Archivio

Posts Tagged ‘Ballando con Averroè’

BALLANDO CON AVERROÈ – intervista alla scrittrice TONI MARAINI

BALLANDO CON AVERROÈ. Racconti di viaggio in un mondo musulmano che non fa paura” (Poiesis)

Intervista alla scrittrice TONI MARAINI

di Ilaria Campodonico

Ballando con Averroè” sono racconti di viaggio in un mondo musulmano che non fa paura, pubblicati dalla casa editrice Poiesis. Storica dell’arte, scrittrice, poetessa, saggista, studiosa del Maghreb, l’autrice è figlia dell’antropologo Fosco Maraini e della pittrice Topazia Alliata.

Vissuta in Marocco per oltre vent’anni, Toni Maraini torna a descrivere – come in “Ultimo tè a Marrakesh” e “I sogni di Atlante” – minareti, oasi e attraversamenti, mantenendosi libera e sempre in contatto con se stessa: un esempio di letteratura-letteratura, intesa come esercizio continuo (regola e forma) e modo di essere tra le cose del mondo.
Il valore di questo libro risiede non soltanto nella costanza e intensità con cui Toni Maraini si dedica alle verità storiche, ma anche nel tentativo di trasformare temi consueti – proposti il più delle volte come una visione monolitica e minacciosa – in spazi di discussione comune, dove appare davvero imprudente avanzare una visione chiusa e definitiva.
La sua scrittura a più voci – poetica, raffinata, avvolgente come un incantesimo – esplora la vita quotidiana dei cortili interni, di certi universi familiari, ritrovando pensieri densi, tesori di corpi e vestiti, avventure, abitudini, affetti. Sullo sfondo di un paesaggio in trasformazione che è geografico e umano. Un libro come questo consente un viaggio nello spazio e nel pensiero, sul mare tra le due sponde, con lo sguardo sempre avanti all’incrocio delle correnti: il Mediterraneo, le vie del sale e delle spezie, dell’arte e delle armi, della sapienza e della conoscenza, di santi, profeti e religioni.
Una storia entra dentro l’altra, i personaggi s’incastrano come scatole cinesi e taluni fatti lontani possono aiutarci a capire, a vedere realmente, gli occhi chiusi per immaginare meglio. La nostra guida simbolica è Averroè, il filosofo, giurista, medico e astronomo, che dopo cento giorni dalla sepoltura a Marrakesh, venne riesumato e trasportato (secondo le sue volontà) su un mulo fino a Cordova, città d’origine, insieme a tutti i suoi manoscritti.
Così accade che descrivendo piani d’intersezione e invocando la ragione, la laicità, il dialogo – parlate e non gridate, la scelta è tra conformarsi o impegnarsi – le cose prendano una luce nuova, aumentata. La scrittrice sembra svegliarci dal torpore nel quale siamo spesso abbandonati: guardate, quante cose non conoscete! Il suo è un invito all’andare.

– Racconti di viaggio e di incontri, con personaggi che si muovono nella geografia e nel tempo, nel paesaggio e nella memoria. Partendo dal Marocco, guardando al Mediterraneo, storia grande e storia piccola si incontrano nel suo libro: intere famiglie, vita quotidiana, saggi, asceti, tesori, cavalieri, marinai, datteri, canti, palmeti, vie. Quale sentimento la lega a quei luoghi? Leggi tutto…