Archivio

Posts Tagged ‘Dopo il diluvio’

Considerazioni su DOPO IL DILUVIO (parte II)

Dopo il diluvio. Sommario dell'Italia contemporaneaProseguiamo con le riflessioni su “Dopo il diluvio” (Sellerio)

di Massimo Maugeri

Dopo il diluvio. Sommario dell’Italia contemporanea” è stato presentato da Dino Terra (l’originario curatore dell’opera) come “una genuina impresa letteraria”, realizzata da “un’ideale maestranza”, da “un occasionale consorzio” di scrittori, poeti, giornalisti/scrittori (che chiama soci). Il motivo per cui viene sottolineata la valenza letteraria dell’opera lo spiega lo stesso Terra: “la letteratura conosce quello che il presente ignora. La letteratura dice quello che il presente tace”. Ecco, dunque, “l’utopia” della letteratura: elemento salvifico sulla strada dell’acquisizione della consapevolezza e dello sviluppo del senso critico.
Una società di letterati da intendersi, sempre secondo Terra, non come professionisti della letteratura… ma come dilettanti… laddove il termine dilettante è da intendersi in senso positivo (il letterato dilettante è colui che non punta allo specialismo e all’esattezza della scienza specialistica, ma alla “libertà mentale”, alla “leggerezza”: il diletto della letteratura). In altri termini, l’auspicio era che i vari interventi ospitati dal libro non fossero il frutto del lavoro di burocrati della letteratura, ma di artisti della parola.
Ritengo che la rilettura odierna di “Dopo il diluvio” assolva a un duplice compito: contribuire a scoprire l’Italia di ieri (quella, appunto, dell’immediato dopoguerra) e aiutare a comprendere e interpretare l’Italia di oggi (data la chiaroveggenza di alcuni di quei contributi).
Impossibile fornire approfondimenti, in questa sede, su tutti e trentuno i saggi, ma non c’è dubbio che ogni contributo, in un modo o nell’altro, spinge ed esorta a una riflessione su ciascuna delle varie tematiche che si è deciso di affrontare. Certo, non tutti i saggi hanno la stessa valenza. Alcuni sono più lucidi e più analitici di altri, per varie ragioni facilmente intuibili: maggiore o minore competenza nell’affrontare l’argomento da sviluppare, maggiore o minor tempo a disposizione per assolvere il compito assegnato, maggiore o minor attitudine e talento dei singoli intellettuali a fornire il proprio contributo rispetto al tema specifico e agli obiettivi generali dell’opera. E comunque è davvero sorprendente l’elemento di attualità insito in molti di questi scritti, tenendo conto della premessa di Dino Terra: “Dopo il diluvio” non è una raccolta di analisi tecniche, ma il frutto del contributo di un consorzio (occasionale) di scrittori.

E a proposito di “impresa letteraria” non credo sia un caso che la raccolta di saggi cominci con uno scritto di Giuseppe Ungaretti che ha come titolo “La missione del letterato”. C’è un passaggio molto bello e significativo nella parte iniziale di questo contributo, che suona quasi come un urlo di dolore: “Questa nostra Patria è fra tutti i paesi forse quello che dalla guerra ha sofferto di più. Porta nella carne e nelle anime atrocemente il ricordo dell’iniquità e della rovina. Sono state offese non risparmiate ad altri, e qualche popolo ebbe a subirle quanto e più di noi. Ma abbiamo visto cadere, noi più di tutti, annientati per sempre, monumenti dello spirito, carte o pitture, campanili o statue, bellissimi atteggiamenti d’un volto che mille e mille anni di fatiche avevano reso espressivo nell’ansia di rendere universale la gentilezza umana convertendola in patrimonio di tutti”.
Molto interessante anche il contributo di Carlo Levi su “La citta”.
Le città”, sostiene Levi, “non sono più un dato, una eredità accettata naturalmente, ma un problema, che non è soltanto di ricostruzione, di architettura, di piani regolatori, ma il problema stesso dei rapporti umani, della vita sociale”. E ancora: “Un piano regolatore è insieme un’opera di critica storica, di previsione politica, di creazione sociale e di critica artistica. Partendo dai bisogni attuali e regolandoli, si pone un’ipoteca sull’avvenire”. Guido Crainz, nel suo saggio finale scritto appositamente per la nuova edizione di “Dopo il diluvio”, fa giustamente notare che in queste parole di Levi possiamo scorgere frammenti del dibattito che ha interessato la ricostruzione di città distrutte dal terremoto anche in anni recenti (è il caso dell’Aquila).
Feroce la critica di Guido Piovene a “La Chiesa”, così come durissima è la critica di Alberto Savinio a “Lo Stato”. Leggi tutto…

Considerazioni su DOPO IL DILUVIO (parte I)

