CLASSIFICA: dal 7 al 13 dicembre 2020 – questa settimana segnaliamo “L’appello” di Alessandro D’Avenia (Mondadori)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 7 al 13 dicembre 2020

Questa settimana segnaliamo: “L’appello” di Alessandro D’Avenia (Mondadori), al 13° posto in classifica generale

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In prima posizione: “Cambiare l’acqua ai fiori” di Valérie Perrin (E/O)

In seconda posizione: Insieme in cucina. Divertirsi in cucina con le ricette di «Fatto in casa da Benedetta» di Benedetta Rossi (Mondadori Electa)

In seconda posizione: “Io sono l’abisso” di Donato Carrisi (Longanesi)

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La scheda del libro: “L’appello” di Alessandro D’Avenia (Mondadori)

Un romanzo dirompente che, attingendo a forme letterarie e linguaggi diversi – dalla rappresentazione scenica alla meditazione filosofica, dal diario all’allegoria politico-sociale e alla storia di formazione –, racconta di una classe che da accozzaglia di strumenti isolati diventa un’orchestra diretta da un maestro cieco.

E se l’appello non fosse un semplice elenco? Se pronunciare un nome significasse far esistere un po’ di più chi lo porta? Allora la risposta “presente!” conterrebbe il segreto per un’adesione coraggiosa alla vita. Questa è la scuola che Omero Romeo sogna. Quarantacinque anni, gli occhiali da sole sempre sul naso, Omero viene chiamato come supplente di Scienze in una classe che affronterà gli esami di maturità. Una classe-ghetto, in cui sono stati confinati i casi disperati della scuola. La sfida sembra impossibile per lui, che è diventato cieco e non sa se sarà mai più capace di insegnare, e forse persino di vivere. Non potendo vedere i volti degli alunni, inventa un nuovo modo di fare l’appello, convinto che per salvare il mondo occorra salvare ogni nome, anche se a portarlo sono una ragazza che nasconde una ferita inconfessabile, un rapper che vive in una casa famiglia, un nerd che entra in contatto con gli altri solo da dietro uno schermo, una figlia abbandonata, un aspirante pugile che sogna di diventare come Rocky… Nessuno li vedeva, eppure il professore che non ci vede ce la fa. A dieci anni dalla rivelazione di Bianca come il latte, rossa come il sangue, Alessandro D’Avenia torna a raccontare la scuola come solo chi ci vive dentro può fare. E nella vicenda di Omero e dei suoi ragazzi distilla l’essenza del rapporto tra maestro e discepolo, una relazione dinamica in cui entrambi insegnano e imparano, disponibili a mettersi in gioco e a guardare il mondo con occhi nuovi. È l’inizio di una rivoluzione? L’Appello è un romanzo dirompente che, attingendo a forme letterarie e linguaggi diversi – dalla rappresentazione scenica alla meditazione filosofica, dal diario all’allegoria politico-sociale e alla storia di formazione –, racconta di una classe che da accozzaglia di strumenti isolati diventa un’orchestra diretta da un maestro cieco. Proprio lui, costretto ad accogliere le voci stonate del mondo, scoprirà che sono tutte legate da un unico respiro.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Cambiare l’acqua ai fiori Valérie Perrin E/O 18,00
2 Insieme in cucina. Divertirsi in cucina con le ricette di «Fatto in casa da Benedetta» Benedetta Rossi Mondadori Electa 19,90
3 Io sono l’abisso Donato Carrisi Longanesi 22,00
4 C’era una volta adesso Massimo Gramellini Longanesi 16,90
5 L’ultimo giorno di Roma. Viaggio nella città di Nerone poco prima del grande incendio. La trilogia di Nerone. Vol. 1 Alberto Angela HarperCollins Italia 18,50
6 Fiori per i Bastardi di Pizzofalcone Maurizio De Giovanni Einaudi 18,50
7 A riveder le stelle. Dante, il poeta che inventò l’Italia Aldo Cazzullo Mondadori 18,00
8 A babbo morto. Una storia di Natale Zerocalcare Bao Publishing 11,00 *
9 Perché l’Italia amò Mussolini (e come è sopravvissuta alla dittatura del virus) Bruno Vespa Mondadori 20,00
10 Donne dell’anima mia Isabel Allende Feltrinelli 15,00

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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CADERE, VOLARE di Clelia Lombardo: incontro con l’autrice

“Cadere, volare” di Clelia Lombardo (Avagliano): incontro con l’autrice e un brano estratto dal libro

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Clelia Lombardo  è nata in provincia di Messina, vive a Palermo. Da oltre dieci anni insegna nei licei. Ha pubblicato poesie, racconti e opere teatrali, alcune delle quali sono state rappresentate. Ha curato i testi del docu-film Bambina, go home con la regia di Alberto Castiglione (2017). Progetta e coordina iniziative scolastiche a favore della lettura. Fa parte dell’associazione Piccoli Maestri. Con il suo libro La ragazza che sognava la libertà (2020) ha vinto il premio Rita Atria, Kaos Festival 2020.

Per Avagliano ha appena pubblicato il romanzo intitolato “Cadere, volare“.

Abbiamo chiesto all’autrice di raccontarci qualcosa su questo suo nuovo libro…

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«Quando ho iniziato a scrivere questo romanzo volevo mettere insieme più livelli», ha detto Clelia Lombardo a Letteratitudine, «desideravo costruire un tessuto narrativo in cui emergesse la straordinarietà delle vite comuni, in cui si potesse cogliere quanto coraggio ci vuole a vivere una vita sebbene possa apparire come tante. Anche per scrivere è necessario il coraggio di svelarsi e una certa attitudine alla rinuncia. Orientarsi e scegliere il necessario per fare funzionare una storia e la lingua. Un lungo allenamento all’abbandonare. Leggi tutto…

COMPLETAMENTE FALSO, PRATICAMENTE VERO di Aldo Mantineo

“Completamente falso, praticamente vero. Le fake news e il racconto dell’emergenza coronavirus” di Aldo Mantineo (Mediabooks)

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Aldo Mantineo (Siracusa, 1960), giornalista professionista, per oltre trent’anni alla Gazzetta del Sud (dove, da ultimo, è stato caposervizio della redazione di Reggio Calabria), è anche autore di numerose pubblicazioni e saggi. Molti di questi sono legati a vicende di cronaca relative al territorio nel quale ha operato – occupandosi di “nera” e “giudiziaria” – e seguendo i principali avvenimenti di rilievo nazionale essendo stato anche corrispondente da Siracusa, per oltre vent’anni, dell’agenzia ANSA.  Ha collaborato con diverse trasmissioni televisive di infotainment sia per la Rai che per Mediaset.

La nuova pubblicazione di Mantineo di intitola “Completamente falso, praticamente vero” (Mediabooks). Si tratta di un testo attualissimo sulla questione delle fake news, come d’altra parte si evince dal sottotitolo: “Le fake news e il racconto dell’emergenza coronavirus”.

Abbiamo chiesto all’autore di parlarcene…

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«Con l’editore avevamo scelto un percorso», ha detto Aldo Mantineo a Letteratitudine: «essere in libreria in autunno con un volume – anche cartaceo – che riprendesse largamente alcune delle considerazioni e degli autorevoli contributi contenuti in “Fakecrazia. L’informazione e le sfide del coronavirus” (instant book uscito soltanto in versione digitale) solamente se la pandemia, anche dopo l’estate, non avesse allentato la sua morsa angosciosa. Diciamo che in quel momento – eravamo alla fine di aprile e da lì a pochi giorni l’Italia avrebbe assaporato l’inebriante sapore della riapertura, anche se graduale, dopo le lunghissime settimane di chiusura – quella scelta voleva essere più un esorcismo o qualcosa di simile: lo faremo ma con il reale obiettivo di non farlo!

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E QUALCOSA RIMANE di Nicoletta Bortolotti (recensione)

“E qualcosa rimane” di Nicoletta Bortolotti (Besa muci)

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di Virginio Colmegna

Ho letto con piacere questo libro, la storia di Viola e Margherita, il loro legame stretto da sorelle cresciute nella Milano degli anni 70, la storia della loro crescita, di come le esperienze della vita le abbiano segnate in maniera diversa e allontanate e del loro ritrovarsi poi da adulte.
Si legge tutta di un fiato la storia di questa famiglia dove si affacciano quattro generazioni: dai nonni, ai genitori, alle due sorelle ora adulte fino ai bimbi di Margherita;  ma leggendolo si ritrova  anche un pezzo della storia dell’Italia degli ultimi 60 anni con le fatiche dei nonni nell’Italia del dopoguerra, con la spinta verso il cambiamento dei genitori di Viola e Margherita, negli anni particolari dell’esplosione del ’68 e con le due ragazze che crescono nel boom degli anni 80.
Una frase mi ha colpito e segna l’intensità di questo momento storico:  “noi siamo nate sulla riga del tempo, nel punto esatto in cui c’era la fantasia al potere e le porte chiuse si aprivano: carceri, manicomi, scuoleLeggi tutto…

L’ABISSO – L’ORA DEI DANNATI di Luca Tarenzi: incontro con l’autore

“L’abisso – L’ora dei dannati” di Luca Tarenzi: incontro con l’autore e un brano estratto dal libro

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Luca Tarenzi, laureato in Storia delle Religioni, lavora per vari editori come traduttore, editor e consulente. Ha esordito nel 2006 con il romanzo (urban fantasy) Pentar – Il patto degli dei, e da allora ha pubblicato una dozzina tra romanzi e raccolte di racconti, oltre a due saggi (La sciamana del deserto e La più breve storia dell’urban fantasy che si sia mai vista).
Per Giunti ha appena pubblicato il nuovo romanzo intitolato “L’abisso – L’ora dei dannati“.

Abbiamo chiesto all’autore di raccontarci qualcosa su questo suo nuovo libro…

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«Quando ho cominciato per la prima volta a pensare a questa storia, nel 2013-14», ha detto Luca Tarenzi a Letteratitudine, «nella scena del fantasy italiano si discuteva molto su come utilizzare il patrimonio tradizionale, leggendario e letterario del nostro paese per produrre del fantasy “autenticamente italiano” senza dover dipendere in alcun modo dalla lezione anglosassone. La domanda che mi feci io in quell’occasione era: “Ma che cosa un lettore del nostro paese può riconoscere immediatamente, non importa quale sia la sua età o la sua provenienza culturale?”
La risposta non poteva che essere: la Divina Commedia. Leggi tutto…

IL CUORE ALTROVE di Rocco Malatacca

“Il cuore altrove. Un piccolo training per chi desidera pregare” di Rocco Malatacca (Edizioni San Paolo)

Ne “Il cuore altrove“, Don Rocco Malatacca ha accettato una sfida non indifferente: quella di costruire un training di preghiera per giovani e adulti di oggi; per usare le sue parole: per giovani e adulti che vivono oggi, che cercano, oggi, la vita.

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di Helena Molinari

Piccolo training per chi desidera pregare e un’altra preziosa intervista all’autore per noi di Letteratitudine. Ringraziamo vivamente Don Rocco Malatacca per le generose risposte.

– Un manuale di preghiera, snello e veloce come a scorrimento di web con tanto di livelli e step e applicazioni. In verità io ci leggo dentro la restituzione di un cammino con tutta la sua fatica e in esso la sua bellezza e un tempo individuale e lento, sacrosanto. Sbaglio?
Ho sempre pensato che la vita abbia priorità su tutto, vivere è d’altronde l’unica cosa che facciamo da quando siamo nati. Viviamo tuttavia soli, come se stessimo tutti alle prese con il nostro tesoro, come se la vita fosse un possesso. Il Signore Gesù mi ha mostrato invece la sua vita: non è solo, ha un legame col Padre, e ha imparato a esprimerlo con la direzione della sua umanità, facendone il senso del suo umano e una sua dinamica. Una prospettiva di vita anomala, che mi mostra che pregare è un modo di vivere legati. Per questo ho pensato di parlare di questa Sua prospettiva di vita che prega. Non se ne può chiaramente parlare come una teoria da mettere in pratica, ma di una esperienza, la Sua. Ho pensato quindi a un cammino step by step che segua Lui, nutrendosi della Sua esperienza, e app per noi, come un nostro modo per stargli a fianco e una piattaforma social alla nostra esperienza. Leggi tutto…

LA MILANESIANA 2020 a dicembre

 

La Milanesiana 2020 ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi a dicembre: da lunedì 14 a mercoledì 23 dicembre

4 incontri +1 tra Arte, Musica, Letteratura, Illustrazione e perfino… Filosofia del cibo e del vino!

Tutti gli incontri sono trasmessi in streaming sul sito e la pagina Facebook del Corriere della Sera e successivamente subito disponibili on demand sui canali social de La Milanesiana

Dopo l’inaugurazione della mostra virtuale “A occhi aperti. Matticchio/Pacifico” (svoltosi lunedì, 14 dicembre), sarà la volta del Dialogo sulla bellezza tra Vittorio Sgarbi e Giordano Bruno Guerri intitolato “Il bene e il male” (mercoledì, 16 dicembre, h. 12).

 

IL PROGRAMMA DEGLI INCONTRI Leggi tutto…

ADDIO A JOHN LE CARRÈ

È scomparso lo scrittore britannico John le Carré, pseudonimo di David John Moore Cornwell (Poole, 19 ottobre 1931 – Truro, 12 dicembre 2020), celeberrimo autore di romanzi di spionaggio divenuti bestseller internazionali, nonché ex agente segreto del Secret Intelligence Service. Di seguito, l’articolo di Gianni Bonina

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di Gianni Bonina

Solo poco più di un anno fa, a 88 anni suonati e in bella forma, John Le Carrè sfilava a Londra contro la Brexit e aveva appena pubblicato La spia corre sul campo dove Ed Shannon, un giovane anticonformista interprete della Generazione zero, pronunciava parole di fuoco contro il disimpegno Ue della Gran Bretagna e la politica di Trump. L’ultimo romanzo dello scrittore inglese scomparso il 12 dicembre è invero l’equivalente di un manifesto politico mentre l’elemento spionistico, connaturato nell’intera opera di Le Carré, appare una guazza di fondo, rispondendo a uno sviluppo tematico che testimonia ancora una volta lo stretto legame sempre mantenuto dall’autore con il suo presente, tale da riuscire cronotopo preciso e puntuale, nonché caustico e impietoso, del nostro tempo.
Le Carré non ha mai perso il quadrante puntato sulla realtà e, come negli anni Sessanta denunciava le trame oscure dietro le cospirazioni tra i Blocchi contrapposti, ergendosi così a maestro indiscusso della spy-story, cessata la Guerra fredda si è addetto a mettere a nudo nuove storture sul crinale tra politica e società, dalla globalizzazione al riciclaggio del denaro sporco, dall’immigrazione clandestina ai torbidi delle case farmaceutiche: da un lato non perdendo mai l’orizzonte internazionale e la presa olistica delle sue storie, che pur se tentate via via dal thriller sono rimaste sempre ancorate allo spirito della politica deviata e delle ideologie divergenti, e da un altro lato ponendosi come osservatore e censore di ogni spregiudicata iniziativa di governo che fosse antisociale e liberticida, in Inghilterra come nell’intera Europa, senza alcuna riserva nazionalistica né di schieramento idealistico. Leggi tutto…

PER UN’ALTRA STRADA di Mimmo Muolo (recensione)

“Per un’altra strada. La leggenda del Quarto Magio” di Mimmo Muolo (Edizioni Paoline)

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di Nicoletta Bortolotti

Come sovente le grandi narrazioni, anche questo incantevole romanzo è molte scritture e differenti “strade” e porte d’accesso ai mondi che dischiude. Si può leggerlo in forma di racconto storico, per quanto l’autore dichiari una non cogente e assoluta pretesa di veridicità, ma piuttosto un misto “di storia e invenzione”; si può leggerlo come un racconto di viaggio o perfino di avventura. E vi si può camminare attraverso, lasciandosi condurre da una penna matura e avvolgente fra le dune, ora stondate ora ingannevoli, di una meditazione.
Del quarto magio scrissero Henry Van Dyke, pastore della Chiesa presbiteriana, nel 1907, e Michel Tournier. Artaban sarebbe dovuto partire insieme a Baldassarre, Melchiorre e Gasparre, i cui nomi risalgono a una tradizione cristiana più recente, con alcune pietre preziose da recare in dono a Gesù, ma una serie di ritardi e deviazioni lo avrebbero allontanato dalla meta. E tuttavia, questa, in modo sorprendente, gli si sarebbe avvicinata sempre più, la strada mutata in un paradosso dell’impossibile dove la distanza, a mano a mano che aumenta, diminuisce. Leggi tutto…

XY di Sandro Veronesi (recensione)

“XY” di Sandro Veronesi (La nave di Teseo)

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L’eterno presente di Borgo San Giuda

di Daniela Sessa

Borgo San Giuda, in Trentino, è un agglomerato di quarantadue persone diviso quattro famiglie più un prete. Come tanti piccoli paesi ai piedi delle Dolomiti ha una piazza, la chiesa con il campanile a punta e la canonica, uno spaccio, un bar, le case, il bosco a ridosso. Una cartolina lo vorrebbe così: l’aria linda e pungente, l’odore di resina e di stalla, i colori dei frutteti, i gesti silenti e amici. Borgo San Giuda si trova a metà strada tra Cles e Fondo, nel cuore della Val di Non. Borgo San Giuda “Non” esiste. Il nome della valle, per quanto estraneo all’etimo grammaticale, è comunque il suo destino. “Era un posto che non esisteva quasi, e nessuno riuscirà mai a capire perché quello che è successo sia successo proprio lì, dove non succedeva niente”. Borgo San Giuda è il luogo della negazione di ogni verità. Un altrove letterario, a metà tra le utopie urbane medioevali e le comunità amish o rurali d’oltreoceano: chiuso al progresso, illusoriamente appagato, falsamente sano, endogamico. Borgo San Giuda è il luogo del non: tutto ciò che vi accade è nel segno linguistico della privazione. Incomprensibile è che l’albero ghiacciato per i turisti da Beppe Formento una mattina fosse stato trovato rosso di sangue; irrimediabile che quel sangue incastonato nell’albero fosse di undici vittime; inovvio che non fosse lo stesso sangue per undici persone diverse; inconcepibili le modalità della morte di quelle undici persone (una stuprata e una decapitata, una privata degli organi e una in overdose, una sbranata da uno squalo);  illogica la certezza che una bambina fosse scampata a quella strage e fosse dispersa, perché nessuno la reclama. Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 30 novembre al 6 dicembre 2020 – questa settimana segnaliamo “Fiori per i Bastardi di Pizzofalcone” di Maurizio de Giovanni (Einaudi)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 30 novembre al 6 dicembre 2020

Questa settimana segnaliamo: “Fiori per i Bastardi di Pizzofalcone” di Maurizio de Giovanni (Einaudi), al 1° posto in classifica generale

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In prima posizione: “Fiori per i Bastardi di Pizzofalcone” di Maurizio de Giovanni (Einaudi)

In seconda posizione: “Io sono l’abisso” di Donato Carrisi (Longanesi)

In terza posizione: “Cambiare l’acqua ai fiori” di Valérie Perrin (E/O)

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La scheda del libro: “Fiori per i Bastardi di Pizzofalcone” di Maurizio de Giovanni (Einaudi)

È una splendida mattina di primavera, la città è illuminata da una luce perfetta, nell’aria l’odore del mare si mescola al profumo del glicine, della ginestra, dell’anemone. Della rosa. Come può venire in mente di uccidere qualcuno in un giorno come questo, in un posto come questo?

Savio Niola, proprietario di uno storico chiosco di fiori, è stato ammazzato. Un delitto che sconvolge Pizzofalcone, perché l’anziano era amato da tutti nel quartiere. Lo consideravano una specie di «nonno civico», che non avendo una famiglia propria si prodigava per quelle degli altri. Aiutava i giovani spingendoli a studiare, cercando di tenerli lontani da strade senza ritorno; chiunque si rivolgesse a lui poteva contare su una parola gentile, su un po’ di attenzione, se necessario su un sostegno materiale. Eppure è stato letteralmente massacrato. Chi può avere tanto odio, tanta rabbia in corpo da compiere un gesto simile? Poco tempo prima l’uomo si era esposto contro il racket che taglieggia i commercianti della zona, ma la pista della criminalità organizzata non convince i Bastardi, ancora una volta alle prese con un caso difficile da cui, forse, dipendono le sorti del commissariato. Un commissariato che, per loro, è ormai molto piú di un luogo di lavoro. Come per Savio era il suo chiosco.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Fiori per i Bastardi di Pizzofalcone Maurizio De Giovanni Einaudi 18,50
2 Io sono l’abisso Donato Carrisi Longanesi 22,00
3 Cambiare l’acqua ai fiori Valérie Perrin E/O 18,00
4 Insieme in cucina. Divertirsi in cucina con le ricette di «Fatto in casa da Benedetta» Benedetta Rossi Mondadori Electa 19,90
5 Perché l’Italia amò Mussolini (e come è sopravvissuta alla dittatura del virus) Bruno Vespa Mondadori 20,00
6 L’ultimo giorno di Roma. Viaggio nella città di Nerone poco prima del grande incendio. La trilogia di Nerone. Vol. 1 Alberto Angela HarperCollins Italia 18,50
7 Donne dell’anima mia Isabel Allende Feltrinelli 15,00
8 Una terra promessa Barack Obama Garzanti 28,00
9 Dante Alessandro Barbero Laterza 20,00
10 A babbo morto. Una storia di Natale Zerocalcare Bao Publishing 11,00

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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PAOLO ROSSI: Quanto dura un attimo (un brano del libro)

Pubblichiamo le prime pagine dell’autobiografia di Paolo Rossi, scritta insieme alla moglie Federica Cappelletti, intitolata: “Quanto dura un attimo” (Mondadori).

