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ARANCIO (e non solo): intervista a Emanuele Pettener

ARANCIOCopertina_Arancio.jpg (e non solo): intervista a Emanuele Pettener

di Massimo Maugeri

Emanuele Pettener è nato a Venezia, ma vive negli Stati Uniti dal 2000 dove insegna lingua e letteratura italiana alla Florida Atlantic University. E non è un caso che il suo nuovo romanzo, “Arancio” (Meligrana, 2014), sia ambientato proprio in Florida. Un estratto del libro è disponibile qui…

Ne approfittiamo per discutiamo con l’autore sia della sua personale “storia americana”, sia del romanzo…

– Emanuele, raccontaci – intanto – la tua storia. Cosa ti ha spinto a lasciare l’Italia per recarti negli Stati Uniti?
La mia fortuna, la mia provvida sventura, è stata esser licenziato. Lavoravo in una piccola televisione, presentavo piccoli programmi, ero un piccolo Pippo Baudo, con venature di Costanzo, però magro. Ero ragionevolmente ottimista che da lì a poco m’avrebbero proposto la direzione del Festival di Sanremo, invece puff, tutto è svanito. Ho vissuto per un anno l’umiliante marchio a pelle della parola “disoccupato” che, ancorché un disagio economico, comporta il disprezzo del consesso sociale. Al diavolo il consesso sociale! Nessuno rispondeva alle mie profferte lavorative, malgrado la prosa fiorita dei miei curriculum. È passato un trenino alato per l’America e non ci ho pensato un attimo, l’unico pensiero è stato: “se devo fallire, meglio farlo lontano dagli occhi di famigliari, amici, e soprattutto nemici”. Del resto l’America la sognavo sin da piccino, ricordo che volevo vivere a Topolinia. Oggi vivo a Boca Raton. I conti tornano.

– Che tipo di realtà hai trovato lì in Florida, all’università dove insegni (Florida Atlantic University)?
Un realtà meravigliosa. Credevo avrei fatto il cameriere, l’imbianchino, riparato steccati, ho sempre avuto un’immaginazione romantica. Invece m’han concesso una borsa di studio per studiare quello che amavo, un paio di classi d’italiano da insegnare, un salario per mantenermi durante gli studi. M’hanno dato fiducia. Già il primo anno si son fidati d’affidarmi una classe di letteratura. D’invitarmi a New York a presentare un saggio su John Fante, e fra il pubblico c’era l’editore di una rivista che me ne propose la pubblicazione. Un anno prima di ottenere il dottorato, m’hanno offerto un lavoro full time. Nemmeno quand’ero Pippo Baudo avevo ricevuto tanta fiducia.

Cosa puoi dirci del tuo rapporto con gli studenti?
Inizialmente eravamo quasi coetanei, avvertivo l’urgenza di stabilir distanze. Ora che ho vent’anni più di loro, c’è di sicuro un sentimento che allora non provavo: tenerezza. La vita è così complicata a vent’anni! La maggior parte dei miei studenti studia e lavora, per pagarsi le tasse universitarie. Conduco una mia studentessa attraverso i labirinti delle preposizioni articolate, poi me la ritrovo al bar del campus a servirmi il caffé. Sì, provo tenerezza, affetto, ammirazione per i miei studenti. Però se osano tirare fuori il cellulare durante le lezioni, me li mangio vivi.

Come vedono l’Italia? Come la valutano? Che tipo di considerazioni fanno i tuoi studenti e le persone che frequenti lì negli USA? Leggi tutto…

PRIAMO – Quella solitudine immensa d’amarti solo io (di Paolo Pizzato)

logo PriamoPriamo è un progetto editoriale no-profit nato dal “sogno” di Emanuele Pettener docente di lingua e letteratura italiana a Florida Atlantic University (a Boca Raton in Florida) e di Marco Crestani, animatore culturale e copywriter.

Abbiamo chiesto ai responsabili di “Priamo” di raccontarci qualcosa riguardo alla linea editoriale.

A seguire, un estratto del romanzo Quella solitudine immensa d’amarti solo io di Paolo Pizzato

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A proposito della linea editoriale di Priamo…

(di Emanuele Pettener)

Priamo è un’associazione culturale nonché casa editrice no-profit. “Priamo”, in verità, è  un desiderio, fatto di desideri – di cultura, di storie, di libri, di persone. Intendiamo mettere il battaglione della tecnologia al servizio dei nostri ideali old-fashioned: proteggere la bellezza, ideare, promuovere, e condividere esperienze culturali, produrre libri meravigliosi per contenuto e forma (sian essi elettronici o di carta)  privilegiare gli autori: nessun’altro criterio ci guida se non la passione e l’entusiasmo per una storia mirabile raccontata con linguaggio mirabile – e l’ammirazione e la gratitudine per che le scrive.

Grazie alla collaborazione con Meligrana editore, i nostri  ebook nel giro di 24 ore saranno in tutti gli “store” italiani e i più importanti internazionali: e infatti raccoglieremo storie da tutto il mondo, raccontate in tutte le lingue. I nostri ebook, coltiviamo questa ambizione, cambieranno la mentalità italiana nei confronti degli ebook.

Il nostro sogno è che fra qualche tempo si riconosca Priamo come il luogo dove si può trovare quello che non si può trovare altrove – e non intendiamo solo i libri, le idee, gli eventi: come se, passeggiando, d’incanto scoprissimo un negozietto bizzarro mai notato prima, che sembra spuntare dal nulla, magicamente, e quando vi entriamo ci sentiamo subito a casa (oppure a Parigi o a New York, e magari negli anni Venti, ma a casa comunque) dove ogni oggetto sembra avere una storia da raccontarci, dove i gatti dormono in vetrina come divinità egizie, dove il proprietario ha una faccia simpatica e non ti fa nessuna pressione perché compri qualcosa, nemmeno indiretta, anzi dopo averti sorriso non lo vedi più, forse non è il proprietario, forse il proprietario sei tu, tanto che non si ha più voglia di andare a casa perché si teme che sparisca per sempre, perché in quel mondo ci si sente bene, fra gatti e libri e proprietari invisibili – perché  il mondo fuori sembra sospeso. Leggi tutto…