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Posts Tagged ‘Algra’

OLTRE GLI SGUARDI di Rossella Campisi

“Oltre gli sguardi” di Rossella Campisi (Algra)

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di Alessandro Russo

Tutte le volte che, in salotto, incomincio col leggere un nuovo libro fa capolino la mia Carola, di sette anni, che regolarmente mi domanda di che si tratta. «Questo libro –spiego a mia figlia- non è solo un romanzo ma è soprattutto un omaggio all’arte dell’insegnamento. Insegnare non è una faccenda semplicissima e la cosa davvero importante è far emergere negli allievi i loro pensieri personali senza alcuna imposizione.» Questo il messaggio basilare di Oltre gli sguardi di Rossella Campisi (Algra Ed. pp149, €14); insegnare è una passione e gli approcci didattici originali andrebbero valorizzati e premiati più spesso di quanto accada.
Orbene c’è un docente universitario un pizzico sui generis che sta per andare in pensione e che risponde al nome di Umberto Cosentini. Ama egli il sigaro e le bretelle, sogna un ateneo basato su metodi innovativi che abbattano i pregiudizi con i quali quotidianamente ci confrontiamo ed è il protagonista di questo romanzo. Dipinto in modo anticonformista e anticonvenzionale, il professor Cosentini insegna Pedagogia speciale, rompe gli schemi e va contro le regole dell’università stessa. Leggi tutto…

IL GATTO FIGARO di Grazia Calanna

“Il Gatto Figaro” di Grazia Calanna, una favola ambientata tra il Parco dell’Etna e il Teatro “Bellini” di Catania

 Il 12 febbraio, ore 10, la presentazione in anteprima all’I.C.S. “G. Fava” di Mascalucia (CT)
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IL CANTO DEL MARE di Paola Tricomi

IL CANTO DEL MARE di Paola Tricomi (Algra editore)

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Nel mistero di ogni destino

di Gabriella Grasso

“A chi ogni giorno tenta di riscrivere il destino proprio e altrui” è dedicato l’ultimo lavoro di Paola Tricomi, autrice colta e sensibile che abbiamo conosciuto attraverso i suoi versi, le raccolte poetiche “La voce a te donata” e “Il nome del nulla”, sillogi apprezzate da intellettuali e poeti del calibro di Maurizio Cucchi. Stavolta Paola propone un racconto lungo (o romanzo breve, se si preferisce) intitolato “Il canto del mare”, edito da Algra, costruito attorno al tema del destino e arricchito dai suggestivi dipinti di Carlo Cordua. Attraverso le vicende della giovane Elisabeth, ingegnere informatico che vive in California e si occupa di intelligenza artificiale, con una grande passione per le immersioni subacquee e per gli oggetti e le tracce del passato, l’autrice sviluppa una riflessione sofferta sull’ineluttabilità o meno di ogni destino, tanto a livello personale quanto universale. Leggi tutto…

LA SICILIA NEL CUORE di Milena Privitera

LA SICILIA NEL CUORE di Milena Privitera (Algra editore): intervista all’autrice

Il nuovo libro di Milena Privitera, edito da Algra, si intitola “La Sicilia nel cuore“, e contiene pagine intense dedicate alle viaggiatrici che hanno attraversato la terra di Sicilia tra il Settecento e l’Ottocento. In epigrafe troviamo questa citazione di Isabelle Eberhardt. “Partire è la più bella e coraggiosa di tutte le azioni. Una gioia egoistica forse, ma una gioia, per colui che sa dare valore alla libertà. Essere soli, senza bisogni, sconosciuti, stranieri e tuttavia sentirsi a casa ovunque, e partire alla conquista del mondo.
Bellezza e coraggio, dunque. Gioia e libertà.
Chi sono queste donne? Il lettore avrà modo di conoscere le storie di (per quanto concerne il Settecento) Charlotte Mary Nelson Bridport, Emelia Russell Gurney, Emily Lowe, Frances Minto Elliot, Julia Kavanagh, Lucinda Darby Griffith, Marianne North, Speranza Von Schwarz; e di Emma Mandell Rice, Ethel Brilliana Tweedie, Mabel Frances Hill, Margareth Elizabeth Fountaine, Nevil Jackson, Norma Octavia Lorimer, Renate Kuerschner (con riferimento al Novecento).

Ne ho discusso con l’autrice…

– Cara Milena, raccontaci qualcosa sulla genesi di questo tuo nuovo libro “La Sicilia nel cuore”. Cos’è che ti ha spinto a scriverlo? Leggi tutto…

ANTOLOGIA DI MUSICA LEGGERA

ANTOLOGIA DI MUSICA LEGGERA (AA.VV. – a cura di Alessandro Russo e Gabriella Rossitto – Algra editore)

Un laboratorio di scrittura confluisce dentro un libro, otto esordienti affinano le proprie facoltà creative e concretizzano un sogno. È un tuffo nel passato realizzato con voci differenti lAntologia di musica leggera (AA.VV. 2018 Algra Ed, pp. 88, € 10) che sarà presentata giovedì 13 dicembre 2018 alle 17,30 presso la biblioteca V. Bellini di Catania in via Di Sangiuliano 307 (intermezzi musicali di Torquato Tricomi & Antonello Bruno).
Grazie ai prodigi di cui è capace il linguaggio universale della musica, il testo si legge d’un fiato e intanto si ascolta e perfino si canticchia. Questa Antologia è infatti liberamente ispirata da alcuni celebri pezzi di musica leggera: da Franco I e Franco IV a Francesco De Gregori e Francisco Canaro passando per gli Abba, Edoardo Bennato, Neil Young e Max  Gazzè.
Hanno curato il volume Alessandro Russo e Gabriella Rossitto, la copertina è dell’artista Enzo Salanitro.
Lo stile è ora svelto, nervoso, contemporaneo, ora ironico e dissacratorio, crudo o persino crudele; il linguaggio accarezza l’iperbole, esagera, gonfia i personaggi in un crescendo di incredibile. Leggi tutto…

