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Posts Tagged ‘Fazie editore’

COMPANY PARADE di Margaret Storm Jameson (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo COMPANY PARADE di Margaret Storm Jameson (traduzione di Velia Februari – Fazi editore)

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Quando si svegliava al mattino, erano due i momenti in cui si sentiva infelice. Il primo era quando pensava al piccolo Richard che, nell’istante in cui la porta della sua cameretta si apriva, alzava la testa, ma di lei non chiedeva mai. L’avrebbe cercata senza dire niente, e dalla sua espressione nessuno avrebbe capito che sentiva la mancanza della madre. Il secondo era quando, aprendo la porta per recuperare il vassoio della colazione, non trovava lettere ad attenderla. Dopodiché non le restava altro che correre alla finestra per decidere quale dei due cappotti indossare quel giorno. Se trovava una lettera di Penn, suo marito, la leggeva e la rileggeva mentre faceva colazione, delusa dalla laconicità e dalla penuria di informazioni, per poi cancellarla completamente dai suoi pensieri non appena scendeva in strada. Penn era di stanza nel Kent come ufficiale di terra dell’Air Force: la guerra per lui era stata un piacevole tour di magazzini, parchi e aeroporti militari in Inghilterra. Quando Hervey pensava a lui, lo faceva con impazienza e tenerezza, come si pensa a qualcuno che non dovrebbe piacerci, ma a cui non possiamo smettere di voler bene. Leggi tutto…

LE MEZZE VERITÀ di Elizabeth Jane Howard (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo LE MEZZE VERITÀ di Elizabeth Jane Howard (Fazi editore – Traduzione di Manuela Francescon)

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Sarebbe stato più facile essere un vegetale, pensò, e in un modo o nell’altro, pian piano, la sua funzione nel mondo si sarebbe realizzata: non era necessario saltare in una volta sola dal cavolo a Dio. Lei invece era messa proprio male: i neonati erano a posto; anche i bambini piccoli erano ancora sani dal punto di vista spirituale. Ma c’era un punto, lungo il percorso che portava all’adolescenza, in cui si veniva declassati dallo status di bambini a quello di vegetali, spesso vegetali della peggior specie. Il Cristianesimo dava la colpa alla conoscenza carnale. Questa a May sembrava una grossa semplificazione, perché le venivano in mente numerose persone orribili e tragicamente involute che quanto a conoscenza carnale non potevano… In ogni modo quell’uomo interessante aveva detto che il sesso era cosa buona, se uno vi si accostava nella maniera corretta, salvo poi aggiungere che quasi nessuno sapeva quale fosse. Quanto a May, lei aveva pensato al sesso solo in un periodo della sua vita, i terribili mesi dopo che Clifford era stato ucciso, quando insieme al fardello insostenibile del dolore, aveva dovuto sopportare anche il desiderio inesausto del corpo. Perché il corpo non sembrava affatto disposto ad accettare il fatto che lui non ci fosse più, proprio come quei poveretti che perdono un arto e che continuano a provare prurito o fastidio in quella parte del corpo. Leggi tutto…