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Posts Tagged ‘Alessandra Sarchi’

IL DONO DI ANTONIA di Alessandra Sarchi (intervista)

“Il dono di Antonia” di Alessandra Sarchi (Einaudi Stile Libero): intervista all’autrice

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di Massimo Maugeri

Dopo il grande successo di “La notte ha la mia voce”, romanzo finalista al Premio Campiello 2017 (qui l’Autoracconto d’Autore, dedicato al libro, che l’autrice ha scritto in esclusiva per Letteratitudine), la scrittrice Alessandra Sarchi torna in libreria con un nuovo potente romanzo incentrato su tematiche che, da un lato, sono strettamente legate alla nostra contemporaneità, ma che dall’altro riguardano dinamiche e relazioni umane ataviche… come quelle relative al rapporto madri/figli.
Si intitola “Il dono di Antonia“, pubblicato (come il precedente) da Einaudi Stile Libero, e narra la storia di una donna che si trova a fronteggiare il rapporto doloroso e difficile con una figlia adolescente che soffre di anoressia e quello inatteso con un giovane venuto a cercarla dall’America per trovare in lei risposte sulla propria origine, sulla propria “appartenenza”. Un romanzo che indaga, tra le altre cose, su cosa significa essere madri ed essere figli alla fine di questa seconda decade di secondo millennio.
Ho avuto il piacere di discuterne con l’autrice…

– Alessandra, partiamo dall’inizio. Come nasce “Il dono di Antonia”? Da quale idea, spunto, esigenza o fonte di ispirazione?
Il “Dono di Antonia” nasce dall’idea di un figlio che va alla ricerca della madre biologica (invertendo l’archetipo di Telemaco che va alla ricerca del padre). Fin dall’antichità, nella Bibbia quanto nella letteratura greca e latina, troviamo rappresentata la situazione del figlio che va alla ricerca delle proprie origini perché è stato adottato, ha perduto i genitori o è stato scambiato in culla. Oggi la tecnologia medica crea la possibilità, prima inedita, che più individui concorrano con il proprio materiale genetico e con il proprio corpo a creare un’altra vita. Avviene ogni giorno in ogni parte del mondo, eppure è un fatto ancora molto poco esplorato dalla letteratura. Leggi tutto…

ALESSANDRA SARCHI racconta LA NOTTE HA LA MIA VOCE

ALESSANDRA SARCHI racconta il suo romanzo LA NOTTE HA LA MIA VOCE (Einaudi)

romanzo vincitore del: Premio Selezione Campiello 2017 e del Premio Letterario Internazionale Mondello 2017

Ritratto di Alessandra Sarchi 2015

di Alessandra Sarchi

Questo romanzo ha il suo nucleo originario nel personaggio della Donnagatto, amputata di una gamba e su una sedia a rotelle, eppure tanto vitale da far pensare a un felino sinuoso e scattante, da cui le deriva il soprannome che l’assimila a una supereroina.
La Donnagatto era già apparsa alla mia immaginazione quando scrivevo un racconto pubblicato poi nel numero 63 di “Nuovi Argomenti” col titolo La nuotatrice. Per la prima volta cercavo di affrontare il tema della diversità e della menomazione fisica nelle sue implicazioni simboliche e nel suo potenziale narrativo: lì il confronto si svolgeva fra due donne di cui una sana che aveva appena perso il lavoro e ne era affranta, l’altra che avendo perso da tempo la propria integrità fisica aveva trovato un altro modo per dare senso al proprio sé. S’incontravano in piscina, in acqua dove le regole della gravità sono abolite e le distinzioni fra chi cammina e chi non può farlo vengono accorciate.
Quando iniziai a pensare di estendere e arricchire il personaggio del racconto, che si chiamava Giovanna, nome che ho poi conservato nel romanzo, si aggiunse l’elemento della bella voce: doveva avere un dettaglio fisico molto caratterizzante e al tempo stesso estremamente impalpabile. La voce infatti ci contraddistingue come individui in maniera unica e sembra tradurre tutte le note del nostro carattere, ma è anche molto poco fisica, a differenza delle impronte digitali o della forma e del colore degli occhi.
E questa voce disincarnata in un certo senso doveva essere il paradosso intorno cui ruotava la faticosa ricerca di identità che viene percorsa all’interno del romanzo: come si sopravvive alla perdita di una parte di sé fondamentale, come si ricostruisce l’eros verso di sé e verso il mondo quando si è perso il contatto con il proprio corpo? Leggi tutto…