LE RADICI PROFONDE NON GELANO: intervista a Matteo Bua

Le radici profonde non gelano. Adrano e San Nicolò Politi 1117-2017” (Algra editore): intervista a Matteo Bua

intervista a cura di Francesca Politi

Fresco di stampa, destinato a costituire un testo “obbligatorio” per tutti coloro che vogliono approfondire la figura di San Nicolò Politi, “Le radici profonde non gelano. Adrano e San Nicolò Politi 1117-2017” è anche un libro moderno, con approfondimenti culturali e storici che piaceranno anche ai non addetti ai lavori.
Il libro nasce dal lavoro di ricerca, approfondimento e divulgazione storica, scaturiti dal dibattito su San Nicolò in occasione del Novecentenario dalla nascita del santo, durante il Mese della Cultura 2017 organizzato ad Adrano lo scorso anno, che ha visto la partecipazione di numerose personalità di spicco in ambito storico e culturale. Dalla collaborazione tra il professore Matteo Bua e il medievalista Marco Leonardi, i curatori, è nato un testo con un approccio innovativo alla figura di un santo, di cui si è parlato per secoli e di cui si è scritto ancora troppo poco.

F: “Le radici profonde non gelano…”. Un titolo audace, da dove nasce?
Matteo-BuaM: La frase è tratta dal celebre libro di Tolkien “Il Signore degli Anelli” e l’abbiamo scelta perché calza a pennello a questa pubblicazione, che ha come fine quello di ritrovare le radici identitarie di una società, guardando ad una civiltà antica e per molti versi dimenticata.
È necessario risalire alle radici profonde che “non gelano”, in quanto per molto tempo tale storia, intesa come passato, è stata in gran parte ignorata.
Un approccio errato alla conoscenza storica, viziata da pregiudizi ideologici e/o culturali, ha generato, soprattutto sulla figura di San Nicolò, una commistione tra storia e leggende popolari, che ha nuociuto fortemente alla prima.
Dicendo ciò non voglio sconfessare il valore delle tradizioni orali, valide fino a quando non alterano e non si sostituiscono alla storia. Leggi tutto…

VENTO DI MARE di Paolo Sidoti: incontro con l’autore

VENTO DI MARE di Paolo Sidoti (Algra) – incontro con l’autore

Domenica 1 luglio, Paolo Sidoti presenterà il suo nuovo libro, “Vento di Mare” (Algra), nell’ambito della rassegna “Spazio al Sud” 2018–  H. 18:30, c/o Hotel Isabella, C.so Umberto 58, Taormina. L’incontro è coordinato dalle giornaliste Maria Teresa Papale, direttrice della rassegna, e Milena Privitera (che dialogherà con l’autore.

Il romanzo è ispirato alla biografia del maresciallo Alfredo Agosta, vittima della criminalità organizzata nella Catania violenta dei primi anni ‘80.

Abbiamo incontrato l’autore chiedendogli di raccontarci qualcosa su questo suo nuovo libro…

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«E’ un libro che non avrei mai voluto scrivere per il triste epilogo di una persona dall’alto valore umano e professionale come il maresciallo Alfredo Agosta», ci ha spiegato Paolo Sidoti.
paolo-sidoti«Ho documentato la sua vita e contestualizzato l‘ambiente in cui viveva e lavorava, quello di una città avida di morte, violenta e assetata di sangue degli anni ’80. Catania è una città che dimentica facilmente e questo libro spero possa essere letto dai giovani, per conoscere un periodo della città poco conosciuto.
Fondamentalmente “Vento di Mare” è un inno alla vita anche se si parla di morte.
Muore veramente chi non è mai ricordato nel cuore della gente! Chi ha abbracciato il male non gode di questo privilegio, infatti nessuno parla più di Totò Riina.
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ESORDI LETTERARI: Giulia Campinoti e Tiziana Nicolosi

Segnaliamo gli esordi letterari di due autrici: Renè Dubois. La vita ai tempi di Dario Mancuso” di Giulia Campinoti (Edizioni Il Foglio) e “Amar te. Iride” di Tiziana Nicolosi (Algra)

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Gordiano Lupi ha la fama di essere un eccellente talent-scout letterario. Tra le sue “scoperte”, giusto per citare un nome, c’è anche Sacha Naspini che appena pubblicato “Le case del malcontento” (Edizioni E/O): qui potete leggere il suo “Autoracconto d’autore”.
Il laboratorio editoriale di Lupi ha dato spazio, di recente, a tanti nuovi esordi letterari. Segnaliamo quello di Giulia Campinoti, autrice di “Renè Dubois. La vita ai tempi di Dario Mancuso“. Abbiamo incontrato l’autrice per chiederle di parlarci del suo libro…

«René è un’opera nata per caso», ci dice Giulia. «L’idea principale si è delineata conversando nei corridoi del liceo dove lavoro. Inizialmente, René doveva essere l’antagonista “cattivo” di un’altra storia, quindi avevo teorizzato di abbozzare a grandi linee la sua personalità e perciò anche i suoi obiettivi. Grazie all’acuta considerazione della mia interlocutrice, la caratterizzazione di René si è fatta così densa da trasformarsi in un progetto più sostanzioso e di tutt’altro tipo: la storia in cantiere abbracciava il fantasy e il soprannaturale, invece René è un cocktail di generi, i cui ingredienti sono il romanzo di formazione, il giallo, il pulp e l’azione. Perciò, se desiderate provare un sapore particolare, il drink è servito!».

