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Posts Tagged ‘domenico trischitta articoli’

DIMMELO ADESSO di Caterina Falconi (intervista)

“Dimmelo adesso” di Caterina Falconi (Vallecchi editore): intervista all’autrice

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di Domenico Trischitta

“Se è vero che l’amore non ha età e che spesso prescinde dai difetti, è altrettanto vero che è doveroso curare il proprio aspetto, perché comunque è dal corpo che passa il desiderio. (Milf è bello, Pizzo nero editore). Ecco, quello che mi ha sempre colpito della scrittura di Caterina Falconi è la facile versatilità, la dote di cambiare tono, tema e registro linguistico mantenendo un’ironia di fondo sferzante, una profonda e sintetica analisi dei comportamenti e delle debolezze umane (l’autrice è laureata in filosofia).
Dunque per questo ma anche per altri motivi suscita interesse e curiosità la sua ultima prova narrativa, “Dimmelo adesso” (Vallecchi editore), un romanzo che affronta una tematica dura come il bullismo, ma anche le dinamiche competitive tra adolescenti.

-“A Luigi Bernardi, per quel caffè in piazza del Nettuno”, non ti nascondo la curiosità per questa dedica… chi era per te Bernardi?
Luigi Bernardi è stato un amico prezioso a cui non ho avuto tempo di affezionarmi. Ma questa incompiutezza, nell’affetto e del destino, lo rende tuttora al mio cuore una stella sfavillante e un’impalpabile, benevola presenza.

– In questo ultimo romanzo confermi la tua felice “cattiveria” stilistica. Che rapporto hai con la tua scrittura?
In questo libro ho deposto quasi completamente la “cattiveria”, che è un sentimento sterile. Ho preferito essere cruda, talora spietata, senza mai edulcorare le situazioni. Del resto “Dimmelo adesso” è un romanzo di denuncia e come tale deve scuotere. Leggi tutto…

LA MUSICA PERDUTA di Antonio Mistretta (intervista)

“La musica perduta” di Antonio Mistretta (Giulio Perrone editore)

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Giovedì 24 giugno, h. 18:30, il libro sarà presentato a Catania, nel Foyer del Teatro Massimo Bellini (dettagli sulla locandina in basso)

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di Domenico Trischitta

Innanzitutto la trama, accattivante come la musica del più grande musicista romantico del melodramma, Vincenzo Bellini. E le stesse mete geografiche che il compositore catanese ha percorso, bruciando le tappe per il successo decretato dal sommo Gioacchino Rossini: “dopo di me ci sarai solo tu.” Invece al grande pesarese toccò organizzare il funerale del suo erede musicale, che dopo il successo clamoroso de “I Puritani” si ammalò e morì giovane, come gli aveva predetto il mefistofelico Heine. Antonio Mistretta rinnova un mito e attraverso un vero e proprio divertissement originale imbastisce una vicenda gustosa e di valore letterario. I protagonisti sono due giovani, un pianista salentino che si chiama Francesco Milauro e una ricercatrice che si chiama Zaira, come nell’opera belliniana. Leggi tutto…

IO SONO GESÙ di Giosuè Calaciura (intervista)

“Io sono Gesù” di Giosuè Calaciura (Sellerio): intervista all’autore

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di Domenico Trischitta

Giosuè Calaciura è uno scrittore di sostanza, uno che non piazza parole scritte a caso, le rende animate e vitali, visivamente dinamiche. E’ la sua, grazie a Dio, è una scrittura di ricerca, di sforzo stilistico e onestà intellettuale, la misura dei grandi autori. E poi è siciliano, di quella carnalità sanguigna che rende questa letteratura pregnante di storia atavica e tradizione millenaria. Per questo motivo cimentarsi con il grande mistero della rivelazione cristiana è stata l’occasione per creare un’opera letteraria potente, una sfida esaltante riuscita, forse il romanzo più bello per il narratore palermitano, da paragonare all’epica di “Furore” di Steinbeck.
Io sono Gesù” (Sellerio) non ci svela un mistero, ci racconta la formazione di un ragazzo che non sa e non si sogna nemmeno di essere un profeta.

– Calaciura, cosa ti ha spinto a raccontare questa storia? Leggi tutto…

IL CIELO PENDE DAI LAMPIONI di Enzo Cannizzo

“Il cielo pende dai lampioni” di Enzo Cannizzo (Algra): intervista all’autore

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di Domenico Trischitta

Grammichele è una città siciliana geometricamente perfetta, esagonale nelle viscere del centro ed esagonale nel tracciato perimetrale che la racchiude. E ha una luce particolare che non ammette incertezze, soprattutto nella controra, l’ora meridiana di allucinate apparizioni, come scrive Maria Attanasio nella sua illuminante prefazione a questa raccolta fulminante di Enzo Cannizzo (“Il cielo pende dai lampioni“, Algra editore). Il titolo ci rimanda ad un’oniricità cromatica di Dalì, ma gli unici colori che riconosce Cannizzo sono le bicromie in bianco nero, come nelle foto di Giuseppe Leone, come nei ricordi di Gesualdo Bufalino, o come nei versi degli amati Piccolo e Ripellino (di cui fa ampia ricognizione critica Giovanni Miraglia). E ci si chiede come mai in quel perimetro calatino è concentrato quel microcosmo poetico che ha dato i natali ad Attanasio, Seminerio, Capuana, Bonaviri. Anche a Cannizzo e Perrotta, che sono stati allievi di Maria Attanasio, sacerdotessa vestale che di poesia fa vita. Leggi tutto…