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UNA VOLTA È ABBASTANZA di Giulia Ciarapica: intervista all’autrice

“Una volta è abbastanza” di Giulia Ciarapica (Rizzoli): intervista all’autrice

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di Eliana Camaioni

Una storia d’amore che nasce nell’immediato dopoguerra, un racconto corale che coinvolge due piccoli centri marchigiani, Sant’Elpidio e Casette d’Ete, in provincia di Fermo; un documento storico prezioso, nato da fonti orali ricche di dettagli, gesti, vite quotidiane che Giulia Ciarapica, nel suo “Una volta è abbastanza” (Rizzoli) trasforma in narrazione.
Dal profumo di colla di una bottega calzolaia, ai campi bagnati di pioggia, passando per feste di paese e amori rubati fra le mura di famiglie nobili, Giulia Ciarapica ci regala il primo romanzo di una trilogia annunciata, la storia di due sorelle, Annetta e Giuliana, che la sorte ha voluto si legassero allo stesso uomo. Con un finale che mozza il fiato, e lascia il lettore in attesa del sequel.

-La storia raccontata ha inizio con la fine della Guerra, è giugno 1945. Un passato prossimo che già la generazione dei nostri genitori, cresciuti nel boom economico e nell’american dream, ricorda a malapena. Un periodo che ha conosciuto la fame vera, e la necessità di rubare la frutta nei giardini. Proprio così ci presenti Annetta, una delle protagoniste del romanzo: donna senza paura, con un temperamento fuori dagli schemi, che riesce a gabbare un custode armato… Leggi tutto…

STORIE PER GENITORI APPENA NATI di Simone Tempia (intervista)

“Storie per genitori appena nati” di Simone Tempia (Rizzoli Lizard)

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di Eliana Camaioni

Viene ad aprirmi col suo sorriso baffuto.

“Benvenuta, accomodati”, e fa un inchino sornione che sembra una citazione, con l’eleganza d’altri tempi che gli è propria. Fa strada attraversando il salone e lungo un corridoio, fino al luogo che ci ospiterà per un’oretta buona, in una giornata grigia e insolitamente calda di questo strano novembre duemilaventi.
Confesso che ho una certa emozione: Simone ha scelto lo studio di casa sua come luogo per la nostra intervista, e mentre mi siedo sulla poltroncina di vimini accanto alla scrivania col computer, e Simone prende posto di fronte a me in una sedia alcova di design – un uovo bianco di policarbonato girevole, con gli interni di velluto bordeaux – mi batte il cuore al pensiero di trovarmi nel luogo che ha visto nascere Sir e Lloyd, il maggiordomo e il padrone più famosi dei social, che hanno consacrato al grande pubblico l’arte eclettica di Simone Tempia. Che oggi in libreria, con “Storie per genitori appena nati” (Rizzoli Lizard) inaugura una nuova avventura e si mette coraggiosamente alla prova, innovando con uno stile ormai tutto suo un genere antico, quello dei racconti e delle favole. O piuttosto costruisce un romanzo fatto di stanze di racconti, che si alternano con uno stile a staffetta; complessi e decorati come quei cioccolatini di alta pasticceria, dai mille sapori e lo speziato che non ti aspetti, da sciogliere in bocca lentamente accanto a un camino e un buon whiskey d’annata. Leggi tutto…

L’INVENZIONE DI NOI DUE di Matteo Bussola (recensione)

“L’invenzione di noi due” di Matteo Bussola (Einaudi)

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di Eliana Camaioni

“Quel che siamo affiora col tempo, dopo che ci hanno messi alla prova, ed è allora che cominciano i guai. Il problema non è tanto quando scopriamo, in chi amiamo, cose che non sapevamo, ma anche quando ci ostiniamo a celare noi stessi, convinti che offrire il nostro meglio significhi lucidare la promessa della superficie a discapito del resto”.
E’ questo ciò che accade a Milo, protagonista del nuovo romanzo di Matteo Bussola (“L’invenzione di noi due”, Einaudi), intrappolato in un matrimonio in crisi. “Mi ero tradito con me stesso, però mi aveva tradito anche lei. Ero il testimone di due infedeltà, ma non le potevo svelare”.
Un amore nato (letteralmente!) sui banchi di scuola, due anime che si raccontano attraverso la scrittura: è solo nel mondo protetto del foglio bianco che Milo e Nadia si incontrano, si ritrovano, si perdono. E’ solo lì che le loro anime riescono a parlarsi, attraverso un diaframma permeabile e sincero; un mondo assolutamente diverso dai giorni che nella quotidianità si inseguono uguali, lui lavorando di notte e lei di giorno. Leggi tutto…

