PREMIO ELSA MORANTE 2017 (premio alla carriera a Elena Ferrante)

PREMIO ELSA MORANTE 2017: PREMIO ALLA CARRIERA AD ELENA FERRANTE, PREMIO REGIA A GIACOMO DURZI,  PREMIO “DAI LIBRI AI FILM” A FRANCESCO PICCOLO

La giuria di Dacia Maraini consegnerà i riconoscimenti il 16 novembre all’Auditorium della Rai di Napoli

Rullo di tamburi per l’annuncio del Premio Elsa Morante alla Carriera, che si presenta come un vero e proprio speciale su una figura pregnante della cultura italiana. Si tratta della scrittrice Elena Ferrante che, col successo della quadrilogia de “L’amica geniale”, pubblicato dalle edizioni e/o, ha venduto milioni di copie in tutto il mondo. Sulla scia della Ferrante-mania è nato il docufilm “Ferrante fever”, per il quale verrà premiato il regista Giacomo Durzi. E sempre a “L’amica geniale” è dedicata una mega produzione Rai con l’americana Hbo, fiction scritta dal noto scrittore Francesco Piccolo, che riceverà il Premio Elsa Morante “dai libri ai film”, come sceneggiatore.

Lo annuncia la giuria presieduta da Dacia Maraini e composta da Silvia CalandrelliFrancesco CevascoVincenzo ColimoroRoberto FaenzaDavid MorantePaolo RuffiniMaurizio CostanzoMonica MaggioniGianna NanniniTjuna Notarbartolo (direttore della manifestazione), e Teresa Triscari. Leggi tutto…

Annunci

SCRITTORINCITTÀ 2017

SCRITTORINCITTÀ 2017 – XIX EDIZIONE – Cuneo, 15 – 20 novembre

Risultati immagini per scrittorincittà briciole

Scrittorincittà torna a Cuneo da mercoledì 15 a lunedì 20 novembre 2017. Il Festival letterario giunto alla sua XIX edizione avrà quest’anno come tema portante del programma Briciole, intorno al quale autori italiani e stranieri sono chiamati a esprimersi, riflettere, confrontarsi con i lettori di ogni età.

Il Festival è un’iniziativa del Comune di Cuneo, in collaborazione con la Provincia di Cuneo e la Regione Piemonte, ed è organizzato dall’Assessorato per la Cultura del Comune di Cuneo e dalla Biblioteca civica. Un festival diffuso attraverso la città con centinaia di appuntamenti che dal Centro Incontri della Provincia, cuore della manifestazione, si allarga in tantissimi spazi aperti ai cittadini, come la Biblioteca Civica, il Teatro Toselli, il Cinema Monviso, ma anche le chiese, i musei, i circoli culturali.

Scrittorincittà propone iniziative, incontri, reading e laboratori durante tutto l’anno, per poi culminare a novembre in una cinque giorni ricca di eventi. Più di 180 appuntamenti per adulti, ragazzi e bambini con scrittori, giornalisti, artisti e protagonisti di tutti gli ambiti: dalla letteratura all’arte, dallo sport al cinema, dalla scienza alla musica. Ogni incontro è pensato per mettere a confronto chi legge e chi scrive, chi disegna e chi racconta, con modalità sempre diverse e originali.  Il programma è a cura di Stefania Chiavero, Paolo Collo, Matteo Corradini, Andrea Valente, Giorgio Vasta. Leggi tutto…

FLAVIO VILLANI racconta IL NOME DEL PADRE

FLAVIO VILLANI racconta il suo romanzo IL NOME DEL PADRE (Neri Pozza)

