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CLASSIFICA: dall’1 al 7 novembre – questa settimana segnaliamo “Il grembo paterno” di Chiara Gamberale (Feltrinelli)

Il grembo paternoI primi 40 titoli in classifica nella settimana dall’1 al 7 novembre 2021

Questa settimana segnaliamo: “Il grembo paterno” di Chiara Gamberale (Feltrinelli)

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In prima posizione: “Una vita nuova” di Fabio Volo (Mondadori)

In seconda posizione: “Il talento del cappellano” di Cristina Cassar Scalia (Einaudi)

In terza posizione: “La felicità del lupo” di Paolo Cognetti (Einaudi)

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La scheda del libro: “Il grembo paterno” di Chiara Gamberale (Feltrinelli)

Dov’è che impariamo ad amare? Com’è che ci s’ammala dentro, com’è che si guarisce?
Ci sono persone che, quando le incontriamo, “ci bussano al sangue”: e Adele, quando incontra Nicola, è certa di avere trovato la persona con cui sentirsi finalmente intera. Ma Nicola è legato da un patto antico a un’altra donna, con lei ha due figli, mentre Adele cresce sua figlia da sola, dopo una vita di sfide e fughe che pare incastrarla in un’eterna adolescenza.
Quando l’intesa con Nicola comincia a vacillare, proprio quell’adolescenza le chiede, prepotente, ascolto.
Così, in una notte fatale, che segnerà per sempre il destino dell’umanità, Adele torna come in sogno al paese dove è nata, marchiata da un soprannome, Senzaniente, che è pesato sulla sua famiglia perfino dopo che il padre, Rocco, ha sfidato la miseria e conquistato il benessere.
La storia fra Adele e Nicola s’intreccia allora alla storia di Adele e suo padre, in una spola sempre più serrata fra passato e presente, dove quello che ci è stato tolto quand’eravamo bambini rischia di diventare l’unica misura di quello che il mondo ci potrà offrire. Fra medici che dovrebbero curare e invece mettono in pericolo, una donna che guarda dalla finestra il capodanno degli altri e un’altra che danza con uno straccio, nessuno degli indimenticabili personaggi di questo romanzo riesce a tenere stretto quello che è convinto di desiderare, mentre l’intrinseca violenza delle relazioni si mescola alla loro intrinseca dolcezza. E una televisione sempre accesa si prende gioco dello sforzo di tutti di credere alla propria esistenza.
Chiara Gamberale scende all’origine delle nostre domande sull’amore, in quella terra scoscesa dove abbiamo cominciato a essere la persona che siamo, per regalarci le sue pagine più potenti, commosse e ispirate.

Era la nostalgia, ora lo so, per le cose quando non sono ancora successe.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 Una vita nuova Fabio Volo Mondadori 19,00
2 Il talento del cappellano Cristina Cassar Scalia Einaudi 18,00
3 La felicità del lupo Paolo Cognetti Einaudi 18,00
4 La nostra cucina. Fatto in casa da Benedetta. Ricette e storie. Ediz. illustrata Benedetta Rossi Mondadori Electa 19,90
5 Il maialino di Natale J. K. Rowling Salani 18,90
6 Il genio non esiste (e a volte è un idiota) Barbascura X Tlön 16,00 *
7 Angeli per i Bastardi di Pizzofalcone Maurizio De Giovanni Einaudi 18,50
8 Il mostruoso femminile. Il patriarcato e la paura delle donne Jude Ellison Sady Doyle Tlön 18,00 *
9 Billy Summers. Ediz. italiana Stephen King Sperling & Kupfer 21,90
10 L’amore fa miracoli Sveva Casati Modignani Sperling & Kupfer 16,90

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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CLASSIFICA: dal 25 febbraio al 3 marzo 2019 – segnaliamo “L’isola dell’abbandono” di Chiara Gamberale

