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CLASSIFICA: dall’1 al 7 giugno 2020 – questa settimana segnaliamo “Come ordinare una biblioteca” di Roberto Calasso (Adelphi)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dall’1 al 7 giugno 2020

Questa settimana segnaliamo: Come ordinare una biblioteca” di Roberto Calasso (Adelphi), al 30° posto in classifica generale

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 La scheda del libro: “Come ordinare una biblioteca” di Roberto Calasso (Adelphi)

Chi prova a dare un ordine ai propri libri deve al tempo stesso riconoscere e modificare una buona parte del suo paesaggio mentale. Impresa delicata, piena di sorprese e di scoperte, priva di soluzione. Molti l’hanno sperimentata, dal dotto seicentesco Gabriel Naudé ad Aby Warburg. Qui se ne raccontano vari episodi, mescolati a frammenti di una autobiografia involontaria. A cui fanno seguito un profilo del breve momento in cui certe riviste, fra 1920 e 1940, operavano come impollinatrici della letteratura e una cronaca dell’emblematica nascita della recensione, quando Madame de Sablé si trovò nella improba situazione di dar conto pubblicamente delle Massime del suo caro e suscettibile amico La Rochefoucauld. Finché il tema del dare ordine riappare alla fine, questa volta applicato alle librerie di oggi, per le quali è una questione vitale, che si pone ogni giorno.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Cambiare l’acqua ai fiori Valérie Perrin E/O 18,00
2 Sfida il Signor S con Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te Me contro Te Mondadori Electa 16,90
3 Una lettera per Sara Maurizio De Giovanni Rizzoli 19,00
4 Come un respiro Ferzan Ozpetek Mondadori 17,00
5 Le storie del mistero Lyon Gamer Magazzini Salani 15,90
6 Ali d’argento Camilla Läckberg; L. Cangemi (cur.); K. De Marco (cur.) Marsilio 19,90
7 Guida cinica alla cellulite Cristina Fogazzi; Enrico Motta Mondadori 14,90 T *
8 A proposito di niente Woody Allen La nave di Teseo 22,00
9 La mossa del cavallo. Come ricominciare, insieme Matteo Renzi Marsilio 16,00 *
10 Baci da Polignano Luca Bianchini Mondadori 18,00

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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CLASSIFICA: dal 20 al 26 aprile 2020 – questa settimana segnaliamo “Spillover. L’evoluzione delle pandemie” di David Quammen (Adelphi)

Spillover. L'evoluzione delle pandemie - David Quammen - copertinaI primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 20 al 26 aprile 2020

Questa settimana segnaliamo: “Spillover. L’evoluzione delle pandemie” di David Quammen (Adelphi – traduz. di Luigi Civalleri), al 1° posto in classifica generale

[poiché non tutte le librerie hanno riaperto al pubblico dal 14 aprile, le classifiche si basano sui dati di un numero ridotto di punti vendita]

 

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“Spillover. L’evoluzione delle pandemie” di David Quammen (Adelphi – traduz. di Luigi Civalleri), al 1° posto in classifica generale

«Siamo stati noi a generare l’epidemia di Coronavirus. Potrebbe essere iniziata da un pipistrello in una grotta, ma è stata l’attività umana a scatenarla». David Quammen, The New York Times

«Non vengono da un altro pianeta e non nascono dal nulla. I responsabili della prossima pandemia sono già tra noi, sono virus che oggi colpiscono gli animali ma che potrebbero da un momento all’altro fare un salto di specie – uno spillover in gergo tecnico – e colpire anche gli esseri umani … Il libro è unico nel suo genere: un po’ saggio sulla storia della medicina e un po’ reportage, è stato scritto in sei anni di lavoro durante i quali Quammen ha seguito gli scienziati al lavoro nelle foreste congolesi, nelle fattorie australiane e nei mercati delle affollate città cinesi. L’autore ha intervistato testimoni, medici e sopravvissuti, ha investigato e raccontato con stile quasi da poliziesco la corsa alla comprensione dei meccanismi delle malattie. E tra le pagine più avventurose, che tengono il lettore con il fiato sospeso come quelle di un romanzo noir, è riuscito a cogliere la preoccupante peculiarità di queste malattie.» («Le Scienze»)

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Spillover. L’evoluzione delle pandemie David Quammen Adelphi 14,00 T
2 Sulla tua parola. Messalino. Santa messa quotidiana e letture commentate per vivere la parola di Dio. Maggio-giugno 2020 Editrice Shalom 4,00
3 I leoni di Sicilia. La saga dei Florio Stefania Auci Nord 18,00
4 I cerchi nell’acqua Alessandro Robecchi Sellerio Editore Palermo 15,00
5 Cecità José Saramago Feltrinelli 10,00 T
6 La misura del tempo Gianrico Carofiglio Einaudi 18,00
7 Harry Potter e la camera dei segreti. Vol. 2 J. K. Rowling; S. Bartezzaghi (cur.) Salani 11,00 *
8 Le storie del mistero Lyon Gamer Magazzini Salani 15,90 *
9 Harry Potter e il prigioniero di Azkaban. Vol. 3 J. K. Rowling; S. Bartezzaghi (cur.) Salani 12,00 *
10 Storia della bambina perduta. L’amica geniale. Vol. 4 Elena Ferrante E/O 19,50

