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Posts Tagged ‘Claudio Morandini’

GLI OSCILLANTI di Claudio Morandini (recensione)

Gli oscillantiGLI OSCILLANTI di Claudio Morandini (Bompiani)

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di Umberto Rossi

Tutto si può dire di Claudio Morandini tranne che sia un esordiente. Eppure in un certo senso Gli oscillanti lo possiamo considerare romanzo d’esordio nella misura in cui, dopo aver pubblicato con una serie di piccoli editori, il nostro approda a una delle majors del libro. Questo potrebbe fargli incontrare molti nuovi lettori, e non mi pare un caso che il titolo stesso di questo romanzo singolare (ma quale dei libri finora pubblicati dallo scrittore valdostano non lo è?) vada interpretato come una presentazione, come una chiave di lettura di questa storia.
Abbiamo una valle montana. Alpi? Appennino? L’autore non lo dice chiaramente: quel che è certo è che non siamo in una valle turistica, né Val Gardena né Val di Fassa. Leggi tutto…

NEVE, CANE, PIEDE: effetto Modus Legendi

https://i2.wp.com/www.exormaedizioni.com/exorma/wp-content/uploads/2015/09/Cop_NEVE_CANE1.jpg“NEVE, CANE, PIEDE” di Claudio Morandini nella classifica dei più venduti di questa settimana spinto da Modus Legendi.

Leggi l’Autoracconto di Claudio Morandini dedicato a “Neve, cane, piede” (Exòrma Edizioni) – Vincitore del Premio Procida — Isola D’Arturo — Elsa Morante 2016

Anche per questa seconda edizione di Modus Legendi ha avuto successo riuscendo nell’intento: “Neve, cane, piede” di Claudio Morandini è nella “top ten” della classifica della narrativa italiana. Con 1192 voti (30.68%) “Neve, cane, piede” di Claudio Morandini è stato il libro più votato di Modus Legendi 2017, l’iniziativa promossa dal gruppo Facebook Billy, il vizio di leggere. Il romanzo di Morandini, già vincitore del Premio Procida-Isola di Arturo-Elsa Morante 2016, è stato dunque al centro della seconda fase di Modus Legendi, quella più importante: la settimana d’acquisto dal 12 al 18 febbraio, volta a portare in classifica un libro di un editore indipendente facendolo diventare un caso editoriale. Dopo tre settimane di votazione, tenutesi sul forum di Ultima Pagina, i lettori hanno scelto tra una rosa di cinque titoli di case editrici indipendenti di qualità il libro da “lanciare” nella classifica nazionale. L’iniziativa, nata dall’idea di Angelo Di Liberto e Carlo Cacciatore, promossa dal gruppo di lettori Billy, il vizio di leggere, consiste nel promuovere l’acquisto in massa — in un tempo limitato di una settimana — del titolo precedentemente votato, con lo scopo di farlo arrivare nelle classifiche nazionali. La prima edizione di Modus Legendi si è conclusa nel mese di aprile 2016 con enorme successo, consacrando Annie Ernaux nel panorama culturale italiano con il suo “Il Posto”, in terza posizione nella classifica nazionale narrativa straniera e all’undicesima di quella generale. Anche questo anno la “rivoluzione gentile” di Modus Legendi ha avuto successo: “Neve, cane, piede” di Claudio Morandini è al VII posto della TOP TEN e al V nella classifica della narrativa italiana. Leggi tutto…

CLAUDIO MORANDINI vince il PREMIO PROCIDA 2016

CLAUDIO MORANDINI si aggiudica la 29ª edizione del Premio Procida Isola di Arturo Elsa Morante con il romanzo Neve, cane, piede (Exòrma)

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Di seguito, Claudio Morandini racconta il suo romanzo.

I finalisti della 29ª edizione del Premio Procida Isola di Arturo Elsa Morante sono stati Gabriele Di Fronzo con Il grande animale (Nottetempo), Giordano Meacci con Il cinghiale che uccise Liberty Valance (Minimum Fax) e Claudio Morandini con Neve, cane, piede (Exòrma). Nella serata conclusiva, il 24 settembre, è stato proclamato vincitore per la sezione Narrativa Claudio Morandini con Neve, cane, piede (Exòrma).

