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Posts Tagged ‘antonella cilento’

STRANE COPPIE 2018

STRANE COPPIE Gold – 10 anni: Letteratura Arte e Cinema Napoli-Roma-Milano-Verona

Strane Coppie 2018

Cinque incontri tra i classici delle letterature mondiali

10ª edizione: Gennaio – maggio 2018 // Classico o mainstream?

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Si comincia il 1° febbraio con il duo Sándor Marai / Patrick Leigh raccontato da Giuseppe Montesano e Marta Morazzoni

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Insomma: celebri o celebrati? La letteratura e le arti sono diventate, in modo più esplicito che nei secoli passati, prodotto di mercato: chi conquista lettori e spettatori e dura nel tempo? Sono incompatibili bellezza e grande pubblico?
A volte gli opposti si toccano e, quando non accade, quali valori restano in campo per cui un’opera, letteraria o cinematografica, dura nella memoria collettiva anche quando la fortuna commerciale è mancata (o viceversa: come scompaiono i prodotti di grande fortuna che non hanno il respiro per durare nel tempo)?

Parte la decima edizione di STRANE COPPIE, che si terrà da gennaio a maggio 2018, un’edizione Gold, un importante traguardo che conta altri numeri, quest’anno, ad esempio un partner d’eccezione, l’Accademia d’Ungheria di Roma, in occasione dei 90 anni della sua fondazione. Leggi tutto…

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LALINEASCRITTA di Antonella Cilento compie 25 anni

25 anni di… LALINEASCRITTA

Lalineascritta, storica e prestigiosa scuola di scrittura creativa (una delle più antiche in Italia), fondata e diretta dalla scrittrice napoletana Antonella Cilento, compie 25 anni. L’evento sarà festeggiato mercoledì 20 settembre, dalle ore 18, nella sala del cinema Hart di Napoli, in via Crispi, 33. Desidero contribuire ai festeggiamenti pubblicando – di seguito – le risposte (fornite dalla stessa Antonella Cilento) alle domande “perché leggere” e “perché scrivere” tratte dall’intervista contenuta nel volume “Letteratitudine 3: letture, scritture e metanarrazioni” (LiberAria).

Complimenti di cuore, cara Antonella!
Massimo Maugeri

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Perché leggere? Perché scrivere? – Risponde Antonella Cilento

Antonella Cilento

Antonella Cilento: Perché leggere?
Puoi domandare a un drogato perché si droga? Diciamo la verità, è una dipendenza, anche piuttosto grave di solito. Nel senso che quando ci si ammala non si guarisce più e si passa il tempo a comprare più libri di quanti se ne possono leggere, li si accumula, ci si immerge, ci si perde per giorni e a volte settimane in uno solo perché di colpo sono lì tutte le tue domande, tutte le risposte che mai vorrai avere. E da quando ci sono le librerie on line per i dipendenti gravi come me è peggio: non devo nemmeno uscire di casa, non devo avere nemmeno il portafogli con me… Una catastrofe.
Si legge perché a un certo punto, da bambini, si è rimasti troppo tempo soli. Una parete di libri, uno scaffaletto, un mucchio di fumetti, ingombranti romanzi che si capiranno veramente solo decenni dopo e tu: o scappi o ti sposi con la lettura. E il matrimonio con la lettura, diciamo un’altra verità, è uno dei pochi destinato davvero a durare per sempre.  Quando sei circondato da idioti, arroganti, arrembanti e incapaci, apri un libro e di colpo sei immerso in un’altra intelligenza, in una lucida visione, non importa quanto disperata ma di sicuro emozionante e intelligente.
Dunque, le risposte di sempre: si legge per moltiplicarsi, vivere più vite di quelle che abbiamo in dote, ma anche per conoscersi, essere quell’unico e solo esperimento di natura che non ha riscontri in altri, sebbene tutti molto somiglianti.
Per me ogni altro tipo di lettura, distraente, rinfrescante, divertente è comunque la benvenuta – sono drogata –  ma certo, quanta gratitudine a quei libri che sono capaci di tagliare come un’accetta il ghiaccio delle nostre vite, per dirla con Kafka…

