INTERLINEA vince il Premio Nazionale per la Traduzione

A Interlinea il Premio Nazionale per la Traduzione – Il riconoscimento del MIBACT per «spinta culturale e civile»

MIBACT - Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo

La casa editrice di Novara, di cui esce il catalogo storico dei primi 25 anni, si aggiudica il “Premio Maggiore” del Ministero come editore italiano di opere straniere soprattutto nella collana di poesia “Lyra”. Fra gli autori più tradotti Adonis, Evtushenko, Ferlinghetti e di recente Valéry, Dumas e il siriano dissidente Bayrakdar

È dei giorni scorsi la firma del ministro Franceschini al decreto del Ministero per i beni e le attività culturali che assegna il Premio Nazionale per la Traduzione alla casa editrice italiana Interlinea, che in 25 anni di attività, testimoniata dal catalogo storico che esce in questo mese da Franco Angeli, ha tradotto e pubblicato opere straniere soprattutto nelle collane “Lyra”, di poesia, e “Nativitas”, unica collana europea dedicata alla cultura al Natale. Fra gli autori più tradotti Adonis, Evtushenko, Ferlinghetti e di recente Valéry, Dumas e il siriano dissidente Bayrakdar, premio internazionale 2017 del festival di poesia civile. Fra le motivazioni dell’assegnazione del premio alla casa editrice di Novara fondata da Roberto Cicala e Carlo Robiglio spiccano la «forte spinta culturale e civile» della casa editrice, «l’accuratezza delle traduzioni e degli apparati critici» e «la correttezza nel trattamento dei traduttori». Leggi tutto…

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LA VITA COM’È di Grazia Verasani (intervista)

LA VITA COM’È. Storia di bar, piccioni, cimiteri e giovani scrittori” di Grazia Verasani (La nave di Teseo) – intervista all’autrice

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di Massimo Maugeri

Nel nuovo ottimo romanzo di Grazia Verasani, pubblicato da La nave di Teseo e intitolato “La vita com’è“, la scrittura scorre fluida e ogni pagina è occasione di riflessioni. Il sottotitolo fornisce indicazioni sugli argomenti trattati: “Storia di bar, piccioni, cimiteri e giovani scrittori“. Si parla di scrittura, di editoria, di amore, di rapporti interpersonali, di divari generazionali e di molto altro ancora.
Ne discuto con l’autrice…

– Cara Grazia, partiamo – come sempre – dal principio. Come nasce questo tuo nuovo libro? Ci racconteresti qualcosa sulla sua genesi?
Avevo scritto alcuni post su Facebook col personaggio di Giovane Scrittore. Gli amici Simona Vinci e Beppe Sebaste mi dissero che era una buona idea di partenza per un romanzo. del resto, era da un po’ che volevo scrivere qualcosa di divertente, fuori dalle atmosfere noir della mia investigatrice Giorgia Cantini o da un romanzo malinconico come “Lettera a Dina”. L’ho scritto durante una lunga estate in città, e devo dire che c’è stata una naturalezza particolare, oserei dire inedita, che mi ha accompagnata per tutto il tempo. Mi piaceva l’idea di mettere due mondi apparentemente antitetici (due generazioni diverse) a confronto. Giovane Scrittore l’ho conosciuto davvero, poi ho reinventato la realtà per mettermi a servizio della storia. Ma la quotidianità che racconto, i bar, i miei vicini di casa, gli amici, i personaggi che popolano questo affresco di quartiere, sono ciò che di più intimo e abitudinario riempie davvero le mie giornate. Non manca anche un omaggio alle parole, ai libri che amo, ai “Maestri” che ho incontrato sulla mia strada.