È il nostro modo per omaggiare Paolo Rossi, leggenda del calcio nazionale e internazionale (scomparso all’età di 64 anni)

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Paolo Rossi (Prato, 23 settembre 1956 – Siena, 9 dicembre 2020) è stato uno dei più forti calciatori di sempre. Da professionista ha vinto diversi titoli di capocannoniere e molte competizioni nazionali e internazionali. Nel Mondiale di Spagna ’82 ha guidato la Nazionale alla vittoria del trofeo, vincendo il titolo come miglior giocatore del torneo.

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INTRODUZIONE

La storia di Pablito è una favola a lieto fine, intrisa di successi eclatanti alternati a dolori laceranti, di forti impennate e rovinose cadute, di sogni realizzati e ferite profonde, di ambiti riconoscimenti e ingiustizie subite. È una metafora della vita. È il bianco e nero di ogni esistenza, il copione perfetto di un film che ha incantato generazioni e continua a essere molto amato dal pubblico. Dai suoi ammiratori, dagli italiani in Italia e all’estero, e dai tifosi che albergano in ogni angolo del pianeta.
È l’avventura di un ragazzo che ha sfidato la sorte fino a diventare leggenda, realizzando il suo sogno di bambino e scrivendo una parte intramontabile di storia del calcio: Paolo Rossi è l’unico uomo al mondo che con tre gol ha fatto piangere il Brasile stellare di Zico e Falcão, che ha incantato Pelé (che si accorse di lui durante il Mondiale d’Argentina), uno dei soli quattro Palloni d’oro italiani (insieme a Gianni Rivera, Roberto Baggio e Fabio Cannavaro), miglior giocatore e Scarpa d’oro al Mondiale di Spagna del 1982, Pallone d’argento ad Argentina ’78, Collare d’oro al merito sportivo (la massima onorificenza conferita dal CONI), tra i personaggi più popolari e conosciuti a livello internazionale. Uno dei pochi che, a distanza di anni, continua a rimanere un brand, simbolo indiscusso del made in Italy: da Paolo Rossi a Pablito a Paolorossi tutto attaccato, un marchio, che dal Congo al Circolo polare artico significa Italia.
E la sua storia deve e vuole essere d’esempio per tutti, per risvegliare gli animi, per accendere gli entusiasmi e insegnare ai giovani che da ogni difficoltà si può venire fuori e diventare anche campioni.
E Paolo lo dice, con orgoglio, dopo aver scalato le montagne più alte e impervie: da qualsiasi condizione sociale tu arrivi, anche con tre menischi rotti in tre anni consecutivi, nel periodo più delicato della propria carriera, e con una squalifica sulle spalle della quale ci si è sempre dichiarati innocenti. Leggi tutto…

ANTEPRIMA: intervista a Giorgio Dell’Arti

Intervista al creatore di “Anteprima“, Giorgio Dell’Arti, di recente in libreria con il romanzo “Gli onorevoli duellanti” (La nave di Teseo)

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“Anteprima” offre velocità (una newsletter) ma anche sguardo; sintesi, ma anche approfondimento

di Simona Lo Iacono

Mai come oggi l’apparenza è sovrapposta alla vita, il virtuale al concreto, la percezione alla realtà. Il mondo digita freneticamente sui tablet e sugli smartphone, elabora dati, afferra i guizzi del computer come se fossero porte di accesso alla verità. Le informazioni rimandano ad altre informazioni, in un gioco di fascinazioni e moltiplicazione di specchi.
Tempestività e istantaneità della notizia rendono faticoso il dovere della ve­rifica.
Tutto è probabile o possibile.
In questo mondo addolorato da stasi e pandemie, vortici di commenti, esalazioni di like e conturbanti faccine, in cui la giornata sembra essere affidata alla tastiera, leggere gli eventi è diventato un vero rovello, più il gioco di un trampoliere dondolante che regge in mano l’asta, che una verifica di natura critica.
Mai come oggi siamo il post che leggiamo, la fake che ci seduce, il fumastro di un vino oppiaceo che ci rimbambisce: la notizia.
Come districarsi, quali strade trovare per rinvenire un senso, un obiettivo, una lettura disadorna, verace, austera?
Da sempre la ricerca del significato non è affare della velocità, esige tempo, distanza, capacità di inanellare e scomporre.
Da sempre la confusione è nemica della verità.
Ben lo sapeva il mito greco, con le sue sconturbanti antinomie e visioni. Tanto da affidare la narrazione del più avventuroso dei viaggi a un aedo cieco, e il mito della celerità a Mercurio, che era sì il più rapido degli dei, ma indossava il petaso, ossia il copricapo dei viaggiatori, e il caduceo, ossia la rappresentazione fisica del bene e del male. Leggi tutto…

QUEL TIPO DI DONNA di Valeria Parrella (recensione)

“Quel tipo di donna” di Valeria Parrella (HarperCollins Italia)

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di Emma Di Rao

L’universo femminile viene ricreato in una singolare “configurazione a quattro”, quattro amiche ‘sorelle’, in “Quel tipo di donna”, il nuovo romanzo di Valeria Parrella, edito da HarperCollins. La negazione risoluta e perentoria contenuta nell’incipit, “No: noi non siamo quel tipo di donne lì, o quel tipo di uomini, dico quelli che stendono una tovaglietta sotto il piatto per mangiare da soli”, si coniuga con la constatazione di una solitudine quasi abituale: “Abbiamo mangiato da sole tante volte, che l’avessimo scelto o no, che ci sia piaciuto o no”. La voce che dà avvio al romanzo appartiene all’io narrante che, peraltro, coincide con l’io personaggio o, meglio, con una delle quattro protagoniste della vicenda al centro del dispositivo narrativo. Ed è lei che tratteggia con sguardo lucido la propria personalità, nonché quella di Carola, Camilla e Dolores, attribuendo le differenze di carattere alle costellazioni sotto il cui segno ciascuna di loro era nata: solari ed allegre, in quanto ‘gemelli’, Carola e Dolores, “donne di spettacolo e cultura”, al contrario, “monolitiche e riottose” le altre due, in quanto ‘capricorno’. Si comprende subito che non si tratta di una diversità che separa, ma che, al contrario, arricchisce e vivifica il rapporto amicale, come si affretta a precisare la voce narrante: “noi abbiamo salvato le gemelli dai casini, loro ci hanno salvato dalla noia”. Se l’io narrante – personaggio, “impiegata in un ufficio della Regione e amante”, dichiara di essere affetta da una singolare malattia, ovvero la mancanza assoluta di autostima, che la rende “sempre seconda di qualcun’altra” e single perennemente libera, sulla sua sorella ‘capricorno’, Camilla, apprendiamo che è ordinata, puntuale nelle consegne ed estremamente organizzata, salvo poi a cercare rifugio nel sesso, nel vino e nel sonno, “che hanno molto a che fare con l’oblio, e quindi con la morte”. Leggi tutto…

IL SUONO DELLA PAROLA 2020

IL SUONO DELLA PAROLA 2020 – VI Edizione

dall’11 al 13 dicembre – edizione digitale

 

con: Simonetta Agnello Hornby, Francesca Amirante, Roberto Andò, Viola Ardone, Ramin Bahrami, Daria Bignardi, Nicola Campogrande, Alice Cappagli, Simonetta Fiori, Agnese Palumbo, Lorenzo Pavolini, Ranieri Polese, Alberto Rollo, Luigi Spina, Federico Vacalebre, Beatrice Venezi, Stefano Zuffi

e con la partecipazione straordinaria di Dan Brown Leggi tutto…

PREMIO SCERBANENCO 2020: vince Tullio Avoledo con “Nero come la notte” (Marsilio)

È TULLIO AVOLEDO IL VINCITORE DEL PREMIO SCERBANENCO 2020: con il romanzo “Nero come la notte” (Marsilio)

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La Giuria Letteraria del Premio Giorgio Scerbanenco, composta da Cecilia Scerbanenco (Presidente) e Alessandra Calanchi, Alessandra Tedesco, Valerio Calzolaio, Luca Crovi, Sergio Pent, Ranieri Polese, Sebastiano Triulzi e John Vignola, sottolineando la significativa qualità letteraria dei cinque romanzi finalisti di quest’anno, ha deciso all’unanimità di attribuire il Premio Giorgio Scerbanenco 2020  a
NERO COME LA NOTTE (Marsilio)
di Tullio Avoledo

con la seguente motivazione:

Per essere riuscito a costruire, attraverso l’ibridazione tra noir e distopia, una storia che racconta con realismo politico il paesaggio post industriale del Nord Est, affrontando i temi dell’immigrazione, della clandestinità e dell’emarginazione,  grazie a una scrittura che richiama felicemente la tradizione dell’hardboiled. Leggi tutto…

LE DIREZIONI DELL’ATTESA di Adelio Fusé: incontro con l’autore

“Le direzioni dell’attesa” di Adelio Fusé (Manni): incontro con l’autore e incipit del romanzo

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Adelio Fusé è nato nel 1958, vive a Milano dove lavora in ambito editoriale.
Ha pubblicato saggi, il romanzo North Rocks (Campanotto 2001), cinque libri di poesia con Book Editore che hanno ottenuto vari riconoscimenti, testi e scritti critici su riviste. Per Manni, nel 2018, è uscito L’astrazione non è la mia passione principale.
Collabora con artisti e musicisti. Tiene una rubrica di musica e poesia sul sito altremusiche.it.

Il nuovo romanzo di Adelio Fusé, anche questo pubblicato da Manni, si intitola “Le direzioni dell’attesa“.
Abbiamo chiesto all’autore di parlarcene…

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«Una donna e un uomo si incontrano più volte negli anni in luoghi diversi e ogni volta si lasciano senza fissare appuntamenti, certi di rivedersi ancora», ha raccontato Adelio Fusé a Letteratitudine. «Le storie, in fondo, si possono racchiudere in una manciata di parole. È così alla partenza, quando si pensa di scriverle, ed è così alla fine, quando sono state scritte e ci si trova a presentarle, ripercorrendo a ritroso il percorso che si è costruito. Leggi tutto…

JOHN LENNON E IO: “Cetti Curfino” e “Woman is the Nigger of the World”

QUARANT’ANNI DALLA SCOMPARSA DI JOHN LENNON (Liverpool, 9 ottobre 1940 – New York, 8 dicembre 1980)

UN TRIBUTO ATTRAVERSO UN APPROFONDIMENTO DI UNO DEI BRANI DI “IMPEGNO CIVILE” DELLA CARRIERA SOLISTA DELL’EX-BEATLE

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In occasione del quarantennale dell’omicidio di John Lennon, pubblichiamo uno stralcio della postfazione del romanzo “Cetti Curfino” di Massimo Maugeri (La nave di Teseo) dedicato al grande artista scomparso e al suo bellissimo brano musicale “Woman is the Nigger of the World” i cui versi compaiono come epigrafe del libro

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di Massimo Maugeri

Mi capita spesso, quando scrivo, o penso alla scrittura, di associare idee e immagini a una canzone. Nel caso di “Cetti Curfino“, proprio per via delle suddette riflessioni, il pensiero mi condusse fino alle note di una bellissima canzone di John Lennon (non tra le più conosciute, per la verità) il cui titolo scuote come uno schiaffo: Woman is the Nigger of the World (“La donna è il negro del mondo”). Vorrei approfittarne per raccontare la storia di questo brano musicale che, purtroppo, nonostante i suoi 46 anni di età [oggi 48, n.d.r.], è ancora attualissimo.
“La donna è il negro del mondo. Sì, lo è: pensaci. La donna è il negro del mondo: pensaci, fai qualcosa.”
È la traduzione dell’incipit di questa canzone che Lennon pubblicò nel 1972, prima come singolo e poi all’interno dell’al­bum Some Time in New York City. Un brano che fece così scal­pore, e che innescò una serie di polemiche così virulente, che finì con l’essere bandito dalle radio. Il titolo nasce da una frase che Yoko Ono pronunciò in un’intervista rilasciata alla rivista “Nova” nel 1969. John riprese quella frase e, dal concetto che ne stava alla base, la forgiò in forma di canzone di denuncia che scrisse insieme alla stessa Yoko.
Ciò che non piacque a molti fu l’utilizzo della parola “nig­ger” (negro), considerata offensiva e razzista (ovvero “politica­mente scorretta”, come si direbbe oggi). L’utilizzo di quella pa­rola, ovviamente, aveva chiari intenti provocatori; ma il senso della provocazione risiedeva nella descrizione e nella denuncia di una condizione di asservimento a cui la donna era (ed è) assoggettata, in maniera più o meno intensa, più o meno vio­lenta, nelle diverse culture e società del mondo (la carneficina definita con il termine femminicidio è solo la terribile e tragica punta dell’iceberg). Basta soffermarsi sul testo originale, e sulla sua traduzione in italiano, per cogliere il peso e l’attualità di quella denuncia. Leggi tutto…

AL PASSATO SI TORNA DA LONTANO di Claudio Panzavolta: incontro con l’autore

“Al passato si torna da lontano. Una storia italiana” di Claudio Panzavolta (Rizzoli): incontro con l’autore e un brano estratto dal romanzo

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Claudio Panzavolta è nato a Faenza nel 1982. Dopo essersi laureato in Storia, ha studiato Sceneggiatura cinematografica e televisiva. Vive a Venezia, dove lavora come editor per la casa editrice Marsilio. Insegna al Master in Editoria dell’Università degli Studi di Verona. Nel 2014 ha pubblicato il romanzo L’ultima estate al Bagno Delfino.

Per Rizzoli ha appena pubblicato il romanzo Al passato si torna da lontano. Abbiamo chiesto all’autore di parlarcene…

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«Nel 2014 mio nonno materno era morto da nove anni», ha detto Claudio Panzavolta a Letteratitudine, «e spesso pensavo al fatto che ormai, quando rievocavo episodi di scene vissute insieme a lui, non ricordavo il suono delle sue parole, non riuscivo più a materializzare la sua voce nella mia mente. Fu per questo che proposi a mia nonna materna di raccontarmi in una serie di interviste la sua vita di ragazza in un paesino della Romagna tra gli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso.
All’inizio c’è stata solo questa esigenza: trattenere la voce di mia nonna su un supporto che mi permettesse di riascoltarla nel momento in cui lei non ci sarebbe stata più. Durante quelle lunghe conversazioni a distanza (io a Milano e poi a Venezia, lei a Faenza), ore e ore di registrazioni, mi resi presto conto – con sorpresa – che il suo passato era disseminato di aneddoti e episodi dai quali sarebbero potute scaturire storie, e insieme alle storie materializzarsi un intero universo narrativo al quale attingere. Leggi tutto…

PREMIO NATI PER LEGGERE 2020: i vincitori

PREMIO NAZIONALE NATI PER LEGGERE 2020 – XI EDIZIONE

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Gli autori Attilio, Barbro Lindgren, Christine Schneider e Hervé Pinel, la Regione Umbria, l’ATS Brianza e il pediatra Annunziato Squillaci (Locri, Calabria) sono i vincitori dell’undicesima edizione del Premio nazionale Nati per Leggere, riconoscimento che sostiene i migliori libri, progetti di promozione alla lettura destinati ai più piccoli e alle più piccole nonché le più efficaci attività dei pediatri nel diffondere la lettura in famiglia.

I vincitori sono stati premiati domenica 6 dicembre alle ore 11.00 nell’ambito della rassegna Vita Nova del Salone Internazionale del Libro di Torino. Leggi tutto…

ECONOMIA SENTIMENTALE di Edoardo Nesi (recensione e intervista)

“Economia sentimentale” di Edoardo Nesi (La nave di Teseo)

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di Massimo Maugeri

L’economia e la finanza segnano profondamente le nostre vite, le condizionano, a volte le stravolgono. Chiunque noi siamo, qualunque ruolo svolgiamo, qualunque cosa facciamo, in un modo o nell’altro, nel bene e nel male, dobbiamo farci i conti. Non v’è dubbio sul fatto che, oggi, anche per via della cosiddetta globalizzazione, tale potere condizionante produca effetti molto più profondi rispetto al passato. Ed è strano, dunque, che la letteratura italiana abbia dedicato, soprattutto in questi anni feroci, poco spazio alle dinamiche esistenziali strettamente connesse a quelle messe in moto dall’economia e dalla finanza. Per fortuna le felici eccezioni non mancano. Tra queste, rientrano le ottime pagine di Edoardo Nesi prodotte in opere che hanno lasciato il segno. Su tutte: “Storia della mia gente” (Bompiani, Premio Strega 2011) e “Le nostre vite senza ieri” (Bompiani, 2012); senza dimenticare il libro scritto a quattro mani con un altro scrittore che rientra nella schiera delle felici eccezioni di cui sopra: Guido Brera (autore di romanzi come “I diavoli” e “La fine del tempo”) che, insieme a Nesi, ha scritto “Tutto è in frantumi e danza” (La nave di Teseo, 2017).
In questi giorni Edoardo Nesi – dopo il romanzo “La mia ombra è tua” (La nave di Teseo, 2019) – è tornato in libreria con un altro volume che segue il percorso narrativo tracciato da “Storia della mia gente” e dagli altri testi citati. Il titolo ha già, in sé, il valore di un manifesto: “Economia sentimentale” (anche questo edito da La nave di Teseo). È un libro attualissimo (direi, necessario) che affonda lo sguardo sulle nostre vite sconquassate da questo periodo di pandemia e su come i meccanismi economici risultino essere strettamente (e inevitabilmente) connessi alle nostre problematiche esistenziali. Il racconto degli effetti della pandemia si mischia con il desiderio inesauribile di comprendere il presente, osservando il passato, per immaginare il futuro; perché, sebbene Guicciardini reciti che De’ futuri contingenti non v’è scienza, il peso schiacciante dell’oggi non dovrà mai indurci nella tentazione di immaginare le nostre vite senza domani. Leggi tutto…

LA TAVOLETTA DEI DESTINI di Roberto Calasso (recensione)

“La tavoletta dei destini” di Roberto Calasso (Adelphi)

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di Gianni Bonina

Sembrerebbe, a stare ai suoi libri di argomento religioso, che Roberto Calasso sia attratto dal tema del divino, se presente soprattutto nella cultura orientale, come a volerne elicere un principio originario, quando invece il suo reale interesse è tutto per il racconto in sé quale forma di espressione letteraria in un ambito dove a prevalere sia il mito, ovvero le scritture sacre. L’ultimo suo saggio, La tavoletta dei destini (Adelphi), ne è la prova definitiva, giacché accosta due grandi sistemi narrativi nei quali ricorrono da un lato il mito nella sua dimensione più ancestrale (la religione mesopotamica) e da un altro il racconto nella sua più vertiginosa facondia (Le mille e una notte), incontrandosi mito e racconto in una ucronia che coglie più analogie: lo stesso bacino geografico, la stessa razza semita, gli stessi usi e costumi, epperò non la stessa fede, circa duemila anni separando infatti gli dèi sumeri e babilonesi dall’adorazione di Allah nel cui segno i viaggi di Sindbad il marinaio si susseguono: sette in tutto, a retaggio di un numero che è fondativo anche nella teogonia fiorita tra il Tigri e l’Eufrate.
E pur appartenendo a un credo monoteista e quindi del tutto in antitesi con un pantheon fin troppo affollato, Sindbad è portato da Calasso nella tenda del Noè del politeismo sumero, Utnapishtim, perché ne ascolti con pieno ma incomprensibile trasporto i racconti relativi a divinità che dovrebbero anzichenò apparirgli “false e bugiarde” come quelle pagane ai cristiani. Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 23 al 29 novembre 2020 – questa settimana segnaliamo “Io sono l’abisso” di Donato Carrisi (Longanesi)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 23 al 29 novembre 2020

Questa settimana segnaliamo: “Io sono l’abisso” di Donato Carrisi (Longanesi), al 1° posto in classifica generale

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In prima posizione: “Io sono l’abisso” di Donato Carrisi (Longanesi)

In seconda posizione: “Cambiare l’acqua ai fiori” di Valérie Perrin (E/O)

In terza posizione: “A babbo morto. Una storia di Natale” di Zerocalcare (Bao Publishing)

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La scheda del libro: “Io sono l’abisso” di Donato Carrisi (Longanesi)

Sono le cinque meno dieci esatte. Il lago s’intravede all’orizzonte: è una lunga linea di grafite, nera e argento. L’uomo che pulisce sta per iniziare una giornata scandita dalla raccolta della spazzatura. Non prova ribrezzo per il suo lavoro, anzi: sa che è necessario. E sa che è proprio in ciò che le persone gettano via che si celano i più profondi segreti. E lui sa interpretarli. E sa come usarli. Perché anche lui nasconde un segreto. L’uomo che pulisce vive seguendo abitudini e ritmi ormai consolidati, con l’eccezione di rare ma memorabili serate speciali. Quello che non sa è che entro poche ore la sua vita ordinata sarà stravolta dall’incontro con la ragazzina col ciuffo viola. Lui, che ha scelto di essere invisibile, un’ombra appena percepita ai margini del mondo, si troverà coinvolto nella realtà inconfessabile della ragazzina. Il rischio non è solo quello che qualcuno scopra chi è o cosa fa realmente. Il vero rischio è, ed è sempre stato, sin da quando era bambino, quello di contrariare l’uomo che si nasconde dietro la porta verde. Ma c’è un’altra cosa che l’uomo che pulisce non può sapere: là fuori c’è già qualcuno che lo cerca. La cacciatrice di mosche si è data una missione: fermare la violenza, salvare il maggior numero possibile di donne. Niente può impedirglielo: né la sua pessima forma fisica, né l’oscura fama che la accompagna. E quando il fondo del lago restituisce una traccia, la cacciatrice sa che è un messaggio che solo lei può capire. C’è soltanto una cosa che può, anzi, deve fare: stanare l’ombra invisibile che si trova al centro dell’abisso.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Io sono l’abisso Donato Carrisi Longanesi 22,00 *
2 Cambiare l’acqua ai fiori Valérie Perrin E/O 18,00
3 A babbo morto. Una storia di Natale Zerocalcare Bao Publishing 11,00
4 Insieme in cucina. Divertirsi in cucina con le ricette di «Fatto in casa da Benedetta» Benedetta Rossi Mondadori Electa 19,90
5 Una terra promessa Barack Obama Garzanti 28,00
6 Perché l’Italia amò Mussolini (e come è sopravvissuta alla dittatura del virus) Bruno Vespa Mondadori 20,00
7 Dante Alessandro Barbero Laterza 20,00
8 A riveder le stelle. Dante, il poeta che inventò l’Italia Aldo Cazzullo Mondadori 18,00
9 Donne dell’anima mia Isabel Allende Feltrinelli 15,00
10 L’Ickabog J. K. Rowling Salani 19,80

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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IL DANNATO CASO DEL SIGNOR EMME di Massimo Roscia: incontro con l’autore

“Il dannato caso del Signor Emme” di Massimo Roscia (Exòrma Edizioni): incontro con l’autore e un brano estratto dal libro

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Massimo Roscia è nato a Roma nel 1970. Scrittore, reporter di viaggio, critico enogastronomico, insegna comunicazione, tecniche di scrittura, editing e marketing territoriale. Autore di romanzi, saggi, ricerche, guide e sceneggiature, ha esordito in narrativa nel 2006 con Uno strano morso, ma il grande successo di pubblico è̀ arrivato con il romanzo La strage dei congiuntivi (Exòrma, 2014). Ha poi pubblicato con Sperling & Kupfer Di grammatica non si muore (2016) e Peste e corna (2018). Nel 2019 ha debuttato a teatro con il suo spettacolo “Grazzie”.