Antonella Cilento: Perché scrivere?
Altra dipendenza, malattia grave e sicuramente più nociva della lettura perché investe i poveri lettori, interni e ignoti, mentre con la lettura ci si limita a riempire le case e assottigliare il patrimonio. Si scrive per tante diverse ragioni: perché non si è parlato abbastanza, perché nessuno ci ha ascoltato quando avevamo qualcosa di importante da dire ma eravamo troppo bassi per essere presi in considerazione, per far durare la vita oltre la morte, per vivere immense, sfrenate avventure, per darsi una seconda, una terza e anche una quarta possibilità, per scaricare l’energia in eccesso che nemmeno una maratona ci consumerebbe, per farsi compagnia, per fare compagnia, per incarnarsi come una divinità e morire più volte, fare le prove della scomparsa, per esorcizzare il dolore e la fine (e tutte le fini possibili). Il piacere e il dolore sono una parte integrante della scrittura come della vita. Si scrive anche per avere una disciplina, per espandersi, per evitare i doveri che altri decidono per te, per ingannare gli angeli e per propiziarseli…
Di sicuro, c’è bisogno di una vera vocazione: si è chiamati alla scrittura e si rinuncia a tutto per essa, fino a che si dice di farlo è solo vanità, quando lo si fa davvero il prezzo è altissimo ed è vietato lamentarsene.

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LALINEASCRITTA compie 25 anni: l’evento

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STRANE COPPIE 2017

STRANE COPPIE 2017: letteratura cinema e arte – Sei incontri tra i classici delle letterature mondiali 9ª edizione: febbraio – maggio 2017

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Cilento AntonellaComincia oggi – giovedì 16 febbraio ore 18 (Fondazione Banco di Napoli – Sala Marrama, Palazzo Ricca – via Tribunali 213 – Napoli) – l’iniziativa letteraria ideata dalla scrittrice napoletana Antonella Cilento. “L’inaffidabile narratore”: Knut Hamsun “Fame” / Malcolm Lowry “Sotto il Vulcano” – con Giuseppe Montesano e Marco Lodoli
Letture di Andrea Renzi – Montaggio cinematografico d’autore e intervento di Valerio Caprara – Coordinano Antonella Cilento e Luigi Pingitore
Light Works di Iole Cilento e Teresa Dell’Aversana

 

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Programma Eventi

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TESTORI vs DOS PASSOS

STRANE COPPIE: TESTORI vs DOS PASSOS – Milano e New York in letteratura

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Intervista a FRANCESCO DURANTE

Giovedì 14 aprile 2016 alle ore 18 presso Palazzo Corio Casati, Sala delle Colonne, Banca Popolare di Milano, approda anche a Milano l’ormai consolidata rassegna napoletana “Strane coppie” (ideata e curata da Antonella Cilento), un format di incontro nato dall’idea che gli scrittori siano i migliori testimonial per i libri che hanno amato e siano perciò capaci di rinarrarli senza impacci ma restituendo il fascino della scoperta libresca e dell’avventura narrativa.

A Milano saranno Bruno Nacci e Francesco Durante ad affrontare il tema Città rileggendo per il pubblico Il ponte della Ghisolfa di Giovanni Testori e Manhattan Transfer di John Dos Passos (letture di Federico Zanandrea).  A confronto Milano e New York, due grandi autori dotati di lingue narrative sperimentali e due periferie dell’anima: una coppia impegnativa e internazionale per raccontare chi siamo, in cosa ci stiamo trasformando e come sono mutate le nostre idee di città.

Ne discutiamo con uno dei due protagonisti dell’evento…

-Francesco Durante, cos’è Manhattan Transfer?
Uno straordinario romanzo sperimentale, pari all’Ulisse di Joyce per l’impatto che ha avuto nella narrativa del secolo scorso. All’epoca della pubblicazione, nel 1925, lasciò i lettori e la critica stupefatti: era un romanzo apparentemente senza protagonista. In realtà, il “personaggio principale” è New York. È il tentativo, che risente anche dell’esperienza delle avanguardie artistiche del Novecento, di raccontare un’intera città.

-In che modo? Leggi tutto…

STRANE COPPIE 2016

STRANE COPPIE 2016: si parte con Philip Roth vs. Milan Kundera

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Comincia la nuova edizione dell’iniziativa letteraria e culturale STRANE COPPIE ideata e curata dalla scrittrice napoletana Antonella Cilento. Il primo appuntamento si svolgerà domani, giovedì 7 aprile – ore 18.00 – presso la Fondazione Banco di Napoli – Sala Marrama, Palazzo Ricca – via Tribunali 213 – Napoli.
I protagonisti dell’evento saranno Philip Roth vs Milan Kundera, con interventi di Norman Gobetti e Massimo Rizzante.

