Archivio

Posts Tagged ‘Dissensi’

MORIRE SENZA SALUTE

Morire senza salute di Gabriele Pagliariccio introduzione di Luigi CiottiPubblichiamo un estratto del volume MORIRE SENZA SALUTE di Gabriele Pagliariccio (Dissensi) – prefazione di Luigi Ciotti

Morire senza salute è morire senza aver diritto ad una assistenza sanitaria adeguata e gratuita. Nella maggior parte del mondo questo diritto è usurpato, drammaticamente negato: si è condannati a morire sulla porta di un ospedale se non si hanno i soldi con cui pagarsi le cure.
Anche in Italia il diritto alla salute, che dovrebbe essere costituzionalmente tutelato, si sta dissolvendo sotto i colpi della spending rewiev in mezzo ad una pressoché totale indifferenza. Anche nel nostro Paese l’obiettivo finale è la privatizzazione. Un obiettivo che le tesi proposte in questo libro vogliono sfatare perché la cura è un diritto che non può essere mercificato.
In questo contesto è interessante il percorso virtuoso dell’Ecuador, un Paese che, vincendo il paradigma liberista, sta compiendo un cammino verso la costruzione di una sanità pubblica.

* * *

Da Morire senza salute – Gabriele Pagliericcio* (prefazione di Luigi Ciotti, © Dissensi edizioni 2016, pp. 156, 12 euro) Leggi tutto…

SOGNANDO MESSI di Stefano Benedetti (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del volume SOGNANDO MESSI di Stefano Benedetti (Dissensi)

Da SOGNANDO MESSI
La verità sulle scuole calcio
(Stefano Benedetti, © Dissensi 2016)

Le riflessioni riportate sono il frutto di un’inchiesta involontaria, nel senso che riguardano la mia esperienza durata all’incirca 10 anni come dirigente accompagnatore in varie società di calcio, durante la quale ho potuto osservare da vicino l’ambiente “scuole calcio” di Roma. A distanza di alcuni anni, raccogliendo in un contenitore immaginario tutte le vicende a cui ho assistito, mi sono reso conto che possedevano un legame molto stretto con le sorti del calcio “che conta” e a mio avviso hanno causato (e continuano a farlo perché la realtà non è cambiata, anzi è peggiorata) la situazione disastrosa in cui versa il calcio professionistico. Leggi tutto…

IL FUTURO SARÀ DI TUTTA L’UMANITÀ – VOCI DAL CARCERE (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del volume IL FUTURO SARÀ DI TUTTA L’UMANITÀ – VOCI DAL CARCERE (Dissensi) di Antonella Speciale con Emanuele Verrocchi

L’estratto è selezionato dal capitolo sugli istituti penitenziari per minori. Di seguito, un’ampia scheda sul libro

Da Il futuro sarà di tutta l’umanità – Voci dal carcere (Antonella Speciale con Emanuele Verrocchi, © Dissensi 2015)*

IPM
Istituti Penitenziari per Minori

Un carcere minorile, in Sicilia, è una sorta di drammatica Università, un passaggio obbligato per molti ragazzi di quartiere.
Un ragazzo scrisse: “Ci sono numerose ragioni che spingono a delinquere: soldi facili, per provare a te stesso di potercela fare ad affrontare una sfida così difficile, per dimostrare agli altri di essere forte.”
Un altro: “I miei hanno un panificio e figurati se non vorrei lavorare lì, ma non ce la faccio, è più forte di me… dopo tre giorni smetto perché mi annoio. Il mio lavoro è la strada, e quella cosa (la droga) torna sempre a chiamarti.”
Nella prima testimonianza mi colpisce in particolare “per dimostrare agli altri”: questi altri non sono di certo i coetanei diciassettenni, poiché non ci si vanta di aver compiuto sette rapine in banca a mano armata in concorso. Sono cose che non si rivelano. Gli “altri” sono quelli a cui vuoi mostrare di essere forte, una sorta di scalata al potere in ambienti criminosi ben organizzati, dove ognuno dimostra le proprie capacità per farsi valere. Il carcere è un passaggio: bisogna saperlo affrontare, rinunciando agli affetti, fidanzate, famiglia, divertimenti, sopportando vessazioni e spesso soprusi e violenze, facendosi rispettare da tutti e così via. Dimostrando di saper rinunciare alla libertà. Ma perché, mi domando, prima erano davvero liberi questi ragazzi?
Accade allora che dopo il reato questi ragazzi di vita vengono buttati tra cemento e sbarre, in ambienti degenerativi per l’essere umano, proprio nell’età massimamente evolutiva, strappati ad ogni legame affettivo, alla famiglia. La carcerazione è il rimedio punitivo: loro rinchiusi, la società più tranquilla. Intanto, al loro posto, verranno arruolate nuove reclute. Ma loro certo, con anni di carcerazione acquisteranno rispetto.
Un sistema perverso, dove a libertà negata da un mondo di stampo mafioso e criminale se ne sostituisce un altro coercitivo e militare e soprattutto punitivo. Se non fosse per l’impegno di alcuni educatori, operatori, direttori particolarmente illuminati che fanno di tutto affinché la detenzione sia il più breve possibile, questi ragazzi (spesso poveri, dunque privi di avvocati particolarmente incalzanti) butterebbero il tempo migliore della loro vita, il tempo dell’apprendimento, nel luogo più squallido della terra: il carcere. Leggi tutto…

