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Posts Tagged ‘Exòrma’

NEVE, CANE, PIEDE: effetto Modus Legendi

https://i2.wp.com/www.exormaedizioni.com/exorma/wp-content/uploads/2015/09/Cop_NEVE_CANE1.jpg“NEVE, CANE, PIEDE” di Claudio Morandini nella classifica dei più venduti di questa settimana spinto da Modus Legendi.

Leggi l’Autoracconto di Claudio Morandini dedicato a “Neve, cane, piede” (Exòrma Edizioni) – Vincitore del Premio Procida — Isola D’Arturo — Elsa Morante 2016

Anche per questa seconda edizione di Modus Legendi ha avuto successo riuscendo nell’intento: “Neve, cane, piede” di Claudio Morandini è nella “top ten” della classifica della narrativa italiana. Con 1192 voti (30.68%) “Neve, cane, piede” di Claudio Morandini è stato il libro più votato di Modus Legendi 2017, l’iniziativa promossa dal gruppo Facebook Billy, il vizio di leggere. Il romanzo di Morandini, già vincitore del Premio Procida-Isola di Arturo-Elsa Morante 2016, è stato dunque al centro della seconda fase di Modus Legendi, quella più importante: la settimana d’acquisto dal 12 al 18 febbraio, volta a portare in classifica un libro di un editore indipendente facendolo diventare un caso editoriale. Dopo tre settimane di votazione, tenutesi sul forum di Ultima Pagina, i lettori hanno scelto tra una rosa di cinque titoli di case editrici indipendenti di qualità il libro da “lanciare” nella classifica nazionale. L’iniziativa, nata dall’idea di Angelo Di Liberto e Carlo Cacciatore, promossa dal gruppo di lettori Billy, il vizio di leggere, consiste nel promuovere l’acquisto in massa — in un tempo limitato di una settimana — del titolo precedentemente votato, con lo scopo di farlo arrivare nelle classifiche nazionali. La prima edizione di Modus Legendi si è conclusa nel mese di aprile 2016 con enorme successo, consacrando Annie Ernaux nel panorama culturale italiano con il suo “Il Posto”, in terza posizione nella classifica nazionale narrativa straniera e all’undicesima di quella generale. Anche questo anno la “rivoluzione gentile” di Modus Legendi ha avuto successo: “Neve, cane, piede” di Claudio Morandini è al VII posto della TOP TEN e al V nella classifica della narrativa italiana. Leggi tutto…

CLAUDIO MORANDINI vince il PREMIO PROCIDA 2016

CLAUDIO MORANDINI si aggiudica la 29ª edizione del Premio Procida Isola di Arturo Elsa Morante con il romanzo Neve, cane, piede (Exòrma)

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Di seguito, Claudio Morandini racconta il suo romanzo.

I finalisti della 29ª edizione del Premio Procida Isola di Arturo Elsa Morante sono stati Gabriele Di Fronzo con Il grande animale (Nottetempo), Giordano Meacci con Il cinghiale che uccise Liberty Valance (Minimum Fax) e Claudio Morandini con Neve, cane, piede (Exòrma). Nella serata conclusiva, il 24 settembre, è stato proclamato vincitore per la sezione Narrativa Claudio Morandini con Neve, cane, piede (Exòrma).

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CLAUDIO MORANDINI racconta il suo romanzo NEVE, CANE, PIEDE (Exòrma Edizioni)

di Claudio Morandini

220È sicuramente bello costruire romanzi complessi, coltivare selve fitte di avventure, edificare cattedrali narrative gremite di particolari da dominare con il piglio dell’architetto, o almeno del geometra. Ma a volte è giusto, salutare, scrivere storie piccole, romanzi che sembrano quasi racconti, abitati da due o tre figure, non di più; aiuta a focalizzare meglio i propri obiettivi concentrarsi sull’essenziale, prosciugare, levare il superfluo, abbassare la voce. Come quando, dopo pranzi elaborati e generosi sentiamo il bisogno di un pasto semplice, pochissimi ingredienti purché buoni, cotti il meno possibile; o quando, dopo un paio di ore di sinfonie, ci viene voglia di un quartetto, anzi di un trio, in un’esecuzione senza ritornelli, così finisce prima e ci lascia con il desiderio di riascoltarla ancora. È quello che ho sentito di fare con questo libro, in cui certi temi che evidentemente mi sono cari ritornano, ma sommessamente, e l’ambizione non è quella di dire meno ma di dire ancora più cose con meno parole. Leggi tutto…

MASSIMO ROSCIA racconta LA STRAGE DEI CONGIUNTIVI

MASSIMO ROSCIA ci racconta il suo romanzo LA STRAGE DEI CONGIUNTIVI (Exòrma Edizioni). Un anteprima del libro è disponibile qui…

di Massimo Roscia

E niente…… La stragge dei congiuntivi – lo sò percerto avendolo scritto io – non è un manuale di grammatica o un saggio di linguistica (non ostante le migliore intenzione, non ne avessi avuto le giuste conpetenze), ma puo’ essere considerato, sic et simplicita, un romanzo, piuttosto che un noir, piuttosto che un giallo, piuttosto che un poliziesco. La storia ke ho immaginato e quà vi racconto, io credo che è propio semplice: Dionisio e altri quattro stravacanti personaggi (un’analista senzoriale, un bibbliotecario, un dattilo scopista della polizia e un prof di letteratura sospeso da l’insegnamento a tempo indeterminato) non c’è la fanno piu’ a sopportare i continui mal trattamenti a cui, avvolte, è sottoposta la lingua italiana e decideno di reaggire. E lo fanno in maniera importante, violenta, incredibbile, plateale, taumaturga, stringendo intorno a se i colpevoli in un’abbraccio mortale.