Flavio Villani, autore di “Il nome del padre” (Neri Pozza)

di Flavio Villani

Molti dicono che le presentazioni dei libri sono un inutile e stanco esercizio di autoreferenzialità, dove un annoiato presentatore ha il compito di esaltare un testo che in qualche caso non ha neppure letto.
Passati alcuni mesi dall’uscita nelle librerie de “Il nome del padre” (Neri Pozza, 2017), e dopo numerose presentazioni in librerie e festival letterari, sono arrivato a considerare quei momenti non del tutto inutili se fra autore, presentatore e pubblico si stabilisce una forte relazione biunivoca, basata da una parte sulla voglia di comprendere, dall’altra di raccontare. Per lo meno, a me qualche volta così è successo, forse sono stato semplicemente fortunato: alcune domande sono state l’occasione per inattese riflessioni, utili tanto a comprendere me stesso quanto la mia opera. In fondo sono gli altri, i lettori in particolare, che trasformano l’atto più solipsistico che si possa immaginare, lo scrivere, in un vero atto di comunicazione.
Qualcuno un giorno mi ha chiesto: perché hai scritto un giallo? Io ho guardato quel tipo per qualche secondo senza riuscire a pronunciare una sola parola (in quel momento il mio sguardo doveva essere perso o, meglio, attonito), poi finalmente, quando forse alcune sinapsi del mio cervello si sono collegate, ho risposto la cosa più sincera che mi potesse venire in mente: non lo so, ho semplicemente detto. Il tipo mi ha guardato, e ha scosso il capo come per dire: a chi la vuoi raccontare?, immaginando da parte mia una misteriosa e inspiegabile reticenza. La cosa però è durata poco, perché subito dopo ho iniziato a raccontargli tutto quello che so di come e perché è nato “Il nome del padre”. Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 30 ottobre al 5 novembre

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 30 ottobre al 5 novembre 2017

* * *

È appena uscito e conquista subito la 1^ posizione il nuovo libro di Alessandro D’Avenia “Ogni storia è una storia d’amore” (Mondadori)

Retrocede in 2^ posizione “Origin” di Dan Brown (Mondadori)

Mantiene il 3° posto “Le tre del mattino” di Gianrico Carofiglio (Einaudi)

Sale al 4° posto “Festa di famiglia” di Sveva Casati Modignani (Sperling & Kupfer)

Perde una posizione e si assesta al 5° posto Roberto Saviano con “Bacio feroce” (Feltrinelli)

Si conferma al 6° posto “It”: classico di Stephen King (Sperling & Kupfer)

Confermata anche la 7^ posizione per Marco Malvaldi con “Negli occhi di chi guarda” (Sellerio)

Anche questa settimana 8° posto per Ken Follet con “La colonna di fuoco” (Mondadori)

Scende in 9^ posizione (dalla 5^ della settimana precedente), “Le linee rosse. Uomini, confini, imperi: le carte geografiche che raccontano il mondo in cui viviamo” di Federico Rampini

In 10^ troviamo “Una vita apparentemente perfetta” di Michelle Hunziker (Mondadori)

Si affaccia in 12^ posizione “I Medici. Decadenza di una famiglia” il nuovo romanzo di Matteo Strukul (Newton Compton) 


* * *

Questa settimana segnaliamo: Ogni storia è una storia d’amore” di Alessandro D’Avenia (Mondadori)

Ancora una volta D’Avenia ci incanta e ci sorprende, riuscendo nell’impresa di coniugare il godimento puro del racconto e il piacere della scoperta. E con slancio ricerca nella letteratura risposte suggestive e potenti, ma anche concrete e vitali.

L’amore salva?
Quante volte ce lo siamo chiesti, avvertendo al tempo stesso l’urgenza della domanda e la difficoltà di dare una risposta definitiva?