LA GRANDE MENZOGNA: di Valerio Gigante, Luca Kocci e Sergio Tanzarella

Pubblichiamo un estratto del volume “LA GRANDE MENZOGNA. Tutto quello che non vi hanno mai raccontato sulla I guerra mondiale“: di Valerio Gigante, Luca Kocci e Sergio Tanzarella (edito da Dissensi)

* * *

“DA MORTI A CADUTI. L’USO POLITICO DELLA MEMORIA”

(Cap. 12 de La Grande Menzogna – tutto quello che non vi hanno mai raccontato sulla Prima Guerra Mondiale, Valerio Gigante-Luca Kocci-Sergio Tanzarella, © Dissensi 2015, pp. 162, € 13,90)

 

Camminare per le vie di una città o di un paese ed imbattersi in un monumento ai caduti della , pp. e guerra” o in una lapide che commemora i morti del primo conflitto mondiale è un’esperienza piuttosto frequente.
Non esiste un computo esatto su scala nazionale, tuttavia si calcola che siano almeno 12.000 i monumenti ai caduti della I guerra mondiale94 – senza contare le migliaia di lapidi – edificati in Italia dopo l’armistizio di Villa Giusti per ricordare i soldati morti al fronte e, con essi, esaltare il “sacrificio” e la “vittoria” contro l’esercito austro-ungarico.
Un uso pubblico della memoria e della morte senza precedenti – «la più impressionante celebrazione collettiva della morte che si sia vista da parecchi secoli», ha scritto Michel Vovelle, che ha studiato la storia della morte dal 1300 ai nostri giorni95 – che, al di là dell’elaborazione
del lutto da parte dei famigliari e amici delle vittime, risponde a precise finalità politiche di educazione delle masse ai valori patriottici e nazionalistici; e, dopo il 1922, di consolidamento del potere da parte del fascismo, con la costruzione di una vera e propria religione della patria fondata sul “sacrificio eroico” dei soldati.
Questa “frenesia commemorativa” comincia già durante il conflitto, con la stampa e la diffusione di opuscoli, corredati da fotografie e immagini, che ricordano i caduti al fronte, veri e propri «monumenti di carta». In Italia ne vengono pubblicati oltre 2.300, 600 dei quali dedicati ad un piccolo numero di caduti illustri – Francesco Baracca, Enrico Toti, i “martiri irredenti” Battisti, Filzi e Chiesa e altri – e 1.700 a morti non famosi […]. Leggi tutto…

99% di Gianluca Ferrara

99%. Per uscire dalle crisi generate dal sistema neoliberalista. Riprendiamoci il futuro partendo dal basso99%. Per uscire dalle crisi generate dal sistema neoliberalista. Riprendiamoci il futuro partendo dal basso
di Gianluca Ferrara
Dissensi, 2012 – pagg. 265 – euro 14

di Alessandro Russo

Seduti di fronte a due tazzine di caffè, il giorno dell’Immacolata del duemilaedodici, a parlar del più e del meno siamo il giornalista catanese Nicola Savoca ed io. Quando, d’improvviso, me ne esco con un’interpellanza delle mie.

“Come mai, Nicola, –gli chiedo di scatto- nell’intero pianeta terra soltanto una piccola percentuale del capitale mondiale è destinata all’economia reale di milioni e milioni di cittadini, mentre il novantanove per cento della torta va a poche decine di esperti speculatori?”

“Cosa vuoi farci, Alessandro, -replica il mio ospite stringendosi nelle spalle- per dirla con Margaret Thatcher ‘Non esiste la società ma solo gli individui’. Di contro, come ci ripetono quotidianamente gli indignados, la collettività dovrebbe dare priorità alla vita piuttosto che agli interessi economici. La verità è che da sempre nella storia dell’umanità c’è stata enorme disparità nella distribuzione globale delle ricchezze. Insomma, dai tempi di Adamo ed Eva il pesce grande divora quello più piccolo. In epoche recenti, poi, i pesci più grandi hanno creato delle vere e proprie lobby di potere e imparato che, aiutandosi rigorosamente tra loro a dispetto di qualsivoglia regola democratica,possono mangiare ancor di più.”

“Un po’ come succede nel campionato italiano di calcio, –continuo abbozzando un sorriso– dove Juventus, Inter e Milan gestiscono il monopolio di entrate da parte delle televisioni e dei diritti di Lega. Le tre consorelle vanno avanti spavalde a furia di macroscopici errori arbitrali a loro vantaggio e per giunta si lamentano del sistema…”

“Esattamente, –riattacca un Nicola tutto serioso- ma lasciamo stare il mondo del pallone nostrano. Piuttosto,per quale motivo mi hai rivolto quella domanda sulla destinazione del novantanove per cento dei capitali mondiali?”

“E’ stato appena pubblicato -prendo di nuovo parola einarco le sopracciglia- un volumetto scoppiettante dalla Dissensi Edizioni. Questo testo farà storcere il naso a molti ma pur sempre a una piccola minoranza dell’intera popolazione; si intitola “99%” e ne è autore Gianluca Ferrara. Un giovane con le idee molto chiare che ci accompagna dentro una contesa guidata da un treno neoliberista che sfreccia e causa catastrofi climatiche e crisi ecologiche. All’interno, cioè, di quell’imponente lotta tra persone e aziende, sovranità popolare e dittatura delle multinazionali. Una società imbottita di dosi massicce di distrazioni è sbranata dagli appetiti senza limiti dei potenti; e intanto le risorse della terra vengono saccheggiate, l’atmosfera sta trasformandosi in una pattumiera e singole imprese sono più ricche di interi paesi…“
Leggi tutto…