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LA PULCE E L’ELEFANTE di Alessandro Anderle (EDB)

La pulce e l'elefante. Uomini e animali tra natura e relazione - Alessandro Anderle - copertina“La pulce e l’elefante. Uomini e animali tra natura e relazione” di Alessandro Anderle (EDB)

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di Helena Molinari

Come è possibile racchiudere in un solo termine l’intera biodiversità e paragonare un elefante, una pulce, uno scimpanzé? Che cosa accomuna gli esseri viventi che chiamiamo animali, se non il fatto di non appartenere alla specie umana? Questo libro si propone di interrogare, nella storia del pensiero filosofico occidentale, alcuni autori che hanno riflettuto su questi temi, mettendo in luce come l’animale-umano utilizza l’animale-animale per costruire la propria soggettività, quasi per fondarla sulla differenza fra il primo – l’unico dei due che può dire «io sono» – e il secondo.

– A lungo nella storia della filosofia, e non solamente, l’animale e l’ animalità in generale sono stati tendenzialmente trascurati nel loro essere – per – sé, venendo sempre impiegati in termini comparativi con le capacità umane, con l’essere umano. È tutto molto differente, c’è molto di più, ci sono tesori nascosti là fuori?
Sono convinto ci siano dei meravigliosi tesori nascosti là fuori: tesori singolari, tesori che – per quanto c’è dato sapere – sono unici ed irripetibili. Dall’inizio del tempo gli animali non umani ci guardano, sono perle pronte ad essere estratte. Ma l’animale umano ha spesso dimostrato di non saper sostenere questo sguardo. Leggi tutto…

LO SCONOSCIUTO di Irène Némirovsky (un estratto)

https://www.dehoniane.it/books/9788810567784.jpgPubblichiamo un estratto del romanzo Lo sconosciuto (EDB) di Irène Némirovsky (traduzione di Giovanni Ibba)

Grazie a una fotografia, un soldato francese scopre che la sua vittima tedesca è in realtà il fratellastro. Il senso del racconto di guerra emerge cristallino: quando si uccide qualcuno al fronte, senza saperlo si uccide un fratello.

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[estratto da pagina 27 a pagina 32]

Questa foto, la vedi? È quella che ho preso dal corpo del tedesco.
– Aspetta, caro, io non…
– Non ti ricorda niente?
François guardava la foto. Un uomo, ancora giovane, era fotografato sulpianerottolo di una casa di campagna. Una donna era vicino a lui, in piedi, una donna un po’ robusta, l’aria placida e buona, e dai capelli chiari. François esitò un istante, poi fece un sorriso forzato.
– Direi che l’uomo ti somiglia un po’,ma…
Il fratello maggiore scosse la testa.
– Non è a me che somiglia, fratellino.
Guarda bene, guarda ancora. Guarda di nuovo la sua mano sinistra. Si vede perfettamente.
Vedi la cicatrice? Quel segno profondo che dall’anulare scende fino alpolso? Deve… – continuò chiudendo gli occhi, come se stesse inseguendo un ricordo nella sua memoria – deve formare uno spesso cuscinetto, anche se la ferita era superficiale; aveva intaccato solo la carne. Però aveva lasciato una traccia indelebile. Tu sai, non è vero?, che nel settembre del ’14, lo stesso giorno in cui nostro padre fu ferito per la prima volta alla coscia e all’inguine, una scheggia di granata gli lacerò la mano e che, due anni più tardi, fu ferito una seconda volta alla testa, sopra l’arcata sopracciliare sinistra, proprio qui – disse mostrando il ritratto.
François lo esaminò a lungo senza dire niente. Leggi tutto…

IL PUNTO ESCLAMATIVO e altri incubi ortografici (un estratto)

https://www.dehoniane.it/books/9788810567616.jpgAnton Cechov – I.U. Tarchetti – Emilio De Marchi, Il punto esclamativo e altri incubi ortografici (EDB). Nota di lettura di Roberto Alessandrini

Perché lo scrivano Perekladin non ha mai usato in tutta la sua vita il punto esclamativo? Si può odiare la vocale «U» al punto di uscire di senno ed essere rinchiusi in manicomio? E può la burocrazia trasformare la banale richiesta di un ufficio postale periferico in un caso aggrovigliato che coinvolge persino il ministro? I tre brevi racconti di Cechov, Tarchetti e De Marchi riuniti in questo libro confermano che la scrittura è un ricco deposito di incubi, gaffe, incomprensioni, malintesi e ilarità. Eppure, talvolta, ossessioni ed errori servono a scoprire fatti nuovi, a condizione di saper fare buon uso delle inesattezze e degli abbagli. Perché da un errore creativo – insegnano i grandi maestri – può nascere una grande storia: «Chi farà pochi errori farà anche poche scoperte».

Il libro riunisce i seguenti racconti: ANTON ČECHOV, «Il punto esclamativo (Racconto di Natale)» (1884), tratto dalla raccolta Racconti umoristici; IGINIO UGO TARCHETTI, «La lettera U (Manoscritto d’un pazzo)», pubblicato in Racconti fantastici, E. Treves & C. Editore, Milano 1869; EMILIO DE MARCHI, «Regi impiegati», apparso nella raccolta Nuove storie d’ogni colore, Milano 1895.

Pubblichiamo, qui di seguito, un estratto del racconto di ANTON ČECHOV tradotto dal russo da Laura Ferrari.

© 2017 Centro editoriale dehoniano

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Anton Cˇechov
Il punto esclamativo
Racconto di Natale Leggi tutto…