L' isola dell'abbandono - Chiara Gamberale - copertinaI primi 40 titoli in classifica nella settimana dal 25 febbraio al 3 marzo 2019

Questa settimana segnaliamo: “L’isola dell’abbandono” di Chiara Gamberale (Feltrinelli) – al 2° posto in classifica generale

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[variazioni rispetto alla settimana precedente]

Si conferma al 1° posto “La versione di Fenoglio” di Gianrico Carofiglio (Einaudi)

In 2^ posizione (la settimana scorsa era al 4° posto) “L’isola dell’abbandono” di Chiara Gamberale (Feltrinelli)

Mantiene il 3° posto “Un’altra strada. Idee per l’Italia di domani” di Matteo Renzi (Marsilio)

Entra in top ten al 4° posto “Doppia verità” di Michael Connelly (Piemme)

Al 5° posto “Sulla tua parola. Messalino. Letture della messa commentate per vivere la parola di Dio. Marzo-aprile 2019” (Editrice Shalom)

Entra in top ten al 6° posto “Conversazione su Tiresia” di Andrea Camilleri (Sellerio)

Al 7° posto (la settimana scorsa era in 2^ posizione)”Le nostre emozioni” di Iris Ferrari (Mondadori Electa)

All’8° posto (la settimana scorsa era in 6^ posizione) “Fedeltà” di Marco Missiroli (Einaudi)

Al 9° posto, “TFA Insegnante di sostegno. Nella scuola secondaria di I e II grado” (Edizioni Giuridiche Simone)

Mantiene il 10° posto “Rien ne va plus” di Antonio Manzini (Sellerio)

 

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L' isola dell'abbandono - Chiara Gamberale - copertinaQuesta settimana segnaliamo: “L’isola dell’abbandono” di Chiara Gamberale (Feltrinelli) – al 2° posto in classifica generale

Un romanzo profondo e coraggioso sull’abbandono: che è il dolore più profondo con cui tutti, prima o poi, dobbiamo fare i conti. Ma che può rivelarsi una grande occasione per ritrovarci e capire finalmente chi siamo.

Pare che l’espressione “piantare in asso” si debba a Teseo che, una volta uscito dal labirinto grazie all’aiuto di Arianna, anziché riportarla con sé da Creta ad Atene, la lascia sull’isola di Naxos. In Naxos: in asso, appunto. Proprio sull’isola di Naxos, l’inquieta e misteriosa protagonista di questo romanzo sente all’improvviso l’urgenza di tornare. È lì che, dieci anni prima, in quella che doveva essere una vacanza, è stata brutalmente abbandonata da Stefano, il suo primo, disperato amore e sempre lì ha conosciuto Di, un uomo capace di metterla a contatto con parti di sé che non conosceva e con la sfida più estrema per una persona come lei, quella di rinunciare alla fuga. E restare. Ma come fa una straordinaria possibilità a rivelarsi un pericolo? E come fa un trauma a trasformarsi in un alibi? Che cosa è davvero finito, che cosa è cominciato su quell’isola? Solo adesso lei riesce a chiederselo, perché è appena diventata madre, tutto dentro di sé si è allo stesso tempo saldato e infragilito, e deve fare i conti con il padre di suo figlio e con la loro difficoltà a considerarsi una famiglia. Anche se non lo vorrebbe, così, è finalmente pronta per incontrare di nuovo tutto quello che si era abituata a dimenticare, a cominciare dal suo nome, dalla sua identità più profonda… Dialogando in modo esplicito e implicito con il mito sull’abbandono più famoso della storia dell’umanità e con i fumetti per bambini con cui la protagonista interpreta la realtà, Chiara Gamberale ci mette a tu per tu con il miracolo e con la violenza della vita, quando ci strappa dalle mani l’illusione di poterla controllare, perché qualcosa finisce, qualcuno muore o perché qualcosa comincia, qualcuno nasce. E ci consegna così un romanzo appassionato sulla responsabilità delle nostre scelte e sull’inesorabilità del destino, sui figli che avremmo potuto avere, su quelli che abbiamo avuto, che non avremo mai. Sulle occasioni perse e quelle che, magari senza accorgercene, abbiamo colto.

