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Posts Tagged ‘Alfio Siracusano articoli’

IL TEMPIO DELL’ATTESA di Gianni Bonina (recensione)

“Il tempio dell’attesa” di Gianni Bonina (Bertoni)

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di Alfio Siracusano

È difficile immaginare un tempo più carico di mistero dei primi decenni di quella che si è convenuto di chiamare Era volgare, che si fa cominciare dalla nascita di Gesù Cristo. E la ragione è che da allora mutarono radicalmente le basi, antiche di almeno nove secoli, su cui poggiava la cultura. Che andò disincrostandosi dalle vecchie categorie greco-latine fondate sugli dei dell’Olimpo, e vide irrompere al suo interno il messaggio nuovo venuto dall’oscura vicenda accaduta in Palestina di un predicatore che si definiva figlio di Dio, operava “miracoli” e del quale si diceva addirittura che fosse “risuscitato” dopo la sua condanna a morte. I suoi insegnamenti, che i discepoli si ingegnavano a trasmettere, erano rivoluzionari e parlavano di uguaglianza tra gli uomini, di ultimi che sarebbero diventati primi, di ingiustizie che avrebbero avuto ricompensa nel regno dei cieli e via dicendo. Leggi tutto…

IO, AGRÒ E IL GENERALE di Domenico Cacopardo (recensione)

“Io, Agrò e il generale” di Domenico Cacopardo (Marsilio)

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di Alfio Siracusano

Ogni libro, specie se meritevole di lettura, ha sempre un fondo da cui germina, come un albero frondoso che si alimenta della feracità che gli trasmettono le radici e che lui esprime nel rigoglio dei rami, delle foglie e dei frutti. In un libro essi sono la sua scrittura, i suoi personaggi, i fatti che racconta, le idee che veicola, i turbamenti che suscita.
Questo mi è avvenuto di pensare leggendo quest’ultimo romanzo di Domenico Cacopardo, Io, Agrò e il generale (Marsilio 2021, pagg. 473), che peraltro mi è parso anche nuovo rispetto ai suoi precedenti. E non è che sia mutato lo stile. Come sempre Cacopardo è narratore puntiglioso, implacabile nella ricostruzione dei fatti fino alle minuzie, preciso nel mettere il lettore dentro i meccanismi delle procedure, acuto nel disegnare i protagonisti del lavoro giudiziario, ciascuno col suo carattere, le sue fisime, a volte le sue leggerezze, in definitiva la sua umanità. Aggiungerei che sta qui la sua pòiesis, la sua capacità di creare un mondo sì di fantasia ma vero della verisimiglianza dei caratteri, della naturalezza dei gesti e dei comportamenti. Tanto più dentro una trama di eventi che discopre un mondo doppio, del crimine e della legge, rivelandolo nella sua cruda verità. Leggi tutto…