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Un altro esordio letterario che desideriamo segnalare è quello di Tiziana Nicolosi che, grazie ad Algra (la casa editrice diretta da Alfio Grasso) ha appena pubblicato il romanzo breve “Amar te. Iride“. Anche in questo caso abbiamo incontrato l’autrice…
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L’ALTRO SÉ di Lorenzo Perrona (intervista all’autore)

L’ALTRO SÉ, OPPOSIZIONI LETTERARIE DAL SUD di Lorenzo Perrona (Algra editore)
Silone, Levi, Brancati, Pasolini, Sciascia

di Domenico Trischitta

Un raffinato saggio, quello del critico letterario Lorenzo Perrona, che indaga l’unicità italiana intesa come opposizione. Una sorta di colonialismo interno che ha plasmato una produzione narrativa che fa i conti con le due Italie, quella meridionale contadina rappresentata dallo stereotipo del “cafone” di Ignazio Silone e quella borghese industriale nordista di Levi. Il sottosviluppo economico e sociale ha provocato paradossalmente una supremazia letteraria sudista, qua espressa, per esempio, dall’opera di Vitaliano Brancati, che da siciliano si muove sull’asse geografico Pachino, Catania, Roma. Addirittura ci sono scrittori del Nord che scendono in campo e si mimetizzano con il tessuto contadino del Sud (oltre Levi e Pasolini aggiungerei anche Giuseppe Berto), esemplare l’esperienza di Pasolini nelle borgate romane, che attraverso la sessualità e l’empatia del registro linguistico ne assorbe gli umori fino alle estreme conseguenze fatali. Le ragioni necessarie di una scrittura di militanza che in Vitaliano Brancati e in parte in Leonardo Sciascia assumono i connotati di un atavico disagio esistenziale. Da non perdere.

-Perrona, da dove parte questa sua ricerca?
Direi che, più che il punto di partenza, è un certo percorso che mi ha portato a scegliere necessariamente di sviluppare questa ricerca. La questione di partenza è stata questa, da dove nasce, e perché, l’idea “culturale” del Nord Italia e del Sud Italia, un’idea che è acquisita dagli italiani e dai non italiani come un dato di fatto che differenzia e, a volte, discrimina gli individui. Un’idea così radicata da partorire un partito che parlava addirittura di secessione, che ha governato l’Italia per diversi anni ed è tuttora una forza politica rilevante. Se fossi rimasto a vivere nella mia città, Genova, non avrei potuto affrontare efficacemente queste questioni così complesse, perché era necessario prendere le distanze da tante cose, acquisire nuove esperienze culturali: fare chiarezza sull’eurocentrismo e su come le dinamiche identitarie entrino nel discorso nazionale. Direi che, se il mio libro ha qualcosa di metodologicamente originale, è che non fa un discorso semplicemente interdisciplinare (appoggiandosi cioè ad altre discipline, come la sociologia o l’antropologia), fa un discorso sulla letteratura, sui meccanismi della creazione letteraria.

-Ci spiega meglio questo colonialismo letterario, tipicamente italiano? Leggi tutto…

IL GALLO CANTA ALLE SEI di Caterina La Rosa La Rocca

Pubblichiamo un estratto del romanzo IL GALLO CANTA ALLE SEI di Caterina La Rosa La Rocca (Algra editore).

Caterina La Rosa La Rocca presenterà il suo nuovo romanzo giallo “Il gallo canta alle sei” (Algra Editore), mercoledì 26 Aprile – alle ore 18:00 – presso la Feltrinelli Libri e Musica di via Etnea 285 a Catania. La affiancheranno gli scrittori Orazio Caruso e Consuelo Consoli. Partecipano Grazia Cassetti e Danilo De Luca.

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Era già suonata la campana e vagavo per il cortile in attesa che mia madre arrivasse. Sapevo che avrebbe ritardato come al solito e detestavo quell’interminabile attesa durante la quale non avevo nessuno con cui scambiare due parole, niente da fare, se non convivere con la mia disperata solitudine.
Quei momenti esaltavano il mio isolamento, la mia incapacità di tessere rapporti, di confrontarmi con gli altri e per questo motivo li detestavo.
Osservai l’uomo che mi veniva incontro e mi colpì il suo aspetto completamente diverso dal solito, al punto che quasi non lo riconoscevo: si era rasato il volto, tagliato i capelli e indossava un vestito elegante e pulito. Mentre mi chiedevo le ragioni di quello straordinario cambiamento lo vidi avvicinare la bidella e scambiare delle battute con lei, che annuì col capo. Leggi tutto…

PIOGGIA E SETTEMBRE di Orazio Caruso (recensione e intervista)

PIOGGIA E SETTEMBRE di Orazio Caruso (Algra editore)

Orazio Caruso insegna Lettere nelle scuole medie superiori, cura gli allestimenti teatrali del suo liceo e si occupa di poesia, critica letteraria ed editoria. Ha pubblicato i romanzi: Sezione Aurea, 2006; Comici Randagi, 2012 (selezionato al Premio Brancati-Zafferana) e Finisterre, 2015 (Premio “Più a sud di Tunisi” Portopalo di Capo Passero). Il suo nuovo romanzo si intitola “Pioggia e settembre” ed è pubblicato dall’editore Algra (in copertina un’illustrazione di Alessio Grillo).