Dopo il grande successo di La strage dei congiuntivi, Massimo Roscia torna in libreria con un nuovo libro pubblicato da Exòrma. Si tratta di un romanzo, colto e divertente; una storia di grande fantasia imperniata sul tema della damnatio memoriae. Si intitola: “Il dannato caso del signor Emme”

Abbiamo chiesto all’autore di parlarcene…

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«Come è nato “Il dannato caso del Signor Emme”? Per partenogenesi», ha detto Massimo Roscia a Letteratitudine; «la cellula-uovo letterario si è sviluppata autonomamente, senza essere stata fecondata. L’idea di scrivere un romanzo sulla damnatio memoriae mi è venuta un paio di anni fa (settecentoventiquattro giorni fa, per la precisione). A quel tempo ero – e sono tuttora – ossessionato dalla condanna della memoria, supplizio che ritengo più turpe, severo e spietato persino delle pene corporali (e ve lo dice uno che ha una soglia del dolore molto bassa, che sviene alla sola vista del sangue e che, come la quasi totalità degli uomini adulti, con una temperatura corporea prossima ai 37,2°C, piagnucola, si infila sotto le coperte e si lamenta per il febbrone da cavallo, i malanni insopportabili e la fine del mondo che verrà, amen). Leggi tutto…

THE BEATLES nel numero di LINUS di dicembre

THE BEATLES: With a little help from my friends

Con testi inediti di Jonathan Lethem, Riccardo Bertoncelli, Alberto Piccinini, Carlo Mauro, Giuseppe Sansonna; una conversazione tra Pacifico e Francesco Gabbani; illustrazioni di Sarah Mazzetti, Sergio Algozzino, Paolo Bacilieri, Massimo Giacon, Giorgio Carpinteri.
illustrazione di copertina di Sergio Algozzino (pp. 120, 6 euro – con il calendario 2021 dei Peanuts in regalo).

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dall’editoriale di Igort

Si conclude questo strano 2020. E si conclude con una celebrazione. Nel 1970, esattamente 50 anni fa, mezzo secolo, senza troppe cerimonie, né tour d’addio, né bagni di folla, i Beatles si sciolsero e, da allora, niente fu più lo stesso nel pianeta rock’n’roll. Avvenne in aprile, ma ci tenevamo a celebrare i cinquant’anni tondi da questo avvenimento, mese più mese meno.
Eppure la leggenda dei Beatles non finì lì, in quello strambo 1970. Sono passati cinquant’anni e il gruppo, dapprima scanzonato poi sempre più sfaccettato, pare ancora un punto di riferimento. Lo fu per band molto influenti degli anni 90 e lo è anche oggi, come testimonia la chiacchierata informale tra Pacifico e Francesco Gabbani. E naturalmente c’è quel famigerato 8 dicembre 1980, 40 anni fa, quando la vita di John Lennon fu violentemente stroncata, ma qui vogliamo ricordare più il loro lascito e quella sfrenata beatlesmania con l’aiuto (che non è mai piccolo) di qualche nostro amico.

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LA SAGOMA di Daniela Carmosino (recensione e intervista)

“La sagoma (favola crudele)” di Daniela Carmosino (RP Libri)

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di Simona Lo Iacono

Cosa sia la fiaba sin dagli esordi del mondo è difficile da dire, narrazione, memoria, ricerca di senso. Ma forse, l’uomo che racconta favole ha un obiettivo più alto, che non è solo quello di incantare, o di suggerire sotterranei segreti, che sempre presiedono alla affabulazione (la cosiddetta “morale della favola”).
Forse l’uomo che racconta favole tenta di proporre la fiaba come strumento fondatore di un nuovo ordine di rapporti che è, in altre parole, il tentativo di portare allo statuto visibile l’invisibile. Come se ciò che non è, o ciò che non appare, avesse la forza di far deragliare ciò che è, e quindi la legge di necessità.
Lo diceva meravigliosamente Cristina Campo: “La caparbia, inesausta lezione delle fiabe è dunque la vittoria sulla legge di necessità, il passaggio costante a un nuovo ordine di rapporti e assolutamente niente altro, perché assolutamente niente altro c’è da imparare su questa terra”.
La favola ci insegna quindi la lezione più importante, che non è una semplice regola di comportamento o di vita, ma è la vita, o meglio la vera vita, quella che si agita in profondità inaccessibili, e che la favola riesce a far affiorare, elargendo a chi legge una vera e propria rivelazione.
A questa prospettiva altissima si ispira la favola di Daniela Carmosino: “La sagoma” (favola crudele). Come già il titolo ci avverte la favola non offre una visione consolatoria, è anzi fin dall’inizio un viaggio che comincia con la più misteriosa delle avventure. La nascita. Il luogo in cui si nasce. La famiglia in cui questo evento accade. Un evento che molto ha a che fare con l’anima, con la luce e con l’attraversamento del buio. Leggi tutto…

GIANLUCA MOROZZI racconta ANDROMEDA

Per gli Autoracconti d’Autore di Letteratitudine: GIANLUCA MOROZZI racconta il suo romanzo ANDROMEDA (Perrone)

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https://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/6/6c/GianlucaMorozzi.jpgdi Gianluca Morozzi

Il conte di Montecristo. È la risposta automatica, no? Ti chiedono “qual è il più grande romanzo sul tema della vendetta?  “Ma Il conte di Montecristo, non è ovvio?”.
Però, prima di addentrarmi nelle pagine degli autori francesi dell’Ottocento, da bambino leggevo gli Urania. Quella bella fantascienza da edicola, con il bianco a evidenziare le straordinarie, evocative illustrazioni di Karel Thole racchiuse in un cerchio. E quegli altri romanzi dell’Editrice Nord, le copertine della Serie Oro…
Destinazione stelle di Alfred Bester, Serie Oro, fu il mio primo balzo (o jaunto?) nell’affascinante, intrigante, irresistibile mondo della vendetta. Mi piacque così tanto che comprai anche un Urania firmato Bester, La tigre della notte, solo per scoprire… che era sempre Destinazione stelle (quei bizzarri equivoci tipo La svastica sul sole / L’uomo nell’alto castello). Siccome ho ricomprato anche l’edizione più recente, posso dire di possederlo in triplice copia.
I miei occhi e il mio cervello fiammeggiavano leggendo dell’ossessione vendicativa di Gully Foyle, un mediocre individuo, una bestia in forma umana, nei confronti di chi l’aveva lasciato a morire. E per riuscire a portare a termine il proprio obiettivo, si superava. Diventava un altro, un anti-eroe così determinato da diventare una creatura semidivina, destinata a guidare l’umanità verso nuovi traguardi. Lui, l’umile meccanico che si aggirava nello scheletro dell’astronave Nomade! “Stava morendo da centosettanta giorni e non era ancora morto…” Leggi tutto…

HERVÉ LE TELLIER vince il Premio Goncourt 2020 con “L’anomalia” (uscirà a febbraio per La nave di Teseo)

Il vincitore del Premio Goncourt 2020 (il più prestigioso prmeio letterario francese) è lo scrittore Hervé Le Tellier con il romanzo “L’anomalie” (Gallimard).

Gli altri finalisti erano: “Les impatientes” di Djaili Amadou Amal, “Thèsée, sa vie nouvelle” di Camille de Toledo e “L’historiographe du royaume” di Mael Renouard.

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Il romanzo di Hervé Le Tellier sarà pubblicato in Italia a febbraio del 2021 da La nave di Teseo (traduzione di Anna D’Elia) con il titolo “L’anomalia”.

Elisabetta Sgarbi ha dichiarato: «Sono orgogliosa che la Nave di Teseo, in questo 2020, dopo il premio Strega, vinto dal Colibrì di Sandro Veronesi, e il National book Award, vinto da Interior Chinatown di Charles Yu, pubblicherà il vincitore del più importante premio letterario francese, il Prix Goncourt, L’anomalia di Hervé Le Tellier, che uscirà in Febbraio.»

Selezionato per i più importanti premi letterari francesi –  Prix Goncourt, Prix Renaudot, Peix Médicis, Prix Wepler, Prix Décembre – “L’anomalia” è in corso di traduzione in oltre 20 Paesi.

Diritti già opzionati per una serie televisiva.

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La scheda del libro: “L’anomalia” di Hervé Le Tellier (in uscita a febbraio del 2021 per La nave di Teseo – traduzione di Anna D’Elia) Leggi tutto…

LA DONNA DEGLI ALBERI di Lorenzo Marone (recensione)

“La donna degli alberi” di Lorenzo Marone (Feltrinelli)

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di Francesca G. Marone

“Sono uno di quelli che per capire le cose ha assolutamente bisogno di scriverle.” Murakami afferma questo concetto riguardo alle necessità legate alla sua scrittura. Per lui scrivere serve a mettere i pensieri in ordine per capire meglio, e mi sembra di essere molto d’accordo con lui, ma lo scrittore Lorenzo Marone, in questo nuovo lavoro, mi è sembrato più orientato a mettere in ordine le sensazioni oltre le cose. Leggendo La donna degli alberi il lettore è trasportato in una dimensione in cui emergono le sensazioni più intime, quelle che ci legano all’universo, all’unisono con il nostro sentirci parte integrante del Creato ed essere l’elemento vibrante del delicato equilibrio che lo abita. Lorenzo Marone ha abbandonato, o almeno messo da parte, per un momento, la vena ironica e il raccontare leggero tipico delle storie precedenti (sempre attraversate da quel romanticismo carico di un sentimento tipico dello scrittore); in quest’opera singolare sembra attingere a una parte di sé stesso più profonda e delicata, oserei dire al suo femminino. La trama è assai secondaria in questa narrazione, la montagna accoglie come un ventre una donna in fuga dalle disillusioni e da un passato ingombrante, il ritmo della storia è scandito dal mutare delle stagioni e dal susseguirsi dei mesi, l’atmosfera del bosco restituisce una dimensione da sogno. Leggi tutto…

PANTAGRUEL. (1) La filosofia del cibo e del vino

È appena uscito il volume 1 di Pantagruel, “rivista di Letteratura non letteraria, di mondi narrati”, edita da La nave di Teseo a cura di Elisabetta Sgarbi e Massimo Donà, con il titolo “La filosofia del cibo e del vino”.

Il numero zero era stato dedicato al pane.

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Presentiamo Pantagruel (1) La filosofia del cibo e del vino” pubblicando l’intervento introduttivo del Direttore della rivista, Elisabetta Sgarbi, e il sommario dell’intero volume

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Un viaggio nel mondo del cibo e del vino come non se ne vedono spesso; un viaggio forse anche azzardato, fatto di inedite commistioni. Fatto cioè di racconti, riflessioni, ricordi, proclami e prese di posizione, fatto di liriche suggestioni e specifiche competenze. Un modo di “pensare” il cibo e il vino che questo secondo numero di Pantagruel ha voluto provocatoriamente proporre combinando il semplice e il complesso, l’ingenuo e l’ironico, l’ardita speculazione con la prudente descrizione. Combinando altresì le parole alle immagini di una fotografa che, del mondo del cibo e del vino, sa mostrarci quel che esso, forse, non sa di essere; ma più intensamente lo agita dall’interno. Un volume che attrarrà e incuriosirà tutti gli operatori del settore agroalimentare; un settore che mai come oggi mostra di voler crescere… e non solo “economicamente”, e tutti i numerosi appassionati della buona cucina e del buon vino, in altre parole, del buon vivere. Il volume è arricchito anche da contributi extra che travalicano il tema principale senza tradire lo spirito di approfondimento e indagine della rivista.

A cura di Massimo Donà e Elisabetta Sgarbi.

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L’intervento introduttivo del Direttore di Pantagruel, Elisabetta Sgarbi Leggi tutto…

STORIA DEL GIALLO ITALIANO: intervista a Luca Crovi

“Storia del giallo italiano” di Luca Crovi (Marsilio): intervista all’autore

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di Massimo Maugeri

Se parliamo di giallo e di letteratura di genere (e non solo, in verità), e se siamo alla ricerca di uno dei massimi esperti sul tema, il primo nome che viene in mente è senz’altro quello di Luca Crovi (peraltro figlio d’arte del grande Raffaele).

Luca Crovi lavora per Sergio Bonelli Editore, dove dal 1993 si occupa della collana Almanacchi. Ha collaborato con «Italia Oggi», «Il Giornale» e «Max» occupandosi di musica. È autore di saggi e romanzi, da ultimi Noir. Istruzioni per l’uso (2013) e L’ombra del campione (2018), L’ultima canzone del Naviglio (2020). Ha sceneggiato fumetti ispirati alle opere di Andrea G. Pinketts, Joe R. Lansdale e Massimo Carlotto. Per Marsilio è autore della monografia Tutti i colori del giallo (2002) che ha inspirato l’omonima trasmissione radiofonica andata in onda su Radio 2, con cui ha vinto il Premio Flaiano nel 2005.

Di recente, per Marsilio, Luca Crovi ha pubblicato un libro che può essere considerato come un vero e proprio faro con riferimento al giallo italiano e alla sua storia. Si intitola, per l’appunto, “Storia del giallo italiano“. Un libro di cui gli amanti del giallo, della letteratura di genere (e non solo, in verità), farebbero bene ad accaparrarsi.

Ho avuto il piacere di conversare con Luca Crovi sul giallo italiano e sulla sua storia…

– Luca, partiamo dall’inizio. Come nasce questo libro? Quand’è che hai sentito l’esigenza di scrivere un testo che potesse ripercorrere in maniera completa ed esaustiva, come poi sei riuscito a fare, la storia del giallo italiano?
Questo volume nasce dall’idea di riprendere le ricerche sul giallo italiano che avevo intrapreso con “Delitti di carta nostra” e proseguito con “Tutti i colori del giallo”. Nel mezzo ci sono stati 9 anni di trasmissioni di Radiodue che ho condotto sulla narrativa di genere e centinaia di interviste, recensioni, dossier, presentazioni fatte a fianco dei grandi protagonisti della letteratura di suspense mondiale. Tutte queste esperienze sono finite nel libro. Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 16 al 22 novembre 2020 – questa settimana segnaliamo “Una terra promessa” di Barack Obama (Garzanti)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 16 al 22 novembre 2020

Questa settimana segnaliamo: “Una terra promessa” di Barack Obama (Garzanti), al 1° posto in classifica generale

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In prima posizione: “Una terra promessa” di Barack Obama (Garzanti)

In seconda posizione: “A babbo morto. Una storia di Natale” di Zerocalcare (Bao Publishing)

In terza posizione: “Donne dell’anima mia” di Isabel Allende (Feltrinelli)

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La scheda del libro: “Una terra promessa” di Barack Obama (Garzanti)

Un appassionante e personalissimo racconto in presa diretta del Presidente che ci ha dato la forza di credere nel potere della democrazia.

In questo libro attesissimo, Barack Obama racconta in prima persona la propria incredibile odissea, da giovane alla ricerca di un’identità a leader del mondo libero, e descrive con sorprendente ricchezza di particolari la propria educazione politica e i momenti più significativi del primo mandato della sua storica presidenza, un periodo di profonde trasformazioni e sconvolgimenti. Obama accompagna i lettori in un viaggio appassionante, dalle iniziali aspirazioni politiche fino alla decisiva vittoria nel caucus dell’Iowa – che ha dimostrato la forza dell’attivismo civile – e alla memorabile notte del 4 novembre 2008, quando è stato eletto 44° presidente degli Stati Uniti, diventando il primo afroamericano a ricoprire la più alta carica della nazione. Riflettendo sulla presidenza, Obama propone una acuta e inedita esplorazione delle grandi possibilità ma anche dei limiti del potere, e apre nuovi scorci sulle dinamiche del conflitto politico americano e della diplomazia internazionale. Ci conduce fin dentro lo Studio ovale e la Sala operativa della Casa Bianca, e poi a Mosca, Il Cairo, Pechino, e oltre. I lettori scopriranno ciò che Obama pensava mentre nominava i suoi ministri, fronteggiava la crisi finanziaria globale, si confrontava con Vladimir Putin, superava difficoltà all’apparenza insormontabili per ottenere l’approvazione della riforma sanitaria, si scontrava con i generali sulla strategia militare in Afghanistan, intraprendeva la riforma di Wall Street, rispondeva al disastro ambientale della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, e autorizzava l’operazione Neptune’s Spear, che ha portato alla morte di Osama bin Laden. Una terra promessa è un libro straordinariamente intimo e introspettivo. È il racconto della scommessa di un uomo con la Storia, della fede di un coordinatore di comunità messa alla prova della ribalta mondiale. L’autore si esprime con franchezza sulla difficoltà di far convivere il ruolo di candidato nero alla presidenza, il peso delle aspettative di un’intera generazione mobilitata da messaggi di «speranza e cambiamento», e la necessità di essere moralmente all’altezza delle decisioni cruciali da prendere. Descrive apertamente le forze che si sono opposte a lui negli Stati Uniti e nel mondo; spiega come la vita alla Casa Bianca abbia condizionato la moglie e le figlie; non esita a rivelare dubbi e delusioni. Eppure non smette mai di credere che, all’interno del grande e ininterrotto esperimento americano, il progresso è sempre possibile. Con grande efficacia ed eleganza di stile, questo libro sottolinea la strenua convinzione di Barack Obama che la democrazia non è un dono ricevuto dall’alto, ma si fonda sull’empatia e sulla comprensione reciproca, ed è un bene da costruire insieme, giorno dopo giorno.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Una terra promessa Barack Obama Garzanti 28,00
2 A babbo morto. Una storia di Natale Zerocalcare Bao Publishing 11,00
3 Donne dell’anima mia Isabel Allende Feltrinelli 15,00
4 L’appello Alessandro D’Avenia Mondadori 20,00 *
5 Dante Alessandro Barbero Laterza 20,00
6 L’Ickabog J. K. Rowling Salani 19,80
7 Cambiare l’acqua ai fiori Valérie Perrin E/O 18,00
8 Perché l’Italia amò Mussolini (e come è sopravvissuta alla dittatura del virus) Bruno Vespa Mondadori 20,00
9 Insieme in cucina. Divertirsi in cucina con le ricette di «Fatto in casa da Benedetta» Benedetta Rossi Mondadori Electa 19,90
10 Gridalo Roberto Saviano Bompiani 22,00

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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VITA NOVA al Salone Internazionale del Libro di Torino: il programma

VITA NOVA l’anticipazione della XXXIII edizione del Salone del Libro sarà online da venerdì 4 a martedì 8 dicembre 2020 e nelle librerie torinesi dal 4 dicembre 2020 al 7 gennaio 2021

20 lezioni con 24 autori e autrici italiani e internazionali, 34 librerie, 180 editori, oltre 700 titoli

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Con, tra gli altri: Alberto Angela, Fernando Aramburu con Bruno Arpaia, Richard Baldwin, Letizia Battaglia, Eva Cantarella, Romeo Castellucci, Andrea Colamedici, Saverio Costanzo, Emma Dante, Donatella Di Cesare, Luca Doninelli, Mathias Énard, Silvia Federici, Giorgio Fontana, Fumettibrutti, Maura Gancitano, Paolo Giordano, Helena Janeczek, Petros Markarīs, Susanna Mattiangeli, Roberto Saviano, Vittorio Sgarbi, Manuel Vilas, Serena Vitale, il Cardinale Matteo Zuppi Leggi tutto…

MARADONA TRA I LIBRI: quando il calcio diventa letteratura

MARADONA TRA I LIBRI – Muore oggi Diego Armando Maradona – Vogliamo ricordarlo con una rapida rassegna di alcuni dei libri che lo hanno riguardato

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“La mano di Dio. Messico ’86. Storia della mia vittoria più grande” di Diego Armando Maradona e Daniel Arcucci (Mondadori)

Il 29 giugno 1986 Diego Armando Maradona, capitano e giocatore simbolo dell’Argentina, alzava al cielo di Città del Messico la Coppa del Mondo, toccando il punto più alto della sua luminosissima carriera.