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CLAUDIO MORANDINI racconta il suo romanzo NEVE, CANE, PIEDE (Exòrma Edizioni)

di Claudio Morandini

220È sicuramente bello costruire romanzi complessi, coltivare selve fitte di avventure, edificare cattedrali narrative gremite di particolari da dominare con il piglio dell’architetto, o almeno del geometra. Ma a volte è giusto, salutare, scrivere storie piccole, romanzi che sembrano quasi racconti, abitati da due o tre figure, non di più; aiuta a focalizzare meglio i propri obiettivi concentrarsi sull’essenziale, prosciugare, levare il superfluo, abbassare la voce. Come quando, dopo pranzi elaborati e generosi sentiamo il bisogno di un pasto semplice, pochissimi ingredienti purché buoni, cotti il meno possibile; o quando, dopo un paio di ore di sinfonie, ci viene voglia di un quartetto, anzi di un trio, in un’esecuzione senza ritornelli, così finisce prima e ci lascia con il desiderio di riascoltarla ancora. È quello che ho sentito di fare con questo libro, in cui certi temi che evidentemente mi sono cari ritornano, ma sommessamente, e l’ambizione non è quella di dire meno ma di dire ancora più cose con meno parole. Leggi tutto…

LA DANZA DELLA MEDUSA di Guido Conterio

LA DANZA DELLA MEDUSA di Guido Conterio (Manni, 2016)

di Claudio Morandini

«De la musique avant toute chose» andrebbe detto quando si parla di un romanzo di Guido Conterio. Il dato stilistico, la cura del ritmo della frase e la scelta lessicale improntata a pluralità di registri e toni continuano a essere prioritari per l’autore di Aosta, che dedica a essi ogni attenzione, riuscendo a trasmettere al lettore il fascino e la necessità di questa ricerca. Così è anche per questo suo ultimo romanzo, “La danza della medusa”, pubblicato, come il precedente “Incanto e guarigione”, da Manni nella collana Pretesti.

In un futuro remoto, allo studioso Sugar Abbagnano viene affidato (da un rettore che è un ologramma proteiforme piuttosto simpatico) il compito di redigere lo studio definitivo su Giuseppe Rocci, insigne superesperto a noi contemporaneo e quasi dimenticato dai posteri, prodigiosamente rigenerato, in un certo momento epifanico della sua vita, dal tocco tutt’altro che urticante della medusa del titolo. Ad aiutare Abbagnano nella ricerca c’è una giovane e affascinante ricercatrice; attorno a loro, vive una collettività esente da mali e angosce e un po’ stolida, per la quale la morte di ciascuno è programmata fin dalla nascita. Leggi tutto…

CLAUDIO MORANDINI racconta NEVE, CANE, PIEDE

CLAUDIO MORANDINI racconta il suo romanzo NEVE, CANE, PIEDE (Exòrma Edizioni)

di Claudio Morandini

220È sicuramente bello costruire romanzi complessi, coltivare selve fitte di avventure, edificare cattedrali narrative gremite di particolari da dominare con il piglio dell’architetto, o almeno del geometra. Ma a volte è giusto, salutare, scrivere storie piccole, romanzi che sembrano quasi racconti, abitati da due o tre figure, non di più; aiuta a focalizzare meglio i propri obiettivi concentrarsi sull’essenziale, prosciugare, levare il superfluo, abbassare la voce. Come quando, dopo pranzi elaborati e generosi sentiamo il bisogno di un pasto semplice, pochissimi ingredienti purché buoni, cotti il meno possibile; o quando, dopo un paio di ore di sinfonie, ci viene voglia di un quartetto, anzi di un trio, in un’esecuzione senza ritornelli, così finisce prima e ci lascia con il desiderio di riascoltarla ancora. È quello che ho sentito di fare con questo libro, in cui certi temi che evidentemente mi sono cari ritornano, ma sommessamente, e l’ambizione non è quella di dire meno ma di dire ancora più cose con meno parole.

https://i2.wp.com/www.exormaedizioni.com/exorma/wp-content/uploads/2015/09/Cop_NEVE_CANE1.jpgNeve, cane, piede è nato già nel 2011, subito dopo l’uscita di Il sangue del tiranno, e in attesa delle bozze di A gran giornate; ed è cresciuto velocemente, con relativa facilità e un certo piacere, per me, come se i limiti e i vincoli imposti dall’ambientazione e dal numero ridotto di personaggi e situazioni rappresentassero un incentivo a muoversi ancora più liberamente.
C’era, all’origine di tutto, l’immagine di un piede umano che spuntava da una massa di neve: immagine misteriosa, venutami chissà come, che costringeva a porsi domande (di chi è? perché è lì? da quando è lì?); e, accanto a quel piede, un cane e un vecchio. Sarebbe potuto diventare l’avvio di un giallo o un thriller; e l’uomo avrebbe potuto anche essere un vecchio marinaio in mezzo all’oceano, o un beduino altrettanto vecchio nel deserto, invece è rimasto un montanaro scontroso e solitario, e di thriller alla fine non c’è nulla. Anzi, per sgombrare il campo da possibili equivoci, non mi serviva nient’altro attorno se non spazi deserti, sufficientemente ostili da tener lontano i curiosi, gli sfaccendati, le fonti di distrazione, le soluzioni troppo facili. Leggi tutto…