Di seguito, una bella recensione firmata da Giovanna Caggegi e una mia intervista all’autore.

Massimo Maugeri

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recensione di Giovanna Caggegi

L’ultimo romanzo di Orazio Caruso, Pioggia e settembre (Algra editore), si offre come una materia incandescente per la ricchezza e la straordinaria sintesi dei temi e delle forme, ovvero degli aspetti stilistici, della sua ispirazione: Poesia, Filosofia, Musica, Teatro.
Suscitate dalla lettura, mi piace condividere alcune suggestioni in forma sparsa o rapsodica, pensando di assecondare lo ‘spirito’ ariostesco che impregna il romanzo, come del resto esplicita l’autore citando l’incipit dell’Orlando furioso del quale quest’anno si festeggiano i 500 anni dalla pubblicazione.
Partiamo perciò dal titolo, Pioggia e settembre (che è anche il titolo di una canzone di Maurizio La Ferla su testo dello stesso Orazio Caruso), azzardandone una interpretazione. Settembre è il mese che chiude l’estate, non è ancora la piena maturità dell’autunno, ma è un momento di preparazione al cambiamento, alla raccolta dei frutti, alla vendemmia, dunque ai bilanci, se riportato a una dimensione esistenziale. E nel romanzo i protagonisti sono trentenni chiamati a entrare nell’’età della ragione’ e a fare i conti con sé stessi innanzitutto, con le loro radici, le loro scelte, le ambizioni e il loro destino futuro.
La pioggia del titolo è poi l’elemento naturale, ma anche la cifra simbolica, che a chiusura del romanzo interviene a sciogliere la tensione del dramma e a segnare il beneaugurante passaggio lustrale a una nuova stagione della vita. Quello delle stagioni è, del resto, un luogo molto caro all’autore che ama mettere in relazione il tempo lineare della Natura con quello franto e dialettico della Storia e dell’uomo nel suo destino individuale. Leggi tutto…

IL RUSSO-AZZURRO di Alessandro Russo (recensione)

il-russo-azzurroIL RUSSO-AZZURRO di Alessandro Russo (Algra editore)

Il Russo-azzurro: quando la parola si fa grido

di Maria Grazia Distefano

«Da un po’ di tempo io, cresciuto a pane e Catania, non riesco a seguir la partita nemmeno alla radiolina

Così leggiamo in una pagina de Il Russo-azzurro (Algra Editore, pp. 132 – € 13,00), ultimo libro  di Alessandro Russo, medico ortopedico e abile scrittore. Con la sua penna, sicura e a volte tagliente, Russo ricorda e analizza la storia del Catania Calcio, soffermandosi in particolare su due stagioni calcistiche: quella del 2014-2015, definita di “Alto tradimento”, poiché macchiata dall’infamia di una retrocessione per illeciti sportivi;  quella del 2015-2016, in cui ci si trova e ci si sente come “Arenati sui binari”.
Tanto rapidamente, infatti, si è entrati in questa epoca di oscurità, tanto lentamente sembrerebbe la risalita verso la luce.
Attraverso un’originale forma diaristica, arricchita dalla voce di personaggi legati al mondo calcistico e non, l’autore dice ciò che pensa, solleva interrogativi e mostra la volontà di gridare il proprio dissenso contro un’arrendevolezza che non appartiene al tifoso “onesto” che ha voglia di riscatto. Perché sentirsi definire “ladri” toglie il respiro a chi sa di possedere ancora una dignità, seppur ferita.
Eppure, dopo i fatti del 23 giugno 2015, «s’accosta la stagione calda, s’assopisce il vento impetuoso della contestazione e tutto s’ovatta.» Ma non per Alessandro Russo che «in virtù d’intrecci e accordi che paion martellate su lastre di cristallo» sente liquefarsi ogni giorno di più l’anima del C.C. ’46. Leggi tutto…

IL RUSSO-AZZURRO di Alessandro Russo

il-russo-azzurroIL RUSSO-AZZURRO di Alessandro Russo (Algra) – intervista all’autore

Lunedì 31 ottobre alle ore 18.00, nella sala E7 delle Ciminiere, verrà presentato il nuovo libro di Alessandro Russo, “Il Russo-Azzurro” Algra editore. Interverranno: Katya Maugeri, Vincenzo La Corte, Enzo Trantino; Modererà: Daniele Lo Porto; Intermezzi musicali: Duo da Barba

Il gioco del calcio è spesso oggetto di narrazioni, anche quando lascia l’amaro in bocca. In questo libro il medico e scrittore Alessandro Russo ci racconta delle vicende che hanno portato il Catania calcio dalla Serie A alla Lega Pro, a seguito dell’inchiesta giudiziaria dei ‘treni del gol’. Come scrive Enzo Trantino nella postazione del “Il Russo-Azzurro” di Alessandro Russo (Algra editore): «Nello schermo di carta sfilano i personaggi noti e Russo, con mestiere, ricorre alla complicità della “pluripremiata” Elvira Seminara, di Santino Mirabella, giudice e scrittore, di Massimo Maugeri, Ottavio Cappellani, Daniele Lo Porto, Piero Armenio, Roberto Sorrentino (il portierone), e quindi invita dentro le pagine intellettuali, barbieri, baristi, hostess milanesi che ricordano i “treni del gol” (’u malucchiffari…), una umanità varia, spesso col sangue colorato in rossazzurro, mentre uno scrittore di razza ammonisce “Catania è una città commediante, cinica e servile. Da tempo fa cinema, nel senso che inganna gli altri e se stessa”. È Piero Isgrò, l’avvilito autore. Perché il calcio catanese è riserva per la scrittura: copione permanente.»

