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Atletico Minaccia Football Club, di Marco Marsullo

Atletico Minaccia Football ClubAtletico Minaccia Football Club, di Marco Marsullo
Einaudi, 2013 – Stile libero Big – pp. 224 – € 17,00

In collegamento con il dibattito su LetteratitudineBlog: “Il Pelè del Sacro Cuore” (dedicato al rapporto tra calcio e letteratura) pubblichiamo, di seguito, uno stralcio del romanzo “Atletico Minaccia Football Club” di Marco Marsullo. L’autore del libro parteciperà al dibattito…

Il libro
Vanni Cascione ha un’unica fede, il calcio, e un unico dio, José Mourinho. Dopo anni da mister di squadre scalcagnate della provincia campana e con un’infinita collezione di esoneri, è incaricato dal direttore sportivo Lucio Magia, faccendiere dal viso gitano, di allenare l’Atletico Minaccia Football Club.
Alla promessa di poter disporre di una rosa di calciatori eccellenti corrisponde però un reclutamento spericolato, tra patteggiamenti, prostitute nigeriane e reduci di reality show. Cascione si ritrova in squadra un attaccante schiavo della colite cronica, un mediano clandestino schierabile solo in trasferta perché in casa è piantonato dalla polizia, un portiere cocainomane, uno stopper detto «Trauma» e non per caso, un ex concorrente di Sarabanda e persino un meccanico e un cuoco… Con questa improbabile formazione, vincere il torneo si prospetta complicato. Figuriamoci se ci si mette pure la camorra.
Marco Marsullo dà vita a una figura poetica e maldestra di allenatore di provincia, abituato a perdere e ostinato a vincere. E si diverte a giocare con gli stereotipi del nostro Sud liberandoli, finalmente, dalla retorica del lamento consolatorio.

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Un brano tratto da Atletico Minaccia Football Club, di Marco Marsullo

CopertinaIl pomeriggio della partita contro la Robur Marcianise c’era lo stadio pieno. Renetta e Caracas per il forcing finale di campionato ci avevano organizzato una sorpresa. Sulla scali- nata piú alta della tribuna, per tutta la lunghezza dell’ultimo gradone, avevano fatto scrivere dai ragazzi della comunità di recupero di Sputacchiaro Maggiore una frase a caratteri cubitali con la vernice gialla e rosa, i nostri colori sociali.
un sorriso sulla mia faccia nel mio cuore l’atletico minaccia. Leggi tutto…

IL MANUALE DEL CALCIO di Agostino Di Bartolomei

IL MANUALE DEL CALCIO di Agostino Di Bartolomei
Fandango Libri, 2012 – pagg. 269 – euro 15

In collegamento con il dibattito su LetteratitudineBlog: “Il Pelè del Sacro Cuore”

Il manuale del calcioIl calcio è uno sport collettivo che oppone due squadre di 11 giocatori una contro l’altra, si svolge in due tempi di 45 minuti l’uno e con molta semplicità si può giocare dovunque; in piazza, in strada, su un prato, basta avere quattro sassi per fare due porte e un pallone ben gonfio.
Parola di Agostino Di Bartolomei, glorioso capitano del secondo scudetto giallorosso, indiscusso e amato da un’intera generazione di tifosi e appassionati.
La storia del calcio dalle sue antichissime origini fino ai giorni nostri; un’ampia sezione sul regolamento moderno (misure regolamentari del campo, caratteristiche del pallone, ruoli dei giocatori e doveri degli arbitri) per finire con le tecniche di allenamento e le tattiche di gioco. Fra le parole di Agostino Di Bartolomei trovano spazio le immagini dei bozzetti originali degli schemi di gioco, i materiali di allenamento con gli esercizi quotidiani, i disegni delle traiettorie dei calci d’angolo e dei rigori.