Ove non bastasse, ci sono gli stò e i , a brutalizzare la pagina. E i qual’è, con quell’apostrofo affilato e letale come la lama di un rasoio. E gli insopportabili assolutamente sì e assolutamente no, a rendere perentorie normalissime affermazioni o negazioni e a irritare la pelle più dei tricomi di una foglia di ortica. E i piuttosto che, usati impropriamente con valore disgiuntivo, a riempire di una farcia insapore discorsi altrettanto insipidi, a sbertucciare la grammatica, a compromettere l’efficacia stessa della comunicazione ingenerando equivoci interpretativi, talvolta spiacevoli. E le reiterate mutilazioni della lettera h nel verbo avere. “Tutto è iniziato con quell’invito. «Sabato dodici maggio. Pascal e Sophie anno il piacere di salutare parenti e amici…». Sacrilegio. Avere, nobile verbo, generoso e caritatevole ausiliare, padre di tutti i tempi composti, ponte diacronico tra il passato e il futuro, reggente di molti intransitivi e di tutti i transitivi, signore delle locuzioni, dio giusto e misericordioso che, con quell’idea di possesso che solo lui sa esprimere, dà e toglie la vita. Anno. Quel verbo maltrattato impunemente, violentato, ferito nella sua dignità, denudato e deriso con l’ignobile sottrazione di un’acca, degradato a comune unità di misura del tempo”. Leggi tutto…

LA STRAGE DEI CONGIUNTIVI di Massimo Roscia (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo LA STRAGE DEI CONGIUNTIVI di Massimo Roscia (Exòrma Edizioni)

Il libro
Chi ha ucciso l’assessore alla cultura? Ma, soprattutto, chi salverà la grammatica? Cinque bizzarri personaggi, abilmente descritti, si uniscono per mettere in atto un grande disegno criminoso a difesa estrema di una lingua quotidianamente vilipesa, deturpata e ferita a morte.
I congiuntivi vengono invertiti con i condizionali, i verbi intransitivi goffamente resi transitivi, i gerundi sfregiati, i sinonimi ignorati, i troncamenti confusi con le elisioni, i vocabolari abbandonati nelle cantine ammuffite. Reggenze errate, fastidiose sovrapproduzioni di avverbi, insopportabili diminutivi iperbolici. Espressioni trite e banali, frasi mangiucchiate, difettose, frammentate, incoerenti, prive di punteggiatura…
I più si mostrano indifferenti al progressivo diffondersi della non-lingua; altri si indignano, limitandosi a contrarre le labbra in segno di disgusto; altri ancora – Dionisio e i suoi sodali, un analista sensoriale, un bibliotecario, un dattiloscopista della polizia e un professore di letteratura sospeso dall’insegnamento a tempo indeterminato – decidono di reagire, combattere, attuare il loro salvifico piano, costi quel che costi.

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Un estratto del romanzo LA STRAGE DEI CONGIUNTIVI di Massimo Roscia (Exòrma Edizioni)

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SCOMPENSO, di Andrea Sartori (uno stralcio del libro)

catalogo Scompenso di Andrea SartoriPubblichiamo le prime pagine del romanzo SCOMPENSO, di Andrea Sartori (Exòrma Edizioni) che ha ricevuto la menzione speciale del Premio Perelà.

[Leggi la “conversazione” con l’autore]

