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BEATI GLI INQUIETI di Stefano Redaelli: incontro con l’autore

“Beati gli inquieti” di Stefano Redaelli (Neo Edizioni): incontro con l’autore e un brano estratto dal libro

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Stefano Redaelli è professore di Letteratura Italiana presso la Facoltà di “Artes Liberales” dell’Università di Varsavia. Addottorato in Fisica e Letteratura, s’interessa dei rapporti tra scienza, follia, spiritualità e letteratura. È autore delle monografie Nel varco tra le due culture. Letteratura e scienza in Italia (Bulzoni, 2016), Le due culture. Due approcci oltre la dicotomia (con Klaus Colanero, Arcane, 2016), Circoscrivere la follia: Mario Tobino, Alda Merini, Carmelo Samonà (Sublupa, 2013) e di numerosi articoli scientifici. Ha pubblicato la raccolta di racconti Spirabole (Città Nuova, 2008) e il romanzo Chilometrotrenta (San Paolo, 2011).

Il nuovo romanzo di Stefano Redaelli si intitola Beati gli inquieti (Neo Edizioni): è stato secondo classificato al “Premio Nazionale di Letteratura Neri Pozza 2019″ ed tra i libri candidati all’edizione 2021 del Premio Strega (proposto da Roberto Barbolini).

Abbiamo chiesto all’autore di parlarcene…

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«Sono passati 14 anni da quella telefonata: “Tu sei uno scrittore, scrivi un libro per noi”. Un’amica della Comunità di Sant’Egidio mi chiedeva di trasformare i loro diari sull’esperienza di amicizia con i pazienti di una struttura psichiatrica in un romanzo. Li lessi, erano intensi, pregni di umanità e follia. Accettai l’invito, ma le dissi che per scrivere un romanzo avrei dovuto fare esperienza diretta. Iniziai a frequentare una struttura psichiatrica. Mi presentai come amico-scrittore, mi accolsero. Qualcuno mi considerava una spia, dovetti superare il test dell’FBI. Leggi tutto…