Ed è proprio l’interrogativo fondante che Alessandro D’Avenia si pone in apertura di queste pagine, invitandoci a incamminarci con lui alla ricerca di risposte. In questo libro straordinario incontriamo anzitutto una serie di donne, accomunate dal fatto di essere state compagne di vita di grandi artisti: muse, specchi della loro inquietudine e spesso scrittrici, pittrici e scultrici loro stesse, argini all’istinto di autodistruzione, devote assistenti, o invece avversarie, anime inquiete incapaci di trovare pace. Ascoltiamo la frustrazione di Fanny, che Keats magnificava in versi ma con la quale non seppe condividere nemmeno un giorno di quotidianità, ci commuove la caparbietà di Tess Gallagher, poetessa che di Raymond Carver amava tutto e riuscì a portare un po’ di luce nei giorni della sua malattia, ci sconvolge la disperazione di Jeanne Modigliani, ammiriamo i segreti e amorevoli interventi di Alma Hitchcock, condividiamo l’energia quieta e solida di Edith Tolkien. Alessandro D’Avenia cerca di dipanare il gomitolo di tante diversissime storie d’amore, e di intrecciare il filo narrativo che le unisce, in un ordito ricco e cangiante. Per farlo, come un filomito, un “filosofo del mito”, si rivolge all’archetipo di ogni storia d’amore: Euridice e Orfeo. Un mito che svolge la sua funzione di filo (e in greco antico per indicare “filo” e “racconto” si usavano due parole molto simili, mitos e mythos) perché contempla tutte le tappe di una storia d’amore, tra i due poli opposti del disamore (l’egoismo del poeta che alla donna preferisce il proprio canto) e dell’amore stesso (il sacrificio di sé in nome dell’altro). Ogni storia è una storia d’amore è così un libro che muove dalla meraviglia e sa restituire meraviglia al lettore. Perché ancora una volta D’Avenia ci incanta e ci sorprende, riuscendo nell’impresa di coniugare il godimento puro del racconto e il piacere della scoperta. E con slancio ricerca nella letteratura – le storie che alcuni uomini, nel tempo, hanno raccontato su se stessi e l’umanità a cui appartengono – risposte suggestive e potenti, ma anche concrete e vitali. Per poi offrirle in dono ai lettori, schiudendo uno spiraglio da cui lasciar filtrare bagliori di meraviglia nel nostro vivere quotidiano, per rinnovarlo completamente nella certezza che “noi siamo e diventiamo le storie che sappiamo ricordare e raccontare a noi stessi”.

 

* * *

Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Ogni storia è una storia d’amore Alessandro D’Avenia Mondadori 20,00 *
2 Origin Dan Brown Mondadori 25,00
3 Le tre del mattino Gianrico Carofiglio Einaudi 16,50
4 Festa di famiglia Sveva Casati Modignani Sperling & Kupfer 14,90
5 Bacio feroce Roberto Saviano Feltrinelli 19,50
6 It Stephen King Sperling & Kupfer 21,90
7 Negli occhi di chi guarda Marco Malvaldi Sellerio Editore Palermo 14,00
8 La colonna di fuoco Ken Follett Mondadori 27,00
9 Le linee rosse. Uomini, confini, imperi: le carte geografiche che raccontano il mondo in cui viviamo Federico Rampini Mondadori 19,50
10 Una vita apparentemente perfetta Michelle Hunziker Mondadori 18,00

Posizioni dal n. 11 al n. 40 Leggi tutto…

Categorie:Classifiche Tag:

CATERINA DELLA NOTTE di Sabina Minardi (recensione/intervista)

CATERINA DELLA NOTTE di Sabina Minardi (Piemme)

di Massimo Maugeri

La letteratura, l’ho sostenuto altre volte, ha la capacità di abbattere qualunque tipo di barriera spazio-temporale. È così anche nel caso dell’ottimo romanzo di Sabina Minardi, “Caterina della notte” (Piemme, pagg. 384, € 18,50) in cui l’autrice catanese residente a Roma collega due donne che vivono in epoche e in luoghi diversi.
La prima di queste donne compare sin dall’inizio del romanzo e si presenta con queste parole: “Mi chiamo Catherine e ho quasi quarant’anni. Sui miei documenti c’è scritto Caterina, ma in Italia ci sono solo nata, e a nessuno verrebbe in mente di chiamarmi così. Ho un lavoro che mi piace, un amore ufficiale e qualcuno clandestino, il tempo da inseguire ogni giorno e una camera d’albergo per rinchiuderlo: o almeno, per illudermi di riuscirci. La mia casa è al numero 2 di Redcliffe Square, Kensington, Londra”.
L’altra donna si chiama Giovanna, vive a Siena tra il 1347 e il 1380 (è contemporanea di Santa Caterina) ed ha caratteristiche speculari rispetto a Catherine. «È una donna a cui è negata la minima libertà», dice Sabina Minardi. «Una donna che è costretta a vivere per tutta la vita da reclusa all’interno dello Spedale di Santa Maria della Scala, a condurre l’esistenza con questo mantello scuro che è il simbolo più tangibile di una chiusura e di una negazione alla vita. Una donna che non è affatto vocata a quell’ascetismo e a quella santità alla quale lo Spedale e chi le sta intorno vorrebbe costringerla».
A unire le due donne è un antico manoscritto che viene recapitato sulla scrivania dell’ufficio di Catherine. Leggi tutto…

