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Posts Tagged ‘Carthago’

#ZeroNoveCinque

#ZeroNoveCinque. Signore catanesi rispondono#ZeroNoveCinque. Signore catanesi rispondono’ di Domenico Marcella

di Alessandro Russo

Potrebbe darsi che sia diventato visionario.
Resta il fatto che mentre sfoglio ‘#ZeroNoveCinque.Signore catanesi rispondono’ opera prima di Domenico Marcella (Carthago ed, pg73, € 15), scorgo torno torno all’Etna un’enorme passerella tondeggiante di pietra lavica. Lassù, sotto il luccichio dei raggi solari, adocchio una cospicua cifra di donne sicule in fila indiana sfilare con leggiadria. Un po’ eroine, un po’ sacerdotesse e regine, un po’ tutte e tre le cose insieme, le guardo rimboccarsi le maniche e rimettersi in gioco. Le scruto mentre con le valigie piene di sogni salutano l’isola a tre punte e infine le intravedo tornare a casa e sbottonarsi davanti a un taccuino. In mezzo ai fragori del Mungibeddu, ritrovo testimonianze esclusive che somigliano a pennellate di fierezza. Più defilata, ecco la città del Liotro con la sua anima seducente e i conflitti con cui convive, a volte perfino in armonia. Come i profumi di zagara sommersi dagli odori appuntiti di carne di cavallo arrostita in pieno centro storico. Ordunque, in mezzo alle pagine di ‘#ZeroNoveCinque’, Domenico Marcella pronuncia a voce alta il nome e il cognome di numerose pronipoti di Sant’Agata, specializzate in cose tanto diverse. Dal canto alla cucina conventuale, dalla moda alla poesia, passando per il ricamo, la recitazione e altro ancora. «Catania è fimmina –garantiscono– e la donna è la chiave dell’universo». Nel loro tributo alla catanesità collocano in primo piano un variopinto ventaglio architettonico. Lì dentro risplende la metropoli etnea col suo salotto infarcito di magnificenze settecentesche, non privo però di lati oscuri. Leggi tutto…

DIETRO LE QUINTE, di Giuseppe Crisafulli

dietro le quinteDIETRO LE QUINTE, di Giuseppe Crisafulli (Carthago editore)

recensione di Alessandro Russo

Catania, un’assolata domenica primaverile.
In jeans sdruciti e maglietta bianca, lenta va a passeggio una fanciulla dai capelli castano chiari e macchina fotografica al collo. In mezzo a viuzze e anfratti paiono attoniti i suoi intensi occhi blu. Curiosa, ella li rivolge a destra e a manca: nel suo atteggiamento vige un non so che d’angoscia. Questo l’incipit di “Dietro le quinte” (Carthago Ed, €16), ultima fatica letteraria del dottor Giuseppe Crisafulli. In ognuna delle centotrentatre pagine si staglia l’imponente figura di un medico che scruta senza pietas tra le atipiche serpentine della psiche. L’autore è catanese, ha sessantasette anni e conosce i meccanismi che avviluppano l’anima alla mente. Da bravo psichiatra sa che presso gli antichi la parola “persona” indica la maschera indossata dall’attore durante le rappresentazioni teatrali. Ordunque rimane egli dietro le quinte mentre redige il suo diario di bordo; intanto, come grandi attori tragici, i pazienti entrano in scena in fila indiana. Portano addosso sofferte vicissitudini: piccoli tic, personalità istrioniche gonfie di magniloquenze, ipocondrie, disturbi dissociativi, depressioni. In questa galleria d’esuberanze -che è poi il teatro esistenziale- fa capolino una giovinetta che giura e spergiura di lavorare per i servizi segreti. Crisafulli la erge ad eroina e dai misteriosi procedimenti biochimici che sono alla base del suo comportamento quotidiano sgorga autentica letteratura. Di più: le cuce addosso un’intrigante storia avvinghiata a vicende di mafie e pentitismo tra le città della Trinacria d’Oriente. «Sembra un romanzo ma è un trattatello di Psichiatria» sostiene a ragione Tino Vittorio nella prefazione mentre illustra come e perchè lo studio di aspetti morbosi della personalità può diventar produzione letteraria. Leggi tutto…