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Posizioni dal n. 1 al n. 10

Pos. Titolo Autore Editore Prezzo Tasc. Note
1 La versione di Fenoglio Gianrico Carofiglio Einaudi 16,50
2 L’isola dell’abbandono Chiara Gamberale Feltrinelli 16,50
3 Un’altra strada. Idee per l’Italia di domani Matteo Renzi Marsilio 16,00 *
4 Doppia verità Michael Connelly Piemme 19,90
5 Sulla tua parola. Messalino. Letture della messa commentate per vivere la parola di Dio. Marzo-aprile 2019 Editrice Shalom 4,00
6 Conversazione su Tiresia Andrea Camilleri Sellerio Editore Palermo 8,00
7 Le nostre emozioni Iris Ferrari Mondadori Electa 15,90 *
8 Fedeltà Marco Missiroli Einaudi 19,00
9 TFA Insegnante di sostegno. Nella scuola secondaria di I e II grado. Teoria e quiz per la preparazione alle prove d’accesso ai percorsi di specializzazione. Con software di simulazione Edizioni Giuridiche Simone 36,00
10 Rien ne va plus Antonio Manzini Sellerio Editore Palermo 14,00

 

Posizioni dal n. 11 al n. 40

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ARRIVANO I PAGLIACCI, di Chiara Gamberale (un estratto del libro)

Pubblichiamo un estratto del romanzo ARRIVANO I PAGLIACCI, di Chiara Gamberale (Mondadori)

«Come posso fare a leggere Arrivano i pagliacci? E’ l’unico fra i tuoi libri che non si riesce più a trovare in libreria» ha chiesto un lettore a Chiara Gamberale durante una sua presentazione. Così si è pensato di riproporre questo romanzo – nucleo generativo importantissimo nel suo percorso – revisionato dall’autrice.

“Arrivano i pagliacci” uscì nel 2003 per Bompiani e per questa riedizione mondadoriana la Gamberale ha rimesso mano al testo, alla storia di Allegra Lunare, e a tutti gli oggetti che raccontano la casa in cui ha vissuto per tutta la vita. Allegra infatti scrive una lunga lettera ai nuovi inquilini, raccontandogli attraverso gli oggetti rimasti in quella casa aneddoti e amori che hanno segnato la sua vita, e quella casa. E così scopriamo la sua bizzarra famiglia, il papà intellettuale, la madre americana naïf e il fratello affetto dalla sindrome di Down, Giuliano detto Giù.

Intorno, un coro di personaggi buffi e allo stesso tempo malinconici. Si può dire che come tipologia di romanzo preannuncia  “La luce nella casa degli altri”.
 «Ho scritto Arrivano i pagliacci quattordici anni fa: avevo ventidue anni, ero alla ricerca pazza di non sapevo neanche io che cosa e quello che scrivevo lo era con me. Quando si fa così il rischio è quello di dare voce a un’urgenza, anziché riflettere bene per dare urgenza a una voce. E forse l’ho corso.» Così scrive nella Nota che chiude questo romanzo Chiara Gamberale, che su quel testo giovanile ha rilavorato con passione.
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La storia

