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C’È MUSICA e MUSICA – Luciano Berio

C'è musica & musica. 2 DVD. Con libroC’è musica & musica  – Luciano Berio | Feltrinelli Real Cinema | 2 Dvd + libro euro 25,00
ISBN 978-88-07-74096-1

[articolo legato al dibattito “Letteratura & Musica” su LetteratitudineBlog]

di Claudio Morandini

Che emozione quando ho scoperto in libreria le dodici puntate di “C’è musica e musica” di Luciano Berio in una bella confezione di due DVD più un libro! Le ha pubblicate da pochissimo Feltrinelli nella collana Real Cinema, a cura di Angela Ida De Benedictis.
Ricordo ancora bene (mi perdonerete se in questa recensione indulgerò a qualche flash autobiografico) quello che significò nel 1972 quel ciclo di trasmissioni sulla musica contemporanea. Era uno stile originale, eclettico, che mescolava sperimentalismo e divulgazione d’alta classe, momenti giocosi e riflessioni ardue, concertisti e marionette, alto e basso, in un flusso che avrei ritrovato in certe dinamiche interne delle composizioni più ampie di Berio stesso, che so, “Coro”, la “Sinfonia”, “Rendering”. Ecco, “C’è musica e musica” era una partitura, gigantesca, ambiziosa, vorace, fatta di musiche (tutte le musiche di tutti i tempi e tutti li luoghi) e voci (tutte le voci, dai vecchi leoni della musica del primo Novecento ancora in vita ai barbutissimi studenti universitari ancora in fermento); dal punto di vista del linguaggio televisivo, era qualcosa di profondamente innovativo, come mettono bene in luce il denso saggetto di Ulrich Mosch e il contributo di Michele dall’Ongaro, che di Berio è oggi in televisione l’affabile continuatore.
L’eclettismo di Berio si manifesta subito, nella scelta di far parlare non solo gli esponenti più o meno rigorosi dell’avanguardia degli ultimi anni (Maderna, Boulez, Cage, Stockhausen…), ma anche quei contemporanei che avevano scelto altre vie senza rinunciare a un linguaggio più tradizionale (Menotti, Bernstein…); compaiono i grandi vecchi del Novecento, commoventi (Milhaud, Messiaen… di Stravinsky vengono proposte le immagini delle esequie, in una breve sequenza che mi fa venire ancor oggi i lucciconi); ci sono il pop, il rock, la musica elettronica, la musica concreta, colonne sonore cinematografiche, soprattutto (inevitabile, visto che Berio dirige il tutto) il folk di tutto il mondo, studiato con l’attenzione che merita un patrimonio musicale alla pari con ogni altra forma espressiva. Alla base di questo ciclo di puntate è presente un’idea di armonizzazione più che di contaminazione; Berio non gioca a sovrapporre o mescolare in un crossover alla lunga superficiale e stucchevole, ma tesse trame, collega, rivela parentele inaspettate, lavora sulle polifonie (“Una polifonia di suoni e immagini” è, non a caso, il titolo del volumetto che raccoglie testimonianze attorno alla trasmissione e riporta la provvidenziale trascrizione di tutte le puntate a cura di Federica Di Gasbarro). Leggi tutto…