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CAFFÈ D’ORZO, LATTE DI MANDORLA E SELTZ di Alessandro Savona

Caffè d'orzo, latte di mandorla e seltzCAFFÈ D’ORZO, LATTE DI MANDORLA E SELTZ di Alessandro Savona

recensione e intervista di Simona Lo Iacono

La città dorme. Nessuno la scruta, i lampioni barbagliano sfocando il caldo, il monte Pellegrino, sullo sfondo, sembra evaporare come un’ombra.
Palermo pare stesa su un lato come un’immensa donna prona, una donna anziana e ancora bella, su cui è rimasta l’impronta degli orecchini penduli, delle collane fastose di coralli, dei bracciali a cerchio tintinnanti e chiassosi.
Solo un uomo si aggira per le strade, misura coi passi la lunghezza del suo corpo, ne percorre le curve morbide, le gambe incolonnate, i seni rotondi. Sembra l’unico ad accorgersi che è viva, che respira, che le crepe nascondono una maestà ancestrale e segreta, una dignità ancora severa, regale, da predestinata.
L’uomo la tocca. Le pietre, i palazzi, i vecchi vicoli addormentati e perplessi cui l’incuria non riesce a sottrarre quell’aria da immensa signora solitaria e pensierosa.
E la ama.
La ama come sa fare lui, senza gesti, senza carezze.
Raccontandola.
Così, scrive. L’uomo sceglie momenti, vecchie foto, resti di un passato che sotto il peso del tempo non smette di vibrare e di dire.
Narra dei suoi abitanti, dei vivi e dei morti, dei sogni e degli abbagli. Di bevande che non si usano più e di prostitute che non sanno di resuscitare i fantasmi. Di bambini troppo adulti, e di destini che – forse – non si compiranno mai. Di notti, di giorni, di tutto ciò che la vita lascia affiorare con dolore e fragilità, vestendosi di lutti, di nascite, di miracolosi ritorni.
Alessandro Savona è quell’uomo che ama scrivendo, che in “ Caffè d’orzo, latte di mandorla e seltz” (Novantacento editore) ci restituisce Palermo con la grazia di un cantore e la dolcezza di un poeta.

-Alessandro, gli chiedo, cos’è, anzi chi è Palermo? Leggi tutto…