Archivio

Posts Tagged ‘Dario Correnti’

NOSTALGIA DEL SANGUE di Dario Correnti: intervista a uno pseudonimo

NOSTALGIA DEL SANGUE di Dario Correnti (Giunti): chiacchierata con uno pseudonimo

 * * *

di Massimo Maugeri

Qualche settimana fa ho pubblicato questa intervista a Mario Baudino dedicata al suo libro “Lei non sa chi sono io” (Bompiani), il cui sottotitolo (scrivevo) coincide con una vera e propria dichiarazione di intenti: “Un’avventurosa ricognizione di cause e di conseguenze umane e letterarie del celarsi sotto uno pseudonimo”.

Di recente Giunti ha dato alle stampe un thriller intitolato “Nostalgia del sangue” che ha beneficiato di un guizzo nella classifica dei libri più venduti e di un grande interesse a livello internazionale. Lo firma un certo Dario Correnti. Solo che Dario Correnti (da qui il collegamento con il libro di Baudino) è un pseudonimo. Ora… non rivelerò le identità di chi si nasconde dietro questo nome fittizio (anche perché non le conosco), ma propongo qui di seguito una frizzante chiacchierata…

Nella minibiografia leggiamo che “Dario Correnti è uno pseudonimo. Anzi, un doppio pseudonimo, perché nasconde due autori”. A cosa è dovuta la vostra scelta di ricorrere, appunto, a uno pseudonimo?
Non consideriamo Dario la somma di due individui, ma un terzo individuo, con una sua personalità, diversa dalla nostra. Tanto che parliamo di lui in terza persona. Diciamo: Come è andato questa settimana il libro di Dario? Oppure: Lavoriamo un po’ per Darione? Siamo i suoi ghostwriter, in sostanza. 

Considerata la doppia identità, come si è sviluppato il vostro processo creativo per la realizzazione di “Nostalgia del sangue”?
Ci abbiamo messo un po’ a capire come si poteva lavorare insieme. All’inizio uno si occupava della parte narrativa e l’altro delle digressioni saggistiche. Ma non funzionava. E soprattutto non era giusto. Perché uno dei due lavorava troppo poco. Allora abbiamo deciso  di buttare giù insieme la trama e i dialoghi, capitolo per capitolo. Poi uno dei due, l’addetto alla parte narrativa, si occupava di scrivere. Di fatto, il romanzo non è stato scritto a quattro mani, altrimenti la voce non sarebbe stata uniforme. È stato pensato da due teste e realizzato da due mani. 

Proviamo a conoscervi un po’ di più. Chi (e quali) sono i vostri “punti di riferimento” letterari? Leggi tutto…

Annunci