– A tuo avviso che rapporto c’è, oggi, tra un social network come Facebook e la lettura e la scrittura?
Grazia Verasani, autrice di “La vita com'è” (La nave di Teseo)Io adoro Facebook. Mi piace comunicare pensieri in tempo reale, consigliare libri, film, musica, spettacoli. Quando mi piace qualcosa, la divulgo così, e scatta uno stimolante passaparola . Sono sempre di più gli scrittori che (per usare una metafora musicale) usano il social come piattaforma di “provini” a quelle che diventeranno le tracce di un disco. Penso al libro di Raimo sulla scuola, ma ce ne sono altri. Ovviamente da un romanzo ci si aspetta in primo luogo che sia scritto con una certa cura, cosa che non sempre è compatibile con la brevità di un post. Ma anche Facebook può essere un luogo di ispirazione.

– Chi è Giovane Scrittore? Ci tracceresti il suo “identikit”?
Giovane Scrittore aspira alla pubblicazione del suo manoscritto, non ha mai letto Colette o Thomas Hardy ma sa altro. Lei, scrittrice matura, ha dei punti di vista sulle cose così definiti da trasformarsi a volte in pregiudizi. E’ una donna con un bagaglio di delusioni che rischiano di incagliarla (come il piccione che fa da raccordo alla storia), e di colpo si trova davanti questo ragazzo con la sua leggerezza e le sue tante curiosità. Un’attrazione fatale in cui avviene una sorta di travaso: lui è affascinato dall’esperienza di lei, lei viene contagiata dall’entusiasmo di lui. Credo che alla fine Giovane Scrittore sia il personaggio più positivo della storia. Rappresenta molti ragazzi di oggi, che si muovono in un mondo dove spesso i rimpianti anticipano i sogni, e dove la fatica di realizzarsi tra agonismi e spazi sempre più ristretti non li rende però meno abili e resistenti. In fondo, è lui a “guarire” la protagonista dall’amarezza. Anche con quella forma d’amore speciale che si chiama amicizia.

– In epigrafe troviamo questa frase di Peter Handke: “In gioventù lo scrittore aveva sognato che la letteratura fosse il più libero di tutti i paesi…”
Perché hai scelto proprio questa citazione? E quand’è che la letteratura può definirsi “libera”?
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CI SONO IO di Alessandro Savona (intervista)

CI SONO IO. Un adulto, un bambino, un viaggio. Oppure un rapimento?” di Alessandro Savona (Dario Flaccovio editore)

recensione e intervista a cura di Simona Lo Iacono

Lui e Pitar non sono vincolati dal sangue. E nemmeno da uno di quei provvedimenti del Tribunale che sugellano i destini. Né l’anagrafe si è mai preoccupata di associare i loro cognomi, o qualche numero di protocollo li ha appaiati per asseverare che si appartengono. Eppure, nel viaggio che iniziano a fare insieme è come se recuperassero in una volta sola i lacci della legge e del cuore, i nodi benedetti delle intrusioni, e cioè quello che è essere un padre e un figlio.
Certo, nessuno darebbe molta fiducia a una aggregazione così. Un bambino sbilenco e un uomo che fa il volontario in una casa famiglia, due mondi affollati dalla stessa, pericolosa necessità. Amare. Ed essere amati.
Eppure, nel viaggio che intraprendono, il bambino e l’uomo diventano in qualche modo partecipi di quel mistero che è generare, se vero è che la nascita non sempre è tale la prima volta, quando si esce da un grembo di madre, e si scava dal suo corpo il cunicolo che porterà alla luce. L’uomo e il bambino vivono invece la rinascita, quella possibilità di essere generati con miglior fortuna una seconda volta, quando si è forse più pronti all’ignoto, quando si ha la bisaccia dei propositi ormai vuota, e alla paura si è sostituita l’audacia di essere felici.
Così vanno, il bimbo di cinque o sei anni, un incisivo cariato e i capelli neri che sventolano al sole, e l’uomo al volante, già consapevole di quanto sia importante, per nascere di nuovo, essere salvati.
L’auto è ammaccata e pericolante, la strada polverosa e segnata solo dall’estro del momento. Né vengono consultati navigatori, o mappe precise e geografie ancorate ai meticolosi radar di un satellite.
D’altra parte non sarà un viaggio di soli luoghi, ma di ricordi, di sogni audaci e necessari, di invocazioni di aiuto e di libertà. E sarà un viaggio tra i libri. Tra i dolori che le pagine sanno lenire, e tra quelli che nessun romanzo può consolare, ma solo aiutare a stanare.

