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LE STELLE CADRANNO TUTTE INSIEME di Iacopo Barison: incontro con l’autore

LE STELLE CADRANNO TUTTE INSIEME di Iacopo Barison (Fandango)

Iacopo Barison (Fossano, 1988); ha pubblicato un primo romanzo all’età di vent’anni, tratto dal suo blog. Suoi racconti e articoli sono apparsi su numerosi siti e riviste. A maggio 2014, per Tunué, è uscito il romanzo, Stalin + Bianca, nella collana di narrativa diretta da Vanni Santoni. Di recente, per i tipi di Fandango, è stato pubblicato il suo nuovo romanzo intitolato: Le stelle cadranno tutte insieme.

Abbiamo incontrato l’autore e gli abbiamo chiesto di raccontarci qualcosa su questo nuovo libro….

«Quando ho iniziato a scrivere Le stelle cadranno tutte insieme», ci ha spiegato Iacopo Barison, «volevo raccontare nel modo più onesto possibile che cosa significa avere fra i 20 e i 30 anni oggi, in un mondo così diverso e schizofrenico rispetto a quello dei miei genitori.
È stato, per me, un tentativo di guardarmi indietro e fare un bilancio dell’ultima decade della mia vita, trasfigurandola con la lente della finzione. Specifico che non si tratta di un romanzo autobiografico. Attraverso la storia di tre ragazzi disposti a tutto pur di diventare famosi nel mondo del cinema, forse ho raccontato anche cosa significa diventare adulti, doversi prendere delle responsabilità e magari fallire. I protagonisti si sentono completamente privati di un futuro a lungo a termine, quindi finiscono per concentrarsi su quello a breve, esclusivamente su se stessi, sul minuto successivo delle loro vite. Non è un caso che il romanzo cominci con una domanda: “E poi?”»

Di seguito, un estratto del romanzo…

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VINS GALLICO racconta FINAL CUT

VINS GALLICO racconta il suo romanzo “FINAL CUT. L’amore non Resiste” (Fandango) – tra i dodici libri selezionati per l’edizione 2015 del Premio Strega.  Un estratto del libro è disponibile qui

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FINAL CUT. Prima e dietro.

di Vins Gallico

Lavorando in una libreria mi capita spesso di avere a che fare con degli scatoloni. Appare il corriere, scarica di fretta perché ha il furgone in doppia fila, da fuori arrivano le imprecazioni degli altri automobilisti mentre io o le mie colleghe mettiamo un timbro su un documento di trasporto dall’inquietante acronimo ddt. Apriamo i colli e vediamo cos’è arrivato, le novità, o le ristampe, o i rifornimenti.

Certe volte, mesi dopo, quegli stessi libri tornano indietro, quando per motivi brutalmente finanziari tocca a noi preparare una “resa“: impacchettiamo gli invenduti che abbiamo condannato a non fare parte del catalogo della libreria e li rimandiamo agli editori.

Nonostante questa prassi lavorativa di ricezione e restituzione, non credo che sia questa l’idea sulla quale si basa Final Cut.

Lo spunto è stato una vicenda personale. Mi stavo per separare dopo una storia finita: una situazione in cui ci siamo trovati in molti, eppure in quel momento mi sentivo l’unico catalizzatore della tristezza universale, un isolato esploratore del dolore. Perché toccava proprio a me valicare quel confine?

Avrei evitato volentieri di affrontare quel passaggio e da lì, l’impulso un po’ vigliacco: Ah, se se ne potesse occupare qualcuno al mio posto. Così è stata immaginata la Final Cut srl! (tra l’altro, ho scoperto da pochi giorni che hanno appena fondato in Australia un’impresa che ha le stesse caratteristiche della mia Final Cut… una notizia che mi fa piacere perché significa che avevo letto sociologicamente una carenza e allo stesso tempo mi rattrista perché le funzioni della Final Cut sono un piccolo passo avanti del capitalismo e un piccolo passo indietro per l’umanità).

Insomma, ho chiuso la relazione e ho iniziato il romanzo. Per tre mesi, su quaderni che mi portavo dietro ovunque, spesso scrivevo in metropolitana. Dopo la prima stesura, il romanzo ha subìto tre riscritture, che hanno comportato notevoli cambiamenti sia a livello strutturale che a livello linguistico.

