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M. IL FIGLIO DEL SECOLO di Antonio Scurati (recensione)

M. IL FIGLIO DEL SECOLO di Antonio Scurati (Bompiani)

Azione e reazione: fisica e breve “controstoria” di un principio

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di Riccardo Piazza

Il coraggio di agire è spesso contrapposto alla ponderazione del discernimento. Quanto conosciamo le peculiarità proprie della meccanica politica d’Italia? Il secolo breve è aperto da un lunghissimo ponte cronologico che vede la nazione uscire esausta, unita seppur divisa e sfilacciata nelle sue trame sabaude, dalla dialettica, sovente sterile, del parlamentarismo trasformista. La Prima guerra mondiale sovverte gli equilibri delle radiose giornate di Maggio senza però esimerci dalla responsabilità della risposta più importante: quale il principio morale, prima ancora che etico, dell’azione all’interno di quei primi anni novecenteschi?
Il romanzo di Antonio Scurati, in più di ottocento pagine, eviscera con perizia i contorni della risposta. Al concetto di idea ed azione i Fasci di combattimento, naturale evoluzione di quelli siciliani combattuti e avversati da Francesco Crispi, resilienti nelle velleità agrarie, movimentiste, sindacali e contadine di un socialismo fattosi facile Salomè incantatrice, grazie ai pifferi magici di Marx, Engels, con tanto di zucchero a velo della dialettica hegeliana, nonché i partiti di massa, consacrano il loro nuovo santo Graal neorisorgimentale. Leggi tutto…

CLASSIFICA: dal 10 al 16 settembre 2018 – segnaliamo “M. Il figlio del secolo” di Antonio Scurati (Bompiani)

I primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 10 al 16 settembre 2018

Questa settimana segnaliamo: “M. Il figlio del secolo” di Antonio Scurati (Bompiani) – al 1° posto in classifica generale

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Entra in top ten raggiungendo il 1° posto “M. Il figlio del secolo” di Antonio Scurati (Bompiani)

In seconda posizione (la settimana scorsa era in 2^ posizione) “Ora dimmi di te. Lettera a Matilda” di Andrea Camilleri (Bompiani)

In 3^ posizione (la settimana scorsa era al 2° posto) per “L’amica geniale. Vol. 1″ di Elena Ferrante (E/O), sulle ali della fiction Tv

Conferma il 4° posto “La ragazza con la Leica” di Helena Janeczek (Guanda)

Entra in top ten in 5^ posizione “L’ultimo giro della notte” di Michael Connelly (Piemme)

Al 6° posto (la settimana scorsa era in 3^ posizione) “Grido di guerra” di Wilbur Smith e David Churchill (Longanesi)

Al 7° posto (la settimana scorsa era in 10^ posizione) “Inganno. Tre ragazzi, il Sudtirolo in fiamme, i segreti della Guerra fredda” di Lilli Gruber (Rizzoli)

In 8^ posizione (la settimana scorsa era al 5° posto) “Il taglio di Dio” di Jeffery Deaver (Rizzoli)

Entra in top ten al 9° posto “Quinto comandamento” di Valerio Massimo Manfredi (Mondadori)

Entra in top ten in 10^ posizione “Peccato mortale. Un’indagine del commissario De Luca ” di Carlo Lucarelli (Einaudi)

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Questa settimana segnaliamo: “M. Il figlio del secolo” di Antonio Scurati (Bompiani) – al 1° posto in classifica generale

Il primo romanzo sul fascismo raccontato attraverso Benito Mussolini: il figlio di un secolo che ci ha reso quello che siamo.

“Io sono lo sbandato per eccellenza, il protettore degli smobilitati, lo sperduto alla ricerca della strada. Ma l’azienda c’è e bisogna portarla avanti. In questa sala semivuota, dilatate le narici, fiuto il secolo, poi tendo il braccio, cerco il polso della folla e sono sicuro che il mio pubblico ci sia.”

