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PERCHÉ NON SANNO di Dario Buzzolan (Mondadori) – incontro con l’autore

Perché non sanno - Dario Buzzolan - copertina“Perché non sanno” di Dario Buzzolan (Mondadori): incontro con l’autore e un brano estratto dal romanzo

“Perché non sanno” è stato candidato da Paolo Mieli al Premio Strega 2022

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Dario Buzzolan, nato a Torino nel 1966, è scrittore, drammaturgo e autore televisivo. Ha pubblicato nove romanzi, tra cui Dall’altra parte degli occhi (premio Calvino 1999), Non dimenticarti di respirare (2000), I nostri occhi sporchi di terra (finalista al premio Strega 2009), Se trovo il coraggio (2013), Malapianta (2016), La vita degna (2018) e In verità (2020).

Il nuovo romanzo di Dario Buzzolan, intitolato Perché non sanno (Mondadori) è stato candidato da Paolo Mieli all’edizione 2022 del Premio Strega.

Abbiamo chiesto all’autore di parlarcene…

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Una nota a margine di Perché non sanno

di Dario Buzzolan

Perché andiamo incontro alle crisi, alle cadute – individuali o collettive non fa poi molta differenza – anche quando sappiamo che sono là davanti che ci aspettano, pronte a inghiottirci? E come facciamo a sapere se e quando siamo riusciti a rialzarci, a uscirne? È a domande come queste – fatte a me stesso, ad altri, al mondo, innumerevoli volte – che ho provato a rispondere con Perché non sanno. Leggi tutto…

Premio Strega 2022. Proposti i libri di Bacà, Buzzolan, Carati, Desiati, DiQuattro, Fingerle, Forgione, Ghiotti, Palomba, Pascale, Policastro, Savarese

Proposti dagli “Amici della Domenica”, per l’edizione 2022 del Premio Strega, i libri di: Fabio Bacà, Dario Buzzolan, Alessandra Carati, Mario Desiati, Costanza DiQuattro, Maddalena Fingerle, Alessio Forgione, Giorgio Ghiotti, Alfredo Palomba, Antonio Pascale, Gilda Policastro, Eduardo Savarese

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I dettagli sui libri presentati con i testi delle recensioni: Leggi tutto…

DARIO BUZZOLAN racconta LA VITA DEGNA

DARIO BUZZOLAN racconta il suo romanzo LA VITA DEGNA (Manni)

Un romanzo di formazione tardiva.
A proposito di La vita degna

Dario Buzzolan

(foto di Giliola Chisté)

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di Dario Buzzolan

Mi sono distratto un attimo e quando ho rimesso a fuoco lo sguardo, d’un tratto, Leonardo Bolina mi stava davanti. Somigliava ad alcune persone realmente incontrate, realmente conosciute; ma c’era qualcosa di più. Un supplemento di senso che meritava di essere indagato, con calma; che valeva un’attesa.
L’origine di un romanzo è sempre, per me, nella nebbia. E diradare la nebbia è possibile solo alla fine (quando il libro è diventato un oggetto, svincolato da te, esterno, quasi lontano), rileggendoti e ascoltando chi ti ha letto.
A volte tutto nasce da un intreccio seminale, un nucleo narrativo già strutturato. C’è un esercito che assedia una città. Oppure: c’è un tizio che dopo avere assediato una città per anni deve tornare a casa sua (come sosteneva Quéneau: esistono soltanto Iliadi o Odissee). Altre volte, invece, ti capita di trovarti davanti un personaggio, lo porti con te per un po’ e tutto quello che conta è lui. Nel caso di La vita degna è andata così. Ed è strano, perché io ho sempre amato i plot, la bottega delle costruzioni e delle scalette calcolate al millimetro, ed ero fermamente convinto che nulla mi avrebbe mai smentito. Invece è arrivato lui, Leonardo. Mi ha seguito per qualche tempo, io ho seguito lui, e a un certo punto, aspetta che ti aspetta, mi è parso un perfetto protagonista intorno a cui raccontare. Da quel momento in poi, il suo carattere ha forgiato il suo destino – cioè ha costruito la storia.
La vita degna è un libro su un tema desueto. Che non è (o non è innanzi tutto) la vecchiaia, bensì la felicità. L’ho capito soltanto dopo, ripeto, rileggendo e ascoltando chi lo aveva letto.
Come rispondereste a uno che vi chiede se siete felici? O come si raggiunga la felicità? Leggi tutto…