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Posts Tagged ‘Eraldo Affinati’

ERALDO AFFINATI racconta IL VANGELO DEGLI ANGELI (HarperCollins Italia)

Il vangelo degli angeli - Eraldo Affinati - copertinaCome nasce un romanzo? Per gli Autoracconti d’Autore di Letteratitudine: ERALDO AFFINATI racconta il suo romanzo “Il Vangelo degli angeli” (HarperCollins Italia)

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di Eraldo Affinati

Questo mio ultimo libro, Il Vangelo degli angeli, scaturisce dall’emozione che provo a scuola. Mi spiego. Ho sempre insegnato italiano ai ragazzi difficili, prima negli istituti professionali romani, poi agli immigrati delle scuole Penny Wirton: quando vedo i loro occhi brillare mi chiedo: ma è tutto qui? Non abbiamo altro? Penso che ogni essere umano giunga, in modi diversi, a questo bivio. Se ti fai una domanda così, sei già dentro una dimensione spirituale.

Accostandomi alla straordinaria vicenda del Nazareno, ho voluto attribuire valore fondativo all’incontro con i miei studenti. Non sono un teologo, ma credo che il cristanesimo scaturisca dal sentimento dell’amicizia disinteressata.

Piccolo sunto bibliografico.
Esordii quasi trent’anni fa con Veglia d’armi, una riflessione su Lev Tolstoj, uno dei più grandi scrittori cristiani di tutti i tempi. Campo del sangue, il mio diario di viaggio ad Auschwtiz del 1997, annunciava sin dal titolo un’allusione al tradimento di Giuda. Nei testi su Dietrich Bonhoeffer e don Lorenzo Milani ho attraversato il Vangelo contromano. Altre opere dedicate alla scuola (La città dei ragazzi, Vita di vita, Elogio del ripetente, Tutti i nomi del mondo, Via dalla pazza classe, I meccanismi dell’odio, scritto con Marco Gatto) confermano l’intreccio fra letteratura e pedagogia. Leggi tutto…

PREMIO CESARE PAVESE 2020

PREMIO CESARE PAVESE 2020: Eraldo Affinati (narrativa), Renata Colorni (editoria), Elton Prifti e Wolfgang Schweickard (saggistica), Anna Nadotti (traduzione) sono i vincitori della 37a edizione del Premio Cesare Pavese

Premio Pavese 2020

Sabato 24 e domenica 25 ottobre 2020 – Santo Stefano Belbo (Cn)

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Eraldo Affinati (narrativa), Renata Colorni (editoria), Elton Prifti e Wolfgang Schweickard (saggistica) e Anna Nadotti (traduzione) sono i vincitori del Premio Cesare Pavese 2020, promosso e organizzato dalla Fondazione Cesare Pavese.

Riceveranno il Premio e terranno il discorso di accettazione domenica 25 ottobre 2020 alle ore 10 a Santo Stefano Belbo all’auditorium della Fondazione Cesare Pavese, che ha sede nella Chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo (Piazza Confraternita 1), sconsacrata negli anni ’20 del ‘900, in cui fu battezzato Cesare Pavese. Leggi tutto…

ERALDO AFFINATI racconta L’UOMO DEL FUTURO

ERALDO AFFINATI racconta il suo romanzo L’UOMO DEL FUTURO (Mondadori)

Il primo capitolo del libro è disponibile qui

Eraldo Affinati

di Eraldo Affinati

Credo che L’uomo del futuro. Sulle strade di don Lorenzo Milani sia nato ben prima di essere stato scritto: è come se lo avessi sempre avuto dentro. Non sonnecchiava soltanto negli occhi di Romoletto, quando lui imprevedibilmente alzava la mano per rispondere alle domande che io ponevo e, così facendo, lasciava intravedere il cinturone con il teschio stretto sui suoi fianchi esili. Certo, si stava formando anche nella furia di Valerio nel momento in cui voleva entrare in classe sempre alla seconda ora, sebbene glielo avessimo vietato. Il testo era già presente, seppure in potenza, nella dolcezza di Fulvio, nella malinconia di Omar, nella rabbia di Mohamed, nella strafottenza di Ismail. Ma tutto ciò non è sufficiente a dire perché è diventato così com’è. Intendiamoci: guai se non pensassi che quest’ultimo tomo, diciassettesimo della serie, concepito alla maniera di un reportage riflessivo sui luoghi che videro l’azione educativa del priore di Barbiana e dei suoi inconsapevoli seguaci sparsi oggi in ogni parte del pianeta, non sia cresciuto alla maniera di una pianta rampicante sulle pareti scrostate della mia ormai trentennale consuetudine coi cosiddetti ragazzi difficili, italiani e immigrati; tuttavia devo ammettere che, per fornire una spiegazione più esauriente, meno tecnica, più autentica, al tema di questa rubrica, sono costretto a risalire a molto tempo prima del mio ingresso nella scuola come insegnante di lettere negli istituti professionali per l’industria e l’artigianato. Posso azzardare ancora di più? Per motivare la forma che l’opera ha preso – pellegrinaggio, breviario interiore, indagine conoscitiva – non mi basterebbe nemmeno tirare in ballo l’Eraldo bambino che giocava coi soldatini di gomma sul pavimento dalle mattonelle color sale e pepe in un condominio anonimo e triste nella solitudine atroce che può riservare una grande antica città del ventesimo secolo. Leggi tutto…