Allegra Lunare ha vent’anni, è nel momento in cui la vita, per molti, comincia: invece per lei finisce, e deve trovare il coraggio per iniziarne una tutta nuova. Allora Allegra scrive: per non avere paura, per salvarsi l’infanzia, per non dimenticare il senso delle persone e delle cose che sono stati il suo mondo fino a quel momento. Scrive una lettera ai nuovi inquilini che abiteranno la casa dove ha vissuto con la sua bizzarra famiglia, e prende spunto dagli oggetti che rimangono nell’appartamento e di quei pochi che porterà con sé. Ognuno di essi racconta una storia: quella di suo padre, universitario rivoluzionario, e della mamma, giovanissima modella americana; la nascita di suo fratello Giuliano, con la sindrome di down; l’amore magico tra Adriana e Matilde; l’incontro strepitoso con Zuellen, che è affamata d’amore e sa trasformare tutto in qualcos’altro; le cose che ha imparato a teatro e al circo, la più importante: che dopo il numero dei trapezi – quando trattieni il fiato e la felicità sembra spezzarsi a ogni passo – arriva sempre il numero dei pagliacci… La scrittura di Allegra procede come il respiro veloce della giovinezza, quando si ha fretta di capire: per libere associazioni, per assonanze del cuore, accostando ai sentimenti cose che ne sono i correlativi oggettivi, e che spesso li esprimono con molta maggior potenza. Il suo sguardo si posa su ogni spazio da una prospettiva inattesa, filtrato dalle lenti colorate con cui ha imparato a osservare la vita per non essere lambita dalle sue ombre: e ci restituisce un’istantanea sorprendente, candida e acutissima al tempo stesso.

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un estratto del romanzo ARRIVANO I PAGLIACCI, di Chiara Gamberale (Mondadori)

Insomma, fu questione d’istanti se papà e Adriana si abbracciarono appena prima che io sul letto matrimoniale con gli gnomi ai quattro pomelli uscissi fuori fra le gambe aperte sudate della mamma e mi tuffassi nel mondo; questione di pochi istanti se almeno quel giorno la scena fu tutta di questa bambina nuova che arrivava e che per un momento sembrava dire che il cancro la Dc l’handicap e il ventisette del mese erano solo degli scherzi, di cattivo gusto sì, ma comunque degli scherzi, e la verità era solo lì, adesso, in un’altra voce che avrebbe imparato a canticchiare c’era una volta un piccolo naviglio, in un’altra testa dove il mondo sarebbe stato inventato, in una mano che avrebbe scarabocchiato case e firmato bollette, in una faccia che si sarebbe riempita di brufoli punti neri e rughe, in un cuore che sarebbe stato preso a morsi, a strappi, a carezze, in qualcuno che, anche solo per un decimo di secondo, magari mangiando la prima ciliegia dell’estate, avrebbe pensato: eh, sì. Io esisto. Esisto davvero.

Sono nata il 20-02-1980 e mi chiamo Allegra Lunare. Leggi tutto…

CHIARA GAMBERALE ci racconta PER DIECI MINUTI

CHIARA GAMBERALE ci racconta PER DIECI MINUTI (Feltrinelli).
Qui, le prime pagine del romanzo (vincitore del Premio Selezione Bancarella)

di Chiara Gamberale

Capita.
Che all’improvviso si spenga la luce. Poi si riaccende, ma tutto quello con cui eravamo abituati a identificare la nostra vita è sparito.
Capita che, per dirne una, lo spazzolino accanto al nostro, in bagno, ecco: non ci sia più.
O che magari arriviamo al lavoro, facciamo per sederci alla nostra scrivania, e invece no. Non è più nostra, quella scrivania: tante grazie, la sua esperienza finisce qui, arrivederci. Ci verrà detto, poi.
O che traslochiamo da un posto che era davvero casa e ci ritroviamo in un posto dove niente riesce a esserci familiare. O che i figli crescono: capita. Che se ne vadano e che i genitori pensino: e adesso? O che i genitori muoiano.
Capita che ci si lasci, capita che si parta, che si rimanga, che qualcosa si spezzi e non si ricomponga. Capita che si cambia, ecco.
Lì per lì sembra mortale.
Eppure non c’è niente di più vitale.
A me è capitato.
Diciamo che sono stata costretta a farlo: ben tre delle esperienze che ho snocciolato come esempi all’inizio di questo flusso di (in)coscienza, mi sono cadute addosso, insieme, senza nemmeno il buon gusto di mettersi in fila.
Per almeno un anno e mezzo non ho capito più niente di quanto mi succedesse dentro e attorno.
Niente.
Fatto sta che, giorno dopo giorno, a un certo punto arriva quello in cui ti svegli e scopri di essere sopravvissuta. Non è una bella scoperta, lì per lì: perché se il tuo cuore, lentamente, riprende a pulsare, se la tua testa riprende a girare, non hai comunque più una vita a cui metterli a disposizione.
Così dal dolore scivoli nello smarrimento.
Io stavo per affondarci, quando una donna straordinaria, il 3 dicembre scorso, mi ha buttato lì:- Sai cosa consiglia Rudolf Steiner, in momenti come questo? Di giocare.
–         Giocare?
–         Sì. Perché non provi a fare ogni giorno, per un mese, per dieci minuti, una cosa che non hai mai fatto prima?
–         Tipo? Leggi tutto…