Ne discutiamo con l’autore.

-Alessandro Russo, che cos’è il Russo-azzurro ?   Leggi tutto…

SABBIE MOBILI di Domenico Trischitta (dramma in due atti)

SABBIE MOBILI di Domenico Trischitta – Una nuova produzione del Teatro Stabile di Catania, alla sala Musco dal 15 al 21 aprile per la regia di Massimiliano Perrotta

Pietro Germi e Daniela Rocca sul set di Divorzio all'italiana

Nella seconda parte del post pubblichiamo la prefazione del volume SABBIE MOBILI di Domenico Trischitta (Algra editore)

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I CARATTERI DELL’ALFABETO: intervista a Mavie Parisi

I CARATTERI DELL’ALFABETO di Mavie Parisi (Algra): intervista all’autrice

di Massimo Maugeri

Mavie Parisi vive a Catania, dove insegna matematica e scienze. Ha pubblicato i romanzi: E sono creta che muta (edizioni PerroneLab), Quando una donna (Giulio Perrone Editore), Dentro due valigie rosse (Giulio Perrone Editore). Di recente, per i tipi dell’editore Algra – nell’ambito della collana di narrativa “Fiori blu”, diretta da Orazio Caruso e Maria Rita Pennisi – ha pubblicato la raccolta di racconti “I caratteri dell’alfabeto” (corredata dalle illustrazioni di Alessio Grillo).

Ne ho discusso con l’autrice…

– Cara Mavie, hai pubblicato tre romanzi e scritto racconti per alcune antologie collettanee. “I caratteri dell’alfabeto” è la tua prima raccolta di racconti personali. Ti chiederei, intanto, di raccontarci come vivi, da scrittrice, il diverso approccio narrativo che caratterizza la scrittura di un romanzo con quello che caratterizza la scrittura di un racconto… Quali sono, dal tuo punto di vista, le differenze, le difficoltà, i pro e i contro?
mavie-carolina-parisiCaro Massimo, ovviamente romanzi e racconti hanno un respiro completamente diverso. C’è chi afferma che scrivere un racconto sia più difficile perché nel breve volgere di poche pagine non è sempre agevole cogliere l’essenza di un messaggio, o la personalità e lo spessore dei personaggi, senza contare che nel racconto è necessario fotografare un determinato momento presupponendo e lasciando presupporre tutta la vita trascorsa fino a quel particolare istante. Ciononostante io trovo la scrittura dei racconti, se non più facile, più rilassante, per vari motivi.
Il racconto si tiene in punta di penna, è più semplice mantenerne le fila e ben vivo in ogni momento la memoria di tutto ciò che vi accade.
Inoltre, scrivere racconti permette di passare da una storia all’altra, da un tema all’altro senza dover fare la scelta più duratura e spesso dolorosa che un romanzo, gioco forza, impone.
Io amo scrivere racconti, ne scrivo quando finisco un romanzo e prima di imbarcarmi nell’avventura successiva o quando mi trovo nei momenti che io definisco di “fermo biologico” , cioè quei periodi in cui il romanzo sembra non voler andare avanti.

– Come nasce questa raccolta di racconti? E i vari racconti che la compongono sono stati scritti contestualmente o in periodi diversi? Leggi tutto…

L’ORO DI SAN BERILLO

L’ORO DI SAN BERILLO (Algra editore) di Domenico Trischitta, con le foto di Giuseppe Leone e la prefazione di Pippo Baudo

Il quartiere di una città come metafora di una «tragedia esistenziale», di un doloroso processo di «ricerca della propria identità».
San Berillo ha avuto grande importanza nella mia gioventù catanese“, scrive Pippo Baudo nella prefazione di questo libro. “A metà degli anni ’50 tutta la città passeggiava riversandosi in via Etnea”, prosegue il Pippo nazionale, “e, per noi diciottenni, c’era una deviazione obbligatoria verso il quartiere San Berillo dove, in case compiacenti e autorizzate, si dava libero e poco costoso sfogo ai nostri bollenti spiriti. (…) Improvvisa si sparse una notizia: San Berillo sarebbe stato demolito e sarebbe sorto un grande quartiere per fare affacciare Catania alla distesa azzurra del suo mare.

Il libro in questione si intitola “L’oro di San Berillo“, è pubblicato da Algra e contiene un testo teatrale in due atti di Domenico Trischitta arricchito dalle foto di Giuseppe Leone (nonché dalla citata prefazione di Pippo Baudo).