“Vi parla Diego Armando Maradona, l’uomo che segnò due gol all’Inghilterra e uno dei pochi argentini che sanno quanto pesa la Coppa del Mondo”

E vi arrivava dopo aver scritto, in quel Mondiale, alcune delle pagine più belle della storia del calcio, tra cui l’indimenticabile «partita delle partite», il quarto di finale con l’Inghilterra, i 90 minuti in cui è condensato tutto Maradona. Dall’irriverenza del gol di mano, mai rinnegato e anzi giustificato da un intervento soprannaturale, la «mano de Dios», alla sapienza calcistica elevata alla massima potenza in quello che è unanimemente considerato il gol più bello di sempre, uno slalom a saltare giocatori come birilli, che qui viene descritto mirabilmente dal grande giornalista e scrittore Víctor Hugo Morales. Ma anche l’orgoglio patriottico del combattente che, sconfiggendo sul campo gli avversari inglesi, vendica un popolo ferito dalla sanguinosa guerra delle Malvine, il cui ricordo era ancora troppo fresco per pensare che quella fra Argentina e Inghilterra potesse essere solo una partita di calcio. Leggi tutto…

DONNE DELL’ANIMA MIA di Isabel Allende (recensione)

“Donne dell’anima mia” di Isabel Allende (Feltrinelli – traduzione di Elena Liverani)

[Ne approfittiamo per ricordare che oggi, 25 novembre, ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne]

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di Erika Di Giorgio

Isabel Allende è stata e continua a essere punto di riferimento per molte lettrici e molti lettori in tutto il mondo, sia per la bellezza visionaria e ficcante delle storie da lei narrate, sia per il suo ruolo sociale come donna, intellettuale, femminista.
Questo nuovo libro, “Donne dell’anima mia” (dedicato a “A Panchita, Paula, Lori, Mana, Nicole e a tutte le altre straordinarie donne della mia vita”), edito da Feltrinelli e tradotto da Elena Liverani, arriva in un momento storico in cui la voce potente di una donna-simbolo, come è quella della Allende, merita di essere ascoltata e meditata con particolare attenzione.
Siamo di fronte a un memoir in cui l’autrice racconta di sé stessa in relazione alla propria esistenza, al suo stare al mondo e al suo essere donna e femminista: l’infanzia cilena, il rapporto con il giornalismo e la scrittura, le relazioni sentimentali con gli uomini che l’hanno amata e che lei ha amato. E poi il presente, indagato tra le pieghe incerte della nostra contemporaneità.
È interessante ascoltare la Allende nei contesti virtuali, causa pandemia da Covid-19, in cui sta presentando questo libro in giro tra un continente e l’altro. Leggi tutto…

GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE: 25 novembre 2020

Dichiarazione del Presidente Mattarella in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne
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I SEMI DEL CUNTO di Tea Ranno

Tea Ranno“I semi del Cunto” di Tea Ranno

[La recensione del nuovo romanzo di Tea Ranno, “Terramarina” (Mondadori) è disponibile qui]

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Il senso umano del trasmettere/narrare come generare

di Tea Ranno

Vengo da una famiglia di cuntatrici: mia madre, le mie zie, le nonne, le prozie hanno fatto del racconto l’alveo di quel grande fiume d’amore e di conoscenza all’interno del quale sono cresciuta. Ho imparato la vita attraverso le storie che hanno inventato allo scopo di divertirmi, insegnarmi la gentilezza e l’umanità, il riserbo e il pudore, l’educazione soprattutto, ma anche per dotarmi degli strumenti spicci di sopravvivenza: quello non si mangia perché è velenoso, quello non si tocca perché ti ustiona, quello ti punge, il coltello taglia, le schegge di vetro pure, non ci si arrampica sulle ringhiere, non si sale sulla credenza, non ci si incastra le dita tra le porte: il tutto messo in scena, quasi sempre, attraverso Giufà – il sempliciotto della tradizione sicula – che si ustiona, si taglia, si punge, risponde in maniera inadeguata e combina pasticci così eclatanti da strappare risate e rendere indelebili i messaggi del viver civile resi evidenti da quelle avventure.
Ma non solo Giufà. Tutto il repertorio delle fiabe classiche e delle favole è stato messo in scena per insegnarmi la vita (naturalmente con interpretazioni di volta in volta adeguate all’età e alla capacità di comprensione), e tutto un repertorio di invenzioni casalinghe che hanno tramandato l’epopea della famiglia. Leggi tutto…

PREMIO SCERBANENCO 2020: i cinque finalisti

PREMIO SCERBANENCO 2020

Il premio dei lettori e i finalisti del Premio Scerbanenco 2020

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Pubblicata la cinquina dei romanzi italiani finalisti del Premio Giorgio Scerbanenco 2020, risultata dalla sommatoria dei voti dei lettori sul sito, che quest’anno hanno partecipato numerosissimi, con ben 2.372 votanti, e di quelli ponderati della Giuria letteraria, che ha votato in questa formazione: Cecilia Scerbanenco (Presidente), Alessandra Calanchi, Valerio Calzolaio, Luca Crovi, Sergio Pent, Sebastiano Triulzi e John Vignola.

I cinque finalisti Leggi tutto…

ODIODIO di Andrea Salonia: incontro con l’autore

“Odiodio” di Andrea Salonia (La nave di Teseo): incontro con l’autore e un brano estratto dal romanzo

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Andrea Salonia (Como, 1971) è professore ordinario di Urologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Il suo romanzo d’esordio, Domani, chiameranno domani (2017), candidato al premio Strega e vincitore del premio Letterario Brianza 2018, è stato una sorpresa, per la critica e per i lettori.

Per La nave di Teseo è uscito il nuovo ormanzo di Andrea Salonia: si intitola “Odiodio

Abbiamo chiesto all’autore di raccontarci come è nato questo libro, di fornirci qualche riferimento sul contesto e sull’ambientazione, di spiegarci come ha sviluppato la narrazione…

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«Faustino sono io, così avrebbe scritto Flaubert», ha detto Andrea Salonia a Letteratitudine, «e odiodio è il racconto della mia vita. Tremendo e affascinante al tempo, ma non è così; soprattutto perché uno scrittore venderebbe l’anima per essere Flaubert, per saper mettere le parole una in fila all’altra con tanta grazia ed efficacia. Decisamente no. Ma il mio Faustino è ciascuno di noi; è il mio studente all’Università; Faustino è il malato che mi racconta del suo disagio e dei tormenti del corpo; è il prete, il macellaio, l’uomo che stende l’asfalto e chi l’osserva mentre lo stende; Faustino è il credente e pure chi non crede, chi ama e chi odia, chi ode e chi non è ascoltato. Leggi tutto…

LA VERA STORIA DI MARTIA BASILE di Maurizio Ponticello: incontro con l’autore

La vera storia di Martia Basile“La vera storia di Martia Basile” di Maurizio Ponticello (Mondadori): incontro con l’autore e un brano estratto dal romanzo

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[Considerato che Martia Basile è uno dei simboli della condizione femminile tra Rinascimento ed età barocca, ne approfittiamo per ricordare che il 25 novembre ricorre la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne]

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Maurizio Ponticello, giornalista e scrittore, è stato corrispondente di testate radiofoniche e televisive, redattore di vari quotidiani e cronista de “Il Mattino”. È autore di diversi libri, tra i quali: La nona ora (Bietti, 2013) e I Pilastri dell’anno. Il significato occulto del Calendario (Edizioni Mediterranee, 2013). Per la Newton Compton ha pubblicato: Misteri, segreti e storie insolite di Napoli (con Agnese Palumbo, 2012),Forse non tutti sanno che a Napoli… (2015), Un giorno a Napoli con san Gennaro. Misteri, segreti, storie insolite e tesori (2016) – dal quale è stato tratto un documentario – e Napoli velata e sconosciuta (2018). Ha avuto vari riconoscimenti tra cui il premio Domenico Rea. È presidente della storica associazione di giallisti Napolinoir.

Di recente, per Mondadori, Maurizio Ponticello ha pubblicato il romanzo La vera storia di Martia Basile. Abbiamo chiesto all’autore di parlarcene…

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«Una cascata di capelli biondi le copriva quasi tutto il viso», ha raccontato Maurizio Ponticello a Letteratitudine. «Forse, chissà, anche le lacrime. Era notte fonda, venne a trovarmi mentre dormivo, e la riconobbi senza nemmeno conoscerla. Prestai ascolto alla sua voce, tutt’altro che piagnucolante. «Devo vivere» diceva, una frase che ripeté tre o quattro volte di seguito con intensità crescente. Voleva pace e giustizia, che si riparasse al fango gettato sul suo nome. Lo pretendeva, per sé e per tutte le donne vittime di soprusi. E lo chiedeva a me. Leggi tutto…

PISA BOOK FESTIVAL: in diretta social dal 3 al 6 dicembre

Pisa Book Festival

Pisa Book Festival va online. In diretta da Palazzo Blu di Pisa dal 3 al 6 dicembre quattro giorni di incontri, masterclass, letture e visite guidate sul canale YouTube e sul profilo Facebook del Festival

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La diciottesima edizione si apre “Nel Segno di Dante” con la Lectio Magistralis di Alberto Casadei 

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Da giovedì 3 a domenica 6 dicembre, in diretta sui canali Youtube e Facebook, ritorna il Pisa Book Festival, il tradizionale appuntamento d’autunno con la lettura e l’editoria indipendente. La rassegna prevede un nuovo formato interamente online e quattro giorni di dirette da Palazzo Blu, l’antico palazzo nobiliare diventato museo e gestito dalla Fondazione Pisa: dalle 10 alle 20, otto incontri quotidiani, sessanta grandi nomi fra autori e traduttori, e una varietà di pillole di libri e visite guidate in uno dei musei più belli della Toscana. Leggi tutto…

QUARANT’ANNI DAL TERREMOTO IN IRPINIA: l’intervento del Presidente Mattarella e un libro (“Paesaggio con rovine” di Generoso Picone)

Nel 40° anniversario del terremoto che devastò Irpinia, Basilicata e parte della Puglia pubblichiamo l’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e segnaliamo il volume di Generoso Picone intitolato: “Paesaggio con rovine. Irpinia: un terremoto infinito” (Mondadori)

Il Presidente Mattarella

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L’intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

«Sono trascorsi quarant’anni dall’immane tragedia provocata dal terremoto che devastò l’Irpinia e la Basilicata, colpendo anche parte della Puglia.
Quasi tremila persone morirono sotto le macerie delle proprie case, o in conseguenza delle distruzioni di edifici.
Tante vite non poterono essere salvate per le difficoltà e i ritardi nei soccorsi.
Il numero dei senzatetto si contò in centinaia di migliaia: sofferenze, disperazione, sacrifici che si sono prolungati per anni nel percorso di ricostruzione.
Nella ricorrenza del più catastrofico evento della storia repubblicana desidero anzitutto ricordare le vittime, e con esse il dolore inestinguibile dei familiari, ai quali esprimo i miei sentimenti di vicinanza.
Anche il senso di comunità che consentì allora di reagire, di affrontare la drammatica emergenza, e quindi di riedificare borghi, paesi, centri abitati, e con essi le reti di comunicazione, le attività produttive, i servizi, le scuole, appartiene alla nostra memoria civile. Leggi tutto…

PREMIO BIELLA LETTERATURA E INDUSTRIA 2020: la premiazione

PREMIO “BIELLA LETTERATURA e INDUSTRIA”- La premiazione

 

Il premio “Biella Letteratura e Industria” XIX Edizione è stato assegnato a Maria Paola Merloni; Luca Ricolfi ha ricevuto il Premio Giuria dei Lettori; il Premio Opera Straniera è andato a Christophe Bonneuil e Jean Baptiste Frezzoz; il Premio Speciale, a Giulio Tremonti

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Sabato 21 novembre si è tenuta la cerimonia conclusiva della XIX edizione del Premio Biella Letteratura e Industria con la premiazione dei vincitori di tutte le sezioni del Premio. L’incontro si è svolto in diretta streaming dalle pagine Facebook e YouTube del Premio ed è stato trasmesso da Rete Biella, Alpi Tv e Tele Biella.


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BORGO SUD di Donatella Di Pietrantonio (recensione)

“Borgo Sud” di Donatella Di Pietrantonio (Einaudi)

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di Daniela Sessa

Un capello “tinto castano, capricciosamente attorcigliato intorno a una tagliatella” fa schifo. Donatella Di Pietrantonio lo mette dentro il piatto di Piero, lo attorciglia alla vita di Adriana e di Rafael, lo avviluppa alle esistenze abrase dei pescatori di una borgata abruzzese, lo fa cadere nella vita di una donna, sorella figlia zia moglie, cui affida la voce narrante del suo ultimo romanzo “Borgo Sud”.  Quel capello, Thomas Eliot lo avrebbe chiamato correlativo oggettivo, la scaturigine lirica delle esperienze sensoriali; Di Pietrantonio lo vuole oggetto antilirico. Quel capello è più dell’aringa affumicata della madre di Elio Vittorini: è scorticatura sulla pelle delle vite. “Borgo Sud” fa lo stesso rumore della carta vetrata. Per la prosa: asciutta, tagliente, impudica. Per la storia di due sorelle, ancora dopo “Bella mia” e “L’Arminuta”, in balìa di un passato implacabile. Da cui non si scappa perché non si scappa dalle proprie origini. Non si abbandonano, per citare il tema centrale della ricerca narrativa di Di Pietrantonio, famiglie e luoghi. Soprattutto se sono pesanti come pietre, se sono macerie mai rimosse. Bisogna tornare e provare a spostarle. Come la scrittrice impone di fare alla sua protagonista, fuggita a Grenoble (appartamento nuovo, lavoro importante, gatto in condominio con un vicino, serenità, oblio) e riportata nel suo paese, ingurgitata dal quartiere di Borgo Sud, puzzolente di pesce e tribale nei sentimenti. Leggi tutto…

IL SUSSURRO DEL MONDO di Richard Powers (un brano del libro in occasione della Giornata nazionale degli alberi)

In occasione della Giornata nazionale degli alberi, che ricorre oggi 21 novembre, pubblichiamo un brano estratto dal romanzo Premio Pulitzer 2019 per la narrativa “Il sussurro del mondo” di Richard Powers (La nave di Teseo – traduzione di Licia Vighi).

[La recensione del romanzo, firmata da Massimo Maugeri è disponibile cliccando qui]

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Brano estratto da “Il sussurro del mondo” di Richard Powers (La nave di Teseo – traduzione di Licia Vighi) [pagg. 24-26]

Duemila chilometri a est, nella città dove la madre di John Hoel cuciva vestiti e suo padre costruiva navi, la calamità colpisce prima che qualcuno se ne accorga. L’assassino s’introduce nel paese dall’Asia, nel bosco di castagni cinesi destinati a giardini stravaganti. Un albero nello zoo del Bronx assume tonalità ottobrine a luglio. Le foglie si arricciano e si seccano nelle sfumature cannella.
Aloni di macchie arancioni cospargono la corteccia gonfia. Alla minima pressione, il legno cede.
Nel giro di un anno, macchie arancioni screziano i castagni in tutto il Bronx – i carpofori di un parassita che ha già ucciso il suo ospite. Ogni infezione rilascia un’orda di spore nella pioggia e nel vento. I giardinieri della città mobilitano un contrattacco.
Potano rami infetti e li bruciano. Spruzzano sugli alberi un solfato di calcio e di rame dai carri trainati dai cavalli. Tutto quello che fanno è spargere le spore sulle accette che usano per abbattere le vittime. Un ricercatore del New York Botanical Garden identifica il killer in un fungo sconosciuto all’uomo. Pubblica i risultati e lascia la città per sfuggire al caldo estivo. Al suo ritorno, qualche settimana dopo, non c’è nemmeno un castagno in città che valga la pena salvare. Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 9 al 15 novembre 2020 – questa settimana segnaliamo “Gridalo” di Roberto Saviano (Bompiani)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 9 al 15 novembre 2020

Questa settimana segnaliamo: “Gridalo” di Roberto Saviano (Bompiani), al 2° posto in classifica generale

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In prima posizione: “L’Ickabog” di J. K. Rowling (Salani)

In seconda posizione: “Gridalo” di Roberto Saviano (Bompiani)

In terza posizione: “A babbo morto. Una storia di Natale” di Zerocalcare (Bao Publishing)

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La scheda del libro: “Gridalo” di Roberto Saviano (Bompiani)

Gridalo che tutto può cambiare. Gridalo forte.

Ti voglio portare al punto dove starà a te perderti. Al punto dove sono arrivato io, cosicché tu possa partire da dove io non ce l’ho fatta ad andare oltre. Non voglio farti percorrere strade già battute per tenerti dentro a un sentiero segnato, non voglio insegnarti la prudenza, al contrario voglio portarti nel punto in cui la prudnza deve diventare azzardo e la saggezza temerarietà, perché forse solo così si arriva a tracciare una strada nuova.

Un uomo si ferma di fronte alla scuola che ha frequentato a sedici anni e vede uscire il ragazzo che è stato, quello che ancora ha un futuro tutto da immaginare. L’uomo sa che quel ragazzo è solo, e il suo cammino non sarà facile. Vorrebbe poterlo aiutare, ma non gli è concesso. Può però radunare intorno a lui dei compagni di viaggio che lo guidino, che lo facciano sentire meno solo, perché i nostri destini individuali compongono, insieme, l’unica grande avventura della storia umana. Ipazia, Giordano Bruno, Anna Achmatova, Robert Capa, Jean Seberg, Martin Luther King, Francesca Cabrini sono solo alcuni di questi compagni, ma ci sono anche personaggi sorprendenti come Hulk Hogan, Joseph Goebbels, George Floyd, due giovani italiani costretti a emigrare… Donne e uomini le cui storie – a saperle leggere con l’accanimento del reporter d’inchiesta, con la visione potente dello scrittore – svelano dinamiche nascoste, pericolose, e pongono domande ineludibili. La competizione feroce, la sensazione di essere ridotti a consumatori manipolati dagli algoritmi, una propaganda bugiarda e invasiva: davvero questo è il solo mondo possibile? E perché quando qualcuno alza la voce per ottenere giustizia c’è sempre chi insinua che lo faccia per tornaconto personale, chi lo mette in ridicolo mostrandone le contraddizioni? No: non occorre essere santi per lottare. Le contraddizioni, le debolezze non ci fermano come non hanno fermato le donne e gli uomini che popolano queste pagine. Questo libro è una mappa fatta di storie, che non vogliono insegnarci niente, tanto meno a non sbagliare. Ma una cosa la pretendono: aprirci gli occhi. Al ragazzo fuori da scuola, a tutti i ragazzi vogliono raccontare come le loro madri, i loro padri, i loro fratelli maggiori sono caduti e si sono rialzati. Agli adulti vogliono ancora scaldare il sangue, restituire la voglia d’indignarsi, di ritrovare la rabbia giovane. (Il testo è accompagnato da alcune illustrazioni di Alessandro Baronciani).

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 L’Ickabog J. K. Rowling Salani 19,80 *
2 Gridalo Roberto Saviano Bompiani 22,00
3 A babbo morto. Una storia di Natale Zerocalcare Bao Publishing 11,00
4 L’appello Alessandro D’Avenia Mondadori 20,00
5 Insieme in cucina. Divertirsi in cucina con le ricette di «Fatto in casa da Benedetta» Benedetta Rossi Mondadori Electa 19,90
6 Cambiare l’acqua ai fiori Valérie Perrin E/O 18,00
7 Gli ultimi giorni di quiete Antonio Manzini Sellerio Editore Palermo 14,00
8 Donne dell’anima mia Isabel Allende Feltrinelli 15,00
9 Dante Alessandro Barbero Laterza 20,00
10 Borgo Sud Donatella Di Pietrantonio Einaudi 18,00

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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NATIONAL BOOK AWARD 2020: i vincitori (e i libri che usciranno in Italia)

La National Book Foundation ha annunciato i vincitori dell’edizione 2020 del National Book Award

Nel 2021 La nave di Teseo pubblicherà sia “Interior Chinatown” di Charles Yu, vincitore della categoria Fiction, sia “Leave the World Behind” di Rumaan Alam, altro romanzo della cinquina finalista (categoria Fiction). “Interior Chinatown” è pubblicato nel Regno Unito da Europa Editions UK e negli Stati Uniti da Pantheon Books.

