braciere fumante, si appresta a infliggerle il marchio del disonore.
“La donna mordeva, tirava calci e con una forza sovrumana stracciava con i denti la giacca di una guardia che nella colluttazione aveva perduto la parrucca. Per tenerla ferma le fu assestato un colpo nei garretti e cadde in ginocchio”. (…) “Seguì una salva di oscenità. La maggior parte degli spettatori, indifferente agli sforzi dei carnefici, era ipnotizzata dalla tenacia di quella femmina al limite delle forze. Adesso era in ginocchio, quattro uomini la tenevano ferma, e quando il boia si avvicinò con il ferro incandescente, gli occhi le schizzarono fuori dalle orbite. La carne delicata sfrigolò e un vapore bluastro si levò nell’aria. Come un animale terrorizzato, sussultò, si contorse, riuscì a liberarsi dalla presa e lo strumento, diretto alla seconda spalla, calò sul seno destro. Nonostante il bavaglio, il suo ultimo ruggito forò i timpani. Qualcuno si portò il fazzoletto al naso per difendersi dall’odore di carne bruciata. La disgraziata adesso giaceva vinta, immobile”. Leggi tutto…

LETTERATURA E MODA: intervista a Stefania Federico

Nell’ambito di Taomoda 2018, il 15 luglio, la costumista e scenografa Stefania Federico allestirà una sfilata di abiti che interpreteranno il romanzo “Il morso” di Simona Lo Iacono (Neri Pozza)

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di Erika Di Giorgio

Siamo abituati a pensare all’abito come una maschera, qualcosa che cela, che copre e che esalta solo l’aspetto formale dell’esistenza. Ma in realtà l’abito racconta l’anima, la storia, finanche i desideri più nascosti del cuore. Nato per coprire, l’abito finisce per rivelare.
Quindi non è solo segno esteriore, ma simbolo interiore.
Da questa riflessione nasce l’arte di Stefania Federico, costumista e scenografa,  specializzata in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo ad indirizzo scenografico all’Accademia di Belle Arti di Catania, appassionata frequentatrice dei corsi di perfezionamento in abiti del ‘700 presso il LabCostume di Roma.

Stefania Federico sa che l’abito parla, e per questo motivo sin dall’inizio della sua carriera ha approfondito i rapporti tra costume e dramma. Per esempio nelle sue collaborazioni teatrali (si veda  l’opera “Salomè” rappresentata nel Teatro Museo del Cinema a Siracusa nel 2016), o nei fastosi allestimenti del melodramma in musica (“Amor quando si fugge, allor si trova” nel 2016, o l’intermezzo buffo “Un buon vin, fa un buon pro” nel 2017, sono esperienze significative in tal senso).
L’approccio con la parola letteraria era quindi un passaggio quasi obbligato, dato che la letteratura usa lo stesso metodo di comunicazione della moda: in apparenza è infingimento, come le vesti. Ma nasconde la verità dell’anima. E in superficie è forma. Ma copre tutta la sostanza dell’essere. Sembra un messaggio forte. E invece racconta un’ umanità fragile, trasognata, in cerca della felicità.

Il 15 Luglio infatti, nella meravigliosa cornice dell’Excelsior Palace Hotel di Taormina, sulla lunga scalinata in pietra che scorre accanto alle vestigia degli antichi insediamenti, l’organizzazione del TAOMODA, capitanata dalla geniale Agata Saccone (una vera eccellenza del territorio siciliano, creatrice della storica rassegna) unitamente alla Fildis Siracusa, presieduta dalla dinamica Elena Flavia Castagnino, daranno vita a “TAOMODA CULTURA THEOTOKOS: gli infiniti volti delle donne”. Un pomeriggio che dedicherà all’arte al femminile molte declinazioni. In seno a questa giornata speciale, in cui il Taomoda si apre anche all’esperienza letteraria e artistica in genere, Stefania Federico sarà quindi presente con le sue creazioni. E, dato che in quella occasione si occuperà di letteratura (allestendo una sfilata di abiti che interpreteranno il romanzo “IL MORSO”, di Simona Lo Iacono), ci è sembrato che l’occasione fosse propizia per rivolgerle qualche domanda.
Chiediamo quindi a Stefania Federico:

– Come nasce la sua vocazione? Leggi tutto…

ELBA BOOK 2018

Elba Book, la quarta edizione

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dal 17 al 20 luglio, nel Comune di Rio torna il festival isolano dedicato all’editoria indipendente con l’intento di rigenerare le prospettive dei lettori e superare i limiti della carta stampata.