I. Venezia

Uscire di casa

Quando squilla il telefono, Alberto si è già alzato da alcuni minuti, spossato. Il suo orologio segna le 7 e 45. In un quarto d’ora deve vestirsi, fare colazione al bar sotto casa e recarsi alla vicina Direzione dei Servizi Sociali, dove svolge il servizio civile. Informa la madre su come sta, mentendo per non metterla in agitazione, e le assicura che finirà di scrivere la sua tesi di filosofia in tempi molto brevi – pietosa bugia sulla quale non ha alcun controllo – con la prospettiva di discuterla in autunno.
Mentre parla all’apparecchio, Alberto prova all’altezza dello sterno una sensazione di smarrimento e di incertezza analoga a quella che lo coglie ogni qualvolta deve confrontarsi con qualcosa o qualcuno che gli ricordano le origini, la famiglia, o che lo proiettano nel futuro.
Quest’ultimo gli è divenuto, infatti, piuttosto incerto. E le origini e la famiglia sono arretrate fino ad assumere una lontananza che molto assomiglia allo stemperarsi dei ricordi in una persona anziana.
Nel rapportarsi a queste due dimensioni del tempo, Alberto fronteggia un’indeterminatezza, un’evanescenza che porta con sé il dolore dello svanire, del non essere più una certa persona, e del non essere ancora qualcuno di diverso. Anzi, il non più e il non ancora non gli si presentano neppure come un che di definito, da cui separarsi o a cui avvicinarsi, ma evaporano nel nulla e lo lasciano in contemplazione di un vuoto senza nome. Soffre per qualcosa che ha cessato di conoscere, o che non conoscerà mai. Una sofferenza strana, certo, ma molto intensa. Non si sente parte di un processo o di un percorso, semplicemente scorre.
Di tutto ciò la madre Lucia non ha sentore. Non è tanto il parlare per monosillabi del figlio a determinare la sua ansia, poiché vi è abituata. Desta in lei apprensione, piuttosto, il saperlo coinvolto in quella cosa utile a evitare il servizio militare, che gli farà però perdere altro tempo.
Due anni prima, Mario, il padre di Alberto, si era adoperato affinché il giovane ottenesse un contratto di lavoro all’estero – venendo pertanto esonerato da qualunque dovere verso lo Stato – ma i suoi tentativi fallirono. In compenso il figlio fece domanda d’obiezione di coscienza proprio a Venezia, ed essa venne accolta.
Terminata la telefonata, Alberto esce di casa e a contatto con l’aria afosa del mattino inizia a sudare copioso. In queste condizioni, nella Calle Lunga di Santa Maria Formosa, vede davanti a sé un uomo e una donna incinta che gli si avvicinano sorridendo tra loro. La coppia si ferma a guardare gli abiti da sposa esposti in una vetrina e il giovane, colto da un istintivo quanto immotivato terrore, scarta di lato. Teme di scontrarsi con la donna e di procurare un danno a lei e al nascituro.
Per la strada, gli spazi dell’abituale transito hanno cessato di avere le loro proporzioni, ma di questo mutamento Alberto non si è accorto. La prossimità gli pare eccessiva, pericolosa. Non vuole provocare dolore alla coppia di estranei: l’emergenza di un parto prematuro, un probabile aborto, un terribile lutto. È passato loro troppo vicino, e la città, con il caratteristico risuonare dei passi sulla pietra, diventa sempre più simile a un grande appartamento in cui ci si può scontrare in modo rovinoso.
Inizia a fare esperienza di una dimensione familiare allargata nella quale chiunque può entrare, e dove lui stesso può imbattersi in qualcuno che non lo riconosce, o a cui può fare paura. Il familiare e l’estraneo si danno convegno nelle calli di un luogo tutto sommato piccolo e in fase di spopolamento, ma anche attraversato da continui e consistenti flussi di sconosciuti turisti.
Allontanatosi dal punto dell’incontro, conservato un debole sollievo per lo scampato pericolo, Alberto fa colazione al bar del Campo e poco dopo entra nel palazzo della Direzione.

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Tra il telefono e il fax
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SCOMPENSO, di Andrea Sartori (conversazione con l’autore)

catalogo Scompenso di Andrea SartoriAndrea Sartori (classe 1972), laureato in filosofia a Venezia, vive tra Milano e San Pietroburgo svolgendo consulenze editoriali e artistiche, dopo una lunga esperienza come quadro nell’industria immobiliare. Ha pubblicato saggi e traduzioni di carattere filosofico per alcune delle principali riviste italiane di settore. È autore di racconti e interventi critici apparsi sul blog letterario “La poesia e lo spirito“, sulla versione on line de “Il primo amore” e sulle riviste “Il Ponte“, “L’Ulisse“, “Ore Piccole“. Scompenso (Exòrma Edizioni) è il suo primo romanzo. Il titolo ci fornisce già qualche indizio sulla tipologia di storia narrata, che affonda le sue radici nei drammi dell’esistenza. Il protagonista è Alberto, studente di filosofia a Venezia che – nonostante le difficoltà e lo scompenso esistenziale – riuscirà a laurearsi, a specializzarsi e a trovare lavoro. Per saperne di più sul romanzo, consigliamo la lettura dei seguenti approfondimenti su “La poesia e lo spirito” e la trasmissione radiofonica “Fahrenheit“.

– Andrea, come nasce questo tuo romanzo d’esordio
Nasce diversi anni fa, quando avevo iniziato a lavorare per una società privata e mi trovavo in un ambiente diverso da quelli a cui ero abituato, ancora legati al mondo dell’università e della mia formazione. A un certo punto ho sentito il bisogno di tirare le fila, di raccontare una storia che riflettesse e deformasse alcune mie esperienze, legate anche al volontariato e al servizio civile. Mi sono ritagliato del tempo dal lavoro, scrivendo di sera, nei fine settimana, durante le feste comandate e nei periodi di vacanza.

– Il libro è piuttosto voluminoso (oltre 400 pagine). Quanto tempo hai impiegato a scriverlo? Leggi tutto…