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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CLASSIFICA: dal 2 all’8 marzo 2020 – questa settimana segnaliamo “Il signor Cardinaud” di Georges Simenon (Adelphi)

Il signor Cardinaud - Georges Simenon - copertinaI primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 2 all’8 marzo 2020

Questa settimana segnaliamo: “Il signor Cardinaud” di Georges Simenon (Adelphi – traduzione di Sergio Arecco), al 19° posto in classifica generale.

Al 1° posto “Storia di chi fugge e di chi resta. L’amica geniale. Vol. 3” di Elena Ferrante  (Edizioni E/O)

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[variazioni rispetto alla settimana precedente]

Al 1° posto (la settimana precedente era in 7^ posizione) “Storia di chi fugge e di chi resta. L’amica geniale. Vol. 3” di Elena Ferrante  (Edizioni E/O)

Si conferma al 2° posto  (la settimana precedente era in 5^ posizione) “L’amica geniale. Vol. 1” di Elena Ferrante  (Edizioni E/O)

Entra in top ten al 3° posto “L’inverno più nero. Un’indagine del commissario De Luca” di Carlo Lucarelli (Einaudi)

Entra in top ten al 4° posto “C’è molto di più” di Marta Losito (De Agostini)

Entra in top ten al 5° posto “La fiamma nel buio” di Michael Connelly (Piemme)

Rientra in top ten al 6° posto “Storia della bambina perduta. L’amica geniale. Vol. 4” di Elena Ferrante  (Edizioni E/O)

Al 7° posto (la settimana precedente era in 8^ posizione) “Storia del nuovo cognome. L’amica geniale. Vol. 2” di Elena Ferrante  (Edizioni E/O)

All’8° posto (la settimana precedente era in 3^ posizione) “La misura del tempo” di Gianrico Carofiglio (Einaudi)

Al 9° posto (la settimana precedente era in 4^ posizione) “Le fantafiabe di Luì e Sofì” di Me contro Te (Mondadori Electa)

Entra in top ten al 10° posto “Cecità” di José Saramago (Feltrinelli – ediz. tascabile)

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Il signor Cardinaud - Georges Simenon - copertinaQuesta settimana segnaliamo: “Il signor Cardinaud” di Georges Simenon (Adelphi – traduzione di Sergio Arecco), al 19° posto in classifica generale

Con la consueta acutezza psicologica, e una sorta di ammirata partecipazione, Simenon ci racconta di un amore eroico, capace di non indietreggiare di fronte al tradimento e alla vergogna.

«Lui non aveva ancora quindici anni e già l’amava. Non come si ama una donna ma come si ama un essere inaccessibile. Come, al tempo della prima comunione, aveva amato la Madonna». Alla fine Hubert Cardinaud è riuscito a sposarla, quella Marthe «di cui tutti dicevano che si dava delle arie». Così com’è riuscito, lui, il figlio del cestaio, a diventare un distinto impiegato: uno che la domenica, all’uscita della messa, scambia saluti compunti e soddisfatti con i conoscenti e poi, dopo essersi fermato in pasticceria a comprare un dolce, torna a casa dove la moglie sta cuocendo l’arrosto con le patate. Una domenica, però, trova l’arrosto bruciato e la casa vuota – e gli crolla il mondo addosso. Non gli ci vorrà molto per scoprire che Marthe se n’è andata con un poco di buono, e che tutti in città lo sanno, e lo compatiscono, e pensano che sia un uomo «finito, annientato». E invece no. Hubert decide di ritrovare Marthe, a ogni costo, di bere «il calice fino alla feccia». Simile a «una formica ostinata che segue ostinatamente la sua strada, il suo destino, e che, ogni volta che il carico le sfugge, lo afferra di nuovo, pur essendo quel carico più grosso di lei», andrà a cercare Marthe, perché il suo posto è lì, «accanto a lui e ai bambini», e perché confida «nel trionfo del bene sul male, nella supremazia dell’ordine sul disordine» – «nell’inevitabile, fatale armonia».