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Ecco i vincitori del National Book Award 2020, uno dei più prestigiosi premi letterari internazionali, nelle cinque categorie contemplate: Leggi tutto…

NEL NOME DELL’ITALIA. IL DELITTO MIRMINA di Enzo Papa (recensione)

“Nel nome dell’Italia. Il delitto Mirmina” di Enzo Papa (Bonanno)

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Enzo Papa e la mala giustizia. Il delitto Mirmina

di Sebastiano Burgaretta

Nella variegata e polimorfa produzione letteraria di Enzo Papa, che da un cinquantennio sa spaziare tra poesia, narrativa, saggistica, critica letteraria e d’arte e traduzioni da lingue antiche e moderne, c’è un filone di lavori che lo scrittore è andato coltivando e sviluppando nel corso dei decenni, un côté della sua produzione che mi ha sempre interessato leggere e conoscere. È il filone relativo alle indagini che ha condotto attraverso le pieghe di una certa storia locale, nel suo caso della natia Noto, la quale ha però attinenza e legami diretti con il contesto di alcuni precisi momenti di storia nazionale. Ogni volta che Papa ha affrontato lo studio di questi momenti ed episodi, per così dire, di microstoria locale siciliana, ha saputo sempre cogliere e mettere in luce il rapporto diretto o indiretto, e perfino subdolo talora, con alcuni momenti di storia italiana, così del periodo risorgimentale come del primo dopoguerra durante il cosiddetto biennio rosso. Leggi tutto…

PANE E SALINE di Rita Caramma (recensione)

“Pane e saline” di Rita Caramma (Casta editore)

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di Simona Lo Iacono

Il nome – Natalino – è quello di chi ha dimestichezza con le nascite, e le celebra innanzi alla paglia che contiene un neonato. Il destino è quello di chi affida il percorso non solo alla sorte, ma anche alla saggezza di un patrono accondiscendente, che mostra benevolenza a coloro che devono partire. Il bastone non ce l’ha, ma potrebbe essere quello di Rocco, il santo pellegrino. E la faccia è quella di tutti gli scampati, tumida ed essenziale, macinata dal sale e dal mastichìo delle stagioni avverse.
Il viaggio, poi, è quello che vola oltre i confini, e spinge con la forza di una predestinazione. La meta, chi può dire quale sia veramente. Il Venezuela? No, forse solo la voglia di farcela, di ribaltare le stagioni guaste, di recuperare un frammento di agiatezza.
Natalino è così, elementare e profondo, umilissimo e coraggioso, vincente e perdente. Quando lascia la Sicilia e la seconda guerra lo incalza, imbraccia la forza di tutti i suoi predecessori e di tutti coloro che verranno, esuli come lui che sfidano la paura pur di conquistare una spanna di felicità.
E allora, eccolo il vero viaggio.
Quello, appunto, verso la felicità. Leggi tutto…

L’ISOLA DEL TESORO. IL MIO PRIMO LIBRO di Robert Louis Stevenson (recensione)

“L’Isola del Tesoro. Il mio primo libro” di Robert Louis Stevenson (Oligo – Traduzione di Luca Crovi)

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di Nicoletta Bortolotti

In principio è una mappa, se la scrittura è luogo potenzialmente pericoloso o salvifico, in cui addentrare e arretrare, perdere e perdersi. Ritrovarsi. L’Isola del Tesoro non denominava inizialmente il capolavoro di Robert Louis Stevenson che si sarebbe dovuto stampare con il titolo più prosaico di Il cuoco di bordo. Bensì intitolava la mappa che l’autore si accinse a tratteggiare durante un soggiorno nella piovosa Scozia e che non si limitava a corredare graficamente la tessitura narrativa, ma ne costituiva la trama stessa.
Una mappa dell’impossibile poiché scrivere un grande romanzo che potesse garantirgli un reddito sufficiente a mantenersi con le parole pareva al trentunenne Stevenson un’impresa “forse non di letteratura, ma almeno di resistenza fisica e morale paragonabile al coraggio di Aiace.” E una mappa del possibile quando quelle parole fortunate, bilanciate presero a scorrere come un benedetto flusso sanguigno nelle arterie dei personaggi che si sarebbero addentrati, persi e ritrovati nella sua isola. E avrebbero abitato un’altra mappa, quella dell’immaginario dei lettori, registrandone per sempre le coordinate. Leggi tutto…

L’ULTIMO RITORNO di Massimo Cassani: incontro con l’autore

“L’ultimo ritorno” di Massimo Cassani (Castelvecchi): incontro con l’autore e un brano estratto dal romanzo

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Massimo Cassani, giornalista, è nato a Cittiglio in provincia di Varese, e vive a Milano da oltre trent’anni. Dopo esperienze letterarie prevalentemente nel giallo deduttivo, ora è in libreria con “L’ultimo ritorno”, un romanzo familiare che usa alcuni criteri del giallo e del noir per raccontare una vicenda umana che con la narrativa di genere ha poco a che fare, ma con la quale conserva un evidente rapporto di cuginanza. Oltre a essere autore di romanzi, è stato ideatore e curatore dell’antologia «Ritratto dell’investigatore da piccolo» (TEA) e ha pubblicato il manuale “La trama – Come inventarla, come svilupparla»  (Laurana). Collabora con la «Bottega di narrazione, scuola di scrittura creativa» diretta da Giulio Mozzi.

Abbiamo chiesto a Massimo Cassani di raccontarci qualcosa sul suo romanzo “L’ultimo ritorno” (Castelvecchi)

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«Dare una prima definizione de “L’ultimo ritorno” è abbastanza semplice», ha detto Massimo Cassani a Letteratitudine: «è un romanzo familiare. Se vogliamo spingerci un poco più là possiamo aggiungere che in questo romanzo familiare si innestano anche alcune dinamiche tipiche del giallo di indagine con una spruzzata di noir, inteso come “narrazione del male”. Una sorta di contaminazione, direbbe qualcuno.
Quel qualcuno sono io. Leggi tutto…

NATIVITÀ DI UN SOSPETTO di Bruna Pandolfo

“Natività di un sospetto” di Bruna Pandolfo (Edizioni Kalós)

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di Maria Rita Pennisi

Natività di un sospetto, edito da Edizioni Kalòs 2020 Palermo, è un romanzo la cui storia ruota intorno alla figura di un famoso gallerista newyorkese di origini catanesi Amedeo Alfonsetti, trovato senza vita in un privè esclusivo di N.Y. Un personaggio enigmatico, che indubbiamente suscita curiosità. L’autrice è Bruna Pandolfo. Il romanzo inizia con la CNN, che annuncia in TV la morte di Alfonsetti, sottolineando che non è stato ancora chiarito se si tratti di morte naturale o meno. Da qui una serie di congetture da parte di familiari, di amici e conoscenti. Mentre le indagini della polizia si svolgono lente tra Italia e Stati Uniti, la sorella Ludovica e l’amico di lui Stefano svolgono un’indagine parallela, che porterà a qualcosa di concreto. Leggi tutto…

GLI ONOREVOLI DUELLANTI di Giorgio Dell’Arti: incontro con l’autore

“Gli onorevoli duellanti. Il mistero della vedova Siemens” di Giorgio Dell’Arti (La nave di Teseo): incontro con l’autore e un brano estratto dal romanzo

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Giorgio Dell’Arti è giornalista, fondatore e direttore di Anteprima (anteprima.news), scrive su “la Repubblica”, “Oggi”, “Vanity Fair”. Ha collaborato, prima o poi, con tutti i più grandi quotidiani e settimanali italiani. Ha fondato “Il Venerdì di Repubblica”, ha scritto due biografie di Cavour, manipolato le Note azzurre di Carlo Dossi (Corruzioni), raccontato i miti greci tutti di seguito, come fossero un unico romanzo (Bibbia pagana). Vive a Roma, ha due figlie e quattro nipoti.

È appena arrivato in libreria il nuovo libro di Giorgio Dell’Arti. È un romanzo e si intitola “Gli onorevoli duellanti. Il mistero della vedova Siemens” (La nave di Teseo). Abbiamo chiesto all’autore di parlarcene…

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«Non ci crederete, ma questo libro è nato per sbaglio», ha detto Giorgio Dell’Arti a Letteratitudine. «Stavo facendo un lavoro sul 1901 (inutile entrare in dettagli) e per questo leggevo ogni giorno tre o quattro numeri antichi del Corriere della Sera. Leggi tutto…

TI RUBO LA VITA di Cinzia Leone

“Ti rubo la vita” di Cinzia Leone (Mondadori)

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di Helena Molinari

“Ebree per forza o a metà; Miriam, Giuditta ed Esther, storia di donne, capaci di difendere la propria identità da insidie di uomini e storia”, capace di difendersi, di interrogarsi, dagli occhi baluginanti di disincanti, di uomini colpevoli delle loro colpe, bellissimi, inesorabili e fragili.
Storie di uomini.
Libertà e appartenenza come una maledizione, come una benedizione al contempo come la verità.
Il Mediterraneo che ti bagna e non se ne va anche a distanza di chilometri.
La pelle che alla fine non inganna, l’anima che non sa “resistersi”.
Il Mediterraneo e le sue religioni; che si mangia in un certo modo, che ci si veste in un certo modo, che puoi o non puoi fare, che puoi o non puoi sognare.
Azzurre dalla pelle ambrata le sue donne.
Un viaggio dentro alle viscere della terra e un abbaino di cielo sopra. Leggi tutto…

NOI di Paolo Di Stefano (recensione)

“Noi” di Paolo Di Stefano (Bompiani)

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La poesia che scioglie i nodi

di Sebastiano Burgaretta

Si può, senza ombra di dubbio, affermare che il romanzo di Paolo Di Stefano Noi ha radici antiche. Esso, infatti, si configura come un lavoro maturato, nel corso degli anni, in una sorta di palinsesto, work in progress, che ha richiesto attenzione continua e sempre nuovi apporti, che ne dessero in modo plausibile le intime ragioni umane e ne individuassero la giusta, esatta collocazione storica e socio-antropologica. È il frutto di un lavoro continuo, si può dire di sempre, l’esito di una fatica non configuratasi in questi ultimi anni ma generatasi e protrattasi sin dal tempo del primo romanzo e rimasta finora senza un totale compimento. Baci da non ripetere (1994), Tutti contenti (2003), Ogni altra vita (2015), persino La parrucchiera di Pizzuta (2017), libro uscito sotto lo pseudonimo Nino Motta, che è il protagonista di Tutti contenti, e lo stesso Giallo d’Avola (2013) con la sparizione di un fratello anche lì come in Noi, sono, a guardare retrospettivamente, gli atti di un’unica ricerca artistico-creativa, e ancor prima umana, che non trovava sosta né soluzione alcuna. Tutti questi lavori erano come dei frammenti di una tormentosa ricerca sempre in itinere, in un insoddisfacente fieri, che, nel corso degli anni e dietro alla maturazione umana ed esistenziale dell’autore, cercavano, più o meno inconsapevolmente, una loro composizione unitaria. Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 2 all’8 novembre 2020 – questa settimana segnaliamo “La città dei vivi” di Nicola Lagioia (Einaudi)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 2 all’8 novembre 2020

Questa settimana segnaliamo: “La città dei vivi” di Nicola Lagioia (Einaudi), al 23° posto in classifica generale

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In prima posizione: “L’appello” di Alessandro D’Avenia (Mondadori)

In seconda posizione: “Insieme in cucina. Divertirsi in cucina con le ricette di «Fatto in casa da Benedetta»” di Benedetta Rossi (Mondadori Electa)

In terza posizione: “Gli ultimi giorni di quiete” di Antonio Manzini (Sellerio)

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La scheda del libro: “La città dei vivi” di Nicola Lagioia (Einaudi)

«Tutti temiamo di vestire i panni della vittima. Viviamo nell’incubo di venire derubati, ingannati, aggrediti, calpestati. Preghiamo di non incontrare sulla nostra strada un assassino. Ma quale ostacolo emotivo dobbiamo superare per immaginare di poter essere noi, un giorno, a vestire i panni del carnefice?» Le parole di Nicola Lagioia ci portano dentro il caso di cronaca piú efferato degli ultimi anni. Un viaggio per le strade buie della città eterna, un’indagine sulla natura umana, sulla responsabilità e la colpa, sull’istinto di sopraffazione e il libero arbitrio. Su chi siamo, o chi potevamo diventare.

Nel marzo 2016, in un anonimo appartamento della periferia romana, due ragazzi di buona famiglia di nome Manuel Foffo e Marco Prato seviziano per ore un ragazzo piú giovane, Luca Varani, portandolo a una morte lenta e terribile. È un gesto inspiegabile, inimmaginabile anche per loro pochi giorni prima. La notizia calamita immediatamente l’attenzione, sconvolgendo nel profondo l’opinione pubblica. È la natura del delitto a sollevare le domande piú inquietanti. È un caso di violenza gratuita? Gli assassini sono dei depravati? Dei cocainomani? Dei disperati? Erano davvero consapevoli di ciò che stavano facendo? Qualcuno inizia a descrivere l’omicidio come un caso di possessione. Quel che è certo è che questo gesto enorme, insensato, segna oltre i colpevoli l’intero mondo che li circonda. Nicola Lagioia segue questa storia sin dall’inizio: intervista i protagonisti della vicenda, raccoglie documenti e testimonianze, incontra i genitori di Luca Varani, intrattiene un carteggio con uno dei due colpevoli. Mettersi sulle tracce del delitto significa anche affrontare una discesa nella notte di Roma, una città invivibile eppure traboccante di vita, presa d’assalto da topi e animali selvatici, stravolta dalla corruzione, dalle droghe, ma al tempo stesso capace di far sentire libero chi ci vive come nessun altro posto al mondo. Una città che in quel momento non ha un sindaco, ma ben due papi. Da questa indagine emerge un tempo fatto di aspettative tradite, confusione sessuale, difficoltà nel diventare adulti, disuguaglianze, vuoti di identità e smarrimento. Procedendo per cerchi concentrici, Nicola Lagioia spalanca le porte delle case, interroga i padri e i figli, cercando il punto di rottura a partire dal quale tutto può succedere.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

os. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 L’appello Alessandro D’Avenia Mondadori 20,00 *
2 Insieme in cucina. Divertirsi in cucina con le ricette di «Fatto in casa da Benedetta» Benedetta Rossi Mondadori Electa 19,90
3 Gli ultimi giorni di quiete Antonio Manzini Sellerio Editore Palermo 14,00
4 Cambiare l’acqua ai fiori Valérie Perrin E/O 18,00
5 Dante Alessandro Barbero Laterza 20,00
6 Il falco Sveva Casati Modignani Sperling & Kupfer 19,90
7 Borgo Sud Donatella Di Pietrantonio Einaudi 18,00
8 Fu sera e fu mattina Ken Follett Mondadori 27,00
9 Scheletri Zerocalcare Bao Publishing 21,00
10 L’ultimo sorso. Vita di Celio Mauro Corona Mondadori 18,50

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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LIBRIAMOCI. Giornate di lettura nelle scuole | Dal 16 al 21 novembre

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Prende il via lunedì 16 novembre la settima edizione di Libriamoci. Giornate di lettura nelle scuole: fino a sabato 21 incontri e letture ad alta voce

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Da lunedì 16 e sabato 21 novembre storie e personaggi prenderanno vita in migliaia di letture a voce alta che coinvolgeranno insegnanti, alunni e volontari. È la settima edizione di Libriamoci. Giornate di lettura nelle scuole, la campagna nazionale rivolta alle scuole di ogni ordine e grado in tutta Italia e alle scuole italiane all’estero, promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, attraverso il Centro per il libro e la lettura e dal Ministero dell’Istruzione – Direzione generale per lo Studente, l’Inclusione e l’Orientamento scolastico. In un anno di particolare difficoltà e sfida per studenti e insegnanti, con l’obiettivo di difendere il presidio della lettura come occasione di condivisione, riflessione e crescita, la campagna ha adottato una formula potenziata di attività ibride, tra incontri in presenza e, soprattutto, in digitale, trasformando le necessarie misure di distanziamento sociale in una risorsa per azzerare ogni distanza. Leggi tutto…

STORIE PER GENITORI APPENA NATI di Simone Tempia (intervista)

“Storie per genitori appena nati” di Simone Tempia (Rizzoli Lizard)

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di Eliana Camaioni

Viene ad aprirmi col suo sorriso baffuto.

“Benvenuta, accomodati”, e fa un inchino sornione che sembra una citazione, con l’eleganza d’altri tempi che gli è propria. Fa strada attraversando il salone e lungo un corridoio, fino al luogo che ci ospiterà per un’oretta buona, in una giornata grigia e insolitamente calda di questo strano novembre duemilaventi.
Confesso che ho una certa emozione: Simone ha scelto lo studio di casa sua come luogo per la nostra intervista, e mentre mi siedo sulla poltroncina di vimini accanto alla scrivania col computer, e Simone prende posto di fronte a me in una sedia alcova di design – un uovo bianco di policarbonato girevole, con gli interni di velluto bordeaux – mi batte il cuore al pensiero di trovarmi nel luogo che ha visto nascere Sir e Lloyd, il maggiordomo e il padrone più famosi dei social, che hanno consacrato al grande pubblico l’arte eclettica di Simone Tempia. Che oggi in libreria, con “Storie per genitori appena nati” (Rizzoli Lizard) inaugura una nuova avventura e si mette coraggiosamente alla prova, innovando con uno stile ormai tutto suo un genere antico, quello dei racconti e delle favole. O piuttosto costruisce un romanzo fatto di stanze di racconti, che si alternano con uno stile a staffetta; complessi e decorati come quei cioccolatini di alta pasticceria, dai mille sapori e lo speziato che non ti aspetti, da sciogliere in bocca lentamente accanto a un camino e un buon whiskey d’annata. Leggi tutto…

LA MODELLA DI KLIMT di Gabriele Dadati: incontro con l’autore

La modella di Klimt“La modella di Klimt. La vera storia del capolavoro ritrovato” di Gabriele Dadati (Baldini + Castoldi): incontro con l’autore e un brano estratto dal romanzo

[in libreria da oggi, 12 novembre]

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Gabriele Dadati (Piacenza, 1982) ha pubblicato vari libri, tra cui Sorvegliato dai fantasmi (2006, finalista come Libro dell’anno per Fahrenheit di Rai Radio 3) e Piccolo testamento (2011). Nel 2009 ha rappresentato l’Italia nel progetto «Scritture Giovani» del Festivaletteratura di Mantova.

Presso Baldini+Castoldi sono usciti i romanzi L’ultima notte di Antonio Canova (2018), finalista al premio Comisso, e Nella pietra e nel sangue (2020, qui l’incontro con l’autore dedicato a questo libro).

E ancora Baldini+Castoldi pubblica il nuovo romanzo di Gabriele Dadati (foto in basso di Laura Scaglioni). Si intitola “La modella di Klimt. La vera storia del capolavoro ritrovato“: il racconto di una vicenda incredibile e struggente che inizia a Vienna nel 1910, attraversa tutto il Novecento e arriva fino a noi. Tra verità e menzogne.

Abbiamo chiesto a Gabriele Dadati di parlarcene…

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«Ritratto di signora di Gustav Klimt è il dipinto dalla vita più avventurosa che io conosca», ha detto Gabriele Dadati a Letteratitudine. «O meglio: la sua esistenza è salita sulle montagne russe a un certo punto, e non smette di cavalcarle. Ma cominciamo dall’inizio. Leggi tutto…

IL TRADITORE DI ROMA di Simon Scarrow (un estratto)

Pubblichiamo un brano estratto dal romanzo storico “Il traditore di Roma” di Simon Scarrow (Newton Compton – traduzione di Andrea Russo)

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Torna in libreria lo scrittore britannico Simon Scarrow, uno degli autori di romanzi storici più letti. Con i suoi 5 milioni di copie vendute nel mondo, traduzioni in oltre 10 Paesi, Scarrow ha dedicato alla storia di Roma antica decine di romanzi. Il traditore di Roma è il nuovo volume della sua fortunata serie con protagonisti Catone e Macrone.
Di seguito, un brano estratto dal romanzo…

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Il primo capitolo del romanzo “Il traditore di Roma” di Simon Scarrow (Newton Compton – traduzione di Andrea Russo)

Capitolo 1

Autunno, 56 d.C.