– Chiedo dunque ad Alessandro Savona, scrittore di quel viaggio – confluito nel magnifico romanzo “Ci sono io” (Flaccovio editore): Alessandro, per parafrasare il titolo del tuo libro, ci sei tu in Pitar?
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CLASSIFICA: dal 25 al 31 dicembre 2017 – segnaliamo “Il giorno della tigre” di Wilbur Smith e Tom Harper (Longanesi)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 25 al 31 dicembre 2017

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Fabio Volo mantiene il 1° posto con “Quando tutto inizia” (Mondadori)

Entra in top ten, conquistando la 2^ posizione, “Wonder” di R. J. Palacio (Giunti)

In 3^ posizione (la settimana scorsa era in 2^) Dan Brown con “Origin” (Mondadori)

Al 4° posto (perde una posizione rispetto alla settimana scorsa), Isabel Allende con “Oltre l’inverno” (Feltrinelli)

Risale al 5° posto (la settimana scorsa era all’ 8°) “Ogni storia è una storia d’amore” di Alessandro D’Avenia (Mondadori)

In 6^ posizione (la settimana scorsa era al 4° posto) “Le tre del mattino” di Gianrico Carofiglio (Einaudi)

Risale al 7° posto (la settimana scorsa era in 9^ posizione) Donato Carrisi con “L’uomo del labirinto” (Longanesi)

Rientra in top ten, all’8° posto, Maurizio de Giovanni con “Souvenir per i bastardi di Pizzofalcone” (Einaudi)

Rientra in top ten, al 9° posto, “Diario di una schiappa. Avanti tutta!” di Jeff Kinney (Il Castoro)

Al 10° posto (la settimana scorsa era al 7°), “Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 vite di donne straordinarie. Ediz. a colori” di Francesca Cavallo; Elena Favilli (Mondadori)

 

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Questa settimana segnaliamo: “Il giorno della tigre” di Wilbur Smith e Tom Harper (Longanesi – Traduttore: S. Caraffini) – in 30^ posizione

Il nuovo, avvincente romanzo della saga dei Courteney. Da uno dei più grandi narratori dei nostri tempi.

Pirati sanguinari, avidi commercianti e uomini assetati di vendetta: i mari che separano la costa africana da quella dell’India sono pieni di insidie e di pericoli. Ma per un Courteney l’unico pericolo degno di questo nome è quello che tocca la sua famiglia. O il suo onore. Così, quando Tom, uno dei figli di Sir Hal Courteney, avvista un mercantile che sta per essere attaccato dai pirati, non esita a intervenire, mettendo a repentaglio la propria vita e quella delle persone a lui più care. L’esito dello scontro segnerà il suo futuro grazie a una svolta inaspettata. Nelle stesse ore, nel Devonshire, un altro Courteney, Francis, sta prendendo la decisione più importante della sua vita: sull’orlo della rovina, prende il mare spinto dalla sete di riscatto e di vendetta. Tom Courteney, che è suo zio e vive a Città del Capo, ha infatti ucciso suo padre. Al suo arrivo in Sudafrica, però, Francis si troverà di fronte a una verità sconvolgente.
Dopo Monsone, il re dell’avventura torna a sorprenderci con una nuova appassionante epopea che inizia nell’estremo sud dell’Africa e attraversa il mar Arabico, approdando sulle coste dell’India. Un’avventura in cui intrighi, amori e tradimenti non lasciano scampo al lettore, riconfermando il posto di Wilbur Smith tra gli autori più amati dai lettori.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Quando tutto inizia Fabio Volo Mondadori 19,00
2 Wonder R. J. Palacio Giunti Editore 12,00
3 Origin Dan Brown Mondadori 25,00
4 Oltre l’inverno Isabel Allende Feltrinelli 18,50
5 Ogni storia è una storia d’amore Alessandro D’Avenia Mondadori 20,00
6 Le tre del mattino Gianrico Carofiglio Einaudi 16,50
7 L’uomo del labirinto Donato Carrisi Longanesi 19,00
8 Souvenir per i bastardi di Pizzofalcone Maurizio De Giovanni Einaudi 19,00
9 Diario di una schiappa. Avanti tutta! Jeff Kinney Il Castoro 13,00
10 Storie della buonanotte per bambine ribelli. 100 vite di donne straordinarie. Ediz. a colori Francesca Cavallo; Elena Favilli Mondadori 19,00

