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Posts Tagged ‘Alessandro Savona’

CI SONO IO di Alessandro Savona (intervista)

CI SONO IO. Un adulto, un bambino, un viaggio. Oppure un rapimento?” di Alessandro Savona (Dario Flaccovio editore)

recensione e intervista a cura di Simona Lo Iacono

Lui e Pitar non sono vincolati dal sangue. E nemmeno da uno di quei provvedimenti del Tribunale che sugellano i destini. Né l’anagrafe si è mai preoccupata di associare i loro cognomi, o qualche numero di protocollo li ha appaiati per asseverare che si appartengono. Eppure, nel viaggio che iniziano a fare insieme è come se recuperassero in una volta sola i lacci della legge e del cuore, i nodi benedetti delle intrusioni, e cioè quello che è essere un padre e un figlio.
Certo, nessuno darebbe molta fiducia a una aggregazione così. Un bambino sbilenco e un uomo che fa il volontario in una casa famiglia, due mondi affollati dalla stessa, pericolosa necessità. Amare. Ed essere amati.
Eppure, nel viaggio che intraprendono, il bambino e l’uomo diventano in qualche modo partecipi di quel mistero che è generare, se vero è che la nascita non sempre è tale la prima volta, quando si esce da un grembo di madre, e si scava dal suo corpo il cunicolo che porterà alla luce. L’uomo e il bambino vivono invece la rinascita, quella possibilità di essere generati con miglior fortuna una seconda volta, quando si è forse più pronti all’ignoto, quando si ha la bisaccia dei propositi ormai vuota, e alla paura si è sostituita l’audacia di essere felici.
Così vanno, il bimbo di cinque o sei anni, un incisivo cariato e i capelli neri che sventolano al sole, e l’uomo al volante, già consapevole di quanto sia importante, per nascere di nuovo, essere salvati.
L’auto è ammaccata e pericolante, la strada polverosa e segnata solo dall’estro del momento. Né vengono consultati navigatori, o mappe precise e geografie ancorate ai meticolosi radar di un satellite.
D’altra parte non sarà un viaggio di soli luoghi, ma di ricordi, di sogni audaci e necessari, di invocazioni di aiuto e di libertà. E sarà un viaggio tra i libri. Tra i dolori che le pagine sanno lenire, e tra quelli che nessun romanzo può consolare, ma solo aiutare a stanare.

– Chiedo dunque ad Alessandro Savona, scrittore di quel viaggio – confluito nel magnifico romanzo “Ci sono io” (Flaccovio editore): Alessandro, per parafrasare il titolo del tuo libro, ci sei tu in Pitar?
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CAFFÈ D’ORZO, LATTE DI MANDORLA E SELTZ di Alessandro Savona

Caffè d'orzo, latte di mandorla e seltzCAFFÈ D’ORZO, LATTE DI MANDORLA E SELTZ di Alessandro Savona

recensione e intervista di Simona Lo Iacono

La città dorme. Nessuno la scruta, i lampioni barbagliano sfocando il caldo, il monte Pellegrino, sullo sfondo, sembra evaporare come un’ombra.
Palermo pare stesa su un lato come un’immensa donna prona, una donna anziana e ancora bella, su cui è rimasta l’impronta degli orecchini penduli, delle collane fastose di coralli, dei bracciali a cerchio tintinnanti e chiassosi.
Solo un uomo si aggira per le strade, misura coi passi la lunghezza del suo corpo, ne percorre le curve morbide, le gambe incolonnate, i seni rotondi. Sembra l’unico ad accorgersi che è viva, che respira, che le crepe nascondono una maestà ancestrale e segreta, una dignità ancora severa, regale, da predestinata.
L’uomo la tocca. Le pietre, i palazzi, i vecchi vicoli addormentati e perplessi cui l’incuria non riesce a sottrarre quell’aria da immensa signora solitaria e pensierosa.
E la ama.
La ama come sa fare lui, senza gesti, senza carezze.
Raccontandola.
Così, scrive. L’uomo sceglie momenti, vecchie foto, resti di un passato che sotto il peso del tempo non smette di vibrare e di dire.
Narra dei suoi abitanti, dei vivi e dei morti, dei sogni e degli abbagli. Di bevande che non si usano più e di prostitute che non sanno di resuscitare i fantasmi. Di bambini troppo adulti, e di destini che – forse – non si compiranno mai. Di notti, di giorni, di tutto ciò che la vita lascia affiorare con dolore e fragilità, vestendosi di lutti, di nascite, di miracolosi ritorni.
Alessandro Savona è quell’uomo che ama scrivendo, che in “ Caffè d’orzo, latte di mandorla e seltz” (Novantacento editore) ci restituisce Palermo con la grazia di un cantore e la dolcezza di un poeta.

-Alessandro, gli chiedo, cos’è, anzi chi è Palermo? Leggi tutto…