PER DIECI MINUTI, di Chiara Gamberale (le prime pagine)

Per dieci minutiPubblichiamo le prime pagine del romanzo PER DIECI MINUTI di Chiara Gamberale (Feltrinelli), vincitore del Premio Selezione Bancarella 2014. Domani, Chiara Gamberale ci “racconterà” il suo libro.

Il libro
Dieci minuti al giorno. Tutti i giorni. Per un mese. Dieci minuti per fare una cosa nuova, mai fatta prima. Dieci minuti fuori dai soliti schemi. Per smettere di avere paura. E tornare a vivere. Tutto quello con cui Chiara era abituata a identificare la sua vita non esiste più. Perché, a volte, capita. Capita che il tuo compagno di sempre ti abbandoni. Che tu debba lasciare la casa in cui sei cresciuto. Che il tuo lavoro venga affidato a un altro. Che cosa si fa, allora? Rudolf Steiner non ha dubbi: si gioca. Chiara non ha niente da perdere, e ci prova. Per un mese intero, ogni giorno, per almeno dieci minuti, decide di fare una cosa nuova, mai fatta prima. Lei che è incapace anche solo di avvicinarsi ai fornelli, cucina dei pancake, cammina di spalle per la città, balla l’hip-hop, ascolta i problemi di sua madre, consegna il cellulare a uno sconosciuto. Di dieci minuti in dieci minuti, arriva così ad accogliere realtà che non avrebbe mai immaginato e che la porteranno a scelte sorprendenti. Da cui ricominciare. Con la profonda originalità che la contraddistingue, Chiara Gamberale racconta quanto il cambiamento sia spaventoso, ma necessario. E dimostra come, un minuto per volta, sia possibile tornare a vivere.

 

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Le prime pagine di PER DIECI MINUTI di Chiara Gamberale (Feltrinelli)

Abitavo nella stessa casa di campagna, alle porte di Roma,
da sempre, prima con i miei genitori, poi con una serie di
coinquilini, poi con l’uomo che sarebbe diventato mio marito.
Ero sposata da dieci anni, da otto tenevo una rubrica per
un settimanale, “Pranzi della domenica”, che mi portava
per una settimana, da domenica a domenica, a pranzare con
una famiglia normalissima o assurda, comunque uguale solo
a se stessa, e a raccontarla.
In meno di un anno, dall’ottobre del 2011 al settembre
del 2012, mio marito aveva insistito per traslocare in città,
poi era partito per fare un master a Dublino e il giorno prima
di tornare mi aveva telefonato per annunciarmi che no,
non sarebbe tornato, ma sì, stava bene, e se per un po’ non
l’avessi più sentito non dovevo preoccuparmi: anzi, il punto
era proprio che forse aveva scoperto di stare meglio senza di
me. Insomma, aveva bisogno di mettersi in aspettativa dal
suo lavoro e dal nostro matrimonio, e pensare. Da solo. In
Irlanda. Leggi tutto…