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Posts Tagged ‘Donzelli’

STRETTA LA FOGLIA, LARGA LA VIA. Tutte le fiabe di Luigi Capuana (a Catania, il 13 maggio)

Nell’ambito del Maggio dei libri a Catania, venerdì 13 maggio – ore 17.00 – presso la Pinacoteca Provinciale (ex Chiesa San Michele Minore – Piazza Manganelli), sarà presentato il volume STRETTA LA FOGLIA, LARGA LA VIA. Tutte le fiabe di Luigi Capuana (Donzelli) – il volume è curato da Rosaria Sardo e illustrato da Lucia Scuderi

con: Massimo Maugeri, Rosaria Sardo, Lucia Scuderi

Le fiabe di Luigi Capuana nascono dall’incontro tra il mondo fantastico e l’arte della scrittura. Le leggende, i racconti orali, le filastrocche che appartengono alla tradizione popolare rivivono grazie alla penna sapiente di uno dei maestri della letteratura italiana. In queste pagine va in scena un microcosmo originalissimo e insieme familiare, popolato di Reginotte ardimentose e Reucci avventurosi, di Re stralunati, Maghi vendicativi e Fate dispettose, e poi Mammedraghe, Lupi Mannari, Draghi, Orchi; ma anche ciabattini, falegnami, contadini, sarti e barbieri, e poi mugnai, pescatori, fornaie.

La scrittura di Capuana, forgiata all’officina verista, tiene le redini di un materiale straordinario e apparentemente indomabile con grande abilità, facendo muovere e danzare i suoi personaggi al ritmo di una vivace partitura musicale; soccorso in questo da una vena ironica che scorre lungo tutte le fiabe. Capuana modella le sue storie rivolgendosi a un interlocutore privilegiato: il bambino. È in funzione dei piccoli lettori che plasma quel linguaggio «così semplice, così efficace, così drammatico», come confessa egli stesso. Ed è a loro che chiede collaborazione: non semplice spettatore, il bambino, ma persona chiamata a interagire, a partecipare delle debolezze di personaggi che non sono mai tutti d’un pezzo, ma svelano la loro fragilità e insieme la loro freschezza: i Re e le Regine con Capuana hanno cominciato a spogliarsi delle vesti sfarzose e ingombranti per intraprendere con slancio la strada che li farà balzare dentro le storie di Rodari; e i bambini con loro, invitati a pieno titolo a muoversi nell’immaginario fiabesco. Non è un caso che questa raccolta completa delle fiabe di Capuana sia accompagnata dalle splendide illustrazioni di Lucia Scuderi: lo stesso scrittore desiderava che i suoi testi avessero sempre un apparato di immagini curato dai migliori artisti dell’epoca, sapendo bene quanto importante fosse lo strumento visivo per dare ai bambini la possibilità di ricreare un mondo di fantasia, e in quel mondo mettere piede sul serio, per viverne le avventure e respirarne la magia. Leggi tutto…

CATERINA CERTEZZA, di PATRICK MODIANO e Jean-Jacques Sempe’ (le prime pagine)

In esclusiva per Letteratitudine, pubblichiamo le prime pagine del volume CATERINA CERTEZZA, di PATRICK MODIANO (Premio Nobel per la Letteratura 2014) e Jean-Jacques Sempe’ (Donzelli)

La scheda del libro
Proprio come il suo papà, che vive insieme a lei a Parigi, la piccola Caterina porta gli occhiali. E come la sua mamma, che vive a New York, vorrebbe tanto diventare una ballerina. Costretta a levarsi gli occhiali per danzare, Caterina scopre a un tratto il vantaggio di poter vivere in due mondi diversi: quello reale, che vede quando porta le lenti, e l’altro, quello «morbido», fatto di sfumature e senza spigoli, in cui vive quando non le porta. Di fronte alle stranezze e ai misteri degli adulti, sarà lei a decidere di volta in volta come sfruttare questo potere che hanno solo i bambini con gli occhiali: guardare in faccia la realtà così com’è… oppure no.

