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ANGELO O. MELONI racconta COSA VUOI FARE DA GRANDE

ANGELO O. MELONI ci racconta il suo romanzo COSA VUOI FARE DA GRANDE, scritto a quattro mani con Ivan Baio (edito da Del Vecchio)

di Angelo O. Meloni

Cosa vuoi fare da grande, il mio secondo romanzo, è nato come penso nascano un sacco di bambini. Per caso. Anni fa, stanco com’ero di spedire inutili, disgustosi, impresentabili curriculum uno dopo l’altro, all’infinito, di mendicare un lavoro nella maggior parte dei casi senza stipendio e prospettive, un’immagine si presentò ai miei occhi affaticati dagli errori ortografici e dai termini in inglese grattugiati a mo’ di parmigiano sugli annunci di lavoro. Un’apparizione.
C’è chi vede Dio; c’è chi vede, che so, un cono gelato gigante alle mandorle che profetizza l’avvento del grande toblerone cosmico; io vidi il futurometro, una macchina portentosa che potrebbe far chiudere bottega agli astrologi. Il futurometro avrebbe risolto ogni problema, avrebbe determinato con precisione scientifica il futuro, in special modo il futuro professionale dei “fortunati” che sarebbero stati sottoposti al suo esame. L’umanità non avrebbe più vagato da un’agenzia interinale all’altra come in un racconto di Borges venuto male, tutto sarebbe stato deciso da un cervello elettronico; e le macchine, si sa, non sbagliano mai. Mi fregai le mani e andai a parlarne con un vecchio sodale, Ivan Baio, che in quel momento delle macchine impossibili s’era fatto malattia, o se vogliamo fonte d’ispirazione. Forse avrebbe dovuto fare l’ingegnere, o il meccanico, o il saldatore, che so, ma a quel tempo il futurometro non esisteva e anche lui si era messo in testa di voler fare lo scrittore. Beata gioventù. Comunque sia, brindammo al domani e decidemmo seduta stante di scrivere un racconto.
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IL MALE DEGLI ARDENTI, di Andrea Ballarini (un brano del libro)

In esclusiva per Letteratitudine, pubblichiamo un brano tratto dal romanzo “Il male degli ardenti” di Andrea Ballarini
Del Vecchio editore, 2012 – pagg. 456 – euro 16

A. D. 1697. Giacomo Crivelli, quarantenne commediante del Théâtre Italien a Parigi, si ritrova improvvisamente senza lavoro quando un decreto del re ordina la sospensione degli spettacoli della compagnia. Decide dunque di scrivere la sua autobiografia e si allontana dalla capitale francese in cerca di luoghi che gli diano ispirazione. I suoi vagabondaggi lo portano al monastero di Saint-Honorat, dove il suo amico Aristotele Cereri lo raggiungerà per offrirgli un incarico di capocomico a Venezia. Durante il viaggio ai due si unisce Diana, una cantante italiana costretta ad abbandonare il paese in seguito a misteriosi e spiacevoli avvenimenti, che intreccia con Giacomo una turbolenta e romantica storia d’amore. Ma giunti a Venezia Giacomo e Aristotele trovano la città in ginocchio a causa di un’epidemia di fuoco di Sant’Antonio e di una serie di delitti irrisolti che vedono implicati nobiltà e donne di teatro. Giacomo, a suo agio nell’ambiente teatrale, verrà coinvolto nelle indagini, che illumineranno le mille sfaccettature della società veneziana.

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Da “Il male degli ardenti” di Andrea Ballarini (un brano del libro)

SCENA IV

un’accoglienza fraterna, anzi fratesca –
in cui vengo accolto nella comunità di saint–honorat

Il fratello hotêlier Jean–Jacques se fu stupito di vedermi non lo diede a vedere.
Allargò le braccia e m’abbracciò a lungo. Mi festeggiò con tutto l’entusiasmo consentito dal suo abito religioso, poi mi pregò di sedermi sulla panca di legno che con un grande tavolo, uno scaffale ingombro di carte, due lampade a olio e una sedia componeva tutto l’arredamento del suo ufficio: uno stile francescano, nonostante il monastero fosse benedettino.
Dopo il doveroso scambio di convenevoli tra due persone che non si vedevano da molti anni venimmo a parlare delle ragioni della mia inattesa apparizione a Saint–Honorat.
– Sai com’è: dopo tanti anni sul palcoscenico, in giro per l’Europa, tra una corte e una piazza, in mezzo a tutta quella confusione, sempre intento a impersonare qualcun altro, finisce che uno non sa più chi sia veramente e allora viene il momento di fermarsi e di ritrovare se stessi. Leggi tutto…