Archivio

Posts Tagged ‘Francesca Diotallevi’

DAI TUOI OCCHI SOLAMENTE di Francesca Diotallevi (intervista)

DAI TUOI OCCHI SOLAMENTE di Francesca Diotallevi (Neri Pozza)

Libro proposto all’edizione 2019 del Premio Strega

* * *

Intervista all’autrice

di Simona Lo Iacono

Vivian scatta con un click deciso, afferra l’immagine, la archivia nel cuore, ancor prima che nella pellicola. Un gesto intenso e al tempo stesso fugace, che racchiude l’attimo e l’eternità.
E’ così la storia di ciascuno di noi, lo sa bene Vivian Maier. Una foto dietro la quale si acquattano sia i desideri perduti sia i bisogni d’amore. L’arte non fa che stanarli, a volte in modo inopportuno, alle altre con istinto provvidenziale. Ma resta pur sempre l’unica ad obbedire al suo vero padrone: la ferita che richiede l’unguento, la falla che esige il rimedio.
All’inizio è stato tutto un reagire all’istinto di divorare le esistenze degli altri. Come se quell’afferrare le figure di persone incontrate in modo imprevisto avviasse un contagio prodigioso e, nell’immedesimazione, operasse un insperato salvataggio. Ma dopo, quello stesso contagio l’ha portata là dove nessuno ha il coraggio di andare: oltre gli edifici allestiti per glorificare l’apparenza. Al di là dei nomi che proteggono dagli strapiombi. Dentro il buio che fatica a farsi abbeverare dalla luce.
Senza saperlo, Vivian ha imparato a guardare con gli occhi degli altri.
Francesca Diotallevi ritrae la storia di Vivian Maier con sconcertante bellezza. La fotografa vissuta a New York negli anni cinquanta svolgendo la professione di bambinaia, vive tra le sue pagine con umanità, dolore, incanto. L’infanzia difficile, a contatto con il rifiuto e il disamore. La fuga nelle case degli altri, in famiglie che non le appartengono, crescendo figli non generati. E quelli veri, di figli. Ossia gli scatti rubati alla realtà, nel momento preciso in cui quella realtà si rivela. Vivian non ritrae qualunque cosa, qualunque persona. Solo ciò che ha con lei un’affinità feroce e struggente. Il complicato richiamo di un riconoscimento.
Alla fine, non le importa nemmeno di svilupparle, le foto. Come bambini concepiti, preferisce tenerli nel grembo, al caldo di un covo che non vedrà la corruzione del vero, l’atrocità degli abbandoni, il rischio della solitudine. Con l’istinto di ogni madre che genera per necessità, o anche per sopravvivere a se stessa, Vivian non vuole che ai propri figli tocchi il suo stesso destino.

-Francesca, chiedo all’autrice, raccontaci di questa donna, del percorso che hai fatto per impadronirti della sua vita. Leggi tutto…