Lui è come una bestia: sente il tempo che viene. Lo fiuta. E quel che fiuta è un’Italia sfinita, stanca della casta politica, della democrazia in agonia, dei moderati inetti e complici. Allora lui si mette a capo degli irregolari, dei delinquenti, degli incendiari e anche dei “puri”, i più fessi e i più feroci. Lui, invece, in un rapporto di Pubblica Sicurezza del 1919 è descritto come “intelligente, di forte costituzione, benché sifilitico, sensuale, emotivo, audace, facile alle pronte simpatie e antipatie, ambiziosissimo, al fondo sentimentale”. Lui è Benito Mussolini, ex leader socialista cacciato dal partito, agitatore politico indefesso, direttore di un piccolo giornale di opposizione. Sarebbe un personaggio da romanzo se non fosse l’uomo che più d’ogni altro ha marchiato a sangue il corpo dell’Italia. La saggistica ha dissezionato ogni aspetto della sua vita. Nessuno però aveva mai trattato la parabola di Mussolini e del fascismo come se si trattasse di un romanzo. Un romanzo – e questo è il punto cruciale – in cui d’inventato non c’è nulla. Non è inventato nulla del dramma di cui qui si compie il primo atto fatale, tra il 1919 e il 1925: nulla di ciò che Mussolini dice o pensa, nulla dei protagonisti – D’Annunzio, Margherita Sarfatti, un Matteotti stupefacente per il coraggio come per le ossessioni che lo divorano – né della pletora di squadristi, Arditi, socialisti, anarchici che sembrerebbero partoriti da uno sceneggiatore in stato di sovreccitazione creativa. Il risultato è un romanzo documentario impressionante non soltanto per la sterminata quantità di fonti a cui l’autore attinge, ma soprattutto per l’effetto che produce. Fatti dei quali credevamo di sapere tutto, una volta illuminati dal talento del romanziere, producono una storia che suona inaudita e un’opera senza precedenti nella letteratura italiana. Raccontando il fascismo come un romanzo, per la prima volta dall’interno e senza nessun filtro politico o ideologico, Scurati svela una realtà rimossa da decenni e di fatto rifonda il nostro antifascismo.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 M. Il figlio del secolo Antonio Scurati Bompiani 24,00
2 Ora dimmi di te. Lettera a Matilda Andrea Camilleri Bompiani 14,00
3 L’amica geniale. Vol. 1 Elena Ferrante E/O 18,00
4 La ragazza con la Leica Helena Janeczek Guanda 18,00
5 L’ultimo giro della notte Michael Connelly Piemme 19,90
6 Grido di guerra Wilbur Smith; David Churchill Longanesi 22,00
7 Inganno. Tre ragazzi, il Sudtirolo in fiamme, i segreti della Guerra fredda Lilli Gruber Rizzoli 19,50
8 Il taglio di Dio Jeffery Deaver Rizzoli 20,00
9 Quinto comandamento Valerio Massimo Manfredi Mondadori 20,00
10 Peccato mortale. Un’indagine del commissario De Luca Carlo Lucarelli Einaudi 17,50

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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OFFICINA EXPO: Sei lezioni sul futuro – Milano, dal 13 maggio

OFFICINA EXPO: Sei lezioni sul futuro – Milano, dal 13 maggio

[Comincia oggi 13 Maggio ore 18.00, OFFICINA EXPO 2015, con Ferruccio De Bortoli: “Informare, comunicare, condividere nell’era dei social network”]

a cura di Alessandro Bertante e Antonio Scurati

Il futuro è un tema dimenticato e irresistibile. Soprattutto è un tema inevitabile. Non lo si può aggirare ma non lo si può affrontare se non con la forza di una visione e di un racconto. Dopotutto, siamo una specie che racconta storie, che alza lo sguardo verso l’orizzonte.
Lo facciamo per spiegarci il mondo. Lo facciamo, soprattutto, per “stare al mondo”, per donare un senso al nostro esserci, per dare forma al tempo. E il tempo, sebbene l’umanità odierna paia talvolta averlo dimenticato, significa innanzitutto futuro.
Quale futuro, quale idea di Europa, quale mondo lasceremo in eredità ai nostri figli? E quale immaginario sarà in grado di rappresentarlo?