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Storia di chi fugge e di chi resta. L’amica geniale. Vol. 3 Elena Ferrante E/O 19,50
2 L’amica geniale. Vol. 1 Elena Ferrante E/O 18,00
3 L’inverno più nero. Un’indagine del commissario De Luca Carlo Lucarelli Einaudi 18,00
4 C’è molto di più Marta Losito De Agostini 15,90
5 La fiamma nel buio Michael Connelly Piemme 19,90
6 Storia della bambina perduta. L’amica geniale. Vol. 4 Elena Ferrante E/O 19,50
7 Storia del nuovo cognome. L’amica geniale. Vol. 2 Elena Ferrante E/O 19,50
8 La misura del tempo Gianrico Carofiglio Einaudi 18,00
9 Le fantafiabe di Luì e Sofì Me contro Te Mondadori Electa 16,90
10 Cecità José Saramago Feltrinelli 10,00 T

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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CLASSIFICA: dall’8 al 14 ottobre 2018 – segnaliamo “Lezioni di letteratura” di Vladimir Nabokov (Adelphi)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dall’8 al 14 ottobre 2018

Questa settimana segnaliamo: “Lezioni di letteratura” di Vladimir Nabokov; F. Bowers (cur.) (Adelphi) – al 26° posto nella classifica di “saggistica” e al 99° posto nella “classifica generale”

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Balza in testa alla classifica il nuovo romanzo di Antonio Manzini, “Fate il vostro gioco” (Sellerio)

In 2^ posizione (la settimana scorsa era al 1° posto) “Un capitano” di Francesco Totti e Paolo Condò (Rizzoli)

In 3^ posizione (la settimana scorsa era al 2° posto) “Suite 405” di Sveva Casati Modignani (Sperling & Kupfer)

Al 4° posto (la settimana scorsa era al 3° posto), “The Game” di Alessandro Baricco (Einaudi)

In 5^ posizione (la settimana scorsa era all’8° posto) “Giuro che non avrò più fame. L’Italia della Ricostruzione” di Aldo Cazzullo (Mondadori)

Al 6° posto (la settimana scorsa era in 5^ posizione) “M. Il figlio del secolo” di Antonio Scurati (Bompiani)

Al 7° posto “Venite con me. Catechismo per l’iniziazione cristiana dei fanciulli (8-10 anni” – Conferenza episcopale italiana (cur.) (Libreria Editrice Vaticana)

In 8^ posizione: “Fiorire d’inverno. La mia storia” di Nadia Toffa (Mondadori)

Torna in top ten (al 9° posto) “L’amica geniale. Vol. 1″ di Elena Ferrante (E/O), sulle ali della fiction Tv

In 9^ posizione (la settimana scorsa era al 6° posto) per “L’amica geniale. Vol. 1″ di Elena Ferrante (E/O), sulle ali della fiction Tv

In 10^ posizione: “Io sono con voi. Catechismo per l’iniziazione cristiana dei fanciulli (6-8 anni)” Conferenza episcopale italiana (cur.) Libreria Editrice Vaticana

 

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Questa settimana segnaliamo: “Lezioni di letteratura” di Vladimir Nabokov; F. Bowers (cur.) (Adelphi)

Rischiarati da un’intelligenza appuntita e beffarda, sfilano sette capolavori delle letterature occidentali, da Mansfield Park di Jane Austen all’Ulisse di Joyce.

«Il mio corso è, tra le altre cose, una sorta di indagine poliziesca sul mistero delle strutture letterarie». Del detective – e dello studioso – Nabokov possiede la passione bruciante per il dettaglio. Ma anche una voracità linguistica che lo guida a inseguire, negli scritti altrui, astuzie e trucchi verbali rivelatori; e una felice insistenza nella ricostruzione dei luoghi, degli spazi – dai mobili di una stanza a una città, e una regione – in cui si manifestano le storie. Sa bene, e lo ripete provocatoriamente, che utili insegnamenti e buoni propositi nulla hanno da spartire con la letteratura. Che è invece composta, in parti uguali, di esattezza e incantamento: «la precisione della poesia e l’intuizione della scienza». E questo insegna Nabokov nelle sue Lezioni di letteratura: a leggere con occhio penetrante, ma disposto alla magia. A non guardare soltanto alle storie, ma al modo in cui sono raccontate. A riconoscere, al tempo stesso, il genio individuale dello scrittore e l’architettura dei testi. Rischiarati da un’intelligenza appuntita e beffarda, sfilano sette capolavori delle letterature occidentali, da Mansfield Park di Jane Austen all’Ulisse di Joyce. E lui, il professor Nabokov – docente a Wellesley e quindi alla Cornell tra il 1941 e il 1958 –, li racconta agli studenti americani, e a noi, con il brio conversevole, il coinvolgimento, l’attenzione minuziosa che, dalla sua viva voce, approdano direttamente a queste pagine.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Fate il vostro gioco Antonio Manzini Sellerio Editore Palermo 15,00 *
2 Un capitano Francesco Totti; Paolo Condò Rizzoli 21,00
3 Suite 405 Sveva Casati Modignani Sperling & Kupfer 19,90
4 The Game Alessandro Baricco Einaudi 18,00
5 Giuro che non avrò più fame. L’Italia della Ricostruzione Aldo Cazzullo Mondadori 18,00
6 M. Il figlio del secolo Antonio Scurati Bompiani 24,00
7 Venite con me. Catechismo per l’iniziazione cristiana dei fanciulli (8-10 anni) Conferenza episcopale italiana (cur.) Libreria Editrice Vaticana 5,50 *
8 Fiorire d’inverno. La mia storia Nadia Toffa Mondadori 18,00
9 L’amica geniale. Vol. 1 Elena Ferrante E/O 18,00
10 Io sono con voi. Catechismo per l’iniziazione cristiana dei fanciulli (6-8 anni) Conferenza episcopale italiana (cur.) Libreria Editrice Vaticana 5,50 *