Si ammira sempre la semplicità con la quale un grande campione rende facili le cose anche più complicate. Ma cosa c’è dietro questa semplicità? Sinceramente doti naturali, ma anche tanto lavoro, studio e concentrazione per essere sempre al meglio. Questo mio testo, che non vuole insegnare nulla, cercherà di far conoscere soprattutto ai ragazzi e a tutti gli appassionati di calcio quelle poche e utili nozioni che possono aiutare a trovare quella semplicità di gioco che secondo me è la chiave di questo sport meraviglioso“. (Agostino Di Bartolomei)

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Agostino Di Bartolomei, nato a Roma nel 1955 è stato il capitano della Roma del secondo scudetto e uno dei suoi calciatori simbolo.
Ha militato anche con il Milan, il Cesena e la Salernitana. Lasciato ai margini dal mondo del calcio, anche per la sua integrità, si è tolto la vita a 39 anni, nell’anniversario della finale persa della Coppa dei Campioni.

Di seguito, la prefazione di Gianni Mura in esclusiva per Letteratitudine (per gentile concessione di Fandango libri – diritti riservati)

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PREFAZIONE
DI GIANNI MURA

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LA PASSIONE DEL CALCIO, di Franz Krauspenhaar

LA PASSIONE DEL CALCIO, di Franz Krauspenhaar
Perdisa Pop, euro 10, pagg. 160

In collegamento con il dibattito su LetteratitudineBlog: “Il Pelè del Sacro Cuore”

Un racconto rapsodico dedicato alla passione stessa: un sentimento che prima o poi riguarda tutti.

Una scrittura accurata e vertiginosa, come è nello stile di Krauspenhaar, che mescola lo sport alla letteratura, la poesia al quotidiano, la cultura alta e quella bassa, disegnando un profilo della contemporaneità italiana attraverso l’evocazione e l’interpretazione di alcune delle immagini che più la rappresentano: Sivori, Gianni Brera, Maradona, Gigi Riva, i Mondiali…

Un romanzo autobiografico sull’Italia calcistica degli ultimi cinquant’anni, un viaggio nella memoria che porta il nostro sport nazionale a farsi metafora di ogni passione.

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L’incipit del libro

La passione è mobile
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C’È UN GRANDE PRATO VERDE. L’introduzione di Carlo D’Amicis

C’È UN GRANDE PRATO VERDE. 40 scrittori raccontano il campionato di calcio 2011/12
a cura di Carlo D’Amicis – Manni, 2012

In collegamento con il dibattito su LetteratitudineBlog: “Il Pelè del Sacro Cuore”

L’introduzione di Carlo D’Amicis
C'è un grande prato verdeSe il calcio, come scriveva Pasolini, è (ancora) l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo, il campionato è la sua liturgia. Un rito che scandisce le stagioni con truffaldina connivenza: lo officiamo come l’emblema dell’eterna giovinezza (i suoi sacerdoti sono sempre ragazzi tra i 20 e i 30, massimo 35 anni) finché non ci rendiamo conto che lui rimane intatto e noi invecchiamo. È in quel momento che ci sentiamo inattuali, che ci prende la tentazione di
passioni più adulte: non le troviamo, un altro campionato è alle porte, e noi siamo ancora là, a respirare la fragranza delle cose che ripartono da zero.
Avete presente una classifica alla prima giornata? Tutto è ancora possibile. Un concetto ubriacante, pressoché bandito dalla nostra vita, che partita dopo partita si consumerà fino a portarci a quelli che i cronisti chiamano verdetti definitivi. Ma il concetto di definitivo, nel calcio, è paradossale: ovvero transitorio. Tutto resta per sempre, è vero (risultati, formazioni, classifiche: ogni minimo rimpallo è schedato), ma nello stesso tempo tutto potrà, anzi dovrà, cambiare.
Della sostanza ossimorica di cui è fatto il calcio – un gioco sempre uguale e sempre unico – vive questo libro: narrazioni ambientate nello stesso mondo, con gli stessi personaggi, all’interno dello stesso tempo, e insieme – nel loro complesso – un evento irripetibile, algoritmo di stili e di sguardi mai più calcolabile. Leggi tutto…