Ho avuto modo di discuterne con i due “protagonisti”…

– Partiamo dall’inizio, caro Domenico Trischitta… ovvero dai tuoi legami con questo quartiere così particolare della città di Catania, che è appunto San Berillo. Cosa puoi dirci in tal senso?
Rappresenta la mia formazione, la mia provenienza. I miei genitori erano cresciuti lì, in via Celeste, la strada che finiva di fronte al cinema Mirone, oggi King. Come molti altri abitanti, subirono una sorta di deportazione forzata nel nuovo San Berillo, dove io sono cresciuto sulla strada assieme ad altri ragazzi, che poi è il plot del mio romanzo “Una raggiante Catania”. Direi che è fondamentale nella mia scrittura, sia letteraria che teatrale.

– Proviamo a conoscere un po’ meglio luogo e abitanti per chi non è di Catania e non conosce il luogo protagonista di questo libro. Se dovessi provare a tracciare una sorta di identikit di San Berillo, cosa diresti? Leggi tutto…

Con Paolo Sidoti chiude l’edizione 2015 di SPAZIO AL SUD

.L’ultimo appuntamento della rassegna 2015 di SPAZIO AL SUD si svolgerà sabato 5 dicembre 2015, ore 17.30, a Taormina (Me), presso l’Hotel Isabella

L’incontro con Paolo Sidoti segna la chiusura dell’edizione 2015 del caffè letterario di “Spazio al Sud”, ideato e organizzato da Arte&Cultura a Taormina di Maria Teresa Papale, con la collaborazione di Milena Privitera. Nell’ambito della rassegna sono stati presentati una vetrina di scrittori emergenti e coraggiose piccole case editrici del Sud.

Volge al termine l’edizione 2015 di Spazio al Sud, progetto composito ideato e organizzato da Arte&Cultura a Taormina, che – con mostre d’arte e con Il Caffè letterario, ospitato dall’accogliente Sala “Le Naumachie” del centralissimo Hotel Isabella di Taormina – dà visibilità alle voci e alle realtà originate dal sostrato culturale e sociale che accomuna e caratterizza il Meridione d’Italia. Tutto parte dalle energie di Arte&Cultura a Taormina. Direttore artistico della manifestazione è Maria Teresa Papale, giornalista e presidente di Arte e cultura a Taormina, che, con il patrocinio del Comune di Taormina, Taormina Arte, la partnership di servizio del “Gais Hotels Group” e la collaborazione dell’associazione culturale calabrese “Piazza Dalì, è riuscita, con la sponsorizzazione dell’ Associazione Albergatori di Taormina, e la collaborazione e l’impegno di tutti i consiglieri dell’associazione a creare una serie di eventi che arricchiscono l’offerta della città.

paolo-sidotiL’appuntamento conclusivo si svolgerà  sabato 5 dicembre. Protagonista dell’incontro, Paolo Sidoti, uomo di teatro, sceneggiatore, regista, mimo a Parigi, che presenterà Pietra lavica di Algra Editore. Un thriller ambientato nella città etnea dove dell’omicidio di un giornalista viene sospettato il suo migliore amico, il quale, cercando di scagionarsi con l’aiuto di una bella archeologa, va a sbattere su di un segreto perduto nel cuore della città, di cui Vincenzo Bellini, Riccardo Cuor di Leone, l’Etna, la Fisica quantistica sono testimoni. Leggi tutto…

Nasce un nuovo Quadernetto di poesia contemporanea

https://i1.wp.com/www.strettoweb.com/wp-content/uploads/2015/11/Copertina-4x10-piatto.jpgNasce un nuovo Quadernetto di poesia contemporanea

Si tratta di una nuova collana di Algra Editore, intitolata Quadernetto di poesia contemporanea a cura di Grazia Calanna e Orazio Caruso

Il numero inaugurale (4×10 con i poeti Chiara Carastro, Antonio Lanza, Michele Leonardi e Pietro Russo) sarà presentato  mercoledì 11 Novembre, Facoltà di Lettere e Filosofia di Catania
Mercoledì 11 Novembre, alle ore 17:00, nell’aula n. 268 della Facoltà di Lettere e Filosofia di Catania (Dipartimento di Scienze Umanistiche – Piazza Dante), in collaborazione con il Comitato di Catania della Società Dante Alighieri, si terrà la presentazione del numero inaugurale della collana Quadernetto di poesia contemporanea a cura di Grazia Calanna e Orazio Caruso, Algra Editore, intitolato 4×10. Con l’editore Alfio Grasso, gli autori (Chiara Carastro, Antonio Lanza, Michele Leonardi e Pietro Russo) e i curatori, interverrà, in qualità di relatore, il prof. Giuseppe Savoca (ordinario di Letteratura italiana moderna e contemporanea, Università di Catania).

“Per ognuno degli autori proponiamo – dichiara la Calanna – una selezione di dieci poesie. La collana reca il simbolo della x da intendere, coerentemente con la nostra concezione di poesia, nella duplice accezione di moltiplicatore (di significati, significanti, pulsioni, contenuti) e di incognita (oltreché per il lettore per colui che la ‘raccoglie’)”.

