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ANARCHIA COME ROMANZO E COME FEDE

Anarchia come romanzo e fedeANARCHIA COME ROMANZO E COME FEDE di Antonio Di Grado (Ad Est dall’Equatore)

[Ascolta la puntata radiofonica di “Letteratitudine in Fm” con Antonio Di Grado dedicata a Anarchia come romanzo e come fede]

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recensione di Eliana Camaioni

Sembra avere la struttura dell’Inferno dantesco, lo splendido saggio “Anarchia come romanzo e come fede” di Antonio di Grado (ed. Ad Est dall’Equatore).
Un triplice percorso, fatto appunto di anarchia,  fede e letteratura; tre ingredienti cari all’autore, tre bisettrici che si intersecano in maniera diacronica e si accompagnano a vicenda – l’una il Virgilio dell’altra- in un movimento a spirale, che principia con la figura del ‘divino anarca’ e termina con una morale paolina, bellissimo approdo del complesso cammino: “Se qualcuno di voi si crede sapiente, si faccia stolto per divenire saggio”.
Il viaggio fra i gironi degli anarchici  inizia con la definizione del concetto di anarchia, e il sommo della  porta starà tutto nella chiusa della praefatio: “Allora, da credente, chiamavo tutto questo speranza. Oggi a quel sogno do un nuovo nome, meno astratto, più propizio a una ‘nuova terra’. Quel nome è anarchia”. E’ l’approdo che fa da inizio, è la summa della ricerca -personale e scientifica- condotta sull’argomento da Antonio Di Grado, frutto di studi (una lectio su Cristianesimo e Anarchia tenuta da Di Grado per l’Ateneo Libertario Etneo) e di percorsi personali, che affondano nella fede stessa dell’autore (un sermone tenuto nel 2001, officiando il culto in una chiesa protestante di Zurigo). Dalla combinazione di questi due mondi, professionale e privato, ha origine il percorso che Di Grado ci regala col suo pamphlet. Leggi tutto…