Dopo il diluvio. Sommario dell'Italia contemporaneadi Massimo Maugeri

Sono molto grato a Salvatore Silvano Nigro per aver ridato luce, con la sua curatela, a questa raccolta di saggi intitolata “Dopo il diluvio. Sommario dell’Italia contemporanea” (pubblicato originariamente nel 1947 da Garzanti, a cura di Dino Terra, e oggi riedito da Sellerio).
Come si evince dal titolo, l’idea che sta alla base di questo volume è quella di consegnare una raccolta di testi, di saggi critici, sull’Italia dell’immediato dopoguerra; l’Italia, cioè, che si apprestava a riaffacciarsi al mondo dopo il diluvio del ventennio fascista e i disastri causati dalla seconda guerra mondiale.
Nella sua acuta prefazione Nigro ci presenta, intanto, la storia di questa avventura editoriale che ha coinvolto ben trentuno intellettuali (scrittori e giornalisti culturali), ciascuno dei quali ha avuto il compito di sviluppare riflessioni su varie tematiche, con l’obiettivo – per l’appunto – di tracciare un sommario dell’Italia che usciva dal ventennio del regime e dagli orrori della guerra. Giuseppe Ungaretti apre la raccolta indicando quella che dovrebbe essere la “Missione del letterato”; Carlo Levi affronta le problematiche legate a “La città”; Guido Piovene si occupa de “La Chiesa”; Alberto Savinio de “Lo Stato”; Michele Saponaro de “Il linguaggio”, Raffaele Carrieri “Del costume”, Bonaventura Tecchi de “Le autonomie regionali”, Roberto Papi de “Le feste, oggi”, Orio Vergani de “L’amore”, Riccardo Bacchelli de “Il mare”, Aldo Palazzeschi de “Il paesaggio”. E ancora: Carlo Bernari si occupa de “Gli operai”, Giovanni Titta Rosa de “I contadini”, Alberto Moravia de “La borghesia”, Raffele Calzini de “La società”, Francesco Jovine de “Gli straccioni”, Cesare Giulio Viola de “La famiglia”, Mario soldati de “La libertà”. Giovanni Battista Angioletti sottolinea come “L’arte è la nostra storia”, Emilio Cecchi scrive su “I trafficanti”, Agostino Degli Espinosa de “L’industria”, Guglielmo Petroni de “L’artigianato”, Massimo Bontempelli de “La musica”, Marco Apollonio de “Il teatro”. E, a seguire: Cesare Zavattini si occupa de “Il cinema”, Mario Robertazzi de “Lo sport”, Piero Gadda Conti de “I partiti”, Libero Bigiaretti de “La stampa”, Dino Terra de “Il residuo littorio”. Infine, Giacomo Noventa riflette su “Quelli dell’Arca” e Arrigo Benedetti sulle problematiche riguardanti “Gli stranieri”. Leggi tutto…

DOPO IL DILUVIO a Catania – 23 aprile

Dopo il diluvio. Sommario dell'Italia contemporaneaIl 23 aprile 2014, nell’ambito della Giornata Mondiale del Libro (indetta dall’UNESCO) sarà presentato, a Catania, h. 17, presso le Biblioteche Riunite “Civica” e “A. Ursino Recupero” (di Via Biblioteca), il volume “Dopo il diluvio. Sommario dell’Italia contemporanea” curato da Salvatore Silvano Nigro (Sellerio Editore)

Relatori: Antonio Di Grado – Massimo Maugeri – Salvatore Silvano Nigro

“Dopo il diluvio. Sommario dell’Italia contemporanea” curato da Salvatore Silvano Nigro (Sellerio Editore)

Il libro
Il ritratto del nostro Paese affidato a trenta scrittori italiani, fra gli altri: Moravia, Piovene, Carlo Levi, Soldati, Savinio, Ungaretti, Noventa, Palazzeschi, Emilio Cecchi, Zavattini, Bernari, Bigiaretti. Ognuno di loro venne incaricato di redigere una voce – città, chiesa, borghesia, teatro, musica, paesaggio, contadini etc. – e di svilupparla a suo piacimento dal punto di vista letterario. Ne venne fuori un autentico sommario, una testimonianza dell’Italia dell’immediato dopoguerra scritta ancora a caldo, sotto l’impressione dell’orrore del conflitto mondiale e la coscienza della ritrovata libertà.

A cura di Salvatore Silvano Nigro

Edizione originale a cura di Dino Terra

Ci vollero due anni di preparazione perché questo «ragguaglio dell’Italia dopo i disastri della guerra» potesse arrivare in libreria nel mese di giugno del 1947. L’opera è un atlante politico, un censimento e un compendio di problemi e questioni, un «ritratto dell’Italia»: una ricomposizione enciclopedica della Nazione; uno specchio di fronte al quale il paese venne messo per prendere coscienza delle rovine e darsi un nuovo «peso specifico morale e mentale», come aveva esortato a fare Alberto Savinio in quel trattatello politico del 1945, Sorte dell’Europa, che è l’antecedente e il presupposto di Dopo il diluvio. L’organizzatore dell’impresa, Dino Terra, raccolse attorno a sé una libera «Società di letterati»: trenta collaboratori, «dilettanti» per elezione (alla Savinio), tutti in grado di far aderire la letteratura alla vita con «libertà mentale» e con «leggerezza» saggistico-narrativa; fra essi Moravia, Piovene, Carlo Levi, Soldati, Savinio, Ungaretti, Noventa, Palazzeschi, Emilio Cecchi, Zavattini, Bernari, Bigiaretti. Dopo una «diseducazione ventennale», e le violenze della guerra, i contributi affrontavano, con lucidità politica, per lo più, e chiaroveggenza, questioni che sono fondamentali in un paese civile: il paesaggio come bene culturale, da salvaguardare insieme a tutte le risorse artistiche; la politicità dell’urbanistica e dei piani regolatori, che sono «insieme un’opera di critica storica, di previsione politica, di creazione sociale e di critica artistica»; la libertà della stampa e la responsabilità della comunicazione; i rapporti tra le classi sociali, tra artigianato e industria, tra campagna e città, tra Stato e Chiesa, tra autonomie regionali e centralizzazione; e poi i partiti politici, la letteratura e i letterati, la musica, gli spettacoli, lo sport. Si era «dopo il diluvio». Ma Noventa continuava a chiedersi se l’Italia fosse davvero uscita dal cataclisma, o se non si trattasse piuttosto di un «istante di calma» prima di altri «diluvi»: di nuove «preghiere» e di nuove «bestemmie».
Questa nuova edizione di Dopo il diluvio comprende, in appendice, una recensione scritta a caldo da Raffaello Ramat nel 1947, e un saggio di Guido Crainz. Leggi tutto…