Archivio

Posts Tagged ‘Cesarina Vighy’

L’ULTIMA ESTATE E ALTRI SCRITTI di Cesarina Vighy (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del volume L’ULTIMA ESTATE E ALTRI SCRITTI di Cesarina Vighy (Fazi editore)

Nel 2009, all’età di 72 anni e già malatissima, Cesarina Vighy esordì con L’ultima estate, un romanzo dai forti spunti autobiografici che divenne presto un vero caso letterario vincendo il Premio Campiello Opera Prima e qualificandosi nella cinquina del Premio Strega.

 * * *


Sogno (ma forse no)

Lo so che quando si invecchia i ricordi indietreggiano, i pensieri tornano via via alla maturità sprecata, alla giovinezza sbagliata, alla straziante adolescenza, alla impotente infanzia.
Molti allora si mettono in viaggio per cercare i luoghi nativi (che li deluderanno: tutto si è ristretto come una maglia lavata troppe volte), altri guardano le fotografie, leggono lettere, buttano all’aria gli armadi cercando gli abiti che erano tanto alla moda (pericolosissimo: negli armadi si trovano al massimo scheletri). Fingono di provare un dolce rimpianto ma non è vero: la sensazione è quella di visitare il museo delle cere della intraprendente Madame Toussaud.
I più vanitosi vanno a rompere le tasche a bibliotecari e archivisti, nella ricerca inutile di nobili antenati. Ho lavorato per anni in biblioteca, amavo i lettori e facevo per loro le ricerche più raffinate finché indietreggiavano spaventati (troppa grazia, sant’Antonio) ma quella categoria di genealofili la detestavo, scarsa com’era di ogni cognizione e ricca soltanto di un’infinità di tempo da perdere. Ma non lo sanno che, risalendo di ramo in ramo, si scopre che siamo tutti figli di puttana?
I pervertiti (quelli che vogliono andare in pensione prima ancora di cominciare a lavorare) si travestono da bonari zii e si danno alla pedofilia.
I meno coraggiosi solo al Viagra e alle cubane.
I vigorosi si dedicano al footing, al trekking, allo stretching: grandi sudate e coccoloni (mi diverte sempre la battuta di un famoso cardiologo che, interrogato su quale sport praticasse, rispose: «Le passeggiate al cimitero per accompagnare gli amici morti facendo jogging»).
E le donne? Le donne, visto che già conoscono quell’inferno sulla terra che è per loro la vecchiaia, stanno più calme. Invisibili già a sessant’anni (un salumaio, certo per festeggiare quel mio compleanno, si rivolse direttamente al signore, più basso di me, che mi stava dietro nella fila), a volte profittano di questa loro peculiarità per fare scherzi da streghe; tanto non corrono il rischio di rifiuti, sono già rifiutate in partenza, né di annoiarsi perché a casa, pur con l’uomo più noioso del mondo, c’è sempre qualcosa da fare, magari il riso con le verze.
Taccio delle signore devote, materia non mia, però a pregare, confessarsi e fare viaggetti col prete e le altre amiche della parrocchia ci sarà pure un gusto (quanto è bello Padre Pio con la sua maschera al silicone! com’è buona l’acqua di Lourdes per i reumatismi: meglio del Voltaren!). Leggi tutto…