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ABIGAIL di Magda Szabò (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo ABIGAIL di Magda Szabò (Edizioni Anfora – Traduzione di Vera Gheno)

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Magda Szabó è considerata la più importante scrittrice ungherese del XX secolo. Di recente, per i tipi di Edizioni Anfora, una piccola casa editrice fondata nel 2003, specializzata nella pubblicazione di letteratura del Centro Europa, giunge in libreria il romanzo “Abigail“. Tempo fa abbiamo avuto modo di discutere con Mónika Szilágyi, la direttrice editoriale, del progetto della casa editrice (l’intervista è disponibile qui) parlando anche della Szabó e di questo libro.

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Abigail fu scritto nel 1970 come romanzo per giovani adulti, ma ben presto divenne  una lettura per tutte le età, un successo nazionale. Nel 2005, al concorso dello show televisivo Big Read (A nagy könyv), Abigail è stato proclamato il terzo libro più amato in Ungheria. (Al secondo posto è finito “I ragazzi di via Pál” di Ferenc Molnár). Di seguito, un ampio estratto del romanzo

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(…) “Il profumo delle torte e delle creme, il profumo modesto e ridente del paradiso dei bambini si collegò per sempre, nel ricordo di Gina, al momento in cui il generale si risedette accanto a lei e piano le disse: “Bambina mia, non puoi venir via di qui né ora né mai, finché dura la guerra.”
La voce con cui parlò era bassa e tristemente ufficiale, come quella che aveva quando il generale si ricordava della madre di Gina. Gina adesso cominciò ad avere davvero paura. Suo padre le voleva bene, le voleva bene più di ogni altra cosa al mondo; se non la portava a casa anche dopo aver saputo che era miseramente emarginata, nemmeno dopo aver sentito che era scappata, e che anzi si preparava a rifarlo, allora c’era qualcosa che lei non sapeva, che il generale stava per dirle adesso, e che sarebbe stato come quando annunciano una condanna che rinchiude un innocente in galera per un periodo indeterminato. Senza che ancora ne fosse stata fatta parola, lo sentiva, questa decisione era definitiva, non c’era cascata di lacrime che potesse cambiarla.
– Da quello che ti dirò adesso dipendono vite umane. Non volevo che lo sapessi, non che non mi fidi di te, ma non volevo spaventarti, oppure scaraventarti addosso problemi per sopportare i quali ti ritenevo giovane. Solo che se io ti lascio di nuovo qui senza una spiegazione, e semplicemente ti ordino di rimanere, senza che tu sappia perché, forse scapperai davvero di nuovo, oppure inizierai a dubitare di me e dell’affetto che ci unisce. Quindi adesso parlerò, ma avrà il suo prezzo. Da questo momento finisce la tua infanzia, Gina. Sarai un’adulta, e non potrai mai più vivere come gli altri bambini. Metto tra le tue mani la mia vita, la tua e quella di altre persone. Su cosa giuri di non tradirci mai? Leggi tutto…