TEMPO DI LIBRI e BOOKCITY 2017

Tempo di Libri arriva a BookCity

 * * *

Milano, 8 novembre 2017. Tempo di Libri arriva a BookCity: giovedì 16 novembre alle 16, presso la Fondazione Corriere della Sera (Sala Buzzati), Ricardo Franco Levi, presidente di AIE e de La Fabbrica del Libro, e il direttore di Tempo di Libri Andrea Kerbaker presentano le prime coordinate della seconda edizione della Fiera internazionale dell’editoria, che si terrà da giovedì 8 a lunedì 12 marzo nella storica area espositiva di fieramilanocity. Con la nuova sede, in viale Scarampo (quartiere Portello), Tempo di Libri va incontro al pubblico e la scelta delle date ne fa il primo evento editoriale dell’anno nel calendario internazionale. Ogni giornata avrà un filo rosso: giovedì 8 protagoniste le donne – autrici, lettrici, festeggiate speciali; venerdì 9 la ribellione nelle sue forme più diverse; sabato 10 obiettivi puntati su Milano, con la sua anima letteraria e i grandi eventi che l’hanno attraversata; domenica 11 carta bianca alle immagini, in un gioco di riflessi tra il libro e le altre discipline; lunedì 12 viaggio alla scoperta delle nuove frontiere del digitale. Leggi tutto…

LA SPIA: cento anni dalla morte di Mata Hari e il romanzo di Paolo Coelho

Poco più di cent’anni fa, il 15 ottobre 1917, moriva la danzatrice e agente segreto Mata Hari, la cui figura – nel tempo – è divenuta leggendaria.

Mata Hari, pseudonimo di Margaretha Geertruida Zelle (Leeuwarden, 7 agosto 1876 – Vincennes, 15 ottobre 1917), è stata una danzatrice e agente segreto olandese, condannata alla pena capitale per la sua attività di spionaggio durante la prima guerra mondiale. Paolo Coelho ha dedicato a Mata Hari un romanzo: si intitola “La spia” ed è stato pubblicato in Italia l’anno scorso da La nave di Teseo (traduzione di R. Desti). Pubblichiamo, di seguito, il prologo del libro. Segnaliamo altresì l’uscita del nuovo libro di Paolo Coelho “Il cammino dell’arco” (La nave di Teseo) [traduzione di R. Desti – illustrazioni di C. Niemann]

* * *

Da “La spia” di Paolo Coelho (La nave di Teseo – traduzione di R. Desti)

Prologo

Parigi, 15 ottobre 1917 — Anton Fisherman con Henry Wales, per l’International News Service.

Poco prima delle cinque del mattino, un gruppo di diciotto uomini — in gran parte ufficiali dell’esercito francese — salì al secondo piano di Saint-Lazare, il penitenziario femminile di Parigi. Preceduti da un secondino che reggeva una torcia con cui accendeva le lampade, si fermarono davanti alla cella numero 12.
Erano le monache a occuparsi di quel posto. Suor Léonide aprì la porta e chiese a tutti di attendere fuori. Entrò, sfregò un fiammifero sulla parete e accese la lampada della stanzetta. Poi chiamò una delle sorelle ad aiutarla.
Piano e delicatamente, suor Léonide cinse con un braccio il corpo addormentato della donna: stentava a svegliarsi, quasi non fosse interessata al mondo circostante. Quando aprì gli occhi, secondo la testimonianza delle monache, sembrò emergere da un sonno tranquillo. E si mantenne serena anche quando apprese che la domanda di grazia presentata alcuni giorni prima al presidente della repubblica era stata respinta. È impossibile dire se provò tristezza o sollievo per il fatto che tutto fosse ormai prossimo alla fine.
A un cenno di suor Léonide, padre Arboux entrò nella cella insieme al capitano Bouchardon e all’avvocato Clunet. A questi, la prigioniera consegnò una lunga lettera-testamento, che aveva scritto nel corso dell’ultima settimana, e due buste marroni contenenti alcuni ritagli. Leggi tutto…