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FRANCESCA FIORLETTA racconta BORGES NON È MAI ESISTITO

FRANCESCA FIORLETTA racconta il suo romanzo BORGES NON È MAI ESISTITO (L’Erudita)

di Francesca Fiorletta

Immaginate un inverno molto freddo. Un inverno a cui i romani non sono per niente abituati.
La capitale coi suoi vicoli assolati, gli scorci primaverili anche a gennaio, le belle ville con gli alberi perennemente in fiore. Ecco, forse non si è trattato proprio di un inverno, non tutto intero almeno. Sarà bastata una settimana o forse due, una ventina di giorni al massimo, ma sferzati da temperature a dir poco polari… Che poi, polari. D’accordo, in qualche rara occasione abbiamo sfiorato lo zero, ma c’è da dire che io sono una donna estremamente freddolosa. E, insomma, la sensazione era quella di essere stata improvvisamente trapiantata in Alaska.
Immaginate poi di dover affrontare un trasloco. Non proprio un trasloco di casa, ma un trasloco sul posto di lavoro. Scatoloni da riempire dappertutto, scaffali mezzi vuoti, dio non voglia la connessione internet assente. Insomma, il panico vero.
Così è nata la mia personale Siberia. Perché Borges, cioè, il mio romanzo, prima di chiamarsi Borges non è mai esistito, si chiamava Siberia. E raccontava di questo inverno molto freddo in cui era piombata la capitale, e di una ragazza che ogni mattina usciva di casa intabarrata per recarsi sul posto di lavoro. Leggi tutto…

MORE UXORIO di Francesca Fiorletta (un estratto)

Pubblichiamo un estratto del romanzo MORE UXORIO di Francesca Fiorletta (ZONA Contemporanea)
pp. 106 – EURO 11

https://i1.wp.com/www.malacoda.eu/wp-content/uploads/2016/01/cover-fiorletta2.jpg3.

I motivi, Nadja.
Diamoci delle motivazioni, allora, cerchiamo di spiegare tutto quello che rimane di più insindacabile, le ragioni metafonetiche, le anastrofi d’epoca, da drive in.
Anche le coppie molto giovani, quelle che dicono:
– Mai e poi mai andare a convivere.
Non lasciare mai più gli smalti verdi sulle unghiette, mai gli unguenti retrò, in bella vista col contrassegno della discoteca.
È un dettato piuttosto naif, il polso col bollo, e non si gioca più neanche il rugby da sottoscala, con le infradito di provette e entreneuse.
Però ugualmente il sabato, in battuta d’arresto, dicevamo, tutti in massa, col mobilio chantilly, le visite di famiglia, il tè agli agrumi.
Non si scappa, non riuscirai a scappare più.
– Tanto anche se scappi io ti trattengo. Leggi tutto…