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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VIAGGIO IN AFRICA di Giorgio Manganelli (recensione)

VIAGGIO IN AFRICA di Giorgio Manganelli (Adelphi, a cura di Viola Papetti)

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L’Africa di Manganelli

di Gianluca Barbera

Nel 1970 Manganelli viene incaricato dalla multinazionale Bonifica, che progetta di realizzare una strada lungo la costa orientale dell’Africa, da Dar es Salaam al Cairo, di compiere un sopralluogo di due mesi in quei luoghi e stendere una relazione. La strada non verrà mai realizzata e nessuna delle due versioni stese da Manganelli sarà mai pubblicata. Colma la lacuna Adelphi dando alle stampe “Viaggio in Africa” (a cura di Viola Papetti, pp. 71, euro 7), fedele alla prima versione. Dopo una cena a Spoleto, nella casa di Castaldi (dirigente di Bonifica), Manganelli, seppure riluttante, accetta di sobbarcarsi la fatica di un viaggio che definirà “splendido e massacrante”. Si presenta in albergo in “completo kaki, berretto con visiera e ombrello”, pronto a sfidare un mondo ignoto, a bordo di un gippone fatto per frantumare le ossa, tra leoni, coccodrilli, serpenti e marabù; passando per città “inventate” dagli europei (Nairobi, Kampala, Gibuti), percorrendo Paesi sconvolgenti. “L’Africa è una incredibile meraviglia” scrive in una lettera da Dar es Salaam, “ma che pesantezza”. Quella di Manganelli è un’Africa descritta con potenza visiva: “Costole, ossame di un cadavere geologico: montagne di ciottoli lavorate da un’acqua furibonda ed effimera; valli livide tra giallo e ocra, luoghi inaccessibili protetti o esclusi da barriere invalicabili”; dominata da una natura “che ancora odora di creazione”. Una terra in cui “l’uomo, essere labile e spaventato, ininterrottamente tratta la propria sopravvivenza con l’indifferenza del mondo”. La relazione che stende al ritorno è un serrato confronto tra due mondi inconciliabili. Tra un’Europa continente-città, dove tutto è regolato dalle necessità economiche, e un’Africa fatta di “città rare e lontanissime; spazi indifferenti, un pachiderma planetario abitato e percorso da insetti lievissimi e provvisori”. Una terra “senza strade, percorsa da lunghe, rare piste sinuose, labili e ostinate”. E non è una differenza da poco perché “la strada è mentale, la pista fisiologica”. Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 18 al 24 giugno 2018 – segnaliamo “Le persiane verdi” di Georges Simenon (Adelphi)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 18 al 24 giugno 2018

Questa settimana segnaliamo: “Le persiane verdi” di Georges Simenon (Adelphi), che entra in classifica generale all’11° posto

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Si conferma al 1° posto il nuovo libro di Andrea Camilleri: “Il metodo Catalanotti” (Sellerio)

Mantiene la 2^ posizione, “Divertiti con Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te” di Me contro Te (Mondadori Electa)

Si conferma al 3° posto “La lettera d’amore” di Lucinda Riley (Giunti Editore)

Mantiene il 4° posto Joël Dicker con “La scomparsa di Stephanie Mailer” (La nave di Teseo)

Entra in top ten in 5^ posizione “I figli di Dio” di Glenn Cooper (Nord)

Mantiene il 6° posto “Origin” di Dan Brown (Mondadori) – edizione economica

Al 7° posto: “Sulla tua parola. Messalino luglio-agosto 2018. Letture della messa commentate per vivere la parola di Dio” (Editrice Shalom)

Entra in top ten, all’8° posto, “Hippie” di Paulo Coelho (La nave di Teseo)

In 9^ posizione (la settimana scorsa era al 5° posto), #Ops di Elisa Maino (Rizzoli)

In 10^ posizione (la settimana scorsa era al 7° posto) “Divorare il cielo” di Paolo Giordano (Einaudi)

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Questa settimana segnaliamo: “Le persiane verdi” di Georges Simenon (Adelphi), in classifica generale all’11° posto

“Bevve il terzo bicchiere a occhi chiusi. Poi ne bevve un quarto e solo allora si eresse in tutta la sua altezza, spinse il petto in fuori, gonfiò le guance e tornò a essere quello che tutti erano abituati a vedere. Si guardò intorno, osservando le facce che fluttuavano tra le nuvole di fumo, e contrasse le labbra in una smorfia, la sua famosa smorfia, feroce e patetica insieme, che alla fine produsse l’effetto desiderato, li fece ridere, come a teatro faceva ridere la platea, il tipico riso nervoso di chi per un attimo ha avuto paura.”