«Eccoli», mormorò il centurione Macrone guardando dall’altro lato del campo d’addestramento, verso la nuvola di polvere che annunciava l’avvicinarsi di una colonna di soldati. Smise di masticare un rametto di anice sfilacciato e lo gettò a terra, sputando poi la polpa fibrosa che gli era rimasta in bocca. Si girò verso il suo superiore, che sonnecchiava all’ombra di un cedro. Il tribuno Catone era un uomo snello ormai prossimo ai trenta. I capelli scuri erano stati tagliati il giorno precedente, e la barba ispida lo faceva sembrare una recluta. Nel sonno il suo volto sarebbe apparso sereno e giovanile, se non fosse stato per la cicatrice bianca che dalla fronte tagliava in diagonale il sopracciglio e la guancia destra. Era un veterano che aveva partecipato a numerose campagne, e ne aveva tutto l’aspetto. Accanto a lui riposava il suo cane, una bestia imponente dall’aspetto selvaggio con un pelo marrone e ispido. Un orecchio era stato dilaniato prima che Catone decidesse di prenderlo con sé l’anno precedente, durante la campagna in Armenia. Poggiava la testa sulle gambe del padrone, e di tanto in tanto scodinzolava a dimostrazione del proprio appagamento. Leggi tutto…

FEDERICO FELLINI nel numero di LINUS di novembre

FEDERICO FELLINI: Palazzo del Sogno, suonare Fellini


Con testi e disegni inediti di Federico Fellini, Ermanno Cavazzoni, Andrea De Carlo; le lettere con Tonino Guerra; un’intervista di Claudia Durastanti a Milo Manara e molto altro. Illustrazione di copertina di Milo Manara (pp. 120, 6 euro)

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Linus. Novembre 2020dall’editoriale di Igort

Ecco, se dovesse esserci un ideale palazzo del sogno sicuramente sarebbe abitato da Federico Fellini. L’uomo che amava sognare e che quando filmava distorceva la realtà per farla diventare il più onirica possibile. C’è l’inizio di 81/2, uno dei suoi manifesti di poetica, che stupisce e meraviglia per quel volo liberatorio in cui Mastroianni, alter ego di Fellini, fluttua tra le nuvole, liberandosi di un ambiente chiuso, l’abitacolo della sua auto, imbottigliata nel traffico e divenuta inospitale.
Fellini è stato creatore di visioni e narrazioni aperte, in cui ricordo, esagerazione, mito e quotidianità si fondono colorandosi a vicenda. Questa lezione di cinema moderno è ancora oggi un modello per alcuni grandi registi o il Bau Bau per altri, incapaci di superare il banale naturalismo. Leggi tutto…

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CAMPIELLO GIOVANI 2021: partono le selezioni

AL VIA LA 26^ EDIZIONE DEL CAMPIELLO GIOVANI: PRESENTAZIONI ONLINE PER PROMUOVERLO E UNA NUOVA MENZIONE SPECIALE DEDICATA AL TEMA DEL VIAGGIO

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I ragazzi tra i 15 e 22 anni residenti in Italia e all’estero avranno tempo fino all’11 gennaio 2021 per presentare il loro racconto. Ad aprile la Selezione della Cinquina finalista

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Ha ufficialmente aperto i battenti la 26^ edizione del Campiello Giovani, il concorso letterario dedicato ai ragazzi di età compresa fra i 15 e i 22 anni residenti in Italia e all’estero, istituito dalla Fondazione Il Campiello – Confindustria Veneto. L’obiettivo del Premio è promuovere la lettura e la scrittura tra i giovani e nelle scuole e aiutare gli aspiranti scrittori a trovare una prima opportunità per far emergere il loro talento. L’11 gennaio 2021 è il termine ultimo per poter partecipare all’edizione 2021. Leggi tutto…

DONNAFUGATA di Costanza DiQuattro (recensione)

“Donnafugata” di Costanza DiQuattro (Baldini + Castoldi)

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di Emma Di Rao

Ancora una volta è un ‘luogo dell’anima’ ad accendere l’ispirazione di Costanza Di Quattro, che con “Donnafugata”, edito da Baldini+Castoldi, ha già ottenuto un ampio consenso di critica e di pubblico. Non può negarsi che il momento generativo del secondo romanzo possiede, rispetto a “La mia casa di Montalbano”, un respiro più complesso, ascrivibile verosimilmente a quella solennità che è propria della ricostruzione storica e che permea di sé parte del dispositivo narrativo. Eppure, tale diversità si attenua quando si tenga presente che anche in “Donnafugata”, come nel romanzo d’esordio, gli eventi narrati assumono rilevanza per il fatto che intervengono nella crescita interiore del protagonista. L’irrompere della storia – il periodo risorgimentale e la trasformazione politica che portò all’annessione della Sicilia al regno d’Italia – nell’esistenza di Corrado Arezzo De Spucches, settimo barone di Donnafugata, produce infatti in quest’ultimo una sottile inquietudine ed una lacerante perplessità, che tuttavia non gli impediscono di partecipare in modo ‘illuminato’ e costruttivo ai ruoli politici ed istituzionali affidatigli. Ed è forse in questa discrepanza fra l’essere e il dover essere che risiede la dimensione eroica, e persino tragica, di tale figura, collocata in un’epoca che avverte, in larga parte, estranea e in cui non rinuncia comunque ad operare. Leggi tutto…

BOOKCITY MILANO 2020: Inaugurazione mercoledì 11 novembre con Zadie Smith

BOOKCITY MILANO 2020: dall’11 al 15 novembre

Bookcity

BOOKCITY MILANO 2020 sarà necessariamente un’edizione speciale, ma non per questo perderà lo spirito che da sempre la anima: avvicinare i milanesi, lettori e non, al libro e alla lettura. Anzi, il palinsesto, declinato in formato digitale per rispondere alle nuove direttive legate all’emergenza sanitaria, permetterà a BookCity di raggiungere nuovi pubblici e, con la potenza delle parole, abbracciare virtualmente tutta l’Italia. Tutte le informazioni sono disponibili qui

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BOOKCITY MILANO 2020 inaugura mercoledì 11 novembre, alle ore 20, in diretta streaming su www.boookcitymilano.it con “Impressioni dalla Terra”, un intervento della scrittrice e saggista britannica Zadie Smith, di Telmo Pievani sul focus #terranostra e il concerto de LaFil – Filarmonica di Milano Leggi tutto…

Scrittori&giovani 2020: online dal 18 al 29 novembre

Le “contaminazioni” di Scrittori&giovani a Novara: il festival internazionale è on line dal 18 al 29 novembre

Avvio mercoledì 18 novembre con lectio magistralis di Björn Larsson e Silvano Petrosino su lettura e scrittura al tempo del Covid. Dirette dagli Usa e dell’Europa con innovazione digitale tra e-book, podcast e webinar per la rassegna che distribuisce centinaia di libri nelle scuole. Tra gli ospiti Maraini, Henriksen, Mustafah, Lipperini e Falcinelli. Una seconda parte del festival in presenza sarà in primavera, con attività in carcere.

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Dal 18 al 29 novembre è on line il festival internazionale Scrittori&giovani con dirette da Usa ed Europa di autori che incontrano gli studenti delle scuole di Novara e provincia dopo una distribuzione gratuita di centinaia di libri, anche in e-book, tratto distintivo della rassegna, unica nel suo genere in Italia. Avvio mercoledì 18 con due lectio magistralis: alle 10 su “Scrivere e leggere con il Covid-19” di Björn Larsson, che discute con gli studenti in streaming di suoi libri come Diario di bordo di uno scrittore; alle 12 l’intervento del filosofo Silvano Petrosino su “Contaminarsi di cultura” a partire da Lo scandalo dell’imprevedibile. Pensare l’epidemia. Leggi tutto…

FORSE NON TUTTI SANNO CHE CARAVAGGIO di Annalisa Stancanelli: incontro con l’autrice

“Forse non tutti sanno che Caravaggio. La vita di un genio: tra arte, avventura e mistero” di Annalisa Stancanelli (Newton Compton): incontro con l’autrice e un brano estratto dal libro

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Annalisa Stancanelli è giornalista pubblicista. Ha insegnato per sedici anni e dal 2013 è Dirigente Scolastico. Collabora con il giornale «La Sicilia». Nel 2006 ha vinto la Borsa di studio del Centro Internazionale di Studi sul Barocco e da allora continua a studiare il mondo di Caravaggio e il suo viaggio a Siracusa.
E proprio a Caravaggio è dedicato questo nuovo libro di Annalisa Stancanelli pubblicato da Newton Compton, intitolato: “Forse non tutti sanno che Caravaggio. La vita di un genio: tra arte, avventura e mistero“.
Abbiamo chiesto all’autrice di parlarcene…

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«Durante la scrittura del romanzo “Il vendicatore oscuro. Caravaggio”, che ho pubblicato nel 2017 con Mondadori, realizzai che la conoscenza di alcuni periodi della vita del pittore da parte del vasto pubblico di appassionati d’arte e di ammiratori dell’artista lombardo era frammentaria», ha detto Annalisa Stancanelli a Letteratitudine. «In effetti anche io avevo trovato diverse lacune che riguardavano il periodo che raccoglieva l’ultimo tempo di Caravaggio, dal 1606 alla morte, e in particolare i periodi trascorsi nell’isola di Malta, a Napoli e in Sicilia. Leggi tutto…

PREMIO ELMO 2020: tra i vincitori Carmelinda Gentile, per la sua interpretazione di “Cetti Curfino”

PREMIO ELMO 2020

Saranno premiati: Carmelinda Gentile, Dania Mondini, Claudio Loiodice, Alessio Grillo, Alessandra Giulivo, vincitore LaCtv, Comune di Rende, Paola Ruffino

L’attrice Carmelinda Gentile è la vincitrice della Categoria Premio Speciale per la sua interpretazione del personaggio “Cetti Curfino”: il conferimento avverrà sulla pagina Facebook del Premio lunedì 9 novembre alle h. 21

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Il Premio Elmo 2020, promosso dall’associazione artistico culturale Piazza Dalì, è giunto alla nona edizione. Un anno particolare per il mondo intero, ma soprattutto per la cultura in generale, che ha visto spente troppe volte le sue luci. L’associazione, quindi, reinventa questa edizione in coerenza con le normative anticovid e così il Premio dal palcoscenico naturale del sagrato della chiesa, che ha accolto le ultime edizioni, si trasferisce in quello virtuale della pagina Facebook. Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 26 ottobre all’1 novembre 2020 – questa settimana segnaliamo “Gli ultimi giorni di quiete” di Antonio Manzini (Sellerio)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 26 ottobre all’1 novembre 2020

Questa settimana segnaliamo: “Gli ultimi giorni di quiete” di Antonio Manzini (Sellerio), al 2° posto in classifica generale

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In prima posizione: Insieme in cucina. Divertirsi in cucina con le ricette di «Fatto in casa da Benedetta» di Benedetta Rossi (Mondadori Electa)

In terza posizione: “Scheletri” di Zerocalcare (Bao Publishing)

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La scheda del libro: “Gli ultimi giorni di quiete” di Antonio Manzini (Sellerio)

Una mattina qualunque, per caso, Nora riconosce un volto in treno. È la persona che le ha distrutto la vita. Lei e il marito Pasquale sono i proprietari a Pescara di una avviata tabaccheria. E proprio in questa sei anni prima nel corso di una rapina un ladro ha ucciso il loro unico figlio Corrado. Nora non può credere che il carnefice di un ragazzo innocente – del loro ragazzo innocente! – possa essere libero dopo così poco tempo. Non può credere che la vita di suo figlio valga tanto poco. Ma è così, tra la condanna per un omicidio preterintenzionale e i benefici carcerari. Da questo momento Nora e Pasquale non riescono a continuare a vivere senza ottenere una loro giustizia riparatrice. Il marito cerca la via più breve e immediata. Nora, invece, dopo una difficile ricerca per stanare l’uomo, elabora un piano più raffinato. Paolo Dainese, però, l’omicida, si è sforzato per rifarsi una vita e, annaspando, sta riuscendo a rimettersi a galla.
Da anni Antonio Manzini aveva in mente questa storia, tratta da un fatto vero. E ha voluto scrivere non un romanzo a tesi, ma un romanzo psicologico su tre anime e su come esse reagiscono di fronte a un’alternativa morale priva di una risposta sicura. E leggendo queste pagine si resta disorientati, non solo perché l’autore ha scritto una storia diversa dalle sue trame che ci sono più famigliari, ma soprattutto perché è riuscito a raccontare, dentro gli intrecci propri di chi è maestro di storie, l’impossibilità di farsi un giudizio netto. Impossibilità di chi legge, e di chi scrive; ma anche dei personaggi che vivono la vicenda. Questi possono scegliere (e le loro scelte sono diverse) ma perché costretti a farlo, così come la vita costringe. Questa specie di cortocircuito, tra ragione e vita, è il dubbio etico che Manzini esplora in tutto il suo spazio.

 

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Insieme in cucina. Divertirsi in cucina con le ricette di «Fatto in casa da Benedetta» Benedetta Rossi Mondadori Electa 19,90
2 Gli ultimi giorni di quiete Antonio Manzini Sellerio Editore Palermo 14,00
3 Scheletri Zerocalcare Bao Publishing 21,00
4 Il falco Sveva Casati Modignani Sperling & Kupfer 19,90
5 Piano nobile Simonetta Agnello Hornby Feltrinelli 19,00
6 Dante Alessandro Barbero Laterza 20,00
7 Fu sera e fu mattina Ken Follett Mondadori 27,00
8 Cambiare l’acqua ai fiori Valérie Perrin E/O 18,00
9 L’ultimo sorso. Vita di Celio Mauro Corona Mondadori 18,50
10 A riveder le stelle. Dante, il poeta che inventò l’Italia Aldo Cazzullo Mondadori 18,00

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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PREMIO BIELLA LETTERATURA E INDUSTRIA 2020: vince Maria Paola Merloni

PREMIO “BIELLA LETTERATURA e INDUSTRIA”- XIX edizione

 

Maria Paola Merloni vince il Premio Biella Letteratura e Industria 2020 con Oggi è già domani. Vittorio Merloni vita di un imprenditore (Marsilio) 

Premio “Biella Letteratura e Industria” XIX Edizione assegnato a Maria Paola Merloni; Luca Ricolfi riceve il Premio Giuria dei Lettori; Premio Opera Straniera a Christophe Bonneuil e Jean Baptiste Frezzoz; Premio Speciale a Giulio Tremonti

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La Giuria del Premio Biella Letteratura e Industria, presieduta da Pier Francesco Gasparetto e composta da Claudio Bermond, Paolo Bricco, Paola Borgna, Loredana Lipperini, Giuseppe Lupo, Sergio Pent, Alberto Sinigaglia e Tiziano Toracca ha decretato il VINCITORE di questa XIX edizione dedicata alla Saggistica: Leggi tutto…

VITA NOVA al Salone Internazionale del Libro di Torino

VITA NOVA l’anticipazione della XXXIII edizione del Salone del Libro sarà online da venerdì 4 a martedì 8 dicembre 2020 e nelle librerie torinesi dal 4 dicembre 2020 al 7 gennaio 2021

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Vita Nova si avvicina e sarà l’inizio di un nuovo percorso che il Salone Internazionale del Libro di Torino vuole condividere con gli editori, le librerie e la comunità dei lettori, in attesa della XXXIII edizione del Salone, Vita Supernova, in programma dal 13 al 17 maggio 2021.

In queste settimane l’organizzazione ha lavorato alla formula dell’evento di dicembre, adattandola alle disposizioni dettate dal Governo per contenere la diffusione dell’epidemia. Ma non solo: il Salone ha pensato a un format inedito, che potesse integrare una strategia vincente di promozione del libro e della lettura, anche – e soprattutto – in un contesto complesso come quello che stiamo vivendo. Leggi tutto…

“È LA COPPIA CHE FA IL TOTALE. Viaggio nel cinema di Ficarra & Picone” di Ornella Sgroi (recensione)

“È la coppia che fa il totale. Viaggio nel cinema di Ficarra & Picone con interviste, aneddoti e curiosità” di Ornella Sgroi (HarperCollins Italia)

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di Daniela Sessa

“E’ la somma che fa il totale”: sacrosanto. Se l’ha detto Totò c’è da giurarci. Anche la variante “E’ la coppia che fa il totale” è giusta. Soprattutto se la coppia è Ficarra&Picone. Però, se metti in un unico libro Roberto Andò che regala la prefazione, Ornella Sgroi che scrive, Salvo Ficarra e Valentino Picone a fare i mattatori tra le pagine anche quattro fa il totale. Pure l’emozione è totale. Scatta appena finisci di leggere i ringraziamenti che Ornella Sgroi mette, a mo’ di titoli di coda, al suo “E’ la coppia che fa il totale”, il racconto della cinematografia della coppia comica per eccellenza. Ficarra e Picone sono il genius comicus. Nessuno come loro è capace di riportare il comico alle sue radici letterarie, mescolando (a proposito di radici) la varietà di Aristofane con la vis della commedia latina tutta, Plauto e Terenzio assieme. Non a caso ma per felicissima intuizione di Roberto Andò, anche la Commedia, con la maiuscola, al Teatro Greco di Siracusa si inchinò al duo palermitano. Andando per maiuscole, Ficarra e Picone  s’imbattono nel 2002 nel cinema, pardon Cinema, e dall’immarcescibile “Nati stanchi” fino allo scorso dicembre con il delicato “Il primo Natale” pregiano il grande schermo di intelligenza e risate, a crepapelle tutte e due. O come afferma meglio Roberto Andò (che qualche volta li dovrà dirigere e sarebbe una bella cosa) sulla loro arte “si riconosce un’attitudine al romanzesco, l’unico dispositivo attraverso il quale è possibile riagguantare il tempo, come se anche per loro il cinema fosse il solo modo per ricostruire una versione attendibile del passato…In questa ossessione, Ficarra e Picone si rivelano insieme borgesiani e siciliani”. Leggi tutto…

I risultati positivi di MAGGIO DEI LIBRI 2020

Grande successo per la decima edizione del “Maggio dei Libri“: otto mesi di letture e iniziative per superare i confini e azzerare le distanze

La decima edizione del Maggio dei Libri ha coinvolto 4.683.250 partecipanti in oltre 18.000 attività all’insegna della passione per la lettura

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In un anno fin troppo ricco di prove e sfide da superare, di fronte a una crisi che ha richiesto e fatto emergere le migliori energie di tutti, Il Maggio dei Libri – campagna nazionale del Centro per il libro e la lettura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo – ha fatto la propria parte riempiendo di storie, personaggi, ispirazioni e iniziative questi mesi di sospensione e difficoltà. Anticipando l’inizio delle attività dal 23 aprile al 16 marzo e prolungandole dal 31 maggio fino al 31 ottobre con la sezione extra Oltre Il Maggio dei Libri, la campagna ha abbracciato la comunità dei lettori di oggi e di domani offrendo nuovi spazi digitali nei quali preservare la vitalità di incontri, dibattiti, condivisioni, e nuovi contenuti e iniziative corali in difesa di una socialità culturale capace di trovare sempre una via per resistere e perseverare. Leggi tutto…

MALINVERNO di Domenico Dara (recensione)

“Malinverno” di Domenico Dara (Feltrinelli): recensione e brani estratti dal libro

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di Maria Zappia

È una lettura lieve e fiabesca quella che si ricava dall’ultimo romanzo di Domenico Dara. L’opera si intitola Malinverno dal cognome del protagonista, un bizzarro bibliotecario esperto di letteratura che si barcamena, con spirito intriso di stoicismo e parecchie inquietudini sentimentali, tra il cimitero comunale e la biblioteca del paese del borgo di Timpamara. Eh sì perché per volontà dell’autore, Astolfo Malinverno, l’io narrante dell’intera fabula, svolge al contempo due funzioni di carattere impiegatizio: quella di custode del cimitero e quella di bibliotecario. In entrambe Astolfo eccelle per doti caratteriali e per spirito di condiscendenza che esprime nell’un caso verso i frequentatori del luogo dedicato alle sepolture, nell’altro verso i lettori. Per la serafica e filosofica predisposizione ad accettare gli eventi della vita assecondando le circostanze Astolfo si trova difronte a esperienze svariate con personaggi dai nomi evocatori di episodi letterari come Malselprù, Ortìs, Armida, Volfango, Victorùgo Achille Serrasanbruno, Abelardo Calanna e così via. Nomi evocativi di storie e di libri che gli abitanti di Timpamara, per una strana vicenda legata ad una cartiera, divorano come pane quotidiano. Leggi tutto…

IL DONO DI ANTONIA di Alessandra Sarchi (intervista)

“Il dono di Antonia” di Alessandra Sarchi (Einaudi Stile Libero): intervista all’autrice

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di Massimo Maugeri

Dopo il grande successo di “La notte ha la mia voce”, romanzo finalista al Premio Campiello 2017 (qui l’Autoracconto d’Autore, dedicato al libro, che l’autrice ha scritto in esclusiva per Letteratitudine), la scrittrice Alessandra Sarchi torna in libreria con un nuovo potente romanzo incentrato su tematiche che, da un lato, sono strettamente legate alla nostra contemporaneità, ma che dall’altro riguardano dinamiche e relazioni umane ataviche… come quelle relative al rapporto madri/figli.
Si intitola “Il dono di Antonia“, pubblicato (come il precedente) da Einaudi Stile Libero, e narra la storia di una donna che si trova a fronteggiare il rapporto doloroso e difficile con una figlia adolescente che soffre di anoressia e quello inatteso con un giovane venuto a cercarla dall’America per trovare in lei risposte sulla propria origine, sulla propria “appartenenza”. Un romanzo che indaga, tra le altre cose, su cosa significa essere madri ed essere figli alla fine di questa seconda decade di secondo millennio.
Ho avuto il piacere di discuterne con l’autrice…

– Alessandra, partiamo dall’inizio. Come nasce “Il dono di Antonia”? Da quale idea, spunto, esigenza o fonte di ispirazione?
Il “Dono di Antonia” nasce dall’idea di un figlio che va alla ricerca della madre biologica (invertendo l’archetipo di Telemaco che va alla ricerca del padre). Fin dall’antichità, nella Bibbia quanto nella letteratura greca e latina, troviamo rappresentata la situazione del figlio che va alla ricerca delle proprie origini perché è stato adottato, ha perduto i genitori o è stato scambiato in culla. Oggi la tecnologia medica crea la possibilità, prima inedita, che più individui concorrano con il proprio materiale genetico e con il proprio corpo a creare un’altra vita. Avviene ogni giorno in ogni parte del mondo, eppure è un fatto ancora molto poco esplorato dalla letteratura. Leggi tutto…

L’EREDITÀ DEI VIVI di Federica Sgaggio: incontro con l’autrice

“L’eredità dei vivi” di Federica Sgaggio (Marsilio): incontro con l’autrice e un brano estratto dal libro

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Federica Sgaggio vive tra Verona, dove è cresciuta e dove ha lavorato come giornalista, e Galway, in Irlanda, dove studia letteratura inglese. Ha pubblicato i romanzi Due colonne taglio basso (Sironi 2008) e L’avvocato G. (Intermezzi 2016), e il saggio Il paese dei buoni e dei cattivi. Perché il giornalismo, invece di informarci, ci dice da che parte stare (minimum fax 2011). Nel 2015 ha curato con Catherine Dunne la raccolta italo-irlandese Tra una vita e l’altra (Guanda; uscito con il titolo Lost Between: Writings on Displacement per New Island Books).

È appena uscito, per Marsilio, il nuovo romanzo di Federica Sgaggio intitolato L’eredità dei vivi.

Su questo libro, Catherine Dunne ha commentato: «Dal momento in cui l’ho incontrata, Rosa mi ha catturato. Con tutti i suoi difetti, non è un personaggio che si dimentica facilmente».

