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LA PAZIENZA DEL SASSO di Carmela Scotti: incontro con l’autrice

“La pazienza del sasso” di Carmela Scotti (Garzanti): incontro con l’autrice e un brano estratto dal libro

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Carmela Scotti si è diplomata in pittura e fotografia all’Accademia di Belle Arti di Palermo. Ha vissuto a Palermo, a Roma e a Milano, facendo i mestieri più diversi. Oggi vive in Brianza e collabora con i settimanali «Cronaca Vera» e «Tu Style». L’imperfetta, il suo romanzo d’esordio, è stato finalista al prestigioso premio Calvino. Chiedi al cielo è il suo secondo libro.

Il nuovo romanzo di Carmela Scotti si intitola La pazienza del sasso ed è pubblicato da Garzanti, come i precedenti.

Abbiamo chiesto all’autrice di parlarcene…

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«“Le storie sono reperti di un mondo antico e sconosciuto. Spetta allo scrittore estrarle dal suolo il più possibile integre”. Le parole sono di Stephen King, ma io le faccio mie ogni volta che annuso nell’aria il temporale di una nuova storia», ha detto Carmela Scotti a Letteratitudine. «È così da sempre, e a maggior ragione lo è con il mio ultimo romanzo “La pazienza del sasso”, dove il lavoro di “scavo” nel sottosuolo delle mie ossessioni, è stato lungo e meticoloso, spolverino alla mano e attenzione ai dettagli più fragili. Leggi tutto…

CARMELA SCOTTI racconta L’IMPERFETTA

CARMELA SCOTTI racconta il suo romanzo L’IMPERFETTA (Garzanti)

Le prime pagine del libro sono disponibili qui

L'imperfetta - Garzanti

di Carmela Scotti

Chiamata a percorrere a ritroso la strada che mi ha portato a concepire il personaggio di Catena Dolce e del suo lungo vagabondare, mi ritrovo a non sapere con precisione che direzione imboccare, come se Catena stessa avesse cancellato dalla mia memoria le tracce del suo passaggio, affinché io non potessi mai costringerla, neppure nei ricordi, a ripercorrere quel cammino che tanta pena le è costato. Dunque, non posso che partire dalla fine, dal momento in cui cioè, Catena è arrivata al cuore dei lettori, e da loro, dalle loro riflessioni, ha ricevuto in dono una voce e un corpo, diventando una presenza capace di mutare, come un vento, ad ogni sensazione nuova che il lettore mi restituiva ricavandole dalla lettura.
L’Imperfetta non è, e non è mai stato, un romanzo “di trama” (per quanto l’ordito ci sia e abbia, pur nei suoi salti temporali che annullano le distanze, un inizio, un proseguimento e una fine) ma di “ritmo”, come diceva Virginia Woolf a proposito del suo “Le onde”, dove il racconto è concepito come un brano per orchestra e ciascun personaggio è uno strumento con un proprio ritmo. In altre parole, ciò che mi premeva fare era raccontare una storia non soltanto consegnandola, nuda e cruda, al lettore, ma donandole un incedere musicale, un ritmo che permeasse la pagina, come un balletto dove ogni movimento è parte di un complesso e ben oliato ingranaggio di gambe, braccia e volti. Leggi tutto…