«Forse questo è il libro che i critici mi chiedono da tanto tempo e che ho sempre sperato di scrivere» azzarda Simenon, che ha terminato “Le persiane verdi” in una sorta di stato di grazia, all’indomani della nascita del secondo figlio. Ha tutte le ragioni di essere soddisfatto: è riuscito a scolpire una figura larger than life, Emile Maugin, celeberrimo attore giunto, a sessant’anni, all’apice del successo e della fama, che un giorno apprende di avere, al posto del ventricolo sinistro, «una specie di pera molle e avvizzita». «Maugin non è ispirato né a Raimu, né a Michel Simon, né a W.C. Fields, né a Charlie Chaplin» afferma risolutamente Simenon nell’Avvertenza. «E tuttavia, proprio a causa della loro grandezza, non è possibile creare un personaggio dello stesso calibro, che faccia lo stesso mestiere, senza prendere in prestito dall’uno o dall’altro certi tratti o certi tic». Ciò detto, taglia corto, «Maugin non è né il tale né il talaltro. È Maugin, punto e basta, ha pregi e difetti che appartengono solo a lui». Pregi e difetti alla misura del personaggio: dopo un’infanzia sordida, ha lottato, perduto, vinto, amato, desiderato, conquistato e posseduto tutto – donne, fama, denaro -, e coltiva la propria leggenda abbandonandosi a ogni eccesso. Prepotente, scorbutico, cinico (ma segretamente generoso), regna da tiranno su un piccolo mondo di sudditi devoti e trepidanti, fra cui la giovanissima e amorevole moglie, ma vive nella costante paura della morte e nella nostalgia dell’unica cosa che non ha mai conosciuto: la pace dell’anima – quella cosa tiepida e dolce a cui il suo desiderio attribuisce la forma di una casa con le persiane verdi.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Il metodo Catalanotti Andrea Camilleri Sellerio Editore Palermo 14,00
2 Divertiti con Luì e Sofì. Il fantalibro dei Me contro Te Me contro Te Mondadori Electa 15,90 *
3 La lettera d’amore Lucinda Riley Giunti Editore 16,90
4 La scomparsa di Stephanie Mailer Joël Dicker La nave di Teseo 22,00
5 I figli di Dio Glenn Cooper Nord 20,00
6 Origin Dan Brown Mondadori 7,90 S
7 Sulla tua parola. Messalino luglio-agosto 2018. Letture della messa commentate per vivere la parola di Dio Editrice Shalom 4,00
8 Hippie Paulo Coelho La nave di Teseo 18,00
9 #Ops Elisa Maino Rizzoli 15,90
10 Divorare il cielo Paolo Giordano Einaudi 22,00

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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IL METODO DI MAIGRET E ALTRI SCRITTI SUL GIALLO di Leonardo Sciascia (recensione)

IL METODO DI MAIGRET E ALTRI SCRITTI SUL GIALLO di Leonardo Sciascia (Adelphi)

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di Gianni Bonina

Raccogliendo in volume gli interventi di Leonardo Sciascia in tema di romanzo poliziesco, il curatore Paolo Squillacioti (che sta compiendo per Adelphi un’opera mirabile di recupero dei testi sciasciani dispersi e dallo stesso Sciascia accantonati: dopo Il fuoco nel mare e Fine del carabiniere a cavallo ecco appunto Il metodo di Maigret) non ha escluso, benché uscita nel 1983, con qualche modifica, su Cruciverba dove ha avuto la maggiore visibilità, la nota forse più famosa, Breve storia del romanzo poliziesco, pubblicata nel 1975 su Epoca, nota dalla quale conviene senz’altro partire per ricordare lo Sciascia amateur e haïsseur del giallo, parola da lui sempre usata tra virgolette a designarne la provvisorietà e forse l’approssimazione. Amatore per avere, su sua stessa ammissione, trascorso l’adolescenza leggendo gialli e continuando a farlo con grande passione; odiatore per la condivisione dell’opinione generale per cui il giallo è un sottoprodotto culturale, tanto da chiedersi, all’uscita di un saggio sul poliziesco scritto da un accademico quale reazione avrebbero avuto gli altri cattedratici.
Nell’articolo che ha per titolo quello stesso dato dal docente universitario al proprio saggio, Breve storia del romanzo poliziesco, per spiegare il favore del genere letterario (in Italia nel testo su Cruciverba, nel mondo in quello su Epoca), Sciascia sceglie una frase di Alain (ovvero Émile-Auguste Chartier) secondo cui «l’effetto certo dei mezzi di terrore e di pietà, quando li si adoperi senza precauzione, è lo sgomento e la fuga dei pensieri»: dove la precauzione è l’arte, l’uso della quale sterilizza “l’effetto certo” e del romanzo poliziesco restituisce, assieme allo sgomento, soprattutto il senso di un divertimento: idea questa che piace molto a Sciascia – il giallo come fuga dai pensieri – già in forma diversa espressa molti anni prima, nel 1953, in un articolo che adesso ritroviamo in Il metodo di Maigret e poi riproposta, come vedremo, nel 1957. Leggi tutto…

