Archivio

Posts Tagged ‘Congiuntivo’

UNA METAREPLICA SUL CONGIUNTIVO

BREVE METAREPLICA A SALVATORE CLAUDIO SGROI (autore dell’articolo: A proposito della congiuntiv-ite)

di Vincenzo Vitale

congiuntivo   Nella sua replica alle mie note sul congiuntivo, accusandomi sapidamente di soffrire di una specifica ed incurabile patologia – la “congiuntiv-ite” – Sgroi mi attribuisce prerogative e capacità che evidentemente non mi appartengono.

In particolare, Sgroi afferma che la mia posizione sul congiuntivo “ignora i diritti e la volontà dei parlanti non omologati”, ispirandosi ad un insegnamento grammaticale prescrittivista, definibile perfino “nazi-grammar”, e tale che condurrebbe ad “accusare di essere falsi credenti quelli che credono all’indicativo”.

Insomma, secondo Sgroi, io – preda inconsapevole di un ingenuo prescrittivismo di matrice scolastica, impregnato di inguaribile logicismo – avrei affermato che il credente che usi l’indicativo in realtà non crede: così arrogandomi la singolarissima prerogativa di saper leggere nel cuore degli uomini ed anzi avendo reperito in tal modo una spia sicura – nella specie di natura grammaticale – della mancanza di fede di costui: salutiamo qui perciò la nascita imprevista di una grammatica addirittura teologica ( benché di una teologia negativa), se l’uso di un indicativo vien giudicato sufficiente a rivelare la mancanza di fede di chi vi ricorra. Leggi tutto…

A PROPOSITO DELLA CONGIUNTIV-ITE

congiuntivoReplica all’intervento di Vicenzo Vitale: “A proposito del congiuntivo

 * * *

di Salvatore Claudio Sgroi
(docente di Linguistica generale, Università degli studi di Catania, Dipartimento di Scienze Umanistiche)

 * * *

(1) Un intervento, quello del 1° febbraio in Letteratitudinenews (A proposito del congiuntivo), dell’avv. Vincenzo Vitale, ex-magistrato, traboccante di “pat(h)os” logicistico, e a un tempo, per dirla con Giorgio Pasquali, un caso di “congiuntiv-ite” (cronica).

(2.a) Fin dalle prime righe si legge infatti: «Se poi si tratti di affermazioni avanzate ed argomentate da uno studioso intelligente e sottile […] allora […] la riflessione diviene anche provocatoria».
All’orecchio di un parlante comune il congiuntivo il «tratti» stride per la sua artificialità anziché no, al posto del comune “tratta”. Scolasticamente un congiuntivo “errato”, ovvero un “iper-correttismo”.

(2.b) Proseguendo nella lettura ci si imbatte ancora in un periodo come: «Quanto sopra sostenuto trova una indiretta conferma se si sostituisca […] il congiuntivo all’indicativo […]». Anche qui il congiuntivo «sostituisca» al posto dell’indicativo “sostituisce” sembra innaturale, un altro “errore” o “ipercorrettismo”, laicamente spiegabile per l’analogia del “se” con “nel caso in cui si sostituisca” o con “qualora si sostituisca”. Leggi tutto…

A PROPOSITO DEL CONGIUNTIVO

LA   PROVA   (MEON)ONTOLOGICA   DELLA   INESISTENZA   DEL   CONGIUNTIVO   COME   MODALITA’   SEMANTICA :  UNA   CONFUTAZIONE FILOSOFICA.

karl-krausLa replica di Salvatore Claudio Sgroi è disponibile qui

* * *

Chi non perdona al linguaggio, non perdona alla cosa
Karl Kraus, Detti e contraddetti

di Vincenzo Vitale

1)   Come è noto anche ai non esperti del settore, la linguistica rappresenta una forma di sapere tanto utile, quanto spesso intrigante: e massimamente allorché – come nel caso che subito si passerà ad esaminare – si mettano in discussione acquisizioni consolidate nella e dalla grammatica pedagogicamente intesa.

Se poi si tratti di affermazioni avanzate ed argomentate da uno studioso intelligente e sottile come Salvatore Claudio Sgroi, allora oltre che intrigante la riflessione diviene anche provocatoria e perciò divertente (nel senso etimologico del divertere).

Al di là di ogni possibile divertimento, credo però che gli argomenti di Sgroi vadano presi molto sul serio, per il semplice motivo che interpellano in profondità la coscienza linguistica di ciascuno.

Vediamo allora di confrontarci con alcune delle sue tesi principali espresse a proposito dell’uso del congiuntivo. Leggi tutto…