Dal punto di vista strutturale ho inserito una spalla del protagonista, una sorta di ego sostitutivo dell’io narrante (che già di per sé è un ego sostitutivo – iper-razionale – dei suoi clienti). Inoltre ho costruito anche una back-story del protagonista, che potesse dare una traccia dei processi di rimozione affrontati.

Una delle riscritture è stata soltanto linguistica. Leggi tutto…

FINAL CUT. L’amore non Resiste – di VINS GALLICO (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo “FINAL CUT. L’amore non Resiste“, di VINS GALLICO (Fandango) – tra i dodici libri selezionati per ledizione 2015 del Premio Strega.

[Domani Vins Gallico ci “racconterà” il suo romanzo]

Concepii l’idea della Final Cut assillato dai lamenti di un cugino di secondo grado, Ludovico, anche lui impiegato presso l’AVG Srl. Non annovererei Ludovico, trentasei anni e un diploma di terza media, fra le menti migliori della mia generazione. Dopo nove mesi di relazione era stato lasciato da Claudia, la fidanzata ventiquattrenne che mesceva cocktail e serviva birra in un discutibile pub lungo la via Pontina.
Claudia si era acquartierata da lui poco dopo l’inizio della loro storia. Probabilmente si sentiva al sicuro ad abitare con un colosso dai modi semplici e dai bicipiti espansi. Nessuno avrebbe potuto ipotizzare che le attenzioni moleste del padrone del pub si sarebbero trasformate, con il trascorrere dei mesi, da volgari approcci e provocanti avan- ces in un poetico corteggiamento dal quale Claudia non si sentì più infastidita, bensì lusingata.
Liquidò Ludovico per mettersi con Tommi, dopo un probabile periodo di accavallamento.
Il problema? Sorse quando lei ricordò di aver lasciato al-cuni effetti personali nell’appartamento di mio cugino. Il quale non gradiva la pretesa di rivolerli indietro: diceva di “stare sotto un treno” e che avrebbe fatto di tutto pur di non “vedere mai più quella mignotta”.
“Perché non gliela porti tu la sua merda?”, mi propose una sera che aveva alzato un po’ il gomito.
“Neanche se mi paghi”, reagii senza riflettere.
Lasciai passare qualche secondo e modificai leggermente la mia presa di posizione:
“Beh, magari se mi paghi…”. Leggi tutto…

ELEANOR CATTON vince il Man Booker Prize 2013

ELEANOR CATTON ha vinto il Man Booker Prize 2013 con il romanzo The Luminaries, che sarà pubblicato in Italia in primavera nel 2014 da Fandango. Pubblichiamo, in anteprima, una scheda informativa sul libro.

Un’opera matura e magnifica. Un libro sorprendente nella complessità della struttura, incredibile per la storia che narra e per la magia di evocare un mondo di avarizia e di oro.

Robert Macfarlane, Presidente della Giuria del “Man Booker Prize” 2013

[Eleanor Catton ha già pubblicato, in Italia per Fandango, il romanzo “La prova”]

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THE LUMINARIES, di Eleanor Catton

“C’era questo mondo immenso di tempo che scorre e di spazi che si muovono, e un piccolo, immobile mondo di orrore, di vizi e di ambiguità; questi si accordarono insieme, una sfera dentro una sfera.”

1866. Walter Moody sta andando a far fortuna nelle miniere d’oro in Nuova Zelanda. La notte del suo arrivo si ritrova, quasi casualmente, nel bel mezzo di un consesso di 12 uomini del posto che si sono incontrati in gran segreto per discutere di una serie di crimini rimasti irrisolti.
Un ricco signore è sparito senza lasciar traccia, una puttana ha provato a togliersi la vita, un’enorme somma di denaro è stata ritrovata nella baracca di un ubriacone. Moody è immediatamente tirato dentro il mistero: un intrico di destini e di fortune che è tanto complesso e perfettamente ordito quanto un cielo di stelle la notte.
Dall’autrice de La prova, libro pluripremiato in tutto il mondo, la nuova impresa narrativa di Eleanor Catton è un romanzo epico, vittoriano, che ha nella sua complessità la sua grande forza, merito di quell’arte raffinata di collegare ogni cosa, anche se niente è come sembra.