“Le grandi concentrazioni editoriali si apprestano – aggiunge Caruso -, a congedarsi dalla poesia perché badano solo ai numeri e al mercato. L’unico linguaggio che comprendono è quello della matematica finanziaria, l’unico critico che ascoltano è quello che fa pendere i bilanci dalla parte del guadagno. Ma non bisogna disperare perché si aprono ampi spazi di manovra per avventure editoriali nascenti, a condizione che sappiano cercare e riconoscere, nell’informe scarabocchio della comunicazione globale, i nuovi poeti, spingendoli a emergere e dandogli il giusto rilievo”.
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GIAMMERGHI DI SITA, di Santo Privitera (recensione)

GIAMMERGHI DI SITA, di Santo Privitera (Algra editore)

di Alessandro Russo

Buongiorno.
Mi presento: sono ‘Sandro, u duttureddu‘ ma qualcuno mi conosce come ‘Ale de libri’. Luigi, il mio babbo, è ‘cuzzola friuta’ mentre mio zio, suo fratello germano, è Nicola ‘nikki-nakki’. Provengo dal canalicchio e colà dimorano ancora i miei avi, non lontano dalla casa di Agostino,’tutte le mosse’, da quella di Angelo ‘trigghia’ e di don Pippinu, ‘fimminedda’. Son qua perchè intendo oggi soffermarmi su ‘Giammerghi di sita. Storie di personaggi e pecchi catanesi’ (pg 163, Algra Ed, €15), l’ultima dotta fatica di Santo Privitera. Egli, nato a Catania cinquantasei anni orsono, da giovane ‘scippatesta’, ora è per tutti ‘Santu, u pueta’. Il suo nuovo libro, interamente dedicato alla città marca ‘liafanti’ governata daccapo da ‘Enzu,‘u ciuraru’, trasuda ironia e umanità. Non già una semplice elencazione d’ingiurie, ma una spettacolare quadreria di nomignoli in fila indiana e insieme un divertente saggio di storia urbana.
Con un irresistibile espediente letterario, l’autore ci conduce a passo svelto tra pescheria, civita, fera ‘o luni e san Berillo. Ci presenta sia i personaggi di una volta (‘Miciu ‘u carritteri’,l’ingegner K2’,Anna accupu’Iachinu isa a petra’,) che quelli di oggi (‘Saru l’aifonni’,Massimu tri tacchi’,Turi on line’). Giammerghi di sita’ è uno spaccato di vita popolare all’ombra del pennacchio etneo fumante, un gustoso almanacco frutto di dettagliate ricerche culturali sulla nostra isola a tre punte. Di più, una tavolozza colma di scenette di vita dove ogni pseudonimo si trascina un aneddoto e una miriade di avvenimenti tragici, esilaranti o curiosi, torbidi ma mai incolori. Leggi tutto…

QUANNU ‘U SIGNURI PASSAVA P’ ‘O MUNNU, di Maria Lucia Riccioli (la prefazione del libro)

Pubblichiamo la prefazione, firmata da Sebastiano Burgaretta, del volume di versi QUANNU ‘U SIGNURI PASSAVA P’ ‘O MUNNU, di Maria Lucia Riccioli (Algra editore). Il booktrailer del libri è disponibile qui…

Il libro sarà presentato domenica 26 alle ore 18 presso il Centro Studi di Tradizioni Popolari Turiddu Bella di Viale CADORNA 160 a Siracusa (sarà presente l’autrice).
Interverranno Maria Bella e Sebastiano Burgaretta.
Letture a cura di Dominella Santoro e di Maria Lucia Riccioli

ARIA FRESCA

di Sebastiano Burgaretta

Aria fresca, che pure sa d’antico e che d’antico serba la fragranza, è quella che si respira e si gusta leggendo questi racconti in versi di Maria Lucia Riccioli, la quale in essi si rivela narratrice, anzi poetica raccontatrice, d’antico stampo popolare, quasi una specie di contastorie in proprio, aggiornata cioè al tempo d’oggi e quindi libera nel piegare il ricco patrimonio lessicale siciliano all’esigenza della comunicazione che la vita attuale impone. L’affabulatrice attenta e documentata, che i suoi precedenti lavori e le sue performance artistico-culturali lasciavano intuire, qui si rivela a tutto tondo.
L’aria fresca che circola in questi versi è quella del Vangelo col suo eterno messaggio di salvezza e di sapienza, sempre vivo e attuale in ogni tempo e per ogni uomo.
Il sapore dell’antico emana dalla valenza creativa e salvifica della parola qui declinata nel siciliano verace di matrice popolare usato, da una parte, e nello speciale registro da cantastorie affabulante adottato, dall’altra. Perciò il lettore si trova evangelicamente invitato a gustare vino d’annata conservato in botti di rovere collaudate in tutta sicurezza.
I racconti della Riccioli si enucleano e si sviluppano in un preciso contesto socio-antropologico di riferimento e assumono la funzione di tante antiparità, nell’accezione guastelliana del termine parità, la cui prospettiva in questa caso dalla Riccioli viene rovesciata. Trionfa, infatti, non la terrena logica dei villani siciliani, cui pure San Pietro, che con Gesù è il protagonista di gran parte dei racconti, sembra strettamente imparentato, ma quella celeste del Vangelo con l’avallo della persona stessa di Cristo. Siamo, in effetti, davanti non a delle “parabole” come quelle presenti nel Vangelo e narrate da Gesù, ma a parabole=parità sapienziali nelle quali Gesù in persona è protagonista, quasi sempre assieme a San Pietro. Gesù pertanto appare come trascinato e coinvolto in un processo di umanizzazione spicciola ad opera di Pietro, indotto quasi nella logica del mondo, senza comunque restarne schiacciato né condizionato. Da qui l’esito complessivo da “antiparità” e la conseguente fisionomia propria di questi racconti=aneddoti, nei quali vive il vangelo popolare, narrato per bocca di una contastorie, nel quale Gesù stesso è protagonista e non narratore-annunciatore. Per questo i racconti vanno letti ad alta voce e, per così dire, eseguiti con una loro propria cadenza e tono da racconto popolare, in fedeltà e in coerenza con un’antica tradizione nostra di Sicilia, cui attingono anche sul piano contenutistico.
Ѐ il prologo, in dodici versi distribuiti in tre quartine a rima incrociata, ad annunciare, con il tono amichevole e accattivante del cantore popolare, l’intendimento, ludico e didascalico al tempo stesso, dell’intera silloge dei quattordici racconti, tutti quanti musicalmente modulati sul ritmo eufonico e conquidente della rima baciata.
L’humus del quale si nutrono questi racconti della Riccioli è puramente terreno, è quello in cui domina la logica del mondo così bene scandagliata dal filtro sapienziale del Qohelet. Come avviene nel testo biblico anche qui, per dirla con Brunetto Salvarani, è contemplata la vastità dell’esistenza “sotto il sole”, producendo una vera e propria teologia dal basso, per cimentarsi in una faticosa navigazione, nelle acque tumultuose del vivere nell’oggi”( Qohelet, un eretico nella Bibbia?, Santocono editore 2014): Cu santa pacienza ‘u fici sfogari/ e poi ‘u Signuri accuminciò a parrari:/ «Angilu miu, ora sì ca va beni./ ‘U sacciu, tu penzi ca nun cummeni/ vìviri ‘n terra na ‘sti cundizioni./ N’’o munnu ci su’ ‘i tinti e ci su’ ‘i boni./ Nun è ‘nu ‘Nfennu o ‘na cella ‘i tuttura,/ ma nun è mancu ‘na villeggiatura./ Stari ddà nun è ‘nu divittimentu:/ suffriri e luttari è pi ‘nsignamentu./ Ѐ comu se si pajassi ‘n pedaggiu,/ è scola ‘i vita, ‘u prezzu p’’o passaggiu/ ‘n Pararisu, unni ogni guerra è finuta/ e ‘a luci r’’a virità nun s’astuta»./ L’Angilu a ‘ssu riscussu si cuitò,/ nun prutistò cchiù e l’ali s’’i calò./ “ Fossi è giustu ca ‘u munnu ha’ gghiri accussì…/ Sulu tu, Diu, po’ sapiri picchì”.(Chianci e riri).
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NOI SIAMO DESDEMONA – intervista a Maria Rita Pennisi

