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Posts Tagged ‘Catherine Dunne’

FOUND IN TRANSLATION

‘Found in translation’: La tua voce in un’altra lingua

Risultati immagini per Catherine Dunne

di Francesca G. Marone

Il processo creativo nasce e si sviluppa passando per diverse strade, seguendo percorsi che molti studiosi hanno cercato di individuare, suddividendo quello stesso processo in più fasi. Chi in quattro fasi, chi in sette, sempre evidenziando che alla base debba esserci “la nascita di un’intenzione”, seguita da una fase di preparazione e di incubazione, poi di illuminazione: lo stadio del sorgere improvviso di una luce, e infine la fase della verifica dove è necessario avere un feedback, un confronto su ciò che si è creato. Ma cosa accade se in questo processo creativo si inserisce il passaggio all’uso di una lingua che non è la nostra? Molti scrittori asiatici, africani, indiani si sono rivolti al francese e all’inglese per scrivere le loro storie, alcuni autori hanno utilizzato anche la nostra lingua, fra cui Jhumpa Lahiri che ha scritto in italiano il suo primo libro autobiografico, qualche anno fa, spiegando l’esigenza della scelta con la metafora dell’immagine del triangolo: nel difficile conflitto fra l’inglese e il bengalese fa capolino l’italiano e vince, diventando la lingua della creatività sciolta dai vincoli dell’abitudine. Molti autori provano a uscire da quella zona fatta di certezze e di routine creativa scompigliando le carte e sfidano la loro stessa capacità espressiva cimentandosi nella scrittura di un’opera in un’altra lingua.
L’iniziativa di cui ho chiesto a Federica Sgaggio di parlarci è un singolare corso di scrittura in inglese con le già conosciute autrici Catherine Dunne (foto in alto) e Lia Mills che si svolgerà a Dublino dal 31/7 al 4/8/2017.

Cara Federica vorresti raccontarci come nasce quest’idea del corso e con quali finalità? Leggi tutto…

ALDO BUSI vince Premio Letterario Giovanni Boccaccio 2013

Il DecameroneE’ Aldo Busi il vincitore del  Premio Letterario Giovanni Boccaccio 2013

A Catherine Dunne e Massimo Franco il riconoscimento per la letteratura straniera e il giornalismo

La cerimonia di premiazione il 14 Settembre a Certaldo Alto

 

E’ lo scrittore  Aldo Busi il vincitore della XXXII edizione del Premio Letterario Giovanni Boccaccio, che quest’anno festeggia il settecentesimo anniversario della nascita del grande trecentista toscano.

La giuria del Premio, presieduta da  Sergio Zavoli,  si è pronunciata all’unanimità sul nome del vincitore della sezione dedicata alla letteratura italiana, ritenendo che la raffinata trascrizione del Decamerone di Giovanni Boccaccio (Rizzoli) realizzata da Aldo Busi, avesse tutti i presupposti per rappresentare al meglio questa ricorrenza.
Le straordinarie storie del Boccaccio trovano, infatti,  nuova linfa in un’opera originalissima che conserva il ritmo serrato dell’originale, ma in una lingua moderna, agile e accessibile a tutti.
Gli intrighi, le avventure, le beffe e i personaggi del nuovo Decamerone di Aldo Busi, acquistano una vigorosa scioltezza espressiva, più incline a uno scenario e a un gusto contemporanei.
Quel che ora sappiamoNella sezione dedicata alla Letteratura internazionale il premio è andato alla scrittrice irlandese Catherine Dunne, per l’opera intitolata Quel che ora sappiamo (Guanda),  romanzo in cui, entrando nelle pieghe di un dolore assoluto – come la perdita di un figlio suicida – l’autrice scava nei meandri dell’inspiegabile e dell’indicibile, nell’inconsapevolezza in cui si vivono i rapporti umani, anche i più forti.        
Il premio dedicato al giornalismo va, infine, a Massimo Franco, l’autorevole notista del “Corriere della sera”  per l’opera La crisi dell’impero Vaticano (Mondadori), che affronta il delicato passaggio di un storica realtà della Chiesa con analisi scarne, esenti da pregiudizi d’ogni specie, frutto del rigore culturale e dello stile professionale di un autore di rango.
L’eccezionalità della ricorrenza coincide, quest’anno, con l’arrivo in Giuria di Margaret Mazzantini, premiata con il “Boccaccia” nel 2004 per il suo  stile espressivo e vibrante, energico e delicato; e di Stefano Folli, una firma tra le più reputate del giornalismo italiano, già direttore del “Corriere” e oggi editorialista del “Sole 24 Ore”.
La crisi dell'impero vaticano. Dalla morte di Giovanni Paolo II alle dimissioni di Benedetto XVI: perché la Chiesa è diventata il nuovo imputato globaleVa da sé che la presenza, al fianco di Sergio Zavoli, di Leone Piccioni, Margaret Mazzantini, Marta Morazzoni, Gabriele Canè, Paolo Ermini e Luigi Testaferrata, conferma l’autorevolezza ed  il prestigio del Premio. Leggi tutto…