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Eleanor Catton, nata in Canada, di nazionalità neozelandese e residente in Australia, è la più giovane scrittrice a vincere questo prestigioso premio a soli 28 anni. Il romanzo con le sue 832 pagine è anche l’opera più lunga a vincere nei quarantacinque anni di storia del premio. The Luminaries è il secondo libro di Eleanor Catton dopo La prova (The Rehersal, Fandango 2010), finalista al Guardian First Book Award e vincitore del Glenn Schaeffer Fellowship 2008 presso l’Iowa Writer’s Workshop.

Eleanor Catton sa condurci dentro un labirinto di esistenze che convergono tutte nello stesso punto in un modo che non potremmo mai aspettarci. Tale è il senso della storia che il passato diventa importante quanto il futuro. Il tempo si diluisce nella scrittura, e il mistero della creazione luccica tra le fenditure della trama. Non avrei mai voluto finirlo, questo romanzo. E in un certo senso, il romanzo non finisce. Le rivelazioni della Catton durano.” Leggi tutto…

Premio Strega 2013: le scuole premiano APNEA di Lorenzo Amurri

premio strega2011 un anno stregato APNEA di LORENZO AMURRI  è il romanzo più votato dalle scuole di Un anno Stregato al Premio Strega 2013

La faccia immersa nella neve, come ovatta soffice che gli toglie il fiato. È la vertigine dell’apnea. Pochi attimi prima Lorenzo stava sciando insieme a Johanna, la sua fidanzata. Un momento spensierato come tanti, ormai irrimediabilmente ricacciato indietro, in un passato lontano. Poi la corsa in ospedale in elicottero, il coma farmacologico e un’operazione di nove ore alla colonna vertebrale. Dai capezzoli in giù la perdita completa di sensibilità e movimenti.
ApneaD’ora in avanti Lorenzo e il suo corpo vivranno da separati in casa. Ma l’unica cosa che conta, adesso, sono le mani. Poter riprendere a muoverle, poter ricominciare a suonare la chitarra, perché la musica è tutta la sua vita. Dalla terapia intensiva ai lunghi mesi di riabilitazione in una clinica di Zurigo, fino al momento di lasciare il nuovo grembo materno che lo ha tenuto recluso ma lo ha accudito e protetto durante la convalescenza. E il difficile reinserimento in un mondo dove all’improvviso tutto è irraggiungibile e tutti sono diventati più alti, giganti minacciosi dalle ombre imponenti. Con coraggio e determinazione Lorenzo Amurri racconta il suo ritorno alla vita. La voglia di vedere, di toccare, di sentire. Di riprendere a far tardi la notte insieme agli amici, di abbandonarsi all’amore della sua donna e riconquistare la libertà che gli è stata rubata. Ogni tappa è una lenta risalita verso la superficie, un’apnea profonda che precede un perfetto e interminabile respiro
.

“Viaggio lungo una linea d’ombra costante dove non batte mai il sole, dove i giorni si susseguono identici e noiosi, dove non esistono colori ma solo immagini sfocate in bianco e nero, dove ho la sensazione di non far parte del mondo che mi circonda, e dove il frastornante rumore dei miei pensieri copre le voci di chi mi vorrebbe aiutare.”
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CONTRO LA MEMORIA, di Alessandro Piperno

Contro la memoriaCONTRO LA MEMORIA, di Alessandro Piperno
Fandango libri, 2012 – pagg. 262 – euro 16