Elba Book, festival isolano dedicato all’editoria indipendente, annuncia la quarta edizione, che si svolgerà da martedì 17 a venerdì 20 giugno. La manifestazione è cresciuta in un luogo geografico che vive di porti, che per tutto l’anno trae la sua linfa vitale dall’accoglienza e dall’apertura al resto del mondo. Elba Book è nato per includere e aiutare a comprendere la realtà grazie alla cultura, che connetterà ogni appuntamento in programma al tema del rinnovamento. Urbano, umano e sociale, la possibilità di interpretare ciò che è dato in maniera alternativa parte dalle risorse disponibili per ricollegarsi allo scorrere del tempo attraverso il coinvolgimento personale. Un percorso che comprenderà circa 30 editori distribuiti in tutto il centro storico di Rio nell’Elba, fra cui Sem, Neo, Exòrma, Edicola, Gallucci, L’orma e Odoya, e che non sarebbe stato possibile senza la lungimiranza del Consorzio Comieco. A corredo, una ricca proposta di iniziative collaterali: dalla mattina alla sera si susseguiranno laboratori di riciclo per i più piccoli, degustazioni dei prodotti locali, performance, installazioni artistiche, spettacoli teatrali, escursioni, reading e concerti all’aperto. Leggi tutto…

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GIANLUCA BARBERA racconta MAGELLANO

GIANLUCA BARBERA racconta il suo romanzo MAGELLANO (Castelvecchi)

Il mio Magellano è un novello Ulisse, ma potrebbe anche assomigliare a un personaggio delle leggende di Re Artù.
Un omaggio a Salgàri, indimenticabile compagno della nostra giovinezza.

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di Gianluca Barbera

Circa un anno e mezzo fa, sul principio della primavera, camminavo nei boschi intorno a casa con un amico. Gli parlai del fatto che volevo scrivere un romanzo che raccontasse e in qualche modo condensasse l’epopea dei viaggiatori e degli esploratori del passato. Pensavo di dare vita a un personaggio immaginario che avrebbe concentrato in sé le avventure dei vari Marco Polo, Colombo, Vespucci. Nei mesi successivi lessi molti libri sull’argomento. Tra questi la biografia di Stefan Zweig su Magellano e la Relazione di Pigafetta. Mi resi subito conto che la mia ricerca era terminata. Avevo trovato il mio “eroe”. Volevo con tutte le mie forze scrivere una storia epica e divertente al tempo stesso, una storia di mare e di terra, piena di sale e di vento. Un inno allo spirito libero che è in ciascuno di noi. E quella di Magellano era una storia drammatica già fatta e compiuta, con una struttura narrativa perfetta. Una tragedia che pareva uscita dalla penna di Shakespeare. Con spettri, tradimenti, morti violente, sensi di colpa, figure titaniche, rivalità insanabili. Mi ci buttai a capofitto. Innanzitutto andavano sistemate alcune cose, oliati alcuni ingranaggi; bisognava trovarle una lingua, un punto di vista non banale, occorreva dare spessore ai personaggi. E vi andava innestata una ironia tutta moderna, se volevo che certe situazioni non risultassero eccessive. Leggi tutto…

UNA BIBLIOTECA PER PIERLUIGI CAPPELLO

Pierluigi Cappello è stato uno dei maggiori poeti italiani. È scomparso il 1° ottobre 2017 e, su LetteratitudineBlog, gli abbiamo dedicato questo omaggio. È con grande piacere che contribuiamo a divulgare la notizia della intitolazione, al poeta Pierluigi Cappello, della biblioteca civica di Tarcento (Ud)

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Sabato 30 giugno, alle 20.30, la biblioteca civica di Tarcento, situata nel complesso del Centro Europeo Luciano Ceschia, in via Julia 13, verrà intitolata a Pierluigi Cappello.

Il sindaco, Mauro Steccati, scoprirà la targa con la scritta:

«COMUNE di TARCENTO / BIBLIOTECA CIVICA  / “Pierluigi Cappello” / poeta (1967-2017) / “Sono qui, con voi, perché sia voce / la mia dentro le vostre” / 30 giugno 2018». Leggi tutto…