COME UN ANIMALE di Filippo Nicosia (recensione e intervista)

“Come un animale” di Filippo Nicosia (Mondadori)

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di Eliana Camaioni

“A darmi il benvenuto nella nuova casa ci ha pensato una pioggia fitta e costante. È caduta per due giorni senza interruzioni, dilatando il tempo. […] Poi, annunciata da un vento lieve, è arrivata la tregua”.
Potrebbe riassumersi così la vicenda del protagonista di “Come un animale”, ultimo romanzo di Filippo Nicosia per i tipi di Mondadori.
Il protagonista non ha nome, racconta in prima persona, svela al lettore solo ciò che via via ha il coraggio di svelare a sé stesso: il suo trasferimento da Roma a Manziana, il suo passato da insegnante, ma soprattutto il motivo di ciò che lo ha spinto a una scelta così radicale, spostare tutta la sua vita dalla realtà cittadina a una villa fatiscente e abbandonata.
Si intuisce solo che una circostanza dolorosa ha stravolto la sua esistenza.
“Non avevo messo le lenzuola. Erano una cosa alla quale non avevo mai pensato. A Roma le avevo sempre trovate nel letto, e così avevo dato per scontato che ogni materasso avesse il suo lenzuolo. Non era così, e ogni mattina il rivestimento ruvido sul quale mi mettevo a dormire me lo ricordava pizzicandomi le braccia e le gambe”.  In nessun modo il protagonista decide di intervenire sulla nuova dimora: non butta via gli oggetti rotti al suo interno, non fa le pulizie, non cucina ma si affida a cibi precotti che acquista, assieme a diversi tipi di alcolici, al supermercato del paese. Leggi tutto…

LONTANO DAGLI OCCHI di Paolo Di Paolo (recensione)

“Lontano dagli occhi” di Paolo Di Paolo (Feltrinelli)

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di Eliana Camaioni

Se gli anni ‘60 ce li immaginiamo in bianco e nero, gli anni ‘80 hanno la patina arancione delle foto che cominciano a sbiadire. Una patina rassicurante, che racconta un mondo ancora a misura d’uomo, lento in modo fisiologico, che non poteva immaginare la frenesia ipercomunicativa che di lì a un decennio lo avrebbe trasformato in quel tapis roulant su cui oggi siamo tutti costretti a correre. Mi torna in mente una cosa che Paolo Di Paolo disse qualche anno fa: “Quand’è che siamo diventati stronzi?”. Forse la scelta di ambientare negli Eighties (un passato non troppo lontano, ma già sufficientemente distante perché se ne possa avere un occhio distaccato e nostalgico) il suo “Lontano dagli occhi” (Feltrinelli, 2019) è stata determinata dalla ricerca di quel momento fatale, in cui il mondo ha smesso di essere com’era, ed è diventato virtuale. E noi siamo diventati stronzi. Leggi tutto…

LA LOGICA DELLA LAMPARA di Cristina Cassar Scalia (intervista)

LA LOGICA DELLA LAMPARA di Cristina Cassar Scalia (Einaudi). Romanzo finalista al Premio Scerbanenco 2019 –  intervista all’autrice

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di Eliana Camaioni

Registro narrativo sapiente in questo romanzo della Cassar Scalia, che ci ripropone una nuova intricata indagine del vicequestore Vanina Guarrasi.
Avevamo imparato a conoscerla già da “Sabbie nere”, Vanina, col suo umano bagaglio di nevrosi ed il suo acume fuori da ogni schema. Attorno a lei una serie di personaggi non meno reali, resi a tutto tondo: ritroviamo il commissario in pensione Patanè, l’ispettore Marta Bonazzoli, il vice dirigente Cesare Manenti. E poi l’uso della lingua, un registro piegato al colloquiale, con quel colorito di sicilianità più potente di mille metafore.
Sullo sfondo l’amore per la Sicilia, per quella terra antica le cui ferite segnano strade e palazzi. E infine la vicenda, la scomparsa di una giovane donna, ma soprattutto il disvelarsi di verminai la cui realtà supera l’immaginazione.
Il finale a sorpresa che ribalta gli eventi e spiazza il lettore riconferma  – se mai ce ne fosse bisogno – la Cassar Scalia autrice di talento, una Elisabeth George italiana o, meglio ancora, siciliana.