In esclusiva per Letteratitudine, il primo capitolo del libro

La scheda
Tra pochi anni morirà l’ultimo ebreo che ha vissuto la Shoah.
Come tramandarla dopo? Esiste una forma d’espressione efficace per la tragedia?
Alessandro Piperno indaga sul concetto di memoria e i rischi connessi. Per farlo l’autore utilizza l’opera di Proust che viene interpretata in una chiave profetica.
Proust fu il paladino di quei giovani letterati ebrei che alla fine del diciannovesimo secolo scelsero di ripudiare la propria origine. Ma dietro l’apparente antisemitismo si nascondeva una crudele ricerca di autenticità e verità.
Ansia di piacere, di essere bene accolti, di promuoversi socialmente utilizzando tutti gli strumenti della seduzione costituiscono il marchio del vizio congenito che rende insopportabili gli ebrei agli occhi di Proust; vizio da cui egli stesso vuole emendarsi. Conformismo e mascheramento accomunano gli ebrei della Recherche con gli omosessuali così come in essa appaiono: entrambe le ‘razze’ (è così che Proust le considera) sviluppano impressionanti qualità mimetiche in modo da confondersi con l’habitat ostile in cui si trovano fatalmente a vivere.
Attraverso Proust l’autore decifra la retorica della memoria in voga nei nostri giorni che spesso con la celebrazione depotenzia il valore della tragedia. Dalle pagine di Piperno esce fuori che la Recherche è un’opera nichilista in cui la memoria non è conforto, ma dannazione.

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Da CONTRO LA MEMORIA, di Alessandro Piperno

Se la Memoria è morte e l’Oblio è vita

È ogni istante più vicino il giorno in cui l’ultimo sopravvissuto della Shoah scomparirà dalla faccia della terra. Probabilmente sarà uno di quei bambini (ormai diventato vecchio)  che, con occhi smarriti dalla rassegnazione ancor prima che dal terrore, mostra i numeri incisi sul polso alle cineprese degli alleati ansiosi  di documentare l’entità e l’orrore dello sterminio. Sì, uno di quei bambini, quasi indistinguibili dai suoi compagni di sventura, che riappaiono in tv ogni fine gennaio, nella settimana durante la quale, per convenzione e non senza qualche
ipocrisia, usiamo commemorare i milioni di vittime del genocidio. Leggi tutto…

IL MANUALE DEL CALCIO di Agostino Di Bartolomei

IL MANUALE DEL CALCIO di Agostino Di Bartolomei
Fandango Libri, 2012 – pagg. 269 – euro 15

In collegamento con il dibattito su LetteratitudineBlog: “Il Pelè del Sacro Cuore”

Il manuale del calcioIl calcio è uno sport collettivo che oppone due squadre di 11 giocatori una contro l’altra, si svolge in due tempi di 45 minuti l’uno e con molta semplicità si può giocare dovunque; in piazza, in strada, su un prato, basta avere quattro sassi per fare due porte e un pallone ben gonfio.
Parola di Agostino Di Bartolomei, glorioso capitano del secondo scudetto giallorosso, indiscusso e amato da un’intera generazione di tifosi e appassionati.
La storia del calcio dalle sue antichissime origini fino ai giorni nostri; un’ampia sezione sul regolamento moderno (misure regolamentari del campo, caratteristiche del pallone, ruoli dei giocatori e doveri degli arbitri) per finire con le tecniche di allenamento e le tattiche di gioco. Fra le parole di Agostino Di Bartolomei trovano spazio le immagini dei bozzetti originali degli schemi di gioco, i materiali di allenamento con gli esercizi quotidiani, i disegni delle traiettorie dei calci d’angolo e dei rigori.

Si ammira sempre la semplicità con la quale un grande campione rende facili le cose anche più complicate. Ma cosa c’è dietro questa semplicità? Sinceramente doti naturali, ma anche tanto lavoro, studio e concentrazione per essere sempre al meglio. Questo mio testo, che non vuole insegnare nulla, cercherà di far conoscere soprattutto ai ragazzi e a tutti gli appassionati di calcio quelle poche e utili nozioni che possono aiutare a trovare quella semplicità di gioco che secondo me è la chiave di questo sport meraviglioso“. (Agostino Di Bartolomei)

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Agostino Di Bartolomei, nato a Roma nel 1955 è stato il capitano della Roma del secondo scudetto e uno dei suoi calciatori simbolo.
Ha militato anche con il Milan, il Cesena e la Salernitana. Lasciato ai margini dal mondo del calcio, anche per la sua integrità, si è tolto la vita a 39 anni, nell’anniversario della finale persa della Coppa dei Campioni.

Di seguito, la prefazione di Gianni Mura in esclusiva per Letteratitudine (per gentile concessione di Fandango libri – diritti riservati)

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PREFAZIONE
DI GIANNI MURA

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