Archivio

Posts Tagged ‘A ogni santo la sua candela’

STEFANO CRUPI racconta A OGNI SANTO LA SUA CANDELA

STEFANO CRUPI racconta il suo romanzo A OGNI SANTO LA SUA CANDELA (Mondadori)

di Stefano Crupi

Dicono che in Italia non si trovi lavoro. Lo ripetono in televisione, se ne discute in ogni salotto, le statistiche sono impietose. Ernesto invece la pensa diversamente. Lui, che è nato nei quartieri spagnoli di Napoli, un lavoro lo troverà e il perché è molto semplice: ha capito come funzionano le cose. Bisogna tirare le leve adatte, mettersi dietro ai santi giusti, sua madre Maristella l’ha istruito per bene.
Per ottenere quello che vuoi, gli ripete spesso, per prima cosa mettici qualcosa di soldi, che vedi che poi te la trovi, senti a mamma tua.
Così Ernesto si è laureato, pure se all’inizio di studiare non teneva genio. Ma sua madre insisteva. Mica vuoi finire come quella fetenzia che se ne sta nei vicoli a ciondolare tutto il giorno senza un’occasione che sia una? gli diceva. Ti serve una laurea, una laurea in Economia per esempio. Che poi è quella che secondo lei serve a fare i soldi, mica inutile come tutte le altre. D’altronde, che senso ha laurearsi se poi non trovi lavoro manco se sei Gesù Cristo sceso in terra? Nella vita bisogna essere pratici, massimizzare, valutare bene cosa ti può tornare utile e cosa no.
Al colloquio che sta andando a fare in un’agenzia interinale del centro direzionale Ernesto si è portato dietro il suo curriculum e le fototessere, ma pure del denaro, perché non si sa mai, potrebbe sempre servire. Sua madre lo ha detto e sua madre non sbaglia.
Nel frattempo lei pure si è messa all’opera. Si è informata, ha parlato con le persone giuste; quel suo povero figlio ha bisogno di un aiutino e lei sa dove trovarlo. Sa cosa in quell’agenzia di lavoro interinale sta per accadere e gli ha detto di tenersi pronto, di non essere avventato ma gentile ed efficace come si deve. Scegli il momento giusto, gli ha ripetuto, fa la tua mossa poi stai a vedere quello che succede e comportati di conseguenza.
E così, mentre la marmaglia di ragazzi che popola il suo quartiere sguazza nell’inedia più annichilente, Ernesto passa le selezioni e viene assunto. Entra nella giostra, che poi è quello che gli interessava. In fondo è stato facile, se sei furbo vai avanti. Che importa se all’inizio è solo uno sportellista? No che non importa, da qualche parte bisogna pure iniziare la scalata.
Una volta che sei dentro al carrozzone, gli dice Maristella, non si scende più, nessuno lo fa mai. Ora bisogna muoversi con lungimiranza, puntare ai capi, arruffianarseli, mamma tua ti aiuta.
Lei è il suo punto di riferimento, l’asse intorno al quale gira la sua vita, l’unico asse visto che Ernesto ha perso il padre quand’era un bambino. Per questo sua madre tutto avvolge, tutto protegge, tutto sa, pure i suoi desideri, lei non si sbaglia. Leggi tutto…