– Che oscure vicende in seno agli Atenei siano stati, in tempi più o meno recenti, oggetto di cronaca e di indagini giudiziarie, è un dato tristemente assodato. E’ stato forse uno di quei casi a ispirare questa nuova avventura di Vanina? Qual è la genesi di questa storia?
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È DA LÌ CHE VIENE LA LUCE di Emanuela E. Abbadessa (recensione)

È DA LÌ CHE VIENE LA LUCE di Emanuela E. Abbadessa (Piemme)

[Ascolta la puntata radiofonica di Letteratitudine con Emanuela E. Abbadessa dedicata a “È da lì che viene la luce”]

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di Eliana Camaioni

“L’amore non domina, ma costruisce”: sta in una citazione di Goethe il senso profondo di “È da lì che viene la luce”, ultimo romanzo di Emanuela Ersilia Abbadessa, edito da Piemme e subito candidato al Premio Strega.
Un protagonista altisonante, il nobile Ludwig Von Trier, fotografo; un personaggio di fantasia, ma fin troppo simile al Von Glöden realmente esistito. Anche il luogo è reale, quella medesima meravigliosa Taormina ai tempi del Ventennio.
Ludwig ha la passione della fotografia, strumento con cui vuole ‘fotografare la realtà’, raccontare il vero, scrivere una constrostoria dell’Italietta fischiettata dal regime fascista, un negativo reale di quella foto nazionale patinata che il regime mandava in orbita con la sua propaganda: Leggi tutto…

LIPARI NOIR 2019: incontro con Cristina Marra

LIPARI NOIR 2019: il Festival Letterario diretto da Cristina Marra

di Eliana Camaioni

“Ci vediamo lì alle diciannove”.
Cristina Marra mi dà appuntamento per l’intervista mezz’ora prima dell’inaugurazione ufficiale del Festival, giunto quest’anno alla sua quinta edizione.
E alle diciannove arriva puntualissima, radiosa, con un look total black impreziosito dai coralli verde acqua di una splendida collana che le riempie la scollatura.
E’ in gran forma, e tradisce una certa emozione: la accompagnano fotografi e giornalisti, assieme agli ospiti che da qui a breve taglieranno il nastro della prima serata.
“Ci sono tante novità, e non vedo l’ora di parlartene”: ci riserviamo un attimo solo per noi, su una panchina all’ombra di un grande banano, nel giardino che circonda la piscina del Residence La Giara, luogo prescelto per la prima del Festival.
Attorno a noi c’è un viavai di tecnici, collaboratori, musicisti che fanno check sound; le sillabe scandite – “ssà, ssà, prova, prova” – ai microfoni si mescolano al tintinnio dei calici con cui due camerieri stanno allestendo il buffet e agli accordi di una chitarra, musica tradizionale siciliana cantata e suonata da una giovane donna seduta sul palco, una sedia sulla destra, giusto accanto al mixer. Leggi tutto…

L’UOMO SBAGLIATO di Salvo Toscano

L’UOMO SBAGLIATO di Salvo Toscano (Newton Compton)

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di Eliana Camaioni

“L’umanità ha debellato il vaiolo. Ma non il matrimonio. E questo è un dato di fatto su cui varrebbe la pena di ragionare”.
Comincia così “L’uomo sbagliato” (Newton Compton) di Salvo Toscano, autore del bestseller “Insoliti sospetti”, che ritorna con un nuovo caso per i fratelli Fabrizio e Roberto Corsaro.
E’ ‘una mattina di quasi estate’ quando Fabrizio Corsaro, giornalista, viene a sapere che dovrà lasciare in fretta l’appartamento al padrone di casa. Una notizia inaspettata, un’estate a cercare una nuova casa e un nuovo equilibrio, fino a un’altra mattina, stavolta di novembre, quando riceve la telefonata di tale Filippo Pandolfo: “Dottore, mi perdoni per il disturbo, io dovrei parlarle di una cosa molto delicata e importante”.
La cosa in questione è che il padre di Filippo, Cosimo Pandolfo, sta scontando da sei anni in carcere una pena di trenta, accusato dell’omicidio di Giovanni Cannizzaro, suo vicino di casa: una colpevolezza sulla quale nessuno – giudici, avvocati, opinione pubblica – avevano avuto dubbi, durante un processo rapido e senza appello: Cosimo era una brutta persona, un violento, picchiava a sangue la moglie incinta. Ma il figlio Filippo è convintissimo dell’errore giudiziario: mostra a Fabrizio un video inedito, una testimonianza preziosa che parla di un computer mai ritrovato, che però da sola non basta a chiedere la revisione del processo. Leggi tutto…

