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Posts Tagged ‘66thand2nd’

SESSO PIÙ, SESSO MENO di Mario Fillioley (recensione)

“Sesso più, sesso meno” di Mario Fillioley (66thand2nd)

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di Orazio Caruso

Inizia con un tono quasi scanzonato il romanzo “Sesso più, sesso meno” di Mario Fillioley, con una delle voci narranti, quella di Peppe, un insegnante quasi cinquantenne di Siracusa, che riflette sul sesso che fa con Arianna, una collega coetanea conosciuta da poco nella nuova scuola. Sulla base della recente esperienza egli formula una semiseria teoria: il “sesso più” è il sesso unito al coinvolgimento emotivo e sentimentale, “sublimazione di qualcosa niente affatto sessuale”, il “sesso meno” è invece il sesso depotenziato, molto piacevole, privo di pesi e di legami. Peppe e Arianna fanno “sesso meno” e sembra che ad entrambi vada bene.
Siamo, comunque, dalle parti di un testo polifonico in cui si alternano diverse voci narranti, maschili e femminili, le cui esistenze si distendono e si intrecciano in disinvolte liaison, che illudono il lettore di trovarsi in una divertente pochade durante la quale, con leggerezza, tutti vanno a letto con tutti. Leggi tutto…

ALICE URCIOLO racconta ADORAZIONE

Per gli Autoracconti d’Autore di Letteratitudine: ALICE URCIOLO racconta il suo romanzo “Adorazione” (66thand2nd), presentato all’edizione 2021 del Premio Strega da Daniele Mencarelli

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di Alice Urciolo

Quando ho iniziato a scrivere Adorazione non sapevo né dove né come sarei arrivata alla fine del percorso, la mia unica guida era un nucleo di temi e di argomenti di cui sentivo l’esigenza di parlare. Adesso, a percorso concluso, la sensazione è quella di aver messo in campo quel nucleo, che i personaggi l’abbiano raccolto, e che poi mi abbiano guidato loro attraverso la scrittura. Insomma, il romanzo ha preso forme diverse sotto i miei occhi e mi ha chiesto di adeguarmi a queste nuove forme.
Ho iniziato a scrivere Adorazione in prima persona: la voce narrante e il punto di vista erano quelli di Diana, una ragazza di sedici anni con una grande voglia a ricoprirle la gamba destra, che lei ha reso il simbolo di tutte le sue insicurezze. Poi, man mano che il mondo attorno a Diana cresceva, che si delineava l’ambientazione – Pontinia, Latina, Sabaudia – e soprattutto acquisivano un profilo definito i personaggi che vi abitavano, il romanzo stesso ha iniziato a cambiare. Leggi tutto…

IL DOLCE SOLLIEVO DELLA SCOMPARSA, di Sarah Braunstein

In esclusiva per Letteratitudine, pubblichiamo uno stralcio del romanzo IL DOLCE SOLLIEVO DELLA SCOMPARSA, di Sarah Braunstein (66thand2nd, 2012 – pagg. 360 – euro 16 – traduz. di Andreina Lombardi Bom)

Il libro
Provano un sollievo indicibile questi bambini scomparsi, rapiti o allontanatisi volontariamente – costretti a farlo. Leonora è centro e periferia di questo disturbante romanzo-specchio, Leonora è
la bambina svanita nel nulla, Leonora è la bambina che ha trasgredito le regole, il patto di famiglia.
Le bambine «dovrebbero credere che la bellezza sia qualcosa di accidentale, di irrilevante, un’illusione», le madri dovrebbero amare incondizionatamente i propri figli, ma tutto ciò non sempre accade. Leonora è un personaggio corale che sottende e amplifica la fragilità degli altri in una coalescenza di microcosmi che si innestano in altri microcosmi grazie a un ondivago slittare del punto di vista con cui la «compassione selvaggia» di Sarah Braunstein fa scomparire il lettore in un bozzolo di storie variamente connesse, annichilisce la sua rete di affetti e lo fonde ai personaggi con cui si identifica. Spazio e tempo perdono di consistenza e ci si sente legati all’incessante bussare dell’infanzia, feriti e partecipi dei sollievi che seguono ogni scomparsa, finalmente consapevoli che tutte le madri una volta sono state figlie, che tutti i bambini sono attratti dal male e che di loro non si sa niente.

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Uno stralcio del romanzo IL DOLCE SOLLIEVO DELLA SCOMPARSA, di Sarah Braunstein (66thand2nd)

L’uomo aveva la faccia rubizza e felice. Se la passava bene. Grazie a lui la bambina si sentì meglio, e riaffiorò il suo senso di permanenza. Più tardi nel negozio di souvenir comprarono qualche cartolina con le riproduzioni dei quadri. La bambina fece girare l’espositore in cerca dell’uomo con la birra, ma non riuscì a trovarlo, ed era troppo timida per chiedere.
Col tempo venne a sapere dei problemi alle tube di Falloppio, della Cambogia e di Medea, dell’analfabetismo e della sindrome da shock tossico, ma continuava a essere felice, continuava ad asciugare obbediente i piatti con uno strofinaccio a quadretti. «Che bambina felice!» diceva la gente, e a quella esclamazione lei si riempiva d’orgoglio. Era suo dovere essere felice. Era suo dovere essere curiosa ma non troppo, era suo dovere essere graziosa. Capiva che si poteva essere troppo curiose ma non troppo graziose. Leggi tutto…