Da queste domande nasce l’idea di Officina Expo, ciclo d’incontri patrocinato e sostenuto dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, che continua idealmente il percorso che Alessandro Bertante e Antonio Scurati hanno cominciato con la fortunata esperienza quinquennale di Officina Italia, il festival letterario concluso tre anni fa che aveva riproposto Milano come centro nevralgico della ricerca letteraria a livello nazionale.
Seguendo lo sguardo su una città che cambia proiettandosi verso l’alto, mentre i cantieri dell’EXPO 2015 con tremenda velocità raccontano storie con un finale ancora aperto, i due scrittori milanesi approfondiscono la riflessione sul presente in divenire, coinvolgendo in questo percorso alcuni tra significativi scrittori, pensatori e scienziati della scena intellettuale contemporanea.

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IL FESTIVAL
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IL PADRE INFEDELE, di Antonio Scurati

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di Massimo Maugeri

Quando gli chiedo di leggermi una pagina, non ha esitazioni nel formulare la scelta. C’è questa scena, nella seconda parte del romanzo, in cui il protagonista – un quarantenne neopadre – deve cimentarsi con il canto di una ninnananna per addormentare la figlioletta di tre anni. È una prova difficile perché per quanto si sforzi di pensare a una nenia buona per l’occorrenza, non gli viene in mente nulla. E poi non è neppure intonato. Forse farebbe bene a lasciar perdere, ma c’è questa figlia da far dormire e non può tirarsi indietro. Così, all’improvviso, prova a intonare la melodia e le parole di uno dei pochi brani di cui ha memoria: “Bella ciao”. C’è un evidente paradosso nella scelta: un canto del risveglio che viene usato come filastrocca per conciliare il sonno; un inno alla resistenza che diventa un invito all’abbandono. Mi fa una certa impressione ascoltare Antonio Scurati mentre interpreta il protagonista del suo romanzo che cantilena, con amorevole lentezza, «Una mattina mi son svegliato, o bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao». Annuisco. Ne condivido empaticamente il senso. E alla fine, funziona. Sulle note scorticate dell’ultima strofa, la bimba si addormenta.
Il protagonista e voce narrante del nuovo ottimo romanzo di Antonio Scurati, “Il padre infedele” (Bompiani), è Glauco Revelli: un laureato in filosofia che ha scelto di non intraprendere la carriera universitaria per diventare lo chef di un rinomato ristorante di Milano ereditato dal padre. La sua matrice filosofica lo aiuterà a tracciare il percorso narrativo di questo diario su cui primeggia il nodo centrale della sua vita: la nascita della figlia e l’inizio della paternità.
La storia comincia con una scena forte che ci fa immergere nella dimensione problematica e dolorosa che vivono Glauco e Giulia dopo la nascita di Anita. Le dinamiche di coppia, che in parte si consumano nel corso delle esperienze che preludono alla nascita (le sedute del corso di preparto naturale, l’ingresso in ospedale, l’esperienza in sala parto, la scelta del nome), si sbriciolano sotto il peso dell’esercizio delle nuove funzione di mamma e papà fino alla morte dell’eros coniugale. C’è questa frase che Giulia rivolge al marito: “Forse non mi piacciono gli uomini.” Una frase tremenda, preceduta e accompagnata da un pianto disperato. Una considerazione forte, dolorosa, in parte edulcorata da quel “forse” iniziale, a cui però fa seguito, l’enunciazione di un pensiero che rivela una crisi profonda e senza ritorno. Perché Glauco sa benissimo che quel “non mi piacciono gli uomini” è riferito a lui. È lui, Glauco, che non piace più alla sua Giulia. Il diario di questa storia parte da qui, e da qui prosegue il suo percorso, con un itinerario che ci porta indietro nel tempo, prima della nascita della piccola Anita, e poi dopo, fino a ritornare a quel muro di dolore. Un storia che è sempre raccontata dal punto di vista di Glauco, uomo/marito/padre quarantenne, protagonista di questa sorta di rivoluzione antropologica e generazionale che ha al suo centro lo sviluppo di una nuova forma di affettività: un amore materno che diventa elemento caratterizzante del nuovo padre, che non può più essere fedele al modello che lo ha preceduto. In un certo senso è come se Glauco, e dunque i padri quarantenni di oggi, si trovassero loro malgrado a doversi reinventare la condizione paterna in assenza di punti di riferimento con cui confrontarsi, giacché quelli del passato appaiono sbiaditi. E forse sentono sulle loro spalle il peso della responsabilità di dover costruire un nuovo modello a cui guarderanno le successive generazioni di padri. Eppure c’è questa voce che parla dal fondo del tempo e dice a Glauco: “non sei il solo, non sei il primo, non sei l’unico, ma stai in un’immensa schiera che marcia. Non sei l’ultimo, soprattutto questo dice la voce”. Una voce che si rivolge a coloro a cui il libro è dedicato: i nuovi padri che, disarmati, stanno imparando la tenerezza delle culle. Leggi tutto…

