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“PEZZI. Dal regno della litweb” di Ippolita Luzzo

PEZZI. Dal regno della litweb” di Ippolita Luzzo (Città del Sole Edizioni): incontro con l’autrice

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Ippolita Luzzo, laureata in filosofia con tesi su Max Stirner, L’Unico e la sua proprietà. Da giugno 2012 scrive sul blog “Ippolita La regina della Litweb” quasi un giornale di cui lei è editorialista, direttrice e cronista.
Col suo blog indaga e legge ogni momento letterario ed artistico per lei autentico interpretando in modo originale il senso del testo.
Per via della sua attività letteraria ha ricevuto diversi riconoscimenti. Di recente, per i tipi di Città del Sole, è uscito in libreria un suo volume intitolato: “Pezzi. Dal regno della litweb“.

Abbiamo incontrato Ippolita Luzzo per chiederle di parlarci della sua attività e di questo suo libro…

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«”Pezzi dal regno della Litweb” nasce da un’idea di Antonella Cuzzocrea (insieme all’autrice nella foto accanto – ndr), editrice della Città del sole di Reggio Calabria», ha raccontato Ippolita Luzzo a Letteratitudine. «Ci conosciamo da tempo e lei, stimando la mia attività, questa estate mi ha proposto una raccolta. Io ho mandato a lei il 2012 per intero, lei con l’editor Letizia Cuzzola hanno deciso diversamente e Letizia ha raccolto pezzi che vanno dal 2012, giugno 2012, nascita del blog, fino al 2018 inoltrato, fino alla fatidica frase di Raffaele La Capria che è la sintesi perfetta della Litweb, una finestra sul mondo.
“Un’identità forte è una finestra sul mondo, capace di includere in sé anche le altre. Se è debole, invece, si limita a glorificare se stessa, rinchiudendosi nei confini del localismo” Una scelta che mi auguro abbia i suoi lettori.
Naturalmente è normale che nessuno o quasi conosca il mondo o il regno, per essere precisi, della Litweb, essendo un Regno nato nel 2012, per puro caso, ed essendo un regno, o mondo, nato sul web. Leggi tutto…

L’UOMO DEI TRAMONTI CHE AMAVA LA POLITICA di Nino Milazzo

https://i2.wp.com/www.cdse.it/immagini/copertine/big/luomo_dei_tramonti.jpgL’UOMO DEI TRAMONTI CHE AMAVA LA POLITICA di Nino Milazzo

di Alessandro Russo

Martedì sette ottobre duemilaquattordici, Catania, le quattro del pomeriggio.
Son qui dal barbiere in attesa della consueta rasatura mensile e voracemente sfoglio L’uomo dei tramonti che amava la politica di Nino Milazzo, (Ed.Città del sole, pg236, € 14). D’improvviso, il fattaccio. Un tipo sulla cinquantina seduto accanto a me spezza bruscamente la mia oasi di pace: «Immagino che abbia già capito chi è l’assassino, vero?». «Lei si sbaglia, – gli rispondo studiandolo negli occhi- questo libro non è un poliziesco». «Vero è; –s’incaponisce il mio vicino di seggiola- ma tra poche pagine l’oggetto che ha in mano da testimonianza civile si trasfigurerà in noir d’eccezione. E lei vi riconoscerà la nostra Catania da sempre agli ultimi posti nelle classifiche di vivibilità. Una città che si gira e rigira tra lettone del degrado e torpore di pratiche assuefatte. La vedrà colma di salotti che sono luoghi d’agguato e popolata da faccendieri senza scrupoli. L’autore non si nasconde dietro ghirigori simili alle onde del mare ma oltrepassa la crosta di superficie e scoperchia tenebrosi intrecci. Senza artifizi e ricercatezze, fotografa un luogo ammantato d’intrallazzi dove si riproducono anguilleschi esemplari di opportunisti spregiudicati. Potrebbe sembrarle tutto ciò una serie di opinioni personali senza legami con il tentativo qua e là di trovare una trama romanzesca; in questa cornice di realismo, invece, un maestro del giornalismo si cimenta nella narrativa e si sbizzarrisce in un’eccentrica simulazione di saggio. Di più, con una scrittura piana e senza orpelli si spinge a tracciare il declino epocale dell’intera concezione di cultura occidentale». Leggi tutto…

PIÙ AVANTI DI QUALCHE PASSO, di Rosalia Messina

Più avanti di qualche passo“Più avanti di qualche passo” di Rosalia Messina
Città del Sole edizioni, 2013 – pagg. 104 – euro 10

di Simona Lo Iacono

Tutto comincia dietro una porta.
Domenico, seduto sullo scalino, aspetta.
Ha solo sette anni, ma sul fatto che oltre l’uscio chiuso stia accadendo qualcosa di grande, non ha dubbi. Passi affrettati, un va e vieni di sole donne, e le urla di sua madre che rompono il silenzio. Non si muoverà, ha deciso imbronciato, rigirando i piedi nelle scarpe di due misure più grandi. Dopotutto sta per venire al mondo una creatura e non c’è altro da fare che raccogliere le forze, concentrarsi per non svenire e fare la parte dell’uomo di casa.
Da quando è morto suo padre, poi, non permette alle emozioni di assalirlo. Fino a che ecco…la levatrice gli fa segno, il momento è arrivato. In un attimo, Domenico è accanto alla madre e può finalmente sgranare gli occhi innanzi non ad uno, bensì a due fagotti di lana: due gemelle, e chi l’avrebbe mai detto…Ma tant’è. Anita e Michela sono davanti a lui, pronte a urlare al mondo il loro doppio pianto.
Comincia così “Più avanti di qualche passo”, di Rosalia Messina (ed. Città del sole), romanzo che ha vinto, come inedito, il premio “Angelo Musco 2012”. Una storia che si snoda dagli anni 50 fino ai giorni nostri, e che nel ripercorrere il destino di Anita e Michela, il complesso equilibrio di un rapporto viscerale, racconta anche il tempo che cambia, la famiglia che cresce, la società che si trasforma.
Con una lingua poetica, cangiante, che sa modulare il dialetto sul ritmo delle parole e dei personaggi, Lia Messina rievoca il mondo duro del dopoguerra in Sicilia, la contrapposizione dolorosa tra le classi sociali, i traguardi affaticati delle donne, che con una ostinazione primordiale e disperata sono comunque madri, sia che a questa condizione siano votate dalla nascita, sia che vi approdino per strade traverse, scorticate, inusuali.

Lia, le chiedo quindi, “Più avanti di qualche passo” è il racconto del rapporto tra due gemelle, ma – con esso – anche di due condizioni sociali, di due modi di vivere. Vuoi parlarcene? Leggi tutto…