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L’ESEMPLARE VICENDA DI AUGUSTO GERMANO PONCARÈ di Amleto De Silva (recensione)

cover De Silva stampaL’ESEMPLARE VICENDA DI AUGUSTO GERMANO PONCARÈ di Amleto De Silva (LiberAria)

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di Daniela Sessa

Un libro per gente con la testa dritta

Un afrore come di granciporro andato a male si spandeva financo nel paradisiaco ufficio di quel sublime solipsista smargiasso di Augusto Poncarè nella misura in cui stava tirando le cuoia. Chi ben comincia è forse a metà dell’opera, pardon della recensione? Si vedrà: intanto è certo che tanto prezioso linguaggio sarebbe sembrato ad Augusto Poncarè un plagio. E un oltraggio, perché a tirare le cuoia era proprio lui. Ne avrebbe riso Germano che dentro quell’ufficio si sta godendo la morte del suo doppio, quello che si era appropriato del suo nome e andava, fino a quel momento almeno, in giro per il mondo con la boria di un nome altisonante: non sembra adatto a un generale francese del XIX sec.? Invero, aggiungendo una i avremmo un Raymond Poincarè, presidente della Repubblica Francese e collezionista di onorificenze quasi come Augusto Germano; o meglio un Henri Poincarè il matematico intrappolato nella omonima congettura  che, volendo semplificare, è la difficoltà di dimostrare di essere uguali: leggendo il libro capirete questa digressione onomastica, la quale d’altronde non esclude il gusto di Amleto De Silva di giocare facile con le parole Poncarè/ Pancarrè. Borioso il nome e significante di un’esistenza ugualmente boriosa e fortunata come solo un cretino può permettersi di avere. Assumo il punto di vista di Germano: lo stratagemma narrativo di Amleto De Silva vuole questo. Che il lettore, un calviniano tu diventato voi, si faccia complice della gioia sadica della vendetta. Basta così. Non si può spoilerare (sic!) un romanzo che è d’obbligo leggere: non farlo sarebbe una mancanza gravissima. A proposito di mancanze, o meglio di deficienze. Augusto Germano Poncarè è un deficiente, della sottospecie del cretino; qualcuno lo avrebbe definito un cretino intelligente, ma Amleto De Silva pare negargli persino l’aggettivo. Il cretino della specie Poncarè ha un fisico pingue (un salsicciotto dentro l’andatura del pinguino) e un carattere che, indeciso tra la cattiveria, la malafede, la pigrizia, l’ambizione e l’egoismo, li ha mischiati tutti a un’ignoranza fuori dal comune e a un linguaggio oscillante tra post-lallazione e pre-rimbambimento. Facile capire perché la sua vicenda sia esemplare. Attenzione: non ammirevole ma edificante. Leggi tutto…

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