Posizioni dal n. 11 al n. 40 Leggi tutto…

OMAGGIO A AHARON APPELFELD

La scorsa notte all’età di 85 anni è morto lo scrittore israeliano Aharon Appelfeld, a cui dedichiamo questo omaggio.

Di seguito, un video del 2012 (tratto da Pordenonelegge) e una biografia. Approfondimenti su: la Repubblica, Il Corriere della Sera, La Stampa, Il Messaggero

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Aharon Appelfeld (Žadova, 16 febbraio 1932 – Israele, 3 gennaio 2018) è stato uno scrittore israeliano. Nato in Bucovina del Nord, allora in Romania, sopravvissuto all’Olocausto in cui perse la madre e i nonni, riuscì a fuggire da un campo di sterminio nazista in Transnistria (territorio allora sotto il controllo della Romania) e si unì all’Armata Rossa dove prestò servizio come cuoco. Nel 1946 emigrò in Palestina, a quel tempo sotto mandato britannico. Laureatosi all’Università di Gerusalemme in letteratura, ha poi insegnato all’Università Ben Gurion del Negev.
Nonostante abbia appreso l’ebraico tardi nella sua vita, Appelfeld è diventato uno dei più importanti scrittori israeliani. Nei suoi numerosi romanzi affronta esclusivamente, in modo diretto o indiretto, il tema della Shoah e dell’Europa prima e durante la seconda guerra mondiale.
Per le sue opere ha ricevuto numerosi premi tra cui il Premio Israele, il Premio Mèdicis in Francia e il Premio Napoli in Italia. La maggior parte dei suoi libri sono pubblicati in Italia da Guanda.

L’opera più recente è: “Il partigiano Edmond (Guanda, 2017 – traduzione di Elena Loewenthal).

Nel corso della Seconda guerra mondiale, il giovanissimo Edmond riesce a fuggire da un campo di sterminio e a raggiungere alcuni partigiani ebrei che tentano di resistere all’esercito tedesco nascondendosi nella foresta ucraina. Sotto il comando del loro leader, Kamil, questo gruppo di uomini, donne e bambini lotta contro il freddo e l’estrema miseria, organizzando agguati ai danni dell’esercito tedesco e deragliamenti di treni. Perché il loro scopo non è solo quello di sopravvivere, ma è anche, e soprattutto, quello di salvare il proprio popolo e raggiungere “la vetta”, il luogo tanto geografico quanto spirituale della loro realizzazione. Leggi tutto…

SODOMA di Pasquale Vitagliano

SODOMA di Pasquale Vitagliano (Castelvecchi) – incontro con l’autore e pubblicazione di un estratto del romanzo

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Pasquale Vitagliano è nato a Lecce nel 1965 e vive a Terlizzi (BA). Lavora nella Giustizia. Giornalista e critico letterario per riviste locali e nazionali, ha scritto per «Italialibri», «Lapoesiaelospirito», «Reb Stein», «Nazione Indiana», «Neobar», «Nuovi Argomenti», «Diva e donna». Ha pubblicato: A Sud del Sud dei Santi. Sinopsie, Immagini e forme della Puglia poetica (a cura di Michelangelo Zizzi), le raccolte poetiche Amnesie amniotiche, Il cibo senza nome, Come i corpi le cose, Habeas Corpus, 11 apostoli, poesie sul calcio. Nel 2016 è tra i segnalati del premio giornalistico «Michele Campione», promosso dall’Ordine dei Giornalisti della Puglia.