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Le prime pagine del volume CATERINA CERTEZZA, di Patrick Modiano (Premio Nobel per la Letteratura 2014) e Jean-Jacques Sempe’ (Donzelli)

A New York oggi nevica. Dalla finestra del mio
appartamento nella 59ª strada guardo il palazzo di
fronte, dove si trova la scuola di danza che dirigo. Dietro
l’ampia vetrata, le allieve in body hanno smesso
gli esercizi sulle punte e gli entrechat. Mia figlia, che
lavora con me come assistente, ha concesso loro una
piccola pausa e sta mostrando un passo su un brano di
musica jazz.
Fra poco le raggiungerò.
Tra quelle allieve c’è una ragazzina che porta gli
occhiali. Prima che cominciasse la lezione li ha posati
su una sedia, come facevo anch’io quando avevo la sua
età, alla scuola di danza di Madame Dismaïlova. Non
si può ballare con gli occhiali. Mi ricordo che all’epoca
di Madame Dismaïlova, durante il giorno mi esercitavo
a stare senza occhiali. Allora cose e persone per-
devano i contorni. Tutto diventava sfumato, persino i
suoni si facevano sempre più attutiti. Il mondo, quando
lo guardavo senza occhiali, non aveva più asperità,
era morbido e soffice come un grosso cuscino nel quale
affondavo la guancia, e alla fine mi addormentavo. Leggi tutto…

DI CHI È LA COLPA. Sette possibili cause del dissesto italiano – di Umberto Vincenti

In esclusiva per Letteratitudine pubblichiamo la prima parte del volume “DI CHI È LA COLPA. Sette possibili cause del dissesto italiano”, di Umberto Vincenti (Donzelli, 2013)

Il libro
Che l’Italia sia, tra i paesi occidentali, uno dei più in difficoltà è ormai un luogo comune, ma l’analisi delle cause di questa situazione appare difettosa o incompleta. In queste pagine l’analisi assume perciò premesse temporali e di merito diverse da quelle correnti. Si indagano i decenni della prima Repubblica, dalla ricostruzione postbellica alla fine degli anni settanta, e si pongono al centro gli assetti istituzionali e normativi, poiché è pur sempre il diritto a (dover) governare l’economia e non viceversa. È in queste strutture che si cercheranno le cause della crisi odierna. Si parte dunque dalle voci Costituzione e Diritti e si prosegue con l’esame delle altre possibili cause: Incompetenza, Disinformazione, Burocrazia, Impunità, Divisione. Ma alla base ve n’è una che le accomuna tutte, l’Ingiustizia, poiché l’Italia è, prima di ogni cosa, un paese profondamente ingiusto. Tuttavia, così come avvenne all’indomani del secondo conflitto mondiale, il paese può ancora farcela. Il miracolo economico, infatti, non fu solo opera della classe politica dell’epoca: esso si deve principalmente a una generazione straordinaria di italiani che ci ha regalato il benessere di cui abbiamo fin qui goduto. Lo spirito di sacrificio e l’intraprendenza di quegli uomini e quelle donne hanno annullato per oltre un ventennio le contraddizioni già esistenti del nostro sistema istituzionale,ma esse sono puntualmente riemerse non appena quella generazione ha cominciato, per ragioni anagrafiche, a passare la mano nel corso degli anni settanta, quando i segnali dell’inefficienza iniziarono a manifestarsi. Quei vecchi non mancarono di cogliere il mutamento e di esprimere il loro sconcerto, come dimostrano certi settori della pubblicistica dell’epoca. Una pubblicistica di cui si è persa quasi memoria, ma che oggi è necessario ripercorrere per capire che le cause del dissesto non sono poi così recenti, e che la ripresa economica e una stretta aderenza ai principî della Costituzione del 1948 non bastano per uscirne senza prima porsi una domanda essenziale: la legalità e l’etica oggi vigenti possono consentire il retto funzionamento delle istituzioni repubblicane?

