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COMICI RANDAGI di Orazio Caruso

Pubblichiamo la recensione di Giuditta Busà dedicata al romanzo “Comici randagi” di Orazio Caruso. Su “La poesia e lo spirito” è disponibile un’intervista all’autore

di Giuditta Busà

Comici randagi di Orazio Caruso è un libro denso e polimorfo, dalle molteplici possibilità di lettura. Un aspetto emerge su tutti sin da subito: il rapporto che questo libro ha con il teatro, tanto da poter essere di buon grado definito un romanzo teatrale. Ma non soltanto e semplicemente perché parla di teatro: la connessione e le corrispondenze con il mondo e i linguaggi teatrali sono di fatto più complesse e investono a diversi livelli struttura e narrazione.
Il protagonista è un regista teatrale, un uomo che vive quindi di teatro. È altresì un uomo di mondo, avvezzo per lavoro e per indole a non avere radici. Inoltre, Eugenio, questo il suo nome, è abituato a vedere le cose – le vicende della vita e la realtà che lo circonda – con gli occhi del registra teatrale: ogni evento può così trasformarsi in una scena, in un atto teatrale.
Ma il teatro irrompe nel romanzo ancora e a un livello ulteriore, al punto da influenzarne lessico, stilemi e forme narrative.
Il teatro è ad esempio la soluzione a un problema reale: il bosco che ha fatto da sfondo all’infanzia di Eugenio e di suo fratello Alfio rischia di essere privatizzato e circoscritto all’interno di un nuovo supermercato, e quindi di essere snaturato in quanto luogo avvolto da un’atmosfera particolare e in quanto luogo simbolo dell’infinito. Di fronte a questa minaccia la soluzione proposta da Alfio, anzi l’unica soluzione possibile, è mettere in scena proprio in quel bosco il Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare. Opera in cui il bosco ha un ruolo altrettanto fondamentale.
A questo proposito occorre sottolineare i continui ed evidenti richiami e riferimenti all’opera shakespeariana in genere e al Sogno di una notte di mezza estate in particolare: anzi, si potrebbe addirittura considerare questo romanzo di Orazio Caruso come una sorta di riscrittura della commedia shakespeariana. Chiunque abbia letto il Sogno troverà e si divertirà a trovare tutta una serie di rimandi testuali (basti citare, oltre al bosco, la violetta e l’elemento di magia, rappresentato dai geodi, che sovverte l’ordine precedente, senza dimenticare la chiusa dell’opera). Leggi tutto…