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Posts Tagged ‘Carmen Pellegrino’

LA FELICITÀ DEGLI ALTRI di Carmen Pellegrino (un estratto)

“La felicità degli altri” di Carmen Pellegrino (La nave di Teseo)

Pubblichiamo un brano estratto dal secondo capitolo del libro

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Vinegia

 

Venezia fu la prima buona idea della mia vita. Avevo trentasei anni quando vi presi dimora, pervasa da un inspiegabile, a tratti tenero, sentimento per me; era autunno e pensavo di restarci fino alla primavera, ma ora non saprei dire quanto ci rimasi, in termini di tempo misurabile. Posso però dire che il tempo trascorso fra le calli ha modificato per sempre qualcosa di me. Hanno ragione quelli che studiano a fondo i luoghi: possono “trasformare”, dare forma a chi vi si immerge con l’intenzione di farsi camminare accanto dai fantasmi che trattengono. Non dicono niente, questi fantasmi dei luoghi, si limitano ad accompagnarci, portando con sé una persistenza di vita sopravvissuta alle distruzioni. Cos’era Venezia, prima della distruzione della Grande Guerra? E prima ancora, prima di essere un aerolite di pietra? Le giunture tra le sue forme, richiami a un’arte che non rifuggiva il disordine dell’immaginazione – la selvatichezza del gotico che Ruskin ripropone senza biasimo, giacché contiene una verità profonda che l’istinto umano coglie quasi inconsciamente – quelle giunture, dicevo, raccontano di un luogo a cui non occorrono geometrie grevi, un luogo non atterrito dalla fragilità. Come posso dire? Leggi tutto…

Pensieri e parole ai tempi del coronavirus # 9 (di Carmen Pellegrino)

Dal mondo dei libri, pensieri e parole ai tempi del Covid-19

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di Carmen Pellegrino

Poco fa, in un commento, ho letto:
Se tutti dobbiamo stare a casa, quelli che grufolano nei cassonetti perché stanno fuori?
Ecco, io non so più che cosa ci deve accadere per ricordarci di avere da qualche parte un cuore o una testa che pensa, e non solo visceri.
La prova durissima che ci tocca affrontare non riguarda soltanto la tenuta degli ospedali e del sistema immunitario: riguarda, credo, la sopravvivenza di quel tanto di umano che ci resta.
“E quelli del Nord e quelli del Sud e noi e voi e ovviamente loro – da qualche parte, gli untori…” Ma sì, continuiamo pure così. Se ci chiudessimo in una camera anecoica sentiremmo, forse, solo il mormorio del risentimento che ciascuno di noi sta producendo in luogo degli anticorpi.
La verità terribile è che questo virus fa morire da soli, senza il conforto di un volto caro, di una mano che non sia quella pietosa di un medico o di un infermiere, senza una preghiera, soli.
Ma noi continuiamo pure così. Leggi tutto…

SE MI TORNASSI QUESTA SERA ACCANTO di Carmen Pellegrino (recensione)

SE MI TORNASSI QUESTA SERA ACCANTO di Carmen Pellegrino (Giunti)

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[ascolta la puntata di “Letteratitudine in Fm” dove Carmen Pellegrino conversa con Massimo Maugeri su “Se mi tornassi questa sera accanto”]