Abbiamo chiesto all’autrice di parlarcene…

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«Ho sempre pensato che la storia di mia madre avesse qualcosa da dire al mondo», ha detto Federica Sgaggio a Letteratitudine. «Adesso che mi capita di parlarne in giro, mi rendo conto che le persone che hanno letto “L’eredità dei vivi” o mi sentono per la prima volta parlare di lei – di Rosa Sammarco vedova Sgaggio nata a Solofra in provincia di Avellino e morta a Verona – la vedono come una specie di eroina della dignità del figlio disabile. Al suo funerale veronese (ne ha avuti due), le persone che erano venute per me mi si avvicinavano e mi dicevano che avrebbero voluto conoscerla da viva. Ma la sua è stata solo la storia di una donna. Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 19 al 25 ottobre 2020 – questa settimana segnaliamo “Piano nobile” di Simonetta Agnello Hornby (Feltrinelli)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 19 al 25 ottobre 2020

Questa settimana segnaliamo: “Piano nobile” di Simonetta Agnello Hornby (Feltrinelli), al 2° posto in classifica generale

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In prima posizione: “Scheletri” di Zerocalcare (Bao Publishing)

In terza posizione: “Gli ultimi giorni di quiete” di Antonio Manzini (Sellerio)

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La scheda del libro: “Piano nobile” di Simonetta Agnello Hornby (Feltrinelli)

Palermo, estate 1942. Come in un lucido delirio, il barone Enrico Sorci dal suo letto di morte vede passare davanti agli occhi la storia recente della sua famiglia. Vede la devozione della moglie e i torti che le ha inflitto, vede le figlie Maria Teresa, Anna e Lia, i figli Cola, Ludovico, Filippo e Andrea; e vede Laura, la nuora prediletta, con il figlio Carlino, per il cui futuro si inquieta. Poco prima di morire il barone ordina che la notizia del suo trapasso non venga immediatamente annunciata e infatti, ignari, i parenti si radunano intorno alla tavola per un affollatissimo pranzo che si tiene fra silenzi, ammicchi, messaggi in codice, tensioni, battibecchi, antichi veleni, segrete ambizioni. È come se il piano nobile di palazzo Sorci fosse il centro del mondo, del mondo che tramonta – fra i bombardamenti alleati e la fine del fascismo – e del mondo che sta arrivando, segnato da speranze ma anche da una diversa e più aggressiva criminalità.
Uno dopo l’altro, i protagonisti prendono la parola per portare testimonianze, visioni, memorie che si avviluppano in una spirale di fatti e di passioni, vendette e tradimenti, componendo un quadro privato e collettivo degli eventi che segnano Palermo fino all’aprile del 1955. Offesa dalla guerra e dall’occupazione, la città si apre con sventato entusiasmo a una nuova ricchezza e a nuove alleanze con la politica e la malavita; nelle pieghe della famiglia Sorci si consumano amori, fughe, ribellioni, rovine. E tutto fluisce, incessante.
Agnello Hornby sgomitola storie che sono anche episodi della storia di tutto il Paese e dilatano quella capacità di allacciare la visione d’insieme e la potenza del dettaglio che i lettori hanno già imparato a riconoscere nei suoi romanzi.
Con Piano nobile prende vita il secondo capitolo della saga familiare cominciata con il fortunatissimo Caffè amaro.

Le famiglie sono famiglie, e chissà ancora per quanto impediranno, nasconderanno, confonderanno.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Scheletri Zerocalcare Bao Publishing 21,00
2 Piano nobile Simonetta Agnello Hornby Feltrinelli 19,00
3 Gli ultimi giorni di quiete Antonio Manzini Sellerio Editore Palermo 14,00
4 Il falco Sveva Casati Modignani Sperling & Kupfer 19,90
5 Dante Alessandro Barbero Laterza 20,00
6 Fu sera e fu mattina Ken Follett Mondadori 27,00
7 Cambiare l’acqua ai fiori Valérie Perrin E/O 18,00
8 M. L’uomo della provvidenza Antonio Scurati Bompiani 23,00
9 A riveder le stelle. Dante, il poeta che inventò l’Italia Aldo Cazzullo Mondadori 18,00
10 Sulla tua parola. Messalino. Santa messa quotidiana e letture commentate per vivere la parola di Dio. Novembre-dicembre 2020 Editrice Shalom 4,00

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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NON MORIRE di Anne Boyer (Premio Pulitzer 2020 per la non-fiction)

NON MORIRE di Anne Boyer (La nave di Teseo – traduzione di Viola Di Grado): Premio Pulitzer 2020 per la non-fiction

Il commento della traduttrice e un brano estratto dal libro

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Esce domani (29 ottobre) in Italia, con la traduzione di Viola Di Grado, “Non morire” di Anne Boyer (edito da La nave di Teseo), libro che ha vinto il Premio Pulitzer 2020 per la non-fiction.

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Una testimonianza emblematica e sovversiva della lotta contro il tumore al seno, ma anche un’indagine accurata sull’industria farmaceutica, sul sistema sanitario e sulla “cultura rosa”, mettendone in luce pure gli aspetti più controversi e attuali.

Opera vincitrice anche del premio Windham-Campbell 2020 per la saggistica e finalista al PEN/Jean Stein Book Award 2020.

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Anne Boyer è una poetessa e saggista. Per i suoi libri ha vinto il primo Cy Twombly Award 2018 per la poesia dalla Foundation for Contemporary Arts e il Whiting Award 2018 non fiction/poesia. Nata e cresciuta in Kansas, dal 2011 insegna presso il Kansas City Art Institute. Vive a Kansas City, Missouri.
“Non morire” ha vinto il premio Pulitzer 2020 per la non fiction, il premio Windham-Campbell 2020 per la saggistica, è stato scelto tra i libri dell’anno dalla “New York Times Book Review” ed è stato finalista al PEN/Jean Stein Book Award 2020.

Di seguito, il commento della traduttrice: Viola Di Grado Leggi tutto…

CUORE ALLEGRO di Viola Lo Moro (poesia)

“Cuore allegro”: la silloge di Viola Lo Moro (Giulio Perrone editore)

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Viola Lo Moro è nata a Roma il 20 Dicembre del 1985. Si è laureata in letteratura moderna e contemporanea e specializzata in letterature comparate. È una delle socie della libreria delle donne di Roma, Tuba, della quale cura la programmazione. È, insieme ad altre, ideatrice e organizzatrice del festival delle scrittrici “InQuiete”. Ha scritto e scrive articoli per riviste letterarie e femministe (Leggendaria, DWF, Letterate Magazine, Femministerie).

Per i tipi di Giulio Perrone Editore ha appena pubblicato la raccolta di poesie intitolata “Cuore allegro“.
Abbiamo invitato l’autrice a parlarcene…

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«Ora che sta effettivamente nascendo Cuore Allegro inizio a pormi le domande di senso che forse avrei dovuto farmi anni fa», ha detto Viola Lo Moro a Letteratitudine. «Quanti anni ci vogliono per comporre qualche verso? Ecco, questa silloge, è il risultato contemporaneamente di anni di lavorazione su una singola parola – sarebbe bello tornare all’università per ricominciare a studiare la filologia dopo averla sperimentata sulla propria pelle – e illuminazioni di qualche secondo che hanno impresso dei versi immodificabili. Leggi tutto…

SCRITTORINCITTÀ 2020

SCRITTORINCITTÀ 2020 – XXII EDIZIONE

Cuneo, 11 – 15 novembre
Programma interamente online

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Scrittorincittà torna a Cuneo da mercoledì 11 a domenica 15 novembre 2020 per la sua XXII edizione. Il filo conduttore di quest’anno, intorno al quale autori italiani e stranieri saranno come sempre chiamati a esprimersi, riflettere, confrontarsi, è Prossimo, tema scelto in tempi non sospetti e che gli ultimi mesi hanno infuso di nuovi significati e accezioni.

Programmando scrittorincittà 2020, all’insegna del tema “Prossimo”, l’organizzazione aveva immaginato un’edizione ibrida, con incontri in presenza e online, come sempre per tutte le fasce d’età, mantenendo al centro il cuore della manifestazione: far incontrare autori, libri e lettori. Nonostante la grandissima disponibilità da parte di scrittori, artisti ed editori nei confronti delle soluzioni di volta in volta proposte per adattare il programma in base alle disposizioni nazionali e regionali che si sono susseguite, la curva dei contagi ha costretto a ripensare ancora una volta l’edizione di quest’anno, che si svolgerà interamente online. Leggi tutto…

L’EUROPA IN UN MONDO POST-PANDEMICO

L’Europa in un mondo post-pandemico. Idee per un dibattito sul futuro dell’Europa nel XXI secolo

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Si è svolta con un grande successo di pubblico la Conferenza Internazionale ” Il futuro in un mondo post-pandemico”, organizzata dal Festival Taobuk, ideato e diretto da Antonella Ferrara, e dal think-tank Vision, grazie al supporto dell’Università degli Studi di Messina, che ha offerto il palcoscenico alla prima giornata dei lavori, in collaborazione con il Corriere della Sera e con la moderazione di Nicola Saldutti (Caporedattore Economia, Corriere della Sera).
I numerosi contributi al dibattito hanno richiamato il tema della decima edizione del Festival Taobuk, l’Entusiasmo, evidenziando gli aspetti positivi insiti nel processo di integrazione europea. Leggi tutto…

Categorie:Annunci, Eventi

IL MIO AMICO di Daniela Matronola (intervista)

“Il mio amico”, raccolta di racconti di Daniela Matronola (Manni)

Intervista a cura di Simona Lo Iacono

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Chiunque scriva sa benissimo quanto profonda sia l’affinità tra la parola e la cura. Quanto squarcio abiti il segno. E quanta affinità esista tra il medico e lo scrittore.
In realtà, chi scrive lo fa per accudire se stesso, per ripararsi da un dolore. Un dolore taciuto, che solo la scrittura svela.
Narrando infatti solo in apparenza diciamo, in realtà creiamo qualcuno a cui dire. Perché la parola, nata per comunicare con l’uomo, fuoriesce invece per trovarlo.
Non si scrive mai per chi c’è già, ma solo per chi si cerca.
Ecco perché nella raccolta di racconti “Il mio amico“ di Daniela Matronola (Manni), l’autrice immagina che il suo personaggio sia un amico. Qualcuno che non solo ascolti, ma sappia anche curare. Un medico. Anzi di più, un anestetista.
Un personaggio quindi che riconosce il dolore prendendolo in sé. E che riesce ad anestetizzarlo rendendolo meno feroce, meno cattivo.
Daniela quindi non solo scrive per cercare un amico, ma lo trova scrivendone. E a quest’ amico consegna tutta la fragilità della ferita. Ossia, tutta la storia.
Lo fa senza disegnare però un andamento cronologico, ma saltando nella vita del suo amico con familiarità e grande intimità. Leggi tutto…

BOOKCITY MILANO 2020

BOOKCITY MILANO 2020: dall’11 al 15 novembre

Bookcity

BOOKCITY MILANO 2020 sarà necessariamente un’edizione speciale, ma non per questo perderà lo spirito che da sempre la anima: avvicinare i milanesi, lettori e non, al libro e alla lettura. Anzi, il palinsesto, declinato in formato digitale per rispondere alle nuove direttive legate all’emergenza sanitaria, permetterà a BookCity di raggiungere nuovi pubblici e, con la potenza delle parole, abbracciare virtualmente tutta l’Italia.

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Bookcity LogoDall’11 al 15 novembre 2020 si terrà dunque la nona edizione di BOOKCITY MILANO, la manifestazione dedicata al libro e alla lettura che coinvolge l’intera filiera del libro: editori grandi e piccoli, librai, bibliotecari, autori, traduttori, grafici, illustratori, blogger, studenti, professori, lettori occasionali o forti, di ogni età. Leggi tutto…

PISA BOOK FESTIVAL: rinviata a dicembre l’edizione 2020

Pisa Book Festival

Pisa Book Festival, la fiera prevista dal 5 all’8 novembre slitta a dicembre con un nuovo e inedito formato

Entro Natale una diciottesima edizione rimodulata con eventi in streaming e, se sarà possibile, in presenza 

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La diciottesima edizione del Pisa Book Festival slitta a dicembre. La decisione è stata presa dagli organizzatori alla luce delle disposizioni dell’ultimo Dpcm relativo alle misure anti-contagio e in seguito al riacutizzarsi dell’emergenza sanitaria. D’accordo con sponsor, partner, editori e ospiti, la fiera, programmata da giovedì 5 a domenica 8 novembre, è quindi rimandata al mese di dicembre. La direttrice del Pisa Book Festival, Lucia Della Porta, assieme alla squadra che coordina la manifestazione, sta lavorando a una rimodulazione dell’evento e alla ridefinizione del calendario, con date e programma. Leggi tutto…

ADDIO A DELIA MOREA

Apprendiamo con grande dolore la notizia della scomparsa della scrittrice napoletana Delia Morea, a cui dedichiamo questa pagina riproponendo i contributi di Letteratitudine dedicati a due dei suoi libri più recenti (anticipati da un pensiero condiviso dall’amica scrittrice Antonella Cilento sul suo profilo Facebook) e segnalando il suo ultimo libro

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“Delia cara”, ha commentato Antonella Cilento su Facebook, “hai scritto belle drammaturgie e tanti racconti, ma sei stata anche una preziosa saggista e da poco era uscito Lazzari e scugnizzi di Napoli, che, per la miseria, ancora devo leggere e che ora leggerò piangendo. Eri stata tanto infelice, te ne lamentavi sempre, nel tuo lavoro pubblico ma avevi avuto anche un ruolo prezioso, attento, come chi sa lavorare, chi ha una vera passione per il lavoro, una disciplina, un’attenzione e una cura nonostante i difetti della burocrazia. Ora che eri in pensione potevi fare le cose che ti piacevano, solo le cose che ti piacevano, ma, come spesso succede, la salute… Cara Delia, ci sarai sempre”

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ROMANZO IN BIANCO E NERO di Delia Morea (Avagliano): incontro con l’autrice

Libro proposto all’edizione 2019 del Premio Strega

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Delia Morea ha vissuto e lavorato a Napoli. Scrittrice, giornalista, critica teatrale e letteraria, è stata autrice di romanzi, racconti, saggi e piéces per il teatro.
Nel 2002 ha vinto la seconda edizione del premio letterario “Annamaria Ortese, nel 2004 è stata finalista del premio teatrale “Napoli Drammaturgia Festival”. Ha pubblicato, tra l’altro, i saggi: “Lazzari e Scugnizzi”, “Briganti Napolitani”, “Vittorio De Sica, l’uomo, l’attore il regista”, (Newton Compton edizioni), “Storie Pubbliche e private delle famiglie teatrali napoletane” (XPress/Torre), la raccolta di testi teatrali “La Voce delle mani” (Il mondo di Suk edizioni) con la prefazione del drammaturgo Enzo Moscato. Di recente ha collaborato con il magazine culturale “Succedeoggi” di Nicola Fano, occupandosi di critica letteraria.
Con Avagliano editore ha pubblicato i romanzi: “Quelli che c’erano (2007), “Una terra imperfetta” (2013). È di recentissima uscita (febbraio 2019) “Romanzo in Bianco e Nero” (Avagliano), candidato al Premio Strega.

L’hanno scorso abbiamo incontrato Delia Morea per chiederle di parlarci di questo suo nuovo libro: Romanzo in Bianco e Nero

Riproponiamo qui di seguito le sue parole. Di seguito, un brano del romanzo e un brano del precedente libro: “Una terra imperfetta”, entrambi editi da Avagliano

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«”Romanzo in Bianco e Nero” nasce con la volontà di raccontare una storia all’ombra della Storia contemporanea dell’Italia», ha detto Delia Morea a Letteratitudine. «Amore e amicizia fra tre giovani, Marcello e Carlo (cugini) tutti e due innamorati di Rachele (giovane ebrea che vive a Portico d’Ottavia), sullo sfondo di una Roma testimone di accadimenti fondamentali. Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 12 al 18 ottobre 2020 – questa settimana segnaliamo “Scheletri” di Zerocalcare (Bao Publishing)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 12 al 18 ottobre 2020

Questa settimana segnaliamo: “Scheletri” di Zerocalcare (Bao Publishing), al 1° posto in classifica generale

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In seconda posizione: “Fu sera e fu mattina” di Ken Follet (Mondadori)

In terza posizione: “Piano nobile” di Simonetta Agnello Hornby (Feltrinelli)

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La scheda del libro: “Scheletri” di Zerocalcare (Bao Publishing)

Diciotto anni, e una bugia ingombrante: Zero ogni mattina dice alla madre che va all’università, ma in realtà passa cinque ore seduto in metropolitana, da capolinea a capolinea. È così che fa la conoscenza di Arloc, un ragazzo un poco più piccolo di lui che ha altri motivi per voler perdere le sue giornate in un vagone della metro B di Roma. Man mano che la loro amicizia si fa più profonda, le ombre nella vita e nella psiche di Arloc si fondono con le tenebre del mondo dello spaccio di droga della periferia romana. Un romanzo grafico che Zerocalcare definisce “più efferato del solito” a cavallo tra realtà e invenzione, tra oggi e vent’anni fa, tra la paura del futuro e quella del presente.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Scheletri Zerocalcare Bao Publishing 21,00
2 Fu sera e fu mattina Ken Follett Mondadori 27,00
3 Piano nobile Simonetta Agnello Hornby Feltrinelli 19,00
4 Il falco Sveva Casati Modignani Sperling & Kupfer 19,90
5 M. L’uomo della provvidenza Antonio Scurati Bompiani 23,00
6 A riveder le stelle. Dante, il poeta che inventò l’Italia Aldo Cazzullo Mondadori 18,00
7 Dante Alessandro Barbero Laterza 20,00
8 Cambiare l’acqua ai fiori Valérie Perrin E/O 18,00
9 Helgoland Carlo Rovelli Adelphi 15,00
10 Costanza e buoni propositi Alessia Gazzola Longanesi 18,60 *

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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CENTO ANNI DALLA NASCITA DI GIANNI RODARI

GOOGLE DEDICA UN “DOODLE” A GIANNI RODARI PER CELEBRARE IL CENTENARIO DELLA NASCITA

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Il 2020 ha segnato una duplice ricorrenza legata a Gianni Rodari: i quarant’anni dalla morte (avvenuta il 14 aprile 1980) e i cento anni dalla nascita (avvenuta il 23 ottobre 1920).

Gli dedichiamo questa pagina proponendo, tra l’altro, un video realizzato in occasione del trentennale della morte e una videolettura commentata di Neri Marcoré

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Gianni Rodari (Omegna, 23 ottobre 1920 – Roma, 14 aprile 1980), è stato uno scrittore, pedagogista, giornalista e poeta italiano, specializzato in letteratura per l’infanzia e tradotto in molte lingue. Vincitore italiano del prestigioso Premio Hans Christian Andersen nel 1970, fu uno fra i maggiori interpreti del tema “fantastico” nonché, grazie alla Grammatica della fantasia del 1973, sua opera principale, uno fra i principali teorici dell’arte di inventare storie. Leggi tutto…

CITTÀ METAFISICHE di Ilaria Palomba (poesia)

“Città metafisiche” di Ilaria Palomba (Edizioni Ensemble)

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Ilaria Palomba, classe ’87, è una scrittrice pugliese che attualmente vive a Roma. Tra i suoi scritti, per la narrativa: “Homo homini virus” (Meridiano Zero, Premio Carver 2015), “Disturbi di luminosità” (Gaffi, 2018), “Brama” (Perrone, 2020), per la poesia “Mancanza” (Augh!), “Deserto” (Fusibilia); per la saggistica “Io sono un’opera d’arte, viaggio nel mondo della performance-art” (Dal Sud). Ha partecipato ad antologie poetiche e narrative per le case editrici Ponte Sisto, NEO, Elliot. Tre poesie tratte da Mancanza sono su Nuovi Argomenti.

Per le edizioni Ensemble è appena uscita la silloge “Città metafisiche” con prefazione di Gabriele Galloni (il quale, tra le altre cose, ha evidenziato che “Ilaria Palomba dimostra con questo libro che è ancora possibile, a dispetto di chi dice che tutto è già stato detto, raccontare la sofferenza di appartenere al mondo”.

Abbiamo invitato Ilaria Palomba a raccontarci qualcosa di questo suo nuovo lavoro letterario

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“Città metafisiche non avrebbe preso corpo se non fosse stato per i miei iniziatori” ha detto Ilaria Palomba a Letteratitudine, “le due persone a cui è dedicato il libro: Giordano Tedoldi e Gabriele Galloni, entrambi molto più convinti della mia voce poetica di quanto non lo sia io stessa. È strano che la silloge veda la luce adesso che Gabriele non c’è più, è quasi assurdo. Leggi tutto…

DISEGNAVO PAPPAGALLI VERDI ALLA FERMATA DEL METRÒ di Nicoletta Bortolotti (Giunti)

“Disegnavo pappagalli verdi alla fermata del metrò. La storia di Ahmed Malis” di Nicoletta Bortolotti (Giunti)

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di Massimo Maugeri

Questa è una storia di riscatto, solidarietà e tenacia.
Lui si chiama Ahmed Malis. È un ragazzo di origine egiziana che viene dai palazzi popolari del Giambellino, a Milano, ed è un prodigio della matita.  Lei è Nicoletta Bortolotti, redattrice Mondadori, autrice per ragazzi e per adulti con diversi libri all’attivo.
Il loro incontro è suggellato in un volume edito da Giunti e intitolato “Disegnavo pappagalli verdi alla fermata del metrò. La storia di Ahmed Malis” scritto da Nicoletta Bortolotti.
Di che si tratta?
Ho avuto modo di parlarne con Nicoletta e con Ahmed nell’ambito di questa intervista…

– Cara Nicoletta, partiamo dall’inizio (come sono solito fare). Come nasce questo libro? Da quale idea, spunto, esigenza o fonte di ispirazione?
L’idea di scrivere mi è nata qualche anno fa quando lessi un articolo sul “Corriere della Sera” a firma di Elisabetta Andreis, che narrava l’incredibile vicenda di Ahmed Malis, un ragazzo di origine egiziana, figlio di genitori immigrati a Milano negli anni Ottanta, con una sorella maggiore Amina e un fratello minore Islam. Ahmed possiede uno spiccato talento per il disegno iperrealistico ma, cresciuto nei palazzi popolari di Milano Giambellino, non aveva i mezzi per iscriversi all’Accademia… Grazie a quell’articolo e al Cde Creta, il centro di aggregazione giovanile frequentato da lui e dai suoi fratelli, Milano si è mobilitata, ritrovando un volto solidale, e il giovane artista ha potuto frequentare per tre anni la Naba con una borsa di studio gratuita. Fino a laurearsi pochi giorni fa con 110 e lode! Come se fosse stata la vita a scrivere l’epilogo del nostro libro… Leggi tutto…

PREMIO CHIARA 2020: vince Maria Attanasio con “Lo splendore del niente e altre storie”

Maria Attanasio vince l’edizione 2020 del Premio Chiara con il volume “Lo splendore del niente e altre storie” (Sellerio).