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La prima parte del del volume “DI CHI È LA COLPA. Sette possibili cause del dissesto italiano”, di Umberto Vincenti (Donzelli, 2013)

L’Italia dei nostri padri

Questo libro ha come oggetto l’Italia contemporanea e, particolarmente, la sua crisi istituzionale: un dissesto che comincia ad essere riconosciuto anche da chi – un chi diffuso – sembrava volerlo negare, con un’opzione talora insincera e solo strumentale a una certa strategia politica o elettorale.
Più di qualcuno ha ricercato le cause di questa crisi; e anche a questo proposito l’analisi non è sempre stata condotta con onestà perché il discorso è stato spesso omissivo e l’omissione funzionale alla copertura di certe responsabilità. Ma v’è anche da domandarsi se queste cause non fossero conosciute o conoscibili da tempo o da molto tempo. E, dunque, v’è da chiedersi se eventi così gravi si siano repentinamente affacciati o se, invece, abbiano avuto una genesi alquanto lontana. E poi: chi è o chi sono i responsabili di una situazione che incide negativamente su tutti (o quasi) gli italiani? Ma ha senso individuare le persone responsabili che, magari, oggi sono defunte? Principalmente a queste domande si cercherà di dare una risposta nelle pagine che seguiranno.
Nel valutare la contemporaneità, specie se quella del proprio paese, è inevitabile che un analista faccia uso del vissuto personale: egli narra di fatti o vicende a cui ha assistito in presa diretta e questa compresenza sul campo, se gli potrà essere utile, certamente lo condizionerà.
Ho attraversato da bambino gli anni sessanta e da adolescente, e poi da neo-maggiorenne, gli anni settanta.
Con la Seicento di mio padre ho percorso l’Autostrada del Sole appena inaugurata, ho divorato la prima Nutella, ho visto il diffondersi del benessere negli alberghi di seconda categoria della riviera adriatica. Ma ricordo anche improvvisa la crisi dell’edilizia del 1963 e ho in memoria gli slogan studenteschi del Sessantotto. E poi i reprimenda di chi mi appariva vecchio negli anni successivi: un insieme di lamentele e, talora, di predizioni quasi catastrofiche che a molti, specie ai più giovani, sembravano incomprensibili, anche perché parevano provenire da quel passato delle cui visioni ci si voleva definitivamente liberare. Leggi tutto…

ANTIPARTITI. Il mito della nuova politica nella storia della Repubblica – (Maggio dei Libri a Catania – 24 maggio)

Antipartiti

Venerdì 24 maggio 2013 – h. 17,30 presso i locali della Pinacoteca Provinciale, sita a Catania, in Piazza Manganelli, nell’ambito dell’iniziativa MAGGIO DEI LIBRI, si svolgerà la presentazione del volume di Salvatore LupoAntipartiti. Il mito della nuova politica nella storia della Repubblica“, Donzelli.

Interverranno: Uccio Barone, Francesca Longo, Rosario Mangiameli

Sarà presente l’autore

L’Italia sta vivendo una fase politica di grande incertezza ed è attraversata da una crisi di difficile ricomposizione. Molti prevedono o auspicano l’avvento di una terza Repubblica. Il libro trae gli elementi di riflessione sul che fare, se si volessero riparare i danni e i difetti da cui veniamo. Spiega come e quanto la prima Repubblica abbia saputo rappresentare la società civile; analizza le profonde incongruenze della seconda; insiste sull’importanza, nella svolta del 1993, della polemica contro gli abusi perpetrati dai vecchi partiti; legge la discesa in campo di Berlusconi come esito di un processo di svuotamento della stessa forma partito. E rileva una contraddizione. I neo-partiti che furono allora banditori del cambiamento sono stati poi preda di analoghi difetti, e lo sono tuttora. L’autore avanza a questo punto una domanda cruciale: e se la retorica antipartitica fosse non la soluzione, ma il problema della vita politica italiana dell’ultimo ventennio?

info:Biblioteca Provinciale – Via Prefettura N° 20

Tel. 095.4011513 – cell.  348.9510505

 

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Programma
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