ADDIO A OLIVER SACKS

ADDIO A OLIVER SACKS: è morto il 30 agosto 2015 a New York

Lo scrittore e neurologo britannico, autore di numerosi bestseller, fu celebre soprattutto per il suo libro del 1973 Risvegli  (adattato in un film omonimo nel 1990). Il suo libro Musicofilia fu l’oggetto di un episodio della serie Nova della PBS.

Di seguito pubblichiamo, un video dedicato a Musicofilia (dove Oliver Sacks spiega il rapporto tra i malati di Alzheimer e la musica) e segnaliamo due estratti tratti, appunto, da “Musicofilia” e “Risvegli

 

Le schede e gli estratti di “Musicofilia” e “Risvegli
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È KATJA PETROWSKAJA LA VINCITRICE DEL PREMIO STREGA EUROPEO 2015

È KATJA PETROWSKAJA LA VINCITRICE DEL PREMIO STREGA EUROPEO 2015

È la scrittrice ucraina Katja Petrowskaja – con il suo romanzo scritto in lingua tedesca Forse Esther, tradotto in Italia da Adelphi – ad aggiudicarsi la seconda edizione del Premio Strega Europeo, un’iniziativa promossa dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, con la Casa delle Letterature, Letterature Festival Internazionale di Roma e con la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea. La vincitrice è stata annunciata questa sera da Tullio De Mauro, presidente della Fondazione Bellonci e dal direttore Stefano Petrocchi, alla presenza della cinquina dei candidati.

Anche a questa seconda edizione del premio hanno partecipato cinque scrittori recentemente tradotti e pubblicati in Italia, vincitori nei Paesi di provenienza un importante riconoscimento nazionale: cinque voci rappresentative di diverse aree linguistiche e diverse tradizioni letterarie, ciascuna portatrice di un modo originale di esplorare le latitudini del romanzo contemporaneo.

La cinquina europea è stata selezionata dalle direzioni della Fondazione Bellonci e di Casa delle Letterature. Questi gli autori e i libri in concorso:

  1. Rafael Chirbes (Spagna), Sulla sponda, traduzione di Pino Cacucci (Feltrinelli 2014) – Premio de la Crítica de narrativa castellana, Premio Francisco Umbral 2013.
  2. Stefan Hertmans (Belgio), Guerra e trementina, traduzione di Laura Pignatti (Marsilio 2015) – AkoLiteratuurprijs, De Gouden Boekenuil 2014.
  3. Alain Mabanckou (Francia), Pezzi di vetro, traduzione di Daniele Petruccioli (66thand2nd 2015), Prix des cinq continents de la francophonie 2005.
  4. Katja Petrowskaja (Germania), Forse Esther, traduzione di Ada Vigliani (Adelphi 2014), Ingeborg-Bachmann-Preis 2013.
  5. Tommy Wieringa (Olanda), Questi sono i nomi, traduzione di Claudia Cozzi e Claudia Di Palermo (Iperborea 2014), Libris Literatuur Prijs 2013.

Katja Petrowskaja ha ottenuto 11 voti sui 23 espressi dalla giuria composta dagli scrittori vincitori e finalisti del Premio Strega – Alessandro Barbero, Laura Bosio, Giuseppe Catozzella, Antonella Cilento, Giuseppe Conte, Maria Rosa Cutrufelli, Antonio Debenedetti, Ernesto Ferrero, Marcello Fois, Mario Fortunato, Paolo Giordano, Melania G. Mazzucco, Edoardo Nesi, Valeria Parrella, Lorenzo Pavolini, Roberto Pazzi, Romana Petri, Lidia Ravera, Antonio Scuratie Domenico Starnone –, dal direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea Lucio Battistotti, dalla direttrice di Casa delle Letterature di Roma e del Festival Internazionale Letterature Maria Ida Gaeta e dal direttore della Fondazione Bellonci Stefano Petrocchi. Il premio di 3.000 euro è stato consegnato al termine della proclamazione da Lucio Battistotti. Leggi tutto…