A proposito di Zibaldoni

A proposito di Zibaldoni…

Zibaldoni e altre meraviglie
Riflessioni su una rivista letteraria online

di Claudio Morandini

Tra le riviste culturali diffuse sul web, Zibaldoni e altre meraviglie ha una storia e delle caratteristiche che ne fanno ancor oggi qualcosa di originale e di difficilmente collocabile. Fondata nel 2002 da Gianluca Virgilio e Enrico De Vivo, che la dirige tuttora, nel corso dei primi anni ha potuto contare su collaboratori come Gianni Celati, Antonio Prete, Rocco Brindisi, Franco Arminio, Paolo Morelli, Mattia Mantovani, Giorgio Messori, e ha partecipato in prima linea al dibattito talvolta acceso sugli spazi concessi alla letteratura e alla critica sul web. Negli anni, Zibaldoni ha continuato ad alimentare il dibattito culturale, da una posizione sempre un po’ defilata (ma non periferica), senza inseguire le mode del momento, anzi insistendo su temi che, per così dire, attraversano i secoli e su cui i classici antichi e moderni hanno detto cose che vale la pena riproporre, chiosare, come se fossero parole di oggi. Ho anzi l’impressione che in molti dei testi pubblicati su Zibaldoni si respiri un certo turbamento dinanzi al presente, o almeno una sospensione del giudizio, e che solo il ricorso allo sguardo lungo dei classici permetta di trovare degli strumenti con cui non perdersi nell’imbarazzante, tragicomico guazzabuglio dell’oggi.
Ai primi collaboratori si sono aggiunti nel frattempo scrittori-studiosi come Walter Nardon, Simona Carretta, Stefano Zangrando, Carlo Cenini, Barbara Fiore, Brunella Antomarini, Giacomo Verri, Francesca Andreini, Giuseppe Dino Baldi e altri: ognuno è titolare di una rubrica in cui esplora tematiche, divaga liberamente attorno a un centro d’attrazione, gioca inanellando variazioni sui temi sentiti da tutta la redazione. Leggi tutto…

Nascita di una rivista: Diacritica

Nascita di una rivista: Diacritica

Intervista a Maria Panetta

a cura di Claudio Morandini

Il bimestrale “Diacriticaè una nuova rivista letteraria online che, sotto la direzione di Domenico Renato Antonio Panetta, si occupa prevalentemente di filologia, critica letteraria e storia dell’editoria. Per conoscerne meglio gli obiettivi abbiamo rivolto qualche domanda a Maria Panetta, fondatrice della rivista assieme a Matteo Maria Quintiliani.

– Il primo numero di «Diacritica» mi pare animato insieme da rigore metodologico e da autentica passione. Mi pare anche di capire che sia qui una delle differenze, forse la più importante, sia rispetto alla babele di contributi di ispirazione letteraria sul web sia rispetto alla trattatistica di stampo puramente accademico. Sei d’accordo?
Mi fa molto piacere che si percepisca così nettamente quali sono i nostri principi ispiratori. «Diacritica» vuole, infatti, essere prima di tutto una rivista scientifica, e per questo si è dotata di un apposito Comitato di studiosi (tra cui Valeria Della Valle, Alessandro Gaudio, Matteo Lefèvre, Italo Pantani, Paolo Procaccioli, Giuseppe Traina), alcuni strutturati (ordinari, associati e ricercatori universitari) e altri che insegnano da anni a contratto presso vari atenei e hanno ottenuto l’Abilitazione Scientifica Nazionale del 2012. Il rigore metodologico di cui dovremmo essere garanti si sposa, però, come sottolinei, anche con le passioni di ognuno di noi: la letteratura e la lingua italiana, la filologia, la critica letteraria e la storia dell’editoria, la comparatistica e la traduttologia etc.
Del resto, è proprio per passione che è nata l’idea di fondare un periodico. Personalmente, erano anni che meditavo di lanciare un’iniziativa in campo editoriale: dopo una tesi di dottorato di ricerca in Italianistica su tutta l’attività di Croce editore e fondatore di collane editoriali (monografia uscita nell’Edizione Nazionale delle sue Opere), ho lavorato come ufficio editoriale e stampa presso le Edizioni di Storia e letteratura, e per qualche mese come redattrice esterna della romana Salerno; sono stata, inoltre, docente di “Giornalismo culturale” e dal 2008 insegno “Storia dell’editoria” per lo stesso Corso di laurea magistrale (“Editoria e scrittura”) presso il quale avevo conseguito una seconda Laurea in “Gestione dell’impresa editoriale”: puoi ben dedurre quanto il mondo degli editori mi abbia sempre affascinato! Leggi tutto…