Di seguito, dettagli sull’evento di domani e l’intero programma di “Strane Coppie 2016”

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Strane Coppie 2016 | Primo incontro Leggi tutto…

STRANE COPPIE 2015

STRANE COPPIE 2015

Strane Coppie 2015

Riparte l’iniziativa culturale ideata dalla scrittrice napoletana Antonella Cilento

Dal 5 marzo ritorna a Napoli Strane Coppie, la rassegna culturale ideata da Antonella Cilento nell’ambito del suo Laboratorio di Scrittura Lalineascritta e realizzata per il 2015 grazie alla preziosa collaborazione di BPM (Banca Popolare di Milano), dell’Associazione Letteraria Giovanni Boccaccio, di ArciGay Napoli e Campania, dell’agenzia di viaggi Scoop Travel, di WAN, ovvero Weekend a Napoli B&B e del ristorante Mangiafoglia.
Una felice formula di sfida fra scrittori che narrano grandi classici europei che, giunta alla sua settima edizione, si rinnova ulteriormente mettendo a confronto “I gioielli della letteratura”, romanzi e temi capisaldo della cultura mondiale, che hanno contribuito a forgiare la coscienza collettiva di ognuno di noi.
Cinque incontri, sempre di giovedì, dal 5 marzo al 14 maggio 2015 presso la book area Healthy al Vomero (via Merliani 118, Napoli – primo piano) con grandi scrittori, critici, musicisti e attori come protagonisti.
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Antonella Cilento ricorda ANNA MARIA ORTESE

ANNA MARIA ORTESE: cent’anni dalla nascita. In collegamento con il forum su Letteratitudine dedicato al centenario della nascita di Anna Maria Ortese

di Antonella Cilento

Anna Maria Ortese è stata, nella mia esperienza, un incontro fulminante.
Lessi per la prima volta a scuola, avevo undici anni, Il mare non bagna Napoli e, se non era quella l’età per comprendere Il silenzio della ragione, capitolo dedicato agli scrittori napoletani e al gruppo SUD, il primo racconto, Un paio di occhiali nuovi, che narrava di una ragazzina cui venivano imposti costosi occhiali da vista (“ottomila lire vive vive!”), fu una scoperta. La visita all’ottico e la misurazione delle lenti mi erano orribilmente familiari. Anzi: l’ottico era proprio lo stesso dove andavo anche io, la storica Ottica Sacco. Provai per la bambina un improvviso senso d’identificazione: l’Ortese descriveva, con la maestria che non avrebbe mai perso, anzi si sarebbe accresciuta nei romanzi a seguire, il voltastomaco – il vomito sedato con il chicco di caffè –  che dà la scoperta del dolore, l’esatta visione del mondo adulto.
I libri, spesso, ci raggiungono quando la vita deve rivelarci lo stato delle nostre esperienze e gli scritti, ingiustamente dimenticati o poco noti, di Anna Maria Ortese hanno spesso dentro questa forza inarrestabile. Colpisce, ad esempio, leggere brani di appunti oggi conservati nel fondo depositato da Rita Ortese presso l’Archivio di Stato di Napoli: “Cosa penso dell’Italia: che non esiste. (…)penso questo: che è una patria fisica, o di memorie: pel resto un paese abitato da gente varia, ma unita per nulla, e, in genere, limitata d’intelligenza e d’animo meschino.(..) Eserciti, insomma, di maggiordomi e lacché, lavapiatti e spazzini. E padroni in sfacelo.”
Una scrittrice profetica, sia quando produce i reportages che la rendono famosa e le danno anche da vivere per lunghi anni, sia quando tramuta le visioni mutuate dal realismo magico bontempelliano in storie di creature ai margini della società, mute testimoni della cattiveria umana. Sono storie di cardilli, di iguane, di immagini specchiate dell’autrice che ne Il porto di Toledo cambia tanti nomi quanti ne cambia Napoli, tradotta in un’infinita eco di una Spagna persa ma presente. Va riscoperta l’Ortese, e non perché non venga più stampata, anzi l’Adelphi cura da anni una ristampa in volume delle opere, mirabilmente introdotte da Monica Farnetti, e una completissima biografia l’ha scritta Luca Clerici per la Mondadori (Apparizione e visione), ma va riletta perché con lo sguardo lungo dei visionari, e degli infelici, ha narrato l’Italia e il suo tempo  con precisione chirurgica. Leggi tutto…