SALVATORE SATTA: IL GIORNO DEL GIUDIZIO

SALVATORE SATTA: IL GIORNO DEL GIUDIZIO

di Simona Lo Iacono

A Nuoro la notte non è mai veramente notte, somiglia piuttosto a un’impostura, una di quelle visioni che gli hanno insegnato a tenere a bada con quattro trecce d’aglio e molti scongiuri.
Salvatore Satta non ha mai creduto alle storie di donne scarmigliate che portano sfortuna, alle favole di spiriti e demoni che si aggirano dannati. Tuttavia, adesso che è anziano e siede nel vecchio studio da notaio del padre, ha cominciato a pensare che qualche consistenza, le ombre, debbano averla.
Non si spiegherebbe altrimenti quel continuo andirivieni che da un paio di giorni lo tormenta. Quel bussare alla porta con nocche accorate e arruginite. Brutta mania quella dei fantasmi, pensa aprendo l’uscio per farli entrare, vendendoseli sfilare innanzi compunti e sbalestrati. Brutta mania.
E dire che appartiene a una illustre generazione di razionalisti. Ultimo figlio del notaio Salvatore Satta e di Antonietta Galfrè, si era laureato a Sassari in Giurisprudenza nel 1924, per diventare uno dei più eminenti cattedratici e commentatori del codice di procedura civile.
A nulla, tuttavia, è valso quel lungo esercizio su codici e leggi se adesso, e proprio sul finire della vita, ha deciso di lasciar parlare gli spettri.
Certo, la vecchiaia è il luogo dei commiati e dei bilanci, ed è forse per questo che le anime dei trapassati fremono e sbraitano con un chaicchiericcio che – infine – lo ha convinto: ma sì, darà loro una voce e ad ognuno offrirà ciò che in fondo va cercando: un giudizio.
Questo solo vogliono infatti da lui le ombre, “di essere liberate dalla loro vita”. Ma, perché ciò avvenga, bisogna che il grande fiume del vivere si arresti in quell’ “atto antiumano, inumano” che è il giudizio, “un atto – se lo si considera nella sua essenza – che non ha scopo”. Ma “di quest’atto senza scopo gli uomini hanno intuito la natura divina, e gli hanno dato in balìa tutta la loro esistenza”.
Per questo tutti ambiscono a essere giudicati, perchè con quell’atto finale possano trovare compimento e senso, addormentarsi finalmente affrancati dal peccato capitale, “il peccato di essere vivi”.
Ne “Il giorno del giudizio” (Adelphi, 1990) gli abitanti di Nuoro sfilano innanzi a Salvatore Satta, tutti gli consegnano il loro essere stati: donne che “sognavano e intristivano nella clausura”, pastori, banditi, oziosi e preti, vagabondi e prostitute. Leggi tutto…

LA PREDA, di Irène Némirovsky

La predaLA PREDA, di Irène Némirovsky
Adelphi, pag.212, € 18,00

di Anna Vasta

L’oblio della vita

Chi o cosa è la preda dell’omonimo romanzo di Irène Némirovsky, La preda (Adelphi, pag.212, € 18,00)? Pubblicato nel 1938, conquistò da subito i lettori della scrittrice ebrea, russa d’origine, francese per lingua e scrittura, e dunque per patria elettiva. In quello stesso anno era uscito La nausea di Sartre. Il titolo che il filosofo parigino avrebbe voluto dare a quel suo diario dei giorni infelici era Melancholia, la figura allegorica del famoso dipinto di Dürer. Ma a  Gallimard, l’editore, non piacque, e suggerì La nausea. Spesso il destino di un libro è legato al suo titolo. La nausea non ebbe una calorosa accoglienza: risultò intellettualistico, artificioso, arido, e chissà se il titolo non contribuì a suscitare quelle reazioni. Il romanzo di Irène Némirovsky, che i critici accostarono a quello di Sartre, ebbe un migliore impatto sul pubblico. Eppure qualcosa, più di qualcosa, lega le due opere, così diverse, quasi antitetiche per struttura compositiva- narrativa,  incalzante, densa, La preda ; introspettiva, spezzata, eccentrica, La nausea-, per scelta stilistica: una  prosa sferzante, tagliente come lama, eppure toccante nella sua nudità ed essenzialità, quella della scrittrice di Kiev; divagante, ellittica, tortuosa in Sartre. Eppure quell’ansia senza oggetto, l’impassibile pallore sul volto affilato di Jean-Luc Daguerne, il protagonista di La preda-uno dei tanti giovani disperati e di talento che affollavano le vie di Parigi arrabbattandosi con occupazioni miserabili in quei tempi feroci, gli anni 30, di una lunga, interminabile crisi-, solitario, tormentato camminatore per desolati boulevards , vicoli di tenebre, inospitali giardini, notturno frequentatore di sordidi bristrot in  una città gelida, nebbiosa, umida di pioggia e di nebbia, anche in  pieno fulgore primaverile, quanto somiglia all’infernale scontento di Antoine Roquentin, disilluso, cinico, incattivito relitto umano che si trascina  come un cieco  per le strade polverose di Bouville. Entrambi preda di una malattia dell’anima, la melancholia: la stessa che fa cercare a Laurent Daguerne, padre di Jean Luc, disincantato degli uomini e del vivere “l’oblio della vita” nella lettura. Oblio che il figlio cerca disperatamente tra le braccia di una donna, la piccola, infelice Marie, la sola che gli colma il cuore di tenerezza e di pace. Leggi tutto…