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di Simona Lo Iacono

Un altro giorno senza Lulù, pensa Giosuè Pindari mentre firma l’ultima lettera e l’affida al fiume. Un altro giorno speso a scrutarne l’arrivo, a raccogliere le parole, a prendersi cura di Nora, svagata e divertita.
Ha fatto tutto come dev’essere quando si aspetta qualcuno, Giosuè.
Ha dato alla casa un aspetto più ridente, e accanto alle finestre che le conferivano un’aria stanca – quasi due occhi mesti e in giù – ha disegnato con le tegole uno sguardo fiducioso e senza malinconie.
Ha coltivato la terra con accondiscendenza, ignorando le pale eoliche che l’hanno invasa, saggiandone le zolle tenere o ruvide, preparandole all’arrivo di lei.
Ha fatto indossare a Nora un abito della festa, con amore le ha pettinato i capelli, ha raccolto i suoi mormorii, accontentandosi di sguardi trasognati e felici.
Ma Lulù non è ancora tornata.
Richiamare i figli dalla loro fuga è un’impresa che riesce solo a Dio. Solo Lui è capace di trasformare la paura in verità, la prepotenza in attesa, e padri ingombranti in uomini con le mani vuote.
Ma per Giosuè Pindari è molto più difficile, e così scrive, appallottola la carta e la chiude nella bottiglia. Con un gesto propiziatorio la affida al fiume, perché il fiume, come Dio, sa sempre dove andare.
E infatti va, il fiume. Supera sassi, sporgenze, gomiti. E’ sapiente, ha imparato a prendere la forma delle cose, ad adattarsi alla terra. Forse per questo Giosuè l’ha sempre chiamato “fiumeterra”, e forse per questo Lulù ha sempre visto nell’acqua un’appartenenza. Leggi tutto…

LIA LEVI e CARMEN PELLEGRINO premiate al Rapallo Carige 2015

LIA LEVI e CARMEN PELLEGRINO premiate al Rapallo Carige 2015

Il Premio Rapallo Carige per la donna scrittrice nasce nel 1985 per sostenere e valorizzare l’attività letteraria femminile nel campo della narrativa. Giunto alla XXXI edizione, è oggi considerato tra i più rilevanti premi letterari nazionali e vanta ogni anno la partecipazione di note scrittrici e delle case editrici di maggior spicco.
Nel 2014 il premio letterario Rapallo Carige è stato insignito del premio AIFIn Banca e Territorio aggiudicandosi il primo posto nella categoria “Iniziative a sostegno dell’arte e della cultura”.

La Giuria ha assegnato il Premio Opera Prima a Carmen Pellegrino per il romanzo “ Cade la terra” (Giunti 2015) e il Premio Speciale della Giuria intitolato a “Anna Maria Ortese” a Lia Levi per il romanzo “ Il braccialetto”  (Edizioni E/O 2014).

PREMIO OPERA PRIMA: CARMEN PELLEGRINO “Cade la terra ”, Firenze Giunti 2015
E’ un romanzo di grande forza, coinvolgente, incisivo- anche per la scrittura- nella ricostruzione di un mondo scomparso, emarginato. E’ un dialogo intenso con una realtà di fantasmi, con le radici, con la terra e con personaggi che appartengono ad una realtà densa che colloquia con il passato, ma vive materialmente nel nostro presente. E’ anche un libro di atmosfere suggestive, spettrali, con tratti di fantasia e altri – forti- caratteristici di una realtà che scompare e che viene recuperata nel suo spessore umano

Ascolta la puntata radiofonica di “Letteratitudine in Fm” con Carmen Pellegrino dedicata a “ Cade la terra” (Giunti)

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PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA: LIA LEVI “Il braccialetto ”, Roma Edizioni E/O 2014
Corrado, un ragazzo ebreo, si aspetta che , dopo la caduta di Mussolini il 25 luglio 1943, vengano abolite le leggi razziali. Il libro mette a confronto le storie di un giovane di religione “israelita” e di un ragazzo non ebreo. A queste tematiche sul rapporto ebrei – non ebrei nell’epoca delle leggi razziali Lia Levi ha dedicato molti dei suoi libri. L’autrice ha diretto per trent’anni il mensile “Shalom“ e si è dedicata anche alla narrativa per l’infanzia. Per questi motivi e per la sua notevole qualità letteraria, merita il Premio Speciale della Giuria.

Ascolta la puntata radiofonica di “Letteratitudine in Fm” con Lia Levi dedicata a “ Il braccialetto”  (Edizioni E/O)

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