NOI SIAMO DESDEMONA, AA.VV. (Algra editore), a cura di Maria Rita Pennisi

di Massimo Maugeri

Parecchio tempo fa Maria Rita Pennisi mi aveva rivelato il desiderio di poter realizzare un’opera letteraria che si prefiggesse come obiettivo quello di stigmatizzare la violenza alle donne (il c.d. “femminicidio”). Questo suo desiderio ha trovato riscontro nella curatela di una antologia di racconti, tutta al femminile, pubblicata di recente dalla giovane casa editrice siciliana Algra (dove, peraltro, Maria Rita ha partecipato con un proprio racconto). Le altre scrittrici coinvolte sono: Maria Attanasio, Angela Bonanno, Marinella Fiume, Lia Levi, Simona Lo Iacono, Mavie Parisi, Anna Pavone, Tea Ranno, Maria Lucia Riccioli, Maria Grazia Sclafani, Elvira Seminara. Ne parlo con la curatrice…

– Cara Maria Rita, come nasce questo libro? E qual è il suo obiettivo?
Caro Massimo, questo libro nasce da una mia idea scaturita dal dolore e dallo sdegno che provo per questo massacro di donne che si perpetua da anni e che sembra non potersi arginare in alcun modo. Io credo nella forza della scrittura e spero veramente che Noi siamo Desdemona sia letto più dagli uomini che dalle donne. Vorrei tanto che anche gli uomini, in qualche modo, facessero sentire, con forza, il loro no alla violenza sulle donne. Perché non sono gli uomini che infieriscono sulle donne, ma solo alcuni certi uomini, che per fortuna sono pochi. La violenza è sempre da condannare, ma quando è rivolta verso i più deboli è veramente inammissibile. L’idea del titolo del libro mi è sorta spontanea, perché penso che non ci possa essere personaggio più emblematico di Desdemona come vittima innocente della gelosia cieca di Otello, della cattiveria di Iago e della superficialità di Cassio. Compilare questa antologia è stato come riparare al torto che Otello le ha fatto spezzandole la vita.
Avvalersi dell’opera di tante autrici è stata una cosa bellissima. Con i nostri racconti, a tinte forti, abbiamo voluto rappresentare un vasto affresco di uomini e di donne ingabbiati nei loro destini, vittime e carnefici, legati insieme dal filo rosso della passione estrema.

– Proviamo ad accennare qualcosa sui racconti che compongono l’antologia. Il primo è quello di Maria Attanasio. Si intitola “Il verificatore insonne”. Di cosa parla?
Parla di un fatto di cronaca, che Maria ha reso letterario. Un sindaco del nord, che si vantava della sua integrità morale, che poi violentava e costringeva alla prostituzione della ragazze.

– Angela Bonanno, invece, ha scritto un racconto intitolato “Il peggior nemico della donna è una donna”…
Angela ha scritto un racconto che narra la storia di una donna sposata con un uomo violento che non riesce a lasciare e con cui ha un figlio. Il destino analogo della nuora non l’avvicinerà alla ragazza, né porterà a comprenderla.

-“Cosa rimane di lei. Storia di Maria Rita” è il titolo del racconto di Marinella Fiume. Cosa puoi dirci in proposito? Leggi tutto…