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Posts Tagged ‘Francesca Marone’

FOUND IN TRANSLATION

‘Found in translation’: La tua voce in un’altra lingua

Risultati immagini per Catherine Dunne

di Francesca G. Marone

Il processo creativo nasce e si sviluppa passando per diverse strade, seguendo percorsi che molti studiosi hanno cercato di individuare, suddividendo quello stesso processo in più fasi. Chi in quattro fasi, chi in sette, sempre evidenziando che alla base debba esserci “la nascita di un’intenzione”, seguita da una fase di preparazione e di incubazione, poi di illuminazione: lo stadio del sorgere improvviso di una luce, e infine la fase della verifica dove è necessario avere un feedback, un confronto su ciò che si è creato. Ma cosa accade se in questo processo creativo si inserisce il passaggio all’uso di una lingua che non è la nostra? Molti scrittori asiatici, africani, indiani si sono rivolti al francese e all’inglese per scrivere le loro storie, alcuni autori hanno utilizzato anche la nostra lingua, fra cui Jhumpa Lahiri che ha scritto in italiano il suo primo libro autobiografico, qualche anno fa, spiegando l’esigenza della scelta con la metafora dell’immagine del triangolo: nel difficile conflitto fra l’inglese e il bengalese fa capolino l’italiano e vince, diventando la lingua della creatività sciolta dai vincoli dell’abitudine. Molti autori provano a uscire da quella zona fatta di certezze e di routine creativa scompigliando le carte e sfidano la loro stessa capacità espressiva cimentandosi nella scrittura di un’opera in un’altra lingua.
L’iniziativa di cui ho chiesto a Federica Sgaggio di parlarci è un singolare corso di scrittura in inglese con le già conosciute autrici Catherine Dunne (foto in alto) e Lia Mills che si svolgerà a Dublino dal 31/7 al 4/8/2017.

Cara Federica vorresti raccontarci come nasce quest’idea del corso e con quali finalità? Leggi tutto…

LUI COSI’ ESTRANEO, di Francesca Marone tra i romanzi segnalati dal Premio Calvino 2014

francesca-g-maroneLUI COSI’ ESTRANEO, di Francesca G. Marone tra i romanzi segnalati dal Premio Calvino 2014

di Massimo Maugeri

Sono molto felice nell’apprendere la notizia che, tra i segnalati dell’edizione 2014 del Premio Calvino, figura anche la “nostra” Francesca Marone (nella foto accanto), curatrice dello spazio di Letteratitudine chiamato Osservatorio LitBlog. Francesca concorreva con un romanzo inedito intitolato “Lui così estraneo“.
La frase indicata come motivazione del riconoscimento è la seguente: “per il lacerante scandaglio di un’interiorità femminile”.
Di seguito, una scheda del libro, una breve “chiacchierata” con Francesca e un piccolo assaggio del testo…

Maria Giulia, una donna separata con figli, attraversa il percorso della malattia e della morte del padre provando la più profonda incapacità di amare e di perdonare. Scopre, leggendo vecchie lettere l’esistenza di una vita a Praga, e forse di un figlio segreto di suo padre. Intraprende un viaggio alla ricerca della verità che lei crede necessaria alla sua vita. In un doloroso scandaglio interiore, fatto di ritorni al passato e di ferite mai sanate, la donna indaga nell’estraneità dei sentimenti che l’hanno accompagnata nel corso dell’esistenza. Uno spiraglio di speranza per guardare la vita con occhi diversi e perdonare se stessa le permetterà di aprirsi a una delle scelte d’amore più coraggiose.

– Cara Francesca, raccontaci qualcosa di questo tuo libro…
Questo libro è molto importante per me, certamente imperfetto e di questo sono cosciente ma molto necessario. Pur non essendo particolarmente lungo ha impiegato circa quattro anni a venir fuori e materializzarsi su carta. E’ nato da una esigenza profonda di comprendere quanto il perdonare sia un processo così tortuoso e poco connaturato anche in un legame di sangue come quello fra un padre e una figlia. Non vi è nulla di scontato nelle relazioni affettive, essere legati non implica necessariamente avere confidenza, intimità e fiducia l’uno con l’altra. E’ doloroso ammetterlo per primo a se stessi. Poi da questa esigenza, e dalla maturazione interiore di un dolore, è nato il coraggio di imbastire una storia che narra di una donna intrappolata in una vita a metà dopo la separazione e in un rapporto tormentato con il padre il quale è vissuto come se fosse un estraneo tutto da scoprire. Estraneo però è in realtà il sentimento dell’amore che lei non riesce a riconoscere nemmeno in se stessa.

– Nella frase pubblicata sul sito del Premio, estrapolata dalle motivazioni, leggiamo: “per il lacerante scandaglio di un’interiorità femminile”. Ti ci ritrovi? Leggi tutto…