Il suo nuovo romanzo si intitola «Sodoma» ed è pubblicato da Castelvecchi.

In Sodoma si raccontano le vicende di un ospedale pugliese, dalla fine degli anni Sessanta a oggi, la sua evoluzione e il suo declino, attraverso scelte amministrative, scientifico-tecnologiche e soprattutto politiche, che lo portano ad essere negli anni Settanta-Ottanta una delle strutture più avanzate ed efficienti del Sud Italia e non solo, e a segnarne poi anche il forte ridimensionamento e la degenerazione nel malaffare, con gravi ripercussioni nel tessuto economico e sociale del territorio. La storia dell’ospedale si intreccia quella della famiglia Adessi, formata da Felicita, ostetrica del reparto più all’avanguardia dell’ospedale, suo marito Pasquale, maresciallo della Marina, che muore in un incidente stradale proprio mentre la moglie dà alla luce il loro secondo figlio. E poi c’è Eleonora, una donna fredda, anaffettiva, con grossi disturbi alimentari, una figlia adottiva che non conosce fino in fondo il suo passato: possiede una finta laurea in Ginecologia che le permette di lavorare abusivamente per sette anni, finché non sarà smascherata e denunciata.

Abbiamo incontrato l’autore per discuterne.

– Pasquale, come è nato il romanzo? Leggi tutto…

IL MORSO di Simona Lo Iacono (recensione)

IL MORSO di Simona Lo Iacono (Neri Pozza)

di Tea Ranno

È una scrittura avvolgente quella che, come fumo d’oppio, ti porta dentro Il morso, un magnifico romanzo ambientato in una terra densa di eccessi: eccessivo il sole, le voci, le voglie, le fami, i bisogni, le notti sfioccate da giorni di cui conservano ancora una certa luminosità; e densa, pure, di visioni che fanno di quella Palermo – pronta a entrare nel “folle” 1848 – una città magarica, intrisa di un bollore rivoluzionario che darà l’innesco a uno dei grandi cambiamenti della nostra Storia.
Simona Lo Iacono, sapiente dosatrice di parole e suggestioni, ci conduce con mano sicura dentro un mondo intessuto di contrasti e lo fa per mezzo di una serva, Lucia la siracusana, a cui non manca bellezza, intelligenza e sapienza, ma pure – visto appunto che siamo in tema di contrasti – un vizio, una tacca. Le capita cioè, all’improvviso, di entrare in un buio vischioso in cui la mente smette di esistere e abbandona il corpo a rantoli, sussulti, bava alla bocca, occhi rovesciati. Un sconquasso del corpo che sparge intorno a lei fama di pazzia: cos’altro potrebbe essere, altrimenti, quel suo quasi morire per poi rinascere alla luce?
Per Lucia è solo il fatto, una condizione della carne e dello spirito a cui è ormai abituata e che cerca, muovendosi con prudenza e controllando ogni gesto, di sottrarre agli occhi degli altri: “Inizia sempre con un formicolio. Poi una scossa, e la testa artigliata da corvi, mille corvi che rodono in fronte, travasano il male e la battono di destra e di mancina, e Lucia non può che dire: «Basta, basta!» ma, mentre lo dice, la prende anche un eccesso di vita che deve fuoriuscire dalle orbite, sorpassare la schiuma della bocca”. Leggi tutto…