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CONTA SUL TUO CUORE di Andrea Maggi: incontro con l’autore

“Conta sul tuo cuore” di Andrea Maggi (Giunti): incontro con l’autore e un brano estratto dal libro

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Andrea Maggi è nato a Pordenone e laureato in Lettere a Trieste, insegna in una scuola secondaria. Ha pubblicato Morte all’Acropoli (2014), vincitore del Premio Massarosa 2015; Il sigillo di Polidoro (2015), Niente tranne il nome (2017) ed è tradotto in Spagna e in America Latina. Per ragazzi ha scritto il romanzo Guerra ai prof! e, dedicato a loro, il saggio Educhiamoli alle regole. Istruzioni per crescerli responsabili e felici (2019). Durante il lockdown del 2020 è uscito il suo e-book Insegnare ai tempi del Coronavirus. Nel 2017 ha debuttato nel docu-reality di Rai Due Il Collegio nel ruolo di Professore di italiano, latino ed educazione civica, diventando in breve tempo «il professore più amato d’Italia».

Il nuovo libro di Andrea Maggi si intitola “Conta sul tuo cuore” ed è pubblicato da Giunti.

Abbiamo chiesto all’autore di parlarcene…

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«I giovani sono senza futuro. Sono egoisti, egocentrici, superficiali, apatici, amorali. I giovani sono fragili, tristi, arroganti e del mondo non sanno un bel niente. I giovani non sanno cos’è l’amore e sono sempre più soli. Non sanno niente. Sanno comunicare solo con il telefonino. Questo è ciò che sento dire spesso», ha detto Andrea Maggi a Letteratitudine. «Tutto falso. Tutto banale. Tutto sbagliato. Leggi tutto…

MORTE ALL’ACROPOLI, di Andrea Maggi

ANDREA MAGGI ci racconta MORTE ALL’ACROPOLI (Garzanti). Le prime pagine del romanzo sono disponibili qui…

di Andrea Maggi

Uno dei primi libri che ricordo di aver letto, o meglio, di aver contemplato, raccontava i miti greci più famosi. Avrò avuto otto anni. Sulla copertina, l’immagine dominante di Atena, dipinta come su un vaso a figure rosse. La dea, in posa di profilo, indossava un peplo il cui drappeggio ricordava le onde del mare e un elmo dal cimiero bianco latte. La sinistra reggeva uno scudo con l’effigie di una civetta. La destra, levata sopra la testa, impugnava una lancia ed era pronta al tiro. Ai suoi piedi strisciava un serpente, mansueto come un cagnolino. Ciò che mi emozionava più di tutto era lo sguardo della dea. Altero. Spietato. Imperturbabile. Intelligente, soprattutto. Niente l’avrebbe potuto piegare.
Per me fu amore a prima vista. Da allora, il mondo dell’antichità è entrato nel mio cuore e vi ha lasciato un segno indelebile.
La ragione per cui ho deciso di scrivere un thriller a sfondo storico è presto detto. Per divertirmi e per divertire. E per farlo ho voluto fondere due mie grandi passioni: il poliziesco e la storia.
In realtà, come ogni scrittore, scrivendo Morte all’Acropoli ho voluto fornire tra le righe una chiave interpretativa, la mia chiave interpretativa, per capire un po’ meglio il nostro presente. Per farlo, ho deciso di affrontare un viaggio a ritroso nel tempo e di calare il thriller e le indagini del mio eroe Apollofane nella città che rappresenta per antonomasia lo splendore dell’antichità: Atene. L’Atene del mio romanzo è ancora una capitale culturale, ma non è più la stessa di Pericle. È una città sulla via del declino, che ha già conosciuto la sconfitta per opera degli Spartani prima e dei Macedoni poi. L’Atene in cui vive e agisce Apollofane è in crisi, piegata da difficoltà economiche dovute al costo della guerra e da una corruzione che mina le assi portanti della prima democrazia della storia.
Non so se tutto questo a qualcuno ricorda qualcosa. Leggi tutto…