Intervista a FULVIA TOSCANO: tra Nostos e Naxoslegge

“Nostos” e “Naxoslegge“: due belle realtà coordinate e dirette da Fulvia Toscano

Domenica 20 maggio, nella giornata internazionale dedicata al Mare, Naxoslegge e Nostos. Festival del viaggio e dei viaggiatori, in collaborazione con Archeoclub di Siracusa, hanno il piacere di insignire il prof. Sebastiano Tusa del premio “Custodi della Bellezza” intitolato a Khaled Al-Asaad, il grande archeologo siriano, trucidato dall”ISIS.
Si tratta della III edizione del premio assegnato, nelle passate edizioni, a Moncef Ben Moussa, direttore del Museo Bardo di Tunisi, e, alla memoria, a Enzo Maiorca. La cerimonia di consegna, fissata dalle ore 11.30, sarà realizzata in un luogo di straordinario fascino, l’Ipogeo di Piazza Duomo in Ortigia. L’artefice del premio, per questa III edizione, è il maestro Luigi Camarilla, artista di fama internazionale. #custodirelabellezza

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intervista a cura di Eliana Camaioni e Fabrizio Palmieri

L’incontro è fissato alle 17 al Parco Archeologico  di Naxos, il giorno è un giovedi 3 maggio che a giudicare dal clima sembra novembre: piove da stamattina, a Messina, e mi sa che ci toccherà metterci in macchina con ampio margine e fare l’autostrada a passo di scolaresca, se continua così.
Ma è un appuntamento a cui non si può mancare: è la presentazione di “Viaggio in Sicilia” di Marinella Fiume, nell’ambito del Festival del viaggio e dei viaggiatori “Nostos”, di Fulvia Toscano.
Due donne straordinarie: la Marinella esoterica, che racconta con saggezza antica – gliela si percepisce nello sguardo fermo, nei gesti, nel modo lento e suadente di parlare – fatti e segreti di questa nostra terra, e una Fulvia Toscano vulcanica e poliedrica, madrina di alcuni fra i più importanti Festival siciliani, uno su tutti NaxosLegge.
E’ una bellissima occasione per incontrarle entrambe, e proporre a Fulvia quell’intervista che Massimo Maugeri ha dato a me e a Fabrizio Palmieri l’opportunità di chiederle assieme, per Letteratitudine. Un’intervista che nasce doppia perché non bastano, per Fulvia Toscano, le domande di un solo operatore: come un Panopticon, il gigante guardiano della mitologia, vogliamo provare a offrire di lei un quadro quanto più sfaccettato possibile, che renda giustizia della sua polidimensionalità di studiosa, di operatrice culturale, di docente, di donna. Così abbiamo unito le forze, e stamattina abbiamo scritto l’intervista, io e Fabrizio: in quest’occasione, della nostra coppia di scrittori-reporter, io ho fatto la parte del tecnico – quella che si arrocca sul filologico-letterario – mentre lui già per carattere è l’elemento che fa da bisturi, che ama scandagliare anime e persone, e pure quello brioso, che riesce a strappare i migliori gossip e le notizie riservate.
Nel frattempo però si è fatta l’ora e Giove Pluvio non intende concedere tregua a un cielo plumbeo senza speranza. Motivo per cui alle 15.30 sono già in macchina, penna e taccuino pronti: mando un messaggio a Fabrizio, avvisandolo che sto partendo in anticipo. ‘Arriverai con tre quarti d’ora d’anticipo … Per favore, aggiungi una domanda per Fulvia: dove trova tutte quelle energie?’ mi risponde lui. Leggi tutto…