ANTONIO SCURATI A CATANIA – giovedì 27 marzo ore 17,30

Le Librerie Cavallotto e Naxoslegge presentano

ANTONIO SCURATI A CATANIA – giovedì 27 marzo – ore 17,30

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Giovedì 27 marzo ore 17,30 – Libreria Cavallotto 

Corso Sicilia 91 – Catania

Presentazione del libro
“Il padre infedele” di Antonio Scurati (Bompiani) – Introduce Massimo Maugeri

Il libro
“Forse non mi piacciono gli uomini.” Il giorno in cui tua moglie, all’improvviso, scoppia a piangere in cucina, è una piccola apocalisse. Uno di quei giorni in cui la tua vita va in frantumi ma giunge, anche, per un attimo, a dire se stessa. E allora Glauco Revelli, chef di un ristorante blasonato, maschio di quaranta anni, padre di una figlia di tre, va alla ricerca della propria verità di uomo. Dall’ingresso nell’età adulta, l’innamoramento, la costruzione di una famiglia, la nascita e l’accudimento di una figlia, fino al disamore della moglie (che gli si nega dal momento del parto) e al ritorno feroce degli insaziabili demoni del sesso, tutto è passato in rassegna dal suo sguardo implacabile e commosso. Con Il padre infedele Antonio Scurati scrive il suo libro più personale, infiammato dal tono accorato della confessione e, al tempo stesso, il romanzo dell’educazione sentimentale di una generazione.

La puntata radiofonica con ANTONIO SCURATI, ospite di “Letteratitudine in Fm” di venerdì 29 novembre 2013

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Antonio Scurati (Napoli 1969) è ricercatore alla IULM di Milano e coordina il Centro studi sui linguaggi della guerra e della violenza. Editorialista della “Stampa”, ha scritto i saggi Guerra. Narrazioni e culture nella tradizione occidentale (2003, finalista al Premio Viareggio) e Televisioni di guerra (2003). Bompiani ha pubblicato, in versione aggiornata, il suo romanzo d’esordio Il rumore sordo della battaglia (2006), i saggi La letteratura dell’inesperienza (2006), Gli anni che non stiamo vivendo (2010) e i romanzi Il sopravvissuto, con cui l’autore ha vinto la XLIII edizione del Premio Campiello, Una storia romantica (2007, Premio SuperMondello), Il Bambino che sognava la fine del mondo, finalista al Premio Strega 2009. Del 2011 il romanzo, uscito sempre per Bompiani, La seconda mezzanotte.

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