Maria Attanasio vince il XXXII Premio Chiara

[La recensione di Letteratitudine è disponibile qui]

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Lo spoglio delle schede inviate dai 150 giurati popolari italiani e ticinesi (che hanno ricevuto e letto le opere), condotto in diretta dal notaio durante la Manifestazione Finale di domenica 18 ottobre alle Ville Ponti Varese (prossimamente le foto), ha visto prevalere Maria Attanasio e Lo splendore del niente e altre storie, edito da Sellerio. Maria Attanasio si aggiudica, quindi, l’edizione 2020 del Premio Chiara.

Come stabilito a inizio anno, la vincitrice sarà di diritto presidente della giuria dell’edizione dell’anno successivo del Premio Chiara Giovani. Leggi tutto…

PREMIO “BIELLA LETTERATURA E INDUSTRIA” 2020: i finalisti

PREMIO “BIELLA LETTERATURA e INDUSTRIA” – XIX edizione

i finalisti: Michele AINIS, Maria Paola MERLONI, Adriano PROSPERI, Luca RICOLFI, Salvatore ROMEO

Premio Opera Straniera a: Christophe Bonneuil e Jean Baptiste Fressoz

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Sabato 17 ottobre, in occasione di un evento in streaming aperto a stampa e pubblico, alla presenza di Paolo Piana, Presidente del Premio Biella Letteratura e Industria, e di Pier Francesco Gasparetto, presidente della Giuria Tecnica sono stati presentati i cinque finalisti del Premio Biella Letteratura e Industria XIX edizione, quest’anno dedicato alla SAGGISTICA.  A moderare l’appuntamento, Serena Uccello, giornalista del Sole 24 ore e fondatrice del format social “Scrittori a domicilio”.

Dopo i saluti e i ringraziamenti agli sponsor e alle istituzioni partner, Paolo Piana, presidente del Premio Biella Letteratura e Industria, ha annunciato i vincitori del premio Opera straniera: Christophe Bonneuil e Jean Baptiste Fressoz, autori del saggio La terra, la storia e noi. L’evento antropocene (Treccani). Il presidente Piana ha poi annunciato una nuova collaborazione: il coinvolgimento di Matteo Caccia, autore e conduttore del programma di Radio24 “Linea d’Ombra”, nella cerimonia conclusiva del 21 novembre. Leggi tutto…

FESTIVAL DELLE LETTERATURE MIGRANTI 2020

Da mercoledì 21 a domenica 25 ottobre 2020 a Palermo e online la VI edizione del Festival delle Letterature migranti. Il tema è “Oasi e deserti”

Con, tra gli altri: Abraham B. Yehoshua; Kader Abdolah; Emma Dante; Dror Mishani; Sahar Mustafah; Suad Amiry; Ruska Jorjoliani; Igiaba Scego; Oliver Van Beemen; Veit Heinechen; Giorgio Fontana; Pietro Folena; Marco Aime; Giulio Guidorizzi; Emmanuel Iduma; Domenico Quirico; Pietro Leveratto

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Torna dal 21 al 25 ottobre a Palermo il Festival delle Letterature migranti, manifestazione che dal 2015 promuove e diffonde l’incontro tra culture, adottando le migrazioni – narrative, geografiche, fisiche – come criterio interpretativo del contemporaneo, in una città, Palermo, tradizionalmente aperta a costanti fenomeni di métissage. Anche per il 2020 il Festival organizza quindi – non solo a Palermo, ma anche online – cinque giorni di incontri con gli autori, dibattiti, riflessioni, mostre e spettacoli sul tema Oasi e deserti. Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 5 all’11 ottobre 2020 – questa settimana segnaliamo “A riveder le stelle. Dante, il poeta che inventò l’Italia” di Aldo Cazzullo (Mondadori)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 5 all’11 ottobre 2020

Questa settimana segnaliamo: “A riveder le stelle. Dante, il poeta che inventò l’Italia” di Aldo Cazzullo (Mondadori), al 6° posto in classifica generale

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In prima posizione: “Fratelli tutti. Lettera Enciclica sulla fraternità e l’amicizia sociale” di Papa Francesco (Jorge Mario Bergoglio) – Libreria Editrice Vaticana

In seconda posizione: “Fu sera e fu mattina” di Ken Follet (Mondadori)

In terza posizione: “M. L’uomo della provvidenza” di Antonio Scurati (Bompiani)

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La scheda del libro: “A riveder le stelle. Dante, il poeta che inventò l’Italia” di Aldo Cazzullo (Mondadori)

Un libro sul più grande poeta nella storia dell’umanità, a settecento anni dalla sua morte, e sulla nascita della nostra identità nazionale; per essere consapevoli di chi siamo e di quanto valiamo.

Dante è il poeta che inventò l’Italia. Non ci ha dato soltanto una lingua; ci ha dato soprattutto un’idea di noi stessi e del nostro Paese: il «bel Paese» dove si dice «sì». Una terra unita dalla cultura e dalla bellezza, destinata a un ruolo universale: perché raccoglie l’eredità dell’Impero romano e del mondo classico; ed è la culla della cristianità e dell’umanesimo. L’Italia non nasce da una guerra o dalla diplomazia; nasce dai versi di Dante. Non solo. Dante è il poeta delle donne. È solo grazie alla donna – scrive – se la specie umana supera qualsiasi cosa contenuta nel cerchio della luna, vale a dire sulla Terra. La donna è il capolavoro di Dio, la meraviglia del creato; e Beatrice, la donna amata, per Dante è la meraviglia delle meraviglie. Sarà lei a condurlo alla salvezza. Ma il poeta ha parole straordinarie anche per le donne infelicemente innamorate, e per le vite spente dalla violenza degli uomini: come quella di Francesca da Rimini. Aldo Cazzullo ha scritto il romanzo della Divina Commedia. Ha ricostruito parola per parola il viaggio di Dante nell’Inferno. Gli incontri più noti, da Ulisse al conte Ugolino. E i tanti personaggi maledetti ma grandiosi che abbiamo dimenticato: la fierezza di Farinata degli Uberti, la bestialità di Vanni Fucci, la saggezza di Brunetto Latini, la malvagità di Filippo Argenti. Nello stesso tempo, Cazzullo racconta – con frequenti incursioni nella storia e nell’attualità – l’altro viaggio di Dante: quello in Italia. Nella Divina Commedia sono descritti il lago di Garda, Scilla e Cariddi, le terre perdute dell’Istria e della Dalmazia, l’Arsenale di Venezia, le acque di Mantova, la «fortunata terra di Puglia», la bellezza e gli scandali di Roma, Genova, Firenze e delle altre città toscane. Dante è severo con i compatrioti. Denuncia i politici corrotti, i Papi simoniaci, i banchieri ladri, gli usurai, e tutti coloro che antepongono l’interesse privato a quello pubblico. Ma nello stesso tempo esalta la nostra umanità e la nostra capacità di resistere e rinascere dopo le sventure, le guerre, le epidemie; sino a «riveder le stelle».

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Fratelli tutti. Lettera Enciclica sulla fraternità e l’amicizia sociale Francesco (Jorge Mario Bergoglio) Libreria Editrice Vaticana 6,00 *
2 Fu sera e fu mattina Ken Follett Mondadori 27,00
3 M. L’uomo della provvidenza Antonio Scurati Bompiani 23,00
4 Helgoland Carlo Rovelli Adelphi 15,00
5 Cambiare l’acqua ai fiori Valérie Perrin E/O 18,00
6 A riveder le stelle. Dante, il poeta che inventò l’Italia Aldo Cazzullo Mondadori 18,00
7 Della gentilezza e del coraggio. Breviario di politica e altre cose Gianrico Carofiglio Feltrinelli 14,00
8 Dante Alessandro Barbero Laterza 20,00
9 Midnight sun Stephenie Meyer Fazi 20,00
10 Troppo freddo per Settembre Maurizio De Giovanni Einaudi 18,50

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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FIGLIA DEL CUORE di Rita Charbonnier: incontro con l’autrice

“Figlia del cuore” di Rita Charbonnier (Marcos y Marcos): incontro con l’autrice e un brano estratto dal libro

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Rita Charbonnier ha studiato pianoforte e canto, si è diplomata presso la Scuola di teatro classico Giusto Monaco dell’Istituto nazionale del dramma antico, a Siracusa, e ha frequentato il Corso di formazione e perfezionamento per sceneggiatori della RAI, a Roma. Ha collaborato come giornalista ed esperta di teatro con diverse riviste, e scritto soggetti e sceneggiature che hanno ottenuto riconoscimenti tra i quali la Film Story Competition del programma europeo MEDIA. È anche attrice e ha lavorato con personalità di rilievo: Nino Manfredi, Aldo Trionfo, Renato Nicolini, Lucia Poli, Antonio Calenda, per citarne solo alcuni.
Ha inoltre scritto racconti, monologhi teatrali e testi di argomento musicale. Si esibisce in reading musicali e recital. Il suo primo romanzo, “La sorella di Mozart” (Corbaccio 2006, Piemme Bestseller 2011), è stato pubblicato in dodici paesi. “La strana giornata di Alexandre Dumas” e “Le due vite di Elsa” (Piemme 2009 e 2011) completano un trittico con protagoniste personaggi femminili e la Storia.

Il nuovo romanzo di Rita Charbonnier si intitola “Figlia del cuore” e lo pubblica Marcos y Marcos.

Abbiamo chiesto all’autrice di parlarcene…

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«Era l’autunno del 2014 quando ricevetti una telefonata da un’amica che avevo perso di vista da un paio d’anni», ha raccontato Rita Charbonnier a Letteratitudine. «Nei giorni precedenti ci eravamo scambiate messaggi costellati di vaghi appuntamenti telefonici che poi non avevamo rispettato. Era stata lei a riprendere i contatti.
“Nella mia vita c’è una grande novità” annunciò. Leggi tutto…

IL CIELO COME UNA TENDA di Sergio Valzania

“Il cielo come una tenda” di Sergio Valzania (Ed. Dehoniane) – prefazione di Andrea Monda direttore dell’Osservatore Romano

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di Helena Molinari

“Una breve galleria di quindici parole esplorate nel loro significato, un piccolo alfabeto molto limitato quanto ricco” perché “la crisi così attuale dei valori può e deve essere affrontata partendo proprio dalla crisi dei significati”.
Un libro speciale perché attinge dalla natura per quello che è e ci offre, e dalle condizioni dell’uomo. Un testo prezioso perché è carico di materia eppure anche di spiritualità, trascendenza e di riconoscenza alla vita.
Per “Tra cielo e terra” l’autore che noi di Letteratitudine ringraziamo vivamente, si è generosamente speso nel rispondere ad alcune mie domande, che ho voluto rivolgergli per meglio valorizzare e far comprendere questo suo ultimo lavoro. Leggi tutto…

RAPPORTO AIE: continua il recupero del libro dopo il lock-down

Presentato alla Fiera del Libro di Francoforte il “Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2020 – Il consolidato del mercato del libro e del digitale nel 2019”

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Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2020

Continua il recupero del libro dopo il lock-down

Continua il recupero del mercato editoriale italiano tra luglio e settembre. La perdita di fatturato del settore della varia (romanzi e saggi) rispetto al 2019 si riduce di altri 4 punti percentuali, portandosi dal -11% al -7% (era -20% a metà aprile), secondo la rielaborazione dell’ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) su dati Nielsen. Prosegue inoltre il lento recupero dei canali di vendita fisici (librerie e grande distribuzione organizzata) rispetto agli store online: a fine settembre hanno una quota di mercato del 57%, in crescita di 5 punti percentuali rispetto al record negativo di metà aprile.

Il trend di crescita è confermato dai dati delle librerie, fisiche e digitali, del circuito Arianna che, pur non comprendendo Amazon, a settembre per la prima volta nell’anno segnano 30 giorni in positivo, con vendite in crescita dello 0,3% rispetto all’anno precedente.

“Si conferma il recupero dopo il lock-down che già avevamo evidenziato a luglio – spiega il presidente di AIE Ricardo Franco Levi –. L’editoria ha subito gravi danni dalla crisi epidemica, ma allo stesso tempo ha mostrato una capacità di reazione e adattamento al nuovo contesto sorprendente. Rimane ovviamente, soprattutto in questi giorni, la preoccupazione per l’andamento della pandemia che getta un’incognita sul mondo del libro, così come su tutta l’economia nazionale, europea e mondiale”.

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PREMIO CESARE PAVESE 2020

PREMIO CESARE PAVESE 2020: Eraldo Affinati (narrativa), Renata Colorni (editoria), Elton Prifti e Wolfgang Schweickard (saggistica), Anna Nadotti (traduzione) sono i vincitori della 37a edizione del Premio Cesare Pavese

Premio Pavese 2020

Sabato 24 e domenica 25 ottobre 2020 – Santo Stefano Belbo (Cn)

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Eraldo Affinati (narrativa), Renata Colorni (editoria), Elton Prifti e Wolfgang Schweickard (saggistica) e Anna Nadotti (traduzione) sono i vincitori del Premio Cesare Pavese 2020, promosso e organizzato dalla Fondazione Cesare Pavese.

Riceveranno il Premio e terranno il discorso di accettazione domenica 25 ottobre 2020 alle ore 10 a Santo Stefano Belbo all’auditorium della Fondazione Cesare Pavese, che ha sede nella Chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo (Piazza Confraternita 1), sconsacrata negli anni ’20 del ‘900, in cui fu battezzato Cesare Pavese. Leggi tutto…

BUCHMESSE 2020

BUCHMESSE 2020: 14/18 ottobre 2020

La conferenza digitale di Francoforte ha dato il via alla settimana della fiera del libro in edizione speciale

Lineup coinvolge professionisti dell’editoria di alto livello ed esperti di tutto il mondo

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Con il motto “Segnali di speranza: nuove prospettive per un futuro più forte”, ha preso il via la nuova conferenza completamente digitale di Francoforte Buchmesse, che segna l’inizio della settimana della fiera del libro in edizione speciale. Distribuito su quattro giorni e ricco di competenze professionali, il programma della conferenza offre discussioni, sessioni di domande e risposte e brevi presentazioni con relatori principali e relatori da tutto il mondo. Esperti internazionali di editoria e contenuti forniranno approfondimenti e discuteranno le tendenze attuali, i modelli di business e gli sviluppi nel panorama editoriale internazionale, con quattro sezioni separate che si svolgeranno dal lunedì al giovedì (12-15 ottobre) di questa settimana. Leggi tutto…

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DI-SEGNI E DI PAROLE: in occasione la XX edizione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo

Di-segni e di parole: per la XX edizione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, gli illustratori Guido Scarabottolo, Sonia Maria Luce Possentini, Marco Brancato, Vittoria Facchini e Alessandro Sanna interpretano altrettante parole chiave, significative per la nostra cultura

Dal 19 al 23 ottobre, appuntamento alle 12 ora italiana con la prima visione di ciascun incontro

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Dal 19 al 23 ottobre 2020 alcune parole significative della nostra cultura prenderanno forma e voce nelle interpretazioni grafiche di cinque illustratori italiani: l’occasione è la XX edizione della Settimana della Lingua Italiana nel Mondo (19-25 ottobre), quest’anno sul tema L’italiano tra parola e immagine: graffiti, illustrazioni, fumetti. Il Centro per il libro e la lettura, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, a conclusione della propria campagna nazionale di promozione della lettura Il Maggio dei Libri – prolungata quest’anno in via straordinaria sino al 31 ottobre col titolo Oltre Il Maggio dei Libri, e l’Università di Padova, nel suo percorso di avvicinamento alle celebrazioni degli 800 anni dell’Ateneo nel 2022, hanno realizzato un programma di cinque incontri online a tu per tu con Guido Scarabottolo, Sonia Maria Luce Possentini, Marco Brancato, Vittoria Facchini e Alessandro Sanna per scoprire la loro interpretazione grafica di altrettante parole particolarmente evocative della nostra lingua. Leggi tutto…

TERRAMARINA di Tea Ranno (recensione)

“Terramarina” di Tea Ranno (Mondadori)

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In libreria da mercoledì 13 ottobre il nuovo romanzo di Tea Ranno che riprende le vicende di Agata, la tabacchera, narrate in “L’amurusanza“. Si intitola “Terramarina” e, come il precedente, è pubblicato da Mondadori. La recensione di Letteratitudine

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di Emma Di Rao

Era del tutto prevedibile che una rivoluzione, il cui motto è “cambiare il mondo a colpi di poesia”, avesse un effetto così dirompente da risultare inarrestabile, soprattutto perché l’amurusanza, da cui quella rivoluzione prende le mosse, è virtù che rinnova e si rinnova essa stessa, non solo elargendo a piene mani i suoi doni, ma seminando anche vita e contentezza. E dal momento che semina vita, era anche prevedibile che dovessimo aspettarci nuovi inizi, nuovi germogli: sono quelli che sbocciano, colmi di promesse felicemente mantenute dall’autrice, nel nuovo romanzo di Tea Ranno,  “Terramarina”, edito da Mondadori. Il titolo, che, in quanto tale, svela l’idea progettuale dell’opera, è contenuto anche nei versi posti in epigrafe, “A Terramarina vado abitando / quando non sono sveglia / e neppure dormo”, versi che delineano un luogo dai contorni imprecisi in cui l’animo, sospeso tra il sonno e la veglia, sogna di ritrovarsi.
Ad avviare la narrazione è una prospettiva dall’alto, dal “colmo di una collina” avvolta da una piovigginosa oscurità in cui s’incammina Agata Lipari, mentre osserva, triste e desiderosa di smemorarsi, il paesaggio che si stende dinanzi ai suoi occhi. Ed ecco che l’immagine del paese “adagiato sulla mano di Dio”, simile a un presepe, schiude subito l’atmosfera della vigilia di Natale, quando il gelo invernale non impedisce al cuore di accendersi di un’intima e raccolta gioia. Ma se l’animo è indurito da un dolore indicibile, come quello avvertito da Agata dopo la morte del  marito Costanzo, occorrerà un miracolo perché la felicità torni ad abitarlo. Leggi tutto…

LA MALAEREDITÀ di Maribella Piana: incontro con l’autrice

“La malaeredità” di Maribella Piana (Armando Curcio editore): incontro con l’autrice e un brano del libro

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Maribella Piana è nata a Catania e vive fra mare e montagna della sua isola. Laureata in lettere classiche ha insegnato negli istituti superiori. Le sue passioni: il teatro e la scrittura. Due codici che si incontrano e si arricchiscono a vicenda. Il teatro dà suoni e colori alle parole, la scrittura affina la comprensione dei personaggi. Da vent’anni lavora con una compagnia amatoriale, ha recitato in televisione (Il commissario Montalbano, Il capo dei capi, I nostri figli) e al cinema (Agente matrimoniale). Due suoi corti teatrali sono stati rappresentati nella rassegna “Corti d’Autore” a Roma. Ha pubblicato una raccolta di poesie “Dentro” ed. Armando Siciliano, e diversi romanzi. “I ragazzi della piazza” ed. Bompiani, “Cielomare” ed “Emma” (per il quale ha ricevuto il premio THEMIS) ed. Algra. Alcuni suoi racconti sono stai pubblicati sul quotidiano “La Sicilia”, nelle raccolte “Voci di Sicilia” e “Sicilia in 45 Giri” ed. giulio Perrone, “Racconti Di Sicilia” ed. Historica. E’ stata finalista per due volte al concorso Energheia di Matera. Appena pubblicato il romanzo “La Malaeredita’” edito da Armando Curcio. Dalla polvere di un vecchio baule damaschi e velluti, lettere e dagherrotipi fanno rivivere una storia che non poteva non essere ricordata.

Abbiamo invitato Maribella Piana a raccontarci qualcosa sul suo nuovo romanzo, “La Malaeredita’”…

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«Si inizia a scrivere un libro per tanti motivi», ha detto Maribella Piana a Letteratitudine. «Perché incuriositi da una notizia, attirati da un personaggio, emotivamente coinvolti in un problema, desiderosi di lasciare una traccia di sé. E’ successo anche a me, negli altri libri che ho scritto. Ma so con certezza che questo libro, “La malaeredità” io non ho iniziato a scriverlo. L’ho scritto da sempre, senza saperlo, da quando ascoltavo distrattamente, giocando, i discorsi sottovoce di mia madre con le mie zie; o quando durante una gita al paese di origine della mia famiglia, arroccato sopra una campagna gialla di grano, vidi il cognome di mio nonno sull’arco del portone d’ingresso; Leggi tutto…