VLADIMIR NABOKOV: letteratura e musica

Parla, ricordoIn collegamento con il forum permanente di Letteratitudine dedicato al rapporto tra letteratura  e musica

PARLA, RICORDO di Vladimir Nabokov
Adelphi, 2012 – pagg. 364 – euro 23
a cura di Anna Raffetto – traduz. di G. Ragni

articolo di Claudio Morandini

Chi conosce la prosa sontuosa, musicalissima di Vladimir Nabokov non può trattenere lo stupore a un certo punto della raccolta di memorie che Adelphi ha pubblicato nel 2010 a cura di Anna Raffetto con il titolo “Parla, ricordo” (nella eccellente traduzione di Guido Ragni, a cui ricorreremo per le citazioni); perché Nabokov, con splendida nonchalance, confessa (rivendica, anzi) una totale mancanza di attitudine per la musica. E non solo riconosce di non aver mai nutrito il minimo interesse per la musica in quanto arte o pratica hobbistica di alto livello, ma asserisce di non capirci nulla, di sentirla come totalmente estranea al suo sentire.
La scoperta di questa sordità alla musica è precoce e, parrebbe, serenamente indolore. Al piccolo Vladimir, che dimostra da subito una forte sensibilità sinestetica nell’accostare suoni della lingua a colori, le note musicali sono evocano alcuna impressione ottica. “La musica, mi dispiace dirlo, mi giunge solo come una sequenza arbitraria di suoni più o meno irritanti. In determinate condizioni emotive riesco a sopportare gli spasimi di un vibrante violino, ma il pianoforte da concerto e tutti gli strumenti a fiato assunti in piccole dosi mi annoiano e in dosi maggiori mi scorticano vivo.”
Prima osservazione, forse banale: Nabokov, dall’alto della sua arte, sente di potersi permettere di confidare una sordità alla musica; sente anche di non doversi rammaricare di nulla. Di fronte a tante dimostrazioni di dilettantismo musicale, a volte anche un tantino imbarazzanti, da parte di scrittori o artisti, la sua franca confessione, che si colorerà in certe pagine di un’ilare perfidia, suona come uno schiaffo salutare, o almeno come un buffetto scherzoso. È un sano ridimensionamento dell’aura mistica riservata alla musica (ancora nel Novecento, in ambienti non musicali) una frase sui bambini prodigio come questa: “fanciulli graziosi e ricciuti che agitano bacchette o ammansiscono immensi pianoforti e che alla fine si trasformano in musicisti di seconda categoria, occhi tristi, oscuri disturbi, e qualche cosa di vagamente deforme nei posteriori eunucoidi”. Leggi tutto…

IRÈNE NÉMIROVSKY. L’ultimo grido

Irène Némirovsky. L’ultimo grido.

di Simona Lo Iacono

I gendarmi stanno per arrivare. Fiato sul collo, passi a marcarla stretta, sono lì e la staneranno – può sentirli. Ore, giorni? Irène non lo sa, ma accelera il polso e la scrittura scorre veloce, minutissima perché la carta scarseggia. Una scrittura che tra poco sarà una superstite. Come lei, un’ombra.
E’ l’estate del 1942. La scrittrice ebrea Irène Némirovsky è nel pieno della sua carriera letteraria. Figlia di un ricco banchiere ucraino, si è trasferita a Parigi, ne ha scelto la lingua, le vocali tonde, dolcissime. In francese ha infatti narrato la sua solitudine e i morsi cattivi del difficile rapporto con la madre. In francese si affretta a scrivere l’ultima storia.
La Francia, dunque, le ha dato tutto. Il successo, due figlie, un marito. Ed ora, proprio qui, le guardie la arresteranno. La preleveranno e la deporteranno ad Aushwitz.
Sudata, in attesa della fine e accovacciata nel bosco di Issy, Irène si sforza di non pensarci. Da lontano, gli sfoghi dell’allarme antiaereo ruggiscono disperati. Intinge il pennino e si concentra sulla sua storia: un esodo. Una fuga precipitosa verso la salvezza. D’altra parte, pensa, non è sempre stato questo, per lei, scrivere? Resistere.
L’ultima storia della Némirovsky si chiama “Suite francese” ed è sopravvissuta alla sua morte, avvenuta il 17 agosto 1942 nel campo di concentramento di Birkenau. La figlia Denise ha conservato il quaderno per cinquant’anni senza avere il coraggio di leggerlo, credendo che si trattasse di un diario e che rievocare la madre negli ultimi istanti fosse troppo doloroso. Solo nel 1990 lo ha dato alle stampe, quando ha scoperto che non era un’ autobiografia, ma uno dei più potenti romanzi del novecento. Tradotto in Italia da Adelphi, cui va il merito di aver portato alla luce l’opera della scrittrice, ancora in via di pubblicazione, “Suite francese” è la narrazione corale di